Vini, i 593 vitigni italiani, i colori del vino, le degustazioni, l’Enoteca del Futuro a Expo 2015 – di Michela Ongaretti

Vino Expo 2015

Vino Expo 2015 -Una scultura di bollicine ad Expo2015_Foto Ennevi_Veronafiere

Padiglione del vino a Expo 2015 i vini,  i 593 vitigni italiani, i colori del vino, le degustazioni, l’Enoteca del Futuro – di Michela Ongaretti – Lo abbiamo lasciato per ultimo, come un brindisi. Milano Arte Expo (magazine della Casa Museo Spazio Tadini) termina la visita ad Expo 2015 tornando nel “vivaio” delle eccellenze del Padiglione Italia per concentrarsi sul vino, per la prima volta in una Expo presentato con un padiglione intero. Suo intento è costruire un percorso che si fa narrazione della cultura del vino, della sua storia e delle sue tradizioni legate alla coltura dei 544 vitigni autoctoni, che rendono l’Italia il produttore più ricco per biodiversità nel mondo.

Padiglione del vino a Expo 2015

Padiglione del vino a Expo 2015 – L’ingresso della Domus Vini durante l’apertura ufficiale- foto Ennevi- Veronafiere

Il Padiglione del vino è pensato per un pubblico eterogeneo, esperti o meno esperti di cultura enoica, anche per famiglie e bambini. Responsabile dell’intera progettazione a Expo 2015 è l’architetto internazionale Italo Rota che ha studiato due percorsi differenti: al piano terra un’esposizione più spettacolare incentrata sull’edutainment, concepita come una viaggio nel vino attraverso i cinque sensi, mentre al primo piano le aziende partecipanti presentano un’ampia selezione di vini, in una biblioteca composta da bottiglie come libri, che possono essere degustati utilizzando gli eleganti enodispenser , seguiti dalla competenza dei sommelier Fisar.

I soggetti che hanno reso possibile la sua apparizione all’incrocio tra il Cardo e il Decumano di Expo 2015 sono il Mipaaf presieduto da Riccardo Cotarella e Veronafiere-Vinitaly con direttore generale Giovanni Mantovani, che si sono impegnati con un alto investimento complessivo in termini economici e di risorse professionali nel Comitato Scientifico nominato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e nel rispetto delle sue linee guida secondo principi di sostenibilità anche in termini architettonici.

Padiglione del vino

Padiglione del vino a Expo 2015 – l’installazione Mare di Vino_Foto Ennevi_Veronafiere

Il concept è dichiarato sulla volta all’entrata, dove campeggia la parola Vino seguita da “is Enotria” e “is Italia”, frase che sintetizza l’idea del passato, del presente e del futuro: Enotria o patria del vino era denominata la nostra penisola duemila anni fa, l’utilizzo del verbo inglese indica la diffusione odierna internazionale del prodotto, che quando si trasforma nel corrispondente monogramma in mandarino “VINO 是…. allude al futuro nell’interesse e nel mercato cinese. Da qui entriamo nel racconto attraverso i cinque sensi del vino inteso come componente del patrimonio genetico, identitario culturale d’Italia fin dall’antichità, dove le tre lingue italiano, inglese e cinese sono utilizzate in tutto il percorso. Anche le tecniche artistiche e decorative ci parlano di osmosi nel tempo dato che all’affresco si accosta la tecnologia espositiva più sofisticata, che prevede anche la modalità di comunicazione dei contenuti con un’applicazione per smartphone.

Passato e presente convivono nella biodiversità nel territorio, caratteristica delle sue colture e della sua cultura. che garantisce l’eccellenza e la sua lunga sopravvivenza nella possibilità di essere valida come modello commerciale di successo. Qui si intende mostrare come il messaggio di biodiversità e qualità può trasmettersi attraverso una cornice scenografica fatta di suggestioni visive, olfattive, e di suoni legati al contesto enoico, sia esso il movimento del mosto o il tintinnio di calici.

