Kazakhstan Expo 2015 – Il padiglione kazakho visto da Michela Ongaretti

Kazakhstan Pavilion Expo 2015

Kazakhstan Pavilion Expo 2015, esterno

Kazakhstan Expo 2015 – visto da Michela Ongaretti. Il padiglione del Kazakhstan si sente da lontano, per via degli spettacoli organizzati ogni giorno davanti al suo ingresso, e si fa vedere, per via dei nebulizzatori d’acqua e delle lunghissime file che promettono il ricco contenuto che ha fatto parlare di sé. Noi dobbiamo ammettere che esternamente non lo troviamo molto accattivante o degno di nota: non che non siano eleganti le pareti in alluminio divise in lastre come foglie cesellate di un verde rampicante, ma quel che ci appare un edificio non così originale nella volumetria e rumoroso da fuori, non compete con la cura estrema dell’interno, costruito con una tecnologia attenta ad un edutainment accorto e sensibile alle diverse fasce d’età accorse ad Expo.

Kazakhstan Expo 2015

Kazakhstan Expo 2015 – Lo show con la sabbia sulla storia del Kazakhstan

E’ fieramente autocelebrativo nell’esaltazione delle sue ricchezze agricole, e questo ci piace se si pensa che in pochi conoscono il paese asiatico che mira a crescere costantemente mantenendo più possibile l’identità delle sue risorse, e il loro utilizzo nel rispetto della biodiversità. Inoltre l’investimento su questa struttura è notevole perchè il Kazakhstan intende distinguerla in prospettiva dell’esposizione internazionale che si terrà nel 2017 per quattro mesi nella capitale Astana. Expo 2015 rappresenta infatti un foro di presentazione di quell’evento, dedicato dal paese in rapido sviluppo economico all’Energia del Futuro.

padiglione Kazakhstan Expo

padiglione Kazakhstan Expo 2015 Le scale con la galleria animata

Il padiglione progettato dallo studio tedesco Facts and Fiction, che ha concepito la morbida struttura esterna scolpita come una trama, ed è responsabile anche dell’allestimento interno, espande la sua area espositiva su oltre 3000 metri quadrati, dove le due tematiche centrali sono : la sensibilizzazione sull’utilizzo delle risorse naturali nella loro biodiversità come fonte di ricchezza, e la presentazione del Kazakhstan come potenza sulla scena internazionale in costante crescita.

Vi sono tre aree ben separate in tre ambienti diversi che rappresentano il passato, il presente e il futuro del Kazakhstan: la prima sala introduttiva sulla storia della nazione, la seconda per presentare la biodiversità e la cura odierna dell’agricoltura in quindici sezioni i sei “rotonde”, corredate da animazioni e installazioni video interattivi sempre disponibili in italiano ed in inglese, evitando così i tipici pannelli testuali. Qui siamo assorbiti dalla dimensione del Kazakhstan con elementi concreti: dal latte di giumenta alle mele giganti, dai droni futuristici al profumi dei primi tulipani esistenti, agli esemplari di storioni del mar Caspio. La terza parte che consiste in un film dinamico, come in una sala di cinema reale.

La prima sala ci accoglie inizialmente buia, per una partenza celebrativa e spettacolare attraverso la silenziosa esibizione di un talento reale. E’ quello dell’artista che lavora su un tavolo a noi nascosto muovendo semplicemente della sabbia: a parlare è invece una voce fuori campo spiega in che modo si forma l’identità kazacha, ne narra le vicende storiche visualizzate dalle immagini formate dalle mani veloci. Queste creazioni istantanee e mutevoli sono proiettate alle spalle della ragazza su un grande schermo. Al termine, sempre accompagnati, si accede al primo piano.

Non è un semplice passaggio quello sulla scala mobile ma parte integrante della visita dato che alle pareti vediamo una galleria fotografica in bianco e nero sulle attività produttive e agricole del Kazakhstan, e dei suoi paesaggi, allestita in stile “salon hang”. Osservando meglio siamo sorpresi dal movimento inaspettato di alcune immagini: sono installazioni multimediali dove i personaggi al loro interno sembrano salutarci e accoglierci, dandoci un senso di continuità con la Storia e facendoci sentire ormai parte di un mondo, come ospiti.

Kazakhstan Expo 2015

Kazakhstan Expo 2015 – Una zolla di terra dal Kazakhstan

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Siamo ora nella parte centrale distinta in sei aree o rotonde distinte per argomento, con un oggetto principale che lo rappresenta al centro.

