Gallerie d’Italia Alberto Burri nell’arte e nella critica – a Milano giornata di studi nel centenario

BURRI

Gallerie d’Italia Alberto Burri nell’arte e nella critica – a Milano giornata di studi nel centenario. Banca Intesa Sanpaolo, la cui collezione d’arte raccoglie quattro lavori di Burri, partecipa al centenario della nascita dell’artista con un programma intenso per giovedì 29 ottobre 2015 dalle 10 alle 18:30 – in accordo con Fondazione Albizzini Collezione Burri di Città di Castello (> vedi nostro ARTICOLO) – nelle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede / Museo della Banca. Presiedono Bruno Corà e Carlo Pirovano, coordina Francesco Tedeschi.

Tra gli eventi di ottobre 2015 consigliati caldamente da Milano Arte Expo (magazine della Casa Museo Spazio Tadini):

BURRI NELL’ARTE E NELLA CRITICA

Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano

Giornata di studi nel centenario della nascita dell’artista

Programma del 29 ottobre 2015:

10.00

Saluti istituzionali

Michele Coppola, responsabile dei Beni archeologici e storico-artistici di Intesa Sanpaolo; Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea, Università Cattolica di Milano; Bruno Corà, presidente Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri;Carlo Pirovano, storico e critico d’arte

10.30

Inizio sessione del mattino

Presiede Bruno Corà

Modera Francesco Tedeschi

Paolo Bolpagni, ricercatore di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi eCampus

Il Gruppo Origine 1950-1951: Burri con Ballocco, Capogrossi e Colla. Un esemplare “caso” storiografico

L’intervento farà luce sull’intricata vicenda della costituzione, dell’effimera esistenza e del brusco sciogliersi del Gruppo Origine, indagando, in particolare, i rapporti tra Alberto Burri e Mario Ballocco, ideatore dell’eterogenea compagine che mirava a enucleare una sorta di “terza via” rispetto agli agguerriti eserciti contrapposti degli astrattisti e dei realisti. Fu Gianni Monnet, alla fine del 1949, a parlare a Ballocco, allora direttore della rivista “AZ”, dei Catrami di Burri, mentre Capogrossi fece da tramite nel mettere in contatto i due artisti. E furono Catrami le opere che Burri espose nella prima – e unica – mostra del Gruppo Origine, che si tenne nel gennaio 1951 a Roma nella “Galleria privata” che, in realtà, non consisteva in altro che nelle stanze seminterrate facenti parte dell’abitazione di Ettore Colla.

Davide Colombo, Assegnista di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Milano

Burri, Villa, Fondazione Origine: mostre, testi e collaborazioni

Com’è noto, i rapporti tra Alberto Burri ed Emilio Villa furono duraturi e proficui per entrambi, perciò, pur nella brevità dell’intervento, si cercherà di mettere in luce alcuni momenti chiave dei primi anni cinquanta, durante gli anni della Fondazione Origine e di “Arti Visive”. In particolare ci si soffermerà sui due testi scritti da Villa per la personale di Burri alla Fondazione Origine (18-30 aprile 1953) e sul caso delle 17 variazioni per una pura ideologia fonetica, con testi di Villa e opere uniche di Burri (1955).

Paolo Campiglio, ricercatore di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Pavia

Alberto Burri a Milano (1956-1958)

L’intervento ripercorre la breve storia del rapporto con Carlo Cardazzo, la sporadica presenza di Burri tra la Galleria del Cavallino di Venezia e la Galleria del Naviglio di Milano: in particolare lo studio indaga l’impatto delle ricerche informali dell’artista sugli artisti milanesi, tra la mostra personale alla Galleria del Naviglio del 12-21 gennaio 1957 e la seconda importante occasione , l’esposizione dei “ferri” alla Galleria Blu nel novembre – dicembre 1958.

Massimo De Sabbata, storico dell’arte

Ho in mente da tanto tempo di dire come bruciano le cose”. Le combustioni di Alberto Burri tra carta, legno, ferro e plastica.

Alberto Burri comincia a sperimentare le possibilità espressive della combustione nei primi anni cinquanta. Da allora, e per un decennio, è una continua verifica degli esiti di questa modalità su vari materiali. L’intervento cerca di ripercorrere le tappe di questa stagione, traguardandola entro le dinamiche artistiche dell’epoca, che si conclude idealmente con le grandi plastiche esposte per la prima volta a Roma nel 1962.

Raffaella Perna, dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Burri in posa: fotografia e comportamento

L’intervento affronta il rapporto tra Alberto Burri e la fotografia, analizzando il legame dell’artista con alcuni importanti fotografi che hanno documentato la scena artistica italiana dagli anni Cinquanta in poi, in particolare Ugo Mulas, Plinio De Martiis e Aurelio Amendola. Il contributo vuole evidenziare come gli scatti che ritraggono Burri al lavoro, pubblicati tra i primi anni Sessanta e i Settanta su riviste, inviti e locandine di mostre abbiano contribuito all’interpretazione critica del suo lavoro, ponendo in luce gli aspetti performativi legati all’esecuzione delle opere, specialmente le plastiche.