Expo 2015

Expo 2015 vino – Dentro la Domus Vini

Ci si trova subito immersi nella cosiddetta Domus Vini, un ambiente che cita impianto architettonico e tecniche costruttive e decorative della Domus Aurea. Sempre nella grande volta in alto è dipinto ad affresco l’Albero della Vita, e della vite, che simboleggia i 593 vitigni italiani: da questa sala si accede ad altre due meno ampie dove marmi pitture murali con inserti in alabastro e proiezioni vivo convivono per raccontare il vino come presenza quotidiana nel lavoro e nel territorio: a sinistra in stile decorativo etrusco-romano si parla di vigne e vendemmia, a destra si passa al medioevo e alla lavorazione in cantina, con una contaminazione video tra bambini divertiti dalla pigiatura, mentre appaiano sull’immagine animazioni di animali come incisioni rupestri, ricordando la fiaba della volpe e dell’uva. Un’area centrale mostra invece una proiezione video dei principali paesaggi regionali dove si producono i vini più celebri.

Usciti dalla vera e propria Domus passiamo ad un ambiente più moderno: la Sala dei vetri e dei colori del vino. Una fila di dodici anfore di cristallo colme di liquidi dei colori principali del vino poggia su un tavolo composto in marmo i cui sostegni sono venti cilindri realizzati in altrettante tipologie di marmi, uno per regione.

Alle pareti teche di cristallo espongono i pezzi prestati dalla collezione del Museo del Vino Lungarotti a Torgiano: troviamo reperti archeologici come brocche e contenitori per la mescita, di cui citiamo l’Askos con impugnatura zoomorfa di area partenopea (I sec. d.C.); bicchieri e coppe, splendidi esemplari in ceramica rinascimentale e del diciottesimo secolo, arrivando fino al novecento con personali modelli funzionali e decorativi di artisti e designer .

vino

Il vino e i suoi aromi-Foto Ennevi_Veronafiere

Segue il tunnel delle cantine e dei profumi del vino: in penombra come il luogo dove sono perfezionati gli aromi, una parete presenta una serie di nicchie dalla linea di grandi nasi, convessi per contenere bicchieri illuminati che possiamo annusare mentre sprigionano i bouquet tipici delle diverse varietà enoiche.

Spicca in questa galleria a Expo 2015 una grande anamorfosi del Bacco di Caravaggio, dove il vino è protagonista dell’eccellenza anche artistica italiana. Si nota la distorsione dell’immagine man mano ci si avvicina alla superficie, come per entrare nella sensazione di ebrezza del dio pagano.

Nella zona del Mare di Vino, giochi di luce e di specchi fanno sembrare riempita del nettare una vasca, come un impluvium romano sulle cui pareti laterali si animano le scene dei brindisi più famosi al cinema, dal Don Giovanni di Losey al Gattopardo di Visconti con commento sonoro delle arie famose del nostro teatro lirico sullo stesso tema, per non dimenticare che l’Opera ha contribuito a costruire nel mondo l’italian style fondato sul buon gusto a tavola .

Accanto vediamo l’ultimo ambiente del piano terra per l’allestimento più spettacolare anche dal punto di vista tecnologico, che coinvolge ogni lato della stanza: il pavimento è retroilluminato e sul soffitto sono sospesi 1000 calici e flutes. Come nel mondo le nostre bollicine si son fatte strada qui un’alta scultura rappresenta la schiuma di un prosecco “esplosa” da una bottiglia appena stappata, carica di luce dorata del vino e della gioia di vivere. Come un effetto di quel brindisi le pareti, le stesse trasparenti che delimitano l’implivium, sono ricoperte di bollicine per un “cincin virtuale” in tutte le lingue del mondo, e indicano i territori italiani produttori di spumante e le rispettive Doc e Docg.

