Leonardo da Vinci, mostre a Milano – Un altro Rinascimento, di Edoardo Pilutti

Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci, Ritratto di dama, 1493-1495 circa, prestito Musée du Louvre

Leonardo da Vinci, mostre a Milano 2015 – Un altro Rinascimento, di Edoardo PiluttiSono ben cinque le esposizioni temporanee dedicate al genio rinascimentale di Leonardo da Vinci in questo periodo a Milano: Inside the Last Supper: your experience with Leonardo da Vinci ( sì, il titolo è solo in inglese, come a volersi rivolgere ad un pubblico mondiale ), presso la Fondazione Stelline fino al 31 ottobre; Il mondo di Leonardo alle Sale del Re in galleria Vittorio Emanuele, sempre fino al 31 ottobre; Leonardo e l’acqua: tra scienza e pratica, presso l’Acquario Civico, fino al 6 settembre; Leonardo, il Codice Atlantico – La mente di Leonardo, presso la Pinacoteca Ambrosiana e la Sacrestia del Bramante, fino al 31 ottobre e per finire Leonardo da Vinci, 1452 – 1519 – il disegno del mondo a Palazzo Reale, fino a domenica 19 luglio.

La prima è centrata appunto sull’esecuzione dell’Ultima Cena, sulle tecniche pittoriche murarie e sul contenuto storico-religioso del grande dipinto. La seconda, basata su progetti e studi del maestro, presenta ricostruzioni di oltre duecento macchine ingegneristiche, molte in forma virtuale, oltre alla Macchina Volante in scala 1 : 1 ricostruita realmente. La terza analizza la progettistica idraulica e urbanistica pensata ed in parte attuata per Milano. La quarta approfondisce il pensiero di ricercatore scientifico, con studi anatomici, architettonici e meccanici, contenuti appunto nei taccuini del Codice Atlantico. La quinta spazia dal disegno alla pittura, dagli studi di meccanica ad opere di bassorilievo e scultura, per lo più di bottega.

Dall’insieme di queste esposizioni si evince la celebrazione di un’epoca in cui fra arte e scienza non vi era la distanza che vi è oggi, e l’ammirazione per un ingegno che spaziava dalla pittura all’anatomia, dal disegno all’alchimia, dall’ingegneria all’urbanistica, con l’aspirazione di scoprire, celebrare e riordinare il mondo.

Inoltre, alle tensioni economico-politiche ed alla deriva dei valori che attualmente prevalgono nella società occidentale, e che permeano confusamente di sé anche tanta arte contemporanea, sembra porre un argine il volgere lo sguardo alla storia dell’arte, ed in particolare al periodo del Rinascimento, in cui dopo i cosiddetti secoli bui del medioevo, dopo le invasioni barbariche, la civiltà nella penisola italiana riacquistò vigore tornando ad interrogare quei canoni classici che già erano stati la grande e definitiva scoperta delle antiche civiltà greca e romana.

Le cinque mostre su Leonardo (sei, volendo calcolare L’Ultima Cena sempre visitabile in S. Maria delle Grazie) non possono essere una coincidenza: infatti l’importante decisione di guardare al Rinascimento è confermata da altre due esposizioni: Il Principe dei sogni – viaggio negli arazzi medicei di Pontorno e Bronzino, a Palazzo Reale fino al 23 agosto, che ha preso il posto di quella terminata lo scorso 28 giugno su Arte lombarda: dai Visconti agli Sforza.

Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto,Terzo Paradiso. La mela reintegrata, 2015

Se non bastasse, si ricordi la giornata di conferenze e performance denominata giustappunto Rinascimento e Rinascita: dall’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto organizzata dall’Accademia di Brera il 15 maggio scorso, attorno all’installazione Il terzo Paradiso. La mela Reintegrata di Pistoletto (attualmente traslocata da piazza Duomo al Parco Sempione, di fronte alla palazzina Appiani dell’Arena, fino al 31 ottobre) e si consideri anche l’apertura al pubblico dallo scorso maggio della Casa degli Atellani (c.so Magenta 65), nel cui parco è stata ripiantata una vigna uguale sia per disposizione che per qualità a quella che nel 1498 Ludovico il Moro regalò, proprio lì su quel terreno, allo scienziato artista che vi si affezionò molto.

