FIAC 2015 Paris – Fiera internazionale d’arte contemporanea – di Silvia Ceffa

FIAC 2015 Paris

FIAC 2015 Paris – Fiera internazionale d’arte contemporanea

FIAC 2015 ParisFiera internazionale d’arte contemporanea – di Silvia Ceffa per Milano Arte Expo (magazine della Casa Museo Spazio Tadini – direttore: Melina Scalise). La Fiera internazionale d’arte contemporanea è giunta alla sua 42° edizione. Quest’anno le gallerie d’arte più prestigiose al Grand Palais di Parigi sono 175 provenienti da 23 nazioni e offrono visibilità ai loro artisti più rappresentativi. 

Interessanti ed accattivanti le esposizioni attirano collezionisti e pubblico. Attraverso numerose interviste ai galleristi presenti negli stand raccolgo informazioni sulle opere degli artisti che espongono in quest’edizione.

D’impatto si viene attratti dalle opere esposte dalla Galleria Massimo De Carlo, due in particolare:

Fiac 2015

TALK SLOW, BUT THINK QUICK

TALK SLOW, BUT THINK QUICK. , 2015
Matita e grafite su carta
127 x 183 cm / 50 x 72 inches

Il collaboratore della galleria spiega che è una creazione di Tony Louis, un artista molto giovane con cui hanno realizzato una mostra a Londra e una ancora in corso a Milano. Tony Lewis nato nel 1986 vive a Chicago, artista noto per i suoi grandi disegni in gradazioni di bianco e nero, ha realizzato una serie di disegni in scala ridotta di muri di mattoni e alla Fiac ne presenta uno.

L’opera è realizzata con polvere di grafite su carta, l’unica tecnica che usa. Ogni tanto costruisce delle installazioni che hanno questo elemento di polvere. Conserva le tracce del passaggio del tempo. Quest’opera fa parte di una serie di grafiti su tela in cui Tony rappresenta in maniera del tutto astratta un muro, cioè non è un muro specifico, ma è l’idea stessa del muro. In molti altri lavori l’artista utilizza il linguaggio e la semeiotica. Questo ciclo di opere con il tema del muro rappresenta le barriere linguistiche della comunicazione.

Altra opera presentata dalla galleria MCD è quella di Kaari Upson

Kaari Upson

Kaari Upson, Four Positions

Kaari Upson, Four Positions, 2014, silicone, spandex, fiberglass and charcoal four parts, each part: 46 x 24 x 8 in (117 x 61 x 20 cm)

Nata nel 1972 a San Bernardino, California, Kaari Upson vive e lavora a Los Angeles e rappresenta una delle voci più interessanti della nuova scena artistica californiana su cui si stanno concentrando moltissime attenzioni da parte di collezionisti importanti. La galleria ha già curato due sue mostre a Londra e una a Milano.

Il lavoro che espone qui a Parigi, nello specifico fa parte di una serie di opere nella quale lei recupera per le strade di Los Angeles materassi o cuscini usati. Sono oggetti molto importanti nella sua vita perché conservano la memoria e la storia delle persone. Ne fa un calco e li riproduce all’inverso dentro al calco con il silicone che è un materiale che riesce a riprodurre in maniera molto accurata la texture dell’oggetto originale. E’ tipico di Los Angeles vedere per le vie queste grandi pile di materassi o mobili e viene naturale chiedersi come mai li buttino via così. Ecco che l’artista ha preso un frammento della sua città e l’ha trasformato in uno strumento per analizzare la psicologia, per cercare di immaginare la psicologia delle persone che hanno passato del tempo su questi oggetti. Le sue opere ci sono apparentemente familiari, sono oggetti con cui ognuno di noi ha a che fare quotidianamente eppure trasmettono un senso di turbamento, instabilità e perversione.

La Galleria Campoli Presti di Parigi presenta un collettivo di artisti newyorkesi che hanno esposto un’opera derivante da una serie di opere presentate alla mostra tenuta a Campoli Presti a Londra l’anno scorso.

Fiac 2015

Fiac 2015 – Reena-Spaulings

L’artista “fittizio” Reena Spaulings (un collettivo di artisti, tra cui, in questa mostra, John Kelsey, Jutta Koether, e Emily Sundbladt) presenta quattro dipinti di grande formato. Tutte le tele sono state colorate da un robot chiamato Scooba 450 che pulisce il pavimento. Per creare i loro lavori hanno messo della pittura sulle spazzole del robot che, una volta azionato, ha lasciato dei segni sulla tela. Tutta la serie è ispirata dalle tonalità dei tramonti di William Turner, infatti le opere sono caratterizzate da un’ampia varietà cromatica e da una suggestiva tecnica di stesura del colore.

Nel 2012 avevano realizzato una serie di lavori utilizzando il corpo di Michael Sanchez, uno studente di storia dell’arte, come un pennello umano. L’opera che presentano qui è un passaggio successivo infatti non è più una persona, ma un robot che effettua la creazione. Gli artisti giocano molto sulla dicotomia e l’opposizione tra artista e mercante d’arte/gallerista e quindi anche sul ruolo dell’artista sull’autenticità dell’opera.

Reena Spaulings

Reena Spaulings – Later Seascapes -3-2014-Farrow and Ball estate, emulsions on canvas 279 x 444 cm

Reena Spaulings
Later Seascapes
Installation view

Silvia Ceffa

Leggi anche gli altri articoli di Silvia Ceffa per Milano Arte Expo magazine.

Silvia Ceffa

Silvia Ceffa

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Silvia Ceffa  per il testo sulla Fiera internazionale d’arte contemporanea FIAC 2015 a Parigi.

Melina Scalise

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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