In mostra nella stessa area anche due speciali bottiglie: quella celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia “UNA”, ideata da Veronafiere-Vinitaly nel 2011 e nata da quaranta vitigni autoctoni, e una di Sassicaia annata 2000 portata in orbita durante una missione spaziale.

Il percorso di edutainment termina con il saluto della statua originale di Giulietta concessa dal Comune di Verona, per ribadire che la produzione d’eccellenza è sicuramente frutto dell’amore e della passione italiana.

Da qui si può uscire per concludere la visita o proseguire passando dalla scalinata in metallo e legno di barrique, custodita da una struttura elissoide che ricorda un acino d’uva ben riconoscibile dall’esterno, nella zona strategica di incrocio tra Cardo e Decumano.

Padiglione del vino

Padiglione del vino a Expo 2015 – l’interno della Biblioteca del Vino_Foto Ennevi_Veronafiere

Chi raggiunge il piano superiore entra nell’Enoteca del Futuro, una vera e propria Biblioteca del Vino dove sono esposte e degustabili 1400 bottiglie e distillati rappresentativi della ricca produzione di tutte le regioni italiane. L’app ufficiale VINO-Vinitaly Wine Club per smartphone permettedi prenotare, tracciare il proprio wineprofile, commentare i vini assaggiati ed eventualmente, acquistarli online sulla piattaforma e-commerce di Vinitaly.

Il layout disegnato da Studio Ù, prevede la zona espositiva completamente bianca, improntata a novità e minimalismo di enodispenser, monitor e display da cui si attingono le informazioni sulle etichette e i territori di produzione e provenienza, mentre il grande corridoio è rivestito di legno sul pavimento e sul soffitto. Segnaliamo il candido Salotto delle Grappe, curato interamente da Castagner per il prodotto tipicamente italiano al 100%, che fa da contrappunto cromatico con l’eleganza delle sue bottiglie colme dei distillati del colore del miele.

Padiglione del vino

Padiglione del vino a Expo 2015 – Il Salotto delle Grappe

La biblioteca è metafora dell’enoteca perché ogni etichetta vitivinicola di casa nostra ha una sua specifica storia con un suo autore dalle caratteristiche uniche, come un libro, e come il testo ha un futuro ancora da scrivere nella sua fruizione, nella sua diffusione.

Per rispondere alla tematica di Expo2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si discute e si portano esempi concreti sull’ ecosostenibilità e biodiversità vitivinicola italiana, sicuramente un’unicità da mostrare ma anche da tutelare. Per questo l’ultima ma ben visibile parete del percorso, prima di accedere alla riservata vip lounge della terrazza vetrata rivestita di vegetazione rampicante, espone il progetto sulla sostenibilità vitivinicola VIVA realizzato dal Ministero dell’Ambiente, con i suoi vini creati ad hoc dai tredici produttori partecipanti, a marchio di garanzia di adesione ai parametri prefissati, visibile sull’etichetta.

Sono inoltre presenti due sale dedicate ad incontri e degustazioni e convegni, attività formative a cura della Vinitaly International Academy. Per quanto riguarda la garanzia della sostenibilità del progetto architettonico per il Padiglione per Expo Milano 2015, Rota e il suo team hanno pensato sia al futuro riciclo e riuso dei materiali, che all’efficienza energetica attraverso illuminazioni interne a LED.

Michela Ongaretti

> Leggi anche gli altri articoli di Michela Ongaretti per Milano Arte Expo magazine.

Michela Ongaretti

MAE Milano Arte Expo magazine, diretto dalla giornalista (e presidente della Casa Museo Spazio Tadini di Milano fondata con Francesco Tadini) Melina Scalise  – mail: milanoartexpo@gmail.com –  ms@spaziotadini.it – ringrazia Michela Ongaretti per il testo e la selezione fotografica relative al Padiglione del vino e per la rubrica dedicata al design di Expo Milano 2015. Restate connessi e seguite tutti i preparativi del magazine per Fuorisalone 2016 e per le nuove rubriche ed eventiAll that Fashion“.

Melina Scalise

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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