ALBERTO BURRI, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri – di Melina Scalise, foto Francesco Tadini

Alberto Burri

Alberto Burri, Rosso, 1950 – courtesy Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

ALBERTO BURRI Città di Castello, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri – recensione Melina Scalise, foto della mostra Francesco Tadini. Città di Castello, nell’Umbria cuore d’Italia, io e Francesco Tadini riscopriamo l’artista Alberto Burri nella sua città, in occasione del centenario dalla sua nascita. Ci accoglie un clima perfetto e una cittadina tranquilla e assolata che ci coccola sotto la torre tonda della città in un piccolo ristorante che si affaccia sulla piazzetta più asimmetrica e piccola del mondo, ma da cui si può ammirare la vista della torre sollevando di poco lo sguardo dal piatto. Il Museo Burri è appena stato ultimato per il centenario. Un vecchio palazzo nobiliare accanto a Palazzo Vitelli che ospita una mostra di arte contemporanea in omaggio a Burri.

Alberto Burri

Alberto Burri, Tutto nero, 1956 – courtesy Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Quest’ultimo si rivela di una sorprendente bellezza affacciato sulle colline umbre che ci incuriosisce subito osservando dalle finestre del museo il suo giardino con le statue che riproducono quelle del giardino dei Boboli a Firenze.

Il museo dedicato all’artista della città a palazzo Albizzini è perfetto. Lo studio del percorso, che parte da un’opera degli anni cinquanta è l’inizio di un viaggio temporale attraverso gli occhi di un artista che ha saputo guardare lontano, anticipando, con la sua ricerca su materiali e tecniche molti risultati espressivi che hanno ottenuto, a seguire, molti artisti contemporanei. Burri esplora la materia, la sceglie, la plasma e le conferisce un’anima.

 

Alberto Burri

Alberto Burri, Sacco e nero, 1954 – si ringrazia Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Alla fine degli anni Cinquanta, quando l’Italia ricostruita dopo la guerra si affacciava a vivere il boom economico, Burri si mostra àncorato, con l’animo, al passato, al clima cupo e povero che si era vissuto durante la guerra. Sacchi di iuta e tanto nero e cuciture e strappi raccontano quanto le parole non potrebbero dire di fronte agli strazi dell’animo. Lì ci sono i tessuti, gli abiti di una realtà contadina e povera, che, nei lavori degli anni 60 lasciano il posto ai materiali plastici. E’ come se Alberto Burri avesse acquistato, attraverso il lavoro artistico, una capacità di racconto degli stati d’animo della collettività attraverso il rapporto con i materiali prodotti e utilizzati dall’uomo. La plastica, che domina la produzione di quegli anni, diventa così un mezzo di nuova espressione dell’essere Uomo.

Alberto Burri

Alberto Burri, Rosso plastica, 1964 – si ringrazia Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Dalle cuciture si passa alle velature e da quelle alle combustioni che imbruniscono, che drammatizzano ciò che esteticamente nasce per essere un perfetto modello del potere di creazione dell’uomo: la plastica, la materia inventata dall’uomo. Un delirio di onnipotenza pervade un’epoca d’oro di benessere diffuso, ma Alberto Burri, guarda oltre e costruisce, attraverso il linguaggio dell’arte un racconto delle emozioni che riporta alla precarietà della vita e alla sua semplicità. Nel museo Fondazione Burri i percorsi sono evidenti e scanditi, di stanza in stanza, con una sequenza temporale che non lascia dubbi. I rossi sangue si trasformano in rossi aranciati, lontani dalla violenza della morte e colmi di energia. Qui, si accompagnano meno al candore dei bianchi per aprire brecce su fondi neri, incognite, profondi spazi da esplorare senza avere paura del nulla. Come del resto Burri ha insegnato.

 

Alberto Burri

Alberto Burri, Grande plastica, 1963, si ringrazia Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Io e Francesco Tadini usciamo da Palazzo Albizzini paghi dell’insegnamento e di tanta bellezza e preferiamo un percorso tra l’arte contemporanea della mostra “Au rendez vous des amis” al contiguo Palazzo Vitelli rinunciando al proseguo dell’esposizione Burri agli ex essiccatoi del tabacco dove sono esposte le opere più grandi del maestro.

Au rendez vous des amis

Palazzo Vitelli mostra Au rendez vous des amis, Città di Castello

Gli effetti dell’opera di Burri sulle opere scelte per questa esposizione sono lontani, si parla di linguaggi diversi, di sperimentazioni in qualche caso fin troppo provocatorie.

Nell’insieme un effetto riuscito l’accostamento delle vecchie mura del Palazzo Vitelli di S. Egidio con il contemporaneo: un giusto contrasto. In noi, però, ha vinto la magnificenza del vecchio rimasto e voluto a cornice con le sue sale affrescate e finestre con affacci mozzafiato. Un insieme che lasciava intuire quanto l’arte architettonica dell’epoca dialogasse con le pitture degli interni per emozionare gli ospiti e dare loro la suggestione del potere. Un’emozione trasmessa tra spazi e pitture che scopriamo sempre più nel proseguo di questo viaggio umbro tra chiese e antiche città.

Melina Scalise

Palazzo Vitelli

mostra Au rendez vous des amis Palazzo Vitelli

Palazzo Vitelli Città di Castello

Palazzo Vitelli Città di Castello, foto Francesco Tadini

 

Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri è stata costituita il 27/02/1978 per volontà del Maestro Alberto Burri. E’ riconosciuta quale persona giuridica privata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Regione Umbria n. 272 del 07/04/1978

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione è composto di dodici consiglieri nominati: dal Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Città di Castello ora Casse di Risparmio dell’Umbria; dal Consiglio Comunale di Città di Castello; dalla Associazione per la Tutela e la Conservazione dei monumenti dell’Alta Valle del Tevere, con sede in Città di Castello; dal Preside della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia la giornalista Melina Scalise per il testo dedicato alla Fondazione Burri di Palazzo Albizzini a Città di Castello e Francesco Tadini per le fotografie delle opere di Alberto Burri in mostra.

Partecipa al concorso fotografico  organizzato dal magazine Milano Arte Expo Photo Prize “Instaworld Milano 2015″ su Instagram. Seguirà una grande mostra fotografica a Milano nel 2016.

Milano Arte Expo

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