La prima area o rotonda affronta il tema dell’agricoltura presentando il kazakhtan come uno dei maggiori esportatori mondiali di grano. Per questo motivo si nota la ricostruzione ideale della scrivania di Alexander Barayev con gli strumenti da lavoro dello scienziato: egli studiò il metodo di coltivazione senza aratura, utile a conservare l’umidità del terreno aumentando il rendimento del raccolto. Segue un erbario interattivo con le più importanti piante per la nutrizione, (ad esempio avena,cartamo, orzo, cotone), come una parete a pistoni. Vediamo poi la rappresentazione delle quattro stagioni del grano in Kazakhstan e una reale zolla del terreno del paese.

padiglione Kazakhstan Expo 2015

padiglione Kazakhstan Expo 2015 – La rotonda con la giumenta kazakha e il suo latte

La seconda rotonda tratta degli animali da allevamento, attività per la quale il pascolo si concentra in Kazakhstan su ben tre quarti del territorio. Alcuni monitor a parete descrivono l’allevamento del bestiame ed esempi di convivenza tra animali ed esseri umani nella Natura. Campeggia una grande scultura aurea raffigurante il cavallo kazakho, così importante nella storia e nell’allevamento, sotto ad essa una hostess ci fa assaggiare il kumis, il latte di giumenta fermentato.

Expo 2015

Kazakhstan Expo 2015 – La rotonda con il melo e i suoi frutti

La terza rotonda mostra alcune “ meraviglie” del Kazakhstan, a partire dalla mela che si indica come originaria della nazione, rappresentata dalla presenza del suo albero e illustrata nella storia e nel significato su piccoli monitor come frutti che scendono dall’albero al centro della sala. Viene esposta anche la massima misura che poteva raggiungere un frutto maturo.

Altre installazioni video sono per l’apicoltura che si è sviluppata soltanto negli ultimi due secoli, grazie alla speciale biodiversità di piante e specie animali nella regione dell’Altai. Ora raggiunge cifre enormi, 450.000 colonie di api e circa 12.000 apicoltori, mentre prima non esistevano api mellifere.

Il lago Balkash è presentato come un custode di biodiversità grazie alla sua posizione in diverse latitudini. Posizionando un cursore su un punto della sua installazione come una mappa, possiamo seguire le sue differenze a livello di paesaggio ed ecosistema, anche in virtù del suo essere l’unico lago al mondo formato da aree distinte di acqua dolce ed acqua salata.

Padiglione Kazakhstan

Padiglione Kazakhstan. Quarta rotonda con l’installazione del Mare d’Aral

Ci incuriosisce poi un totem da cui è possibile vedere un filmato sui tulipani del Kazakhstan, che scopriamo essere originario nella sua forma selvatica. Se avviciniamo il naso in un punto e premiamo un pulsante possiamo sentirne la reale fragranza.

La quarta rotonda parla di ecologia della steppa, la più ampia secca al mondo, habitat di molte specie rare come la saiga, la grande otarda o la marmotta. Ottocento sono le specie vegetali attestate.

Si fa ben presente il disastro ambientale del prosciugamento del Mare d’Aral, presentato come da un oblò su un’installazione video pavimentale, dove si vede la sua evoluzione nei secoli, attraverso lo scorrimento manuale del “parapetto” che ci divide dalla sua immagine in basso. Il Mar d’Aral è stato salvato in una piccola area a settentrione da una diga. Il Kazakhstan dichiara l’SOS ambientale e si fa sostenitorie di iniziative per salvaguardare la sua biodiversità dalle costanti minacce ambientali, anche dovute a scelte oltreconfine.

La quinta rotonda è sull’acquacoltura: in una vasca ci sono esemplari di Storione Beluga, che è da sempre una specie presente nel Mar Caspio, anche se una grande importanza commerciale viene anche da carpa comune, carassio, abramide e lucioperca. In mostra anche il caviale, prodotto estratto dalle uova dello storione secondo un nuovo metodo che non uccide il pesce.

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Kazakhstan Expo 2015 – Giochiamo a sconfiggere le cavallette. Nel padiglione kazakho

La sesta e ultima rotonda parla della minaccia delle cavallette, un problema grave per lo sviluppo agricolo in Kazakhstan: nel 2013 questi insetti hanno devastato più di 2 milioni di ettari di coltivazioni. L’innovazione scientifica ha portato ad un sistema di monitoraggio attaverso dei droni: si individuano così le aree interessate dai “focolai”, spesso limitate ad alcuni chilometri quadrati, evitando l’uso di insetticidi su larga scala pemettendo di colpire solo la zona interessata, con grande risparmio di pesticida , soprattutto per l’ambiente. Una installazione come un videogioco nella rotonda permette ai visitatori di individuare e colpire le cavallette, proprio come farebbe il drone.

Si è infine richiamati alla conclusione ad effetto in una vera e propria sala cinema, ma si tratta di cinema dinamico, non il semplice 3D perchè anche le poltroncine su cui sediamo rispondono alle sollecitazioni del filmato, coinvolgendoci attivamente nella scoperta del paesaggio kazakho. Voliamo ancora come su un drone sui campi e nei mari, tra gli alberi di mele e infine ad Astana, dove vediamo come la città ha sviluppato la propria architettura sull’evento che la vedrà protagonista nel 2017.

Michela Ongaretti

> Leggi anche gli altri articoli di Michela Ongaretti per Milano Arte Expo magazine.

MAE Milano Arte Expo  –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Michela Ongaretti per il testo e le immagini relative al Padiglione del Kazakhstan, segnalato tra i migliori padiglioni Expo 2015 e per la rubrica dedicata al design di Expo Milano 2015.

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ attraverso il social dedicato alla fotografia Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

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