Si aggiunga l’esposizione appena inaugurata Rinascimento: il trittico di Antonello da Messina ricomposto, che fino al 18 ottobre presenta, al Museo Bagatti Valsecchi, anche altri esemplari del Rinascimento lombardo e veneto. Mostra che fa eco a Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento, conclusasi la scorsa primavera al Museo Poldi Pezzoli, cui era stata affiancata la mostra contemporanea: Ad ogni donna il suo profilo, con fotografie di Maria Mulas, Giovanni Gastel e altri dal dicembre 2014 al marzo 2015.

Tutte queste mostre leonardesche e rinascimentali, che come si è visto spesso invadono sedi usualmente dedicate all’arte contemporanea, o, viceversa, quelle mostre contemporanee ambientate in musei del passato o di fronte se non addirittura fra architetture gotiche, potrebbero sembrare una provocazione, poiché l’idea di canoni di bellezza che trasmettono, canoni che ne hanno regolato la produzione, è molto distante dalla creatività e dal mercato dell’arte contemporanea.

Il luogo ed il tempo in cui la civiltà occidentale si è fondata e plasmata, ed in cui sono stati costituiti dei parametri e delle tecniche (in greco antico “tecne” significa arte) per creare dipinti e sculture, ma anche templi ammirevoli e opere di letteratura intramontabili, è stata l’antica Grecia.

In sorprendente coincidenza con la posizione di preminenza che la Grecia attuale avrebbe occupato sulla ribalta politico-economica e culturale, europea ed occidentale, l’archeologo Salvatore Settis ed Anna Anguissola hanno curato uno dei più straordinari progetti temporanei riguardo all’arte dell’antichità, proprio in una delle sedi museali che finora si era distinta per l’attenzione all’arte contemporanea di ricerca e d’avanguardia: la Fondazione Prada a Milano (largo Isarco, 2) , tra l’altro in un’ex fabbrica secolare, una distilleria appena ristrutturata dallo studio dell’architetto olandese Rem Koolhaas: Serial Classic, fino al 23 agosto. Ad essa fa eco la complementare Portable Classic della sede di Venezia, a Ca’ Corner della Regina sul Canal Grande, fino al 13 settembre. Anche qui le denominazioni sono solo in inglese. Forse a voler insegnare qualcosa al mondo anglosassone?

Serial Classic, Fondazione Prada, Milano

Serial Classic, Fondazione Prada, Milano

Due stupefacenti mostre di statuaria greco-romana, da frammenti a opere in marmo e bronzo ben conservate, provenienti dai musei di tutta Europa, dalla Spagna alla Gran Bretagna, dalla Germania alla Russia, e ovviamente dall’Italia, che nelle intenzioni sottolineerebbero la ripetitività delle sculture dell’antichità attorno ad alcuni modelli, e la tendenza, soprattutto nelle epoche dal Rinascimento al Neoclassicismo, a riprodurre alcune statue in scala ridotta, fino a renderle portatili.

Scavando un po’ nel profondo, oltrepassando le intenzioni dichiarate nel progetto curatoriale, le due esposizioni Serial Classic e Portable Classic evidenziano come l’arte più autentica e più toccante sia quella che si occupa dell’uomo, del corpo umano, del suo desiderio di armonia e bellezza, e magari di equilibrio e giustezza, simmetria ed equità.

Tony Cragg

Tony Cragg, Luke, fibra di carbonio, 2008, Terrazze del Duomo

In un altro luogo in cui regnano armonia e bellezza, anche se intrise di mistero e talvolta cupezza, cioè sulle Terrazze del Duomo (raggiungibili con l’ascensore o meglio ancora a piedi lungo strette e tortuose scalinate) è stata allestita una imperdibile mostra di sculture del famoso artista inglese Tony Cragg, creando un cortocircuito impressionante fra le forme colonnari da lui forgiate in bronzo, marmo e materiali sintetici da un lato, e dall’altro le guglie, i gugliotti e le statue poste sul tetto della cattedrale gotica milanese.

