Fotografia – Riccardo Venturi Haiti Aftermath Federicapaola Capecchi per Milano Arte Expo

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi – Haiti Aftermath

Riccardo Venturi Haiti Aftermath – di Federicapaola Capecchi per Milano Arte Expo Fotografia. Photoshow 2015, domenica 25 ottobre, incontro “Haiti Aftermath, anche mobile” nel corso del quale Riccardo Venturi dibatte del progetto Haiti Aftermath. – Le fotografie cominciano a scorrere sullo schermo. Pochi secondi e non hai più la percezione di guardare ma di essere lì, in mezzo a quell’inferno. Accucciata tra le macerie, correndo accanto alla mamma che fugge con in braccio il figlio dopo che i lacrimogeni della polizia hanno colpito il campo di sfollati di Champ de Mars, seduta insieme a quelle due donne sfollate lungo i marciapiedi nei pressi della cattedrale. 

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi – Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Sopravvisuti fanno il bagno in mezzo alla strada dopo aver rotto le tubature

Il bianco e nero di Riccardo Venturi non è un bianco e nero “normale”, nemmeno nella sua consustanziale attitudine a far emergere maggiormente forme e dettagli grazie ai passaggi chiaroscurali attraverso toni di grigio.

La tridimensionalità qui è ancora più evidente e i volumi e i corpi, persino gli sguardi anche quando il volto è di spalle, si fanno più puri.

Le ombre, grigie o nere, assumono la stessa importanza degli oggetti, delle persone, degli spazi che le producono. Un ritmo, un tempo, le pause appaiono particolarmente marcati.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Una donna durante una cerimonia religiosa per commemorare le vittime del terremoto

Tutto si staglia in modo netto e assume una forte espressività. La profondità spaziale è assolutamente e ancor più leggibile attraverso gradienti di grigio con cui Venturi sembra agire in un modo particolare, nell’atmosfera che si frappone tra lui e i soggetti. Il dolore e la paura perdono la pornografia che a volte può avere il colore, e risultano più assoluti e intensi.

Azione, e poi accoglienza e riflessione, sono un alternarsi costante della proiezione delle immagini, quanto del libro, quanto del progetto stesso.

E l’ atto di un respiro e di una riflessione torna spesso. Vicino forse a quello che vive in diretta Riccardo Venturi, quando sceglie di fotografare in pellicola, costretto a sedersi, fermarsi quando deve cambiarla … “[…] fermarsi e sedersi magari in mezzo al caos assoluto, e quindi riflettere, scegliere, ragionare, ponderare quello che voglio e vado a fotografare, ascoltare […]”. Un grande, corposo e importante lavoro incentrato sull’uomo, sulla memoria e sull’identità.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Picwant Haiti

Tutto questo è figlio diretto dell’occhio e dello sguardo di Riccardo Venturi, che coinvolge tanto il corpo quanto la mente. Un occhio e uno sguardo che reputa il bianco e nero il modo per avvicinarsi davvero all’uomo. Un occhio e uno sguardo che ha grande attenzione per l’uomo e la sua importanza; che lavora sugli eventi e, spesso, soprattutto sulle conseguenze degli eventi. “Perché così vanno raccontate le storie” – sostiene Riccardo Venturi durante l’incontro – “dando una visione molto più ampia dell’evento in sé e per sé, riportando tasselli e informazioni veramente a 360°, soprattutto sul dopo. Infatti ciò che non amo molto oggi di una certa informazione giornalistica è proprio il riportare per frammenti […]”.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Il cadavere di un uomo forse vittima di un regolamento di conti tra gang

Un occhio e uno sguardo capace di descrivere orrori e atrocità restituendo dignità ad ogni singolo soggetto fotografato, anche allo spazio architettonico o ambientale laddove compare, rivelando terrore e speranza, violenza e pace, sofferenza e compassione. Una volontà, nel caso specifico di Haiti, di documentare, monitorare, descrivere lo stato delle cose a distanza dall’accadimento ancora emotivamente caldo; di mantenere viva l’attenzione sulla vicenda della popolazione haitiana, sulle condizioni, sui bisogni. “[…] intima convinzione che fare il fotoreporter oggi significa offrire un servizio di mediazione culturale, traducendo atmosfere, sensazioni e urgenze in immagini”.