Se nella storia della fotografia italiana l’opera di Burri viene letta unicamente come fonte per le sperimentazioni di fotografi considerati vicini alle ricerche informali, come ad esempio Antonio Migliori, le cui foto esplorano la matericità delle superfici murali, l’ intervento si concentra su un aspetto diverso e considera la fotografia come documentazione del lavoro di Burri, anche attraverso il confronto con esperienze coeve. Il fine è quello di analizzare le strategie adottate dall’artista per comunicare la sua ricerca, il suo rapporto con i fotografi e, soprattutto, i modi in cui questi ultimi ne hanno interpretato il lavoro attraverso il loro mezzo specifico.

14.30

Inizio sessione del pomeriggio

Presiede Carlo Pirovano

Modera Francesco Tedeschi

Luca Pietro Nicoletti, dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Milano

Burri secondo Crispolti e la critica fra 1957 e 1962

L’intervento si sofferma su un quinquennio cruciale per la formazione del critico e per la fortuna critica dell’artista (da Sweeney a De Mandiargues, da Marchiori e Calvesi fino a Brandi) Crispolti scrive alcuni testi decisivi intorno al lavoro di Alberto Burri sia in relazione al problema del superamento dell’Informale, sia nello specifico di una lettura dell’artista in chiave esistenziale che chiama in causa la ricezione italiana dell’opera di Sartre.

Alessandro Del Puppo, docente di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Udine

Burri nelle parole di Guttuso

Due coetanei: il più importante astrattista e il più bravo pittore figurativo. Rovesciamo il presupposto: le affinità sono più rilevanti delle divergenze. Entrambi si pongono il problema di come fare il quadro in termini di struttura, composizione, forma, e riescono a risolverlo, nei rispettivi segmenti, con risultati eccellenti. In ballo c’è il problema della lingua pittorica e della sua grammatica, ben al di là delle categorie di comodo. La prima fonte di verifica sono proprio gli scritti di Guttuso.

Carlotta Sylos Calò, dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Messi nel sacco. La fortuna di Burri attraverso le vicende della Galleria Nazionale, 1959-1976

Nel 1959 la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma diretta da Palma Bucarelli acquista un Grande sacco di Alberto Burri ed è subito polemica, inasprita tra l’altro da un’interrogazione parlamentare voluta dal senatore comunista Umberto Terracini. Nel 1976 nuovamente la Galleria dedica all’artista un’ampia retrospettiva e il successo è grande: Burri è riconosciuto come il capostipite dell’arte italiana del dopoguerra.

L’incrocio tra le voci che hanno animato questi due momenti della carriera dell’artista umbro saranno al centro dell’intervento, per raccontare l’evoluzione della percezione delle sue opere e ipotizzare alcune riflessioni.

Giovanni Bianchi, docente di Storia dell’arte contemporanea, Università degli Studi di Padova

Alberto Burri alle Biennali di Venezia

L’intervento prende in considerazione le numerose partecipazioni di Burri alle Biennali di Venezia che hanno inizio nel 1952, quando l’artista viene invitato ad esporre nella sezione riservata al Disegno, e terminano di fatto nel 1988, quando l’artista ha una significativa personale dedicata al ciclo Annotarsi. La presenza di Burri a Venezia permette anche di prendere in esame la sua personale alla Galleria del Cavallino (1956), la partecipazione alla mostra Vitalità nell’arte (1959), allestita a Palazzo Grassi, e la personale Sestante (1983), presentata negli ex Cantieri Navali della Giudecca.

Gabi Scardi, storica dell’arte e curatrice

Il Teatro Continuo di Alberto Burri

Realizzato nel Parco Sempione di Milano nel 1973 in occasione della XV Triennale, il Teatro Continuo è una delle maggiori opere pubbliche di Alberto Burri. Sobrio e rigoroso, pensato per Milano e collocato sull’asse ideale che attraversa la città e il parco stesso, il Teatro Continuo funge da cannocchiale prospettico e da macchina scenica sempre predisposta per l’uso. Con quest’opera Burri perviene a un linguaggio asciutto e rigoroso, ed esprime il proprio interesse per il teatro allargando la nozione di scena allo spazio urbano. L’opera fu demolita 1989. E’ stata restituita alla città nel 2015.

17.30

Dialogo tra Francesco Tedeschi, Bruno Corà, Carlo Pirovano, con interventi liberi dei relatori

18.30

Conclusione lavori

MAE Milano Arte Expo, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia l’ufficio stampa di Intesa Sanpaolo per le informazioni e il programma del convegno BURRI NELL’ARTE E NELLA CRITICA alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano.

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Melina Scalise

Melina Scalise, giornalista

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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