Cragg si esprime con un linguaggio astratto ma ben studiato e rifinito, che cerca di trasmettere qualcosa che sta al di là di ciò che si puo’ vedere: ma si tratta pur sempre di un linguaggio che deriva dalla contemporaneità afasica in cui siamo tutti immersi. Bisogna riconoscere che al di là di una tracimazione incessante di dibattiti, dialoghi e monologhi, che solo apparentemente sono comunicazione, spesso l’essere umano non è in grado di analizzare e trasmettere cognitivamente l’infinita complessità del mondo.

Sulle Terrazze del Duomo si affiancano e confrontano due complessità: quella della grande chiesa milanese iniziata a costruire nel 1387 per volere di Gian Galeazzo Visconti, con le sue 3.400 statue, i suoi 135 pinnacoli, i suoi 150 doccioni scolpiti, i suoi 200 bassorilievi; e quella delle entità misteriche scolpite da Cragg. L’antico ed il moderno. Come nella ristrutturazione della sede milanese della Fondazione Prada, dove vi è una conservazione di strutture di archeologia industriale oltre all’ideazione ed edificazione di nuove architetture, senza che l’uno prevalga sull’altro.

L’integrazione del passato col presente, della storia con l’attualità. E’ questo il senso anche del progetto di arte performativa Atlante del gesto che si svolgerà a Venezia tra le statue di Serial Classic a Ca’ Corner della Regina, dal 18 settembre al 3 ottobre: l’immobilità delle sculture greco- romane e rinascimentali farà da contrappunto al dinamismo dei corpi dei danzatori nelle azioni coreografiche di Virgilio Sieni, direttore della Biennale Danza.

Questo è pure il senso di un percorso unico tra arte antica e contemporanea, concepito e realizzato anche attraverso la partecipazione degli studenti, presso tutte le istituzioni del Palazzo di Brera: dalla Pinacoteca all’Orto Botanico, all’Accademia, al Museo Astronomico, alla Biblioteca Braidense: s’intitola Brera in contemporaneo la mostra appena inaugurata e visitabile fino al 27 settembre di Fabro, Garutti, Kounellis e Paolini. Mentre il 28 luglio verranno aperti al pubblico aule e laboratori dell’Accademia, oltre alle due esposizioni Ai confini del quadro: Brera anni Sessanta e Settanta in Sala Napoleonica e Installazioni nel Palazzo di Brera: Bagnoli, Curram, Lim,Pistoletto, Richter. Fino al 13 settembre 2015.

Non è una totale novità ( a parte la mostra di sculture sulle Terrazze del Duomo che è la prima della storia ) l’accostamento fra arte antica e moderna, ma è nuova la numerosa e vasta serie di iniziative che si attuano in questo periodo, soprattutto da parte di istituzioni culturali differenti, statali e private. Come se fosse il risultato della lunga maturazione di un pensiero sviluppatosi lentamente negli ultimi decenni, come se fosse un primo traguardo di un’intelligenza emotiva oltreché cognitiva. O come se fosse un modo per riorientarsi nel procedere tempestoso della vita umana.

Per dirla con le parole di uno scrittore intervistato dalla trasmissione Fahrenheit di Radio 3 il 5 agosto 2011: “L’unica possibilità di contrastare un presente che ci offende continuamente, è l’affresco del passato.”

Edoardo Pilutti

edoardo.pilutti@gmail.com

Leggi anche gli altri articoli di Edoardo Pilutti per il magazine Milano Arte Expo

MAE Milano Arte Expo  –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Edoardo Pilutti per il testo Leonardo da Vinci, mostre a Milano – Un altro Rinascimento e la relativa selezione delle immagini

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