Cristiano De André a Spazio Tadini con Biennale Milano – testo Melina Scalise, foto Francesco Tadini

Cristiano De André

Cristiano De André – foto Francesco Tadini

Cristiano De André a Spazio Tadini con Biennale Milano presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo NugnesAlice a sorpresa – testo Melina Scalise, foto Francesco Tadini. Riesci a sentire l’odore del mirto selvatico e il dolce profumo di ginestre spinto dal vento insieme al timo? Sei sulla costa di Sardegna dove il sale si sparge sui capelli ed entra nelle narici fino ad allontanarti dai fumi di Milano e di Genova. A portarti qui è Cristiano De André che ti apre la porta della sua casa e ti accoglie con la semplicità di chi ti serve un bicchiere di vino dalla sua bottiglia di bianco. Così ieri sera a Spazio Tadini ha incantato il pubblico che riempiva il salone chiacchierando con lo scrittore Mauro Corona incalzato dalle domande di Salvo Nugnes, l’organizzatore della Biennale Milano 2015. 

Salvo Nugnes

Salvo Nugnes, organizzatore di Biennale Milano – foto Francesco Tadini

Tutti sono riusciti ad entrare uno alla volta nella sua vita dimentichi della folla intorno, come si entra in una poesia. Cristiano ha messo in scena la sua storia insieme alla sua musica. Lui che non può fare a meno di essere figlio di Fabrizio De André, uno dei più grandi cantautori italiani, ma che può fare molto di più quando racconta, mentre raggiunge l’apice quando canta con la voce potente di chi ha gustato sapori forti nella vita.
La musica tiene in vita un cordone ombelicale tra Cristiano e suo padre così come il mondo dell’arte è diventato il cordone tra Francesco Tadini ed Emilio Tadini a cui ha dedicato la casa museo che ospita la serata.

 

Mauro Corona

Mauro Corona, uno dei protagonisti della serata a Spazio Tadini – foto Francesco Tadini

Fabrizio era un padre famoso e come tanti tali padri anche un po’ distratto con i figli al punto che Cristiano De André finisce col raccontare di un campo, questa volta non di grano, in cui nacque un peperone che aveva tutta l’attenzione del padre e del cui rivale si liberò con un morso. Lui uno dei tanti figli che non potranno mai allontanarsi troppo da chi l’ha messo al mondo si muove però senza scappare, ma fianco a fianco, tra rassegnazione e orgoglio. Anticipa così chi inevitabilmente dalla fila in fondo arriverà a chiedergli di cantare Marinella e domanda senza esitazioni, dopo aver cantato la sua bella canzone sanremese tanto piaciuta alla critica, quale pezzo di suo padre desideri il pubblico. Bella la sua voce che arriva forte e mischia passato e presente.
Il tempo. Ecco cosa porta alla giusta dimensione tutte le cose e Cristiano invita sul palco con orgoglio e occhi lucidi Alice, una delle sue figlie che lo incornicia con i suoi lunghi capelli d’oro e gli stringe forte la mano. All’improvviso, non è più “figlio di”, ma “padre di”. Prende la chitarra e comincia a suonare una canzone…. Marinella?….No “Alice” di Francesco De Gregori per guardare anche oltre i campi di grano.

Melina Scalise

giornalista e presidente di Spazio Tadini –  mail: ms@spaziotadini.it

Cristiano De André

Cristiano De André e Alice De André – foto Francesco Tadini

Alice De André

Alice De André – foto di Francesco Tadini

Cristiano De André

Cristiano De André – foto di Francesco Tadini

Cristiano De André

Cristiano De André – foto di Francesco Tadini

MAE Milano Arte Expo  –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Melina Scalise per il testo su Cristiano De André alla Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24 fondata con Francesco Tadini in occasione della Biennale Milano 2015. 

Partecipa al nostro concorso fotografico  Photo Prize “Instaworld Milano 2015/2016″ su Instagram.

Milano Arte Expo

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