In questo libro stupendo che è Haiti Aftermath c’è tutta la capacità di raccontare, di essere testimoni, di un punto di vista, di una presa di posizione, di un pensiero, con sensibilità, capacità di vedere, cultura, metodo e molta passione.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Un bambino davanti al vecchio mercato coloniale incendiato dai saccheggiatori

E questo progetto doveva diventare un libro. Certa fotografia, certi reportage hanno un respiro che merita di diventare un libro, qualcosa che rimane, che ha un peso, che non si limita ad una proiezione od una esposizione per quanto ampia, curata e di qualità. Haiti Aftermath, a cura di Peliti Associati è un viaggio fotografico composto da 60 scatti, che ripercorrono le fasi salienti del post terremoto fino ai giorni nostri.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Alcuni giovani prendono parte ai saccheggi successivi al sisma

Riccardo Venturi è arrivato la prima volta ad Haiti, a Port-au-Prince, quattro giorni dopo il sisma, nel 2010, ma vi è tornato poi più volte proprio per testimoniare il dopo; come nel 2012, nel 2013 quando la capitale è stata sconvolta da una protesta contro il presidente Michel Martelly, di cui si chiedevano le dimissioni, con conseguenti aspri scontri tra i civili e la polizia. E così nel 2014. Dal 2010 ad oggi ha raccontato e testimoniato così l’evento nella sua reale complessità. Dalla tendopoli a cielo aperto dei primi giorni, con corpi vivi mescolati a quelli morti, accatastati ovunque, agli scontri durante e dopo la campagna elettorale del presidente Michel Martelly, fino all’epidemia di colera, alle violazioni dei diritti umani e alle violenze della criminalità organizzata. E ha raccontato davvero un popolo che, nonostante la povertà e le situazioni devastanti e degradanti causate dal terremoto, ha cercato di mantenere la propria identità.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince maggio 2010 Una vedova fotografata all’interno della sua baracca

Riccardo Venturi, con il reportage “Haiti Aftermath” è vincitore del Primo premio General News al World Press Photo 2011.

Il 12 gennaio 2010 il terremoto di Haiti (sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter) ha mietuto oltre 220.000 vittime e sconvolto l’esistenza di tre milioni di persone. A cinque anni dal sisma ci sono ancora oltre 170.000 sfollati, 600.000 persone che vivono in condizioni di insicurezza alimentare, 50.000 nuove infezioni di colera ogni anno. Anche per questo, forse, Riccardo Venturi ha deciso di realizzare il progetto e il libro attraverso il crowdfunding, per coinvolgere il maggior numero di persone possibili, perché il maggior numero di persone conosca la situazione del popolo haitiano, e possa diventare una volontà comune quella di non chiudere troppo spesso in fretta il sipario sugli eventi nel mondo. Federicapaola Capecchi

Chi vuole acquistare il libro Haiti Aftermath di Riccardo Venturi può rivolgersi a Picwant.com e, fino al 14 novembre, in occasione delle mostre per il Photofestival 2015, presso la Casa Museo Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli n° 24, Milano.

Federicapaola Capecchi

…. > leggi anche gli altri articoli della coreografa e blogger Federicapaola Capecchi per il magazine Milano Arte Expo.

Website: http://www.riccardoventuri.com/

Riccardo Venturi sarà presto di nuovo ospite delle pagine del magazine d’arte, fotografia, design, fashion Milano Arte Expo con un’intervista a cura di Federicapaola Capecchi.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince maggio 2011 Abitanti di Warf Jeremie, una delle shanty town più povere e pericolose

RICCARDO VENTURI

(Roma, 1966) ha intrapreso l’attività di fotogiornalista nel 1988. Dalla metà degli anni Novanta ha

iniziato a realizzare reportage di guerra, seguendo in particolare il conflitto in Afghanistan e vincendo il World Press Photo nel 1997, mentre le sue immagini della guerra in Kosovo gli sono valse il Leica Honorable Mention nel 1999.

Riccardo Venturi

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince maggio 2011 Una mamma con il figlio in braccio fugge dai lacrimogeni della polizia durante una manifestazione

Da allora ha continuato a viaggiare attraverso molti paesi in guerra in Africa, Medioriente, e Sud America.

È stato testimone di moltissimi eventi internazionali, tra cui lo tsunami nello Sri Lanka e in Indonesia o il terremoto in Iran nel 2004, il conflitto in Libia o il devastante terremoto che ha colpito Haiti nel 2010, alternando il suo interesse per la cronaca con la ricerca personale.

Riccardo Venturi ha pubblicato le sue fotografie su molte testate italiane e internazionali, ed esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha spesso lavorato in collaborazione con importanti organizzazioni umanitarie, tra cui Unicef, United Nations High Commissioner for Refugees, World Health Organization, Medici Senza Frontiere, Emergency.

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Federicapaola Capecchi per il testo e la selezione delle immagini relative al fotografo Riccardo Venturi – e al progetto Haiti Aftermath – e la rubrica sulla fotografia del magazine.

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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Una risposta

  1. gennaio 26, 2016

    […] – ospite anche del recente Photoshow 2015, dove ha presentato il suo ultimo libro Haiti Aftermath. Fotografo di fama internazionale (dell’agenzia Contrasto dal 2001), dal ’90 persegue […]

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