MALEVIČ mostra a Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Kazimir Malevič

Kazimir Malevič Sportivi, 1930-1931 Olio su tela 142 x 164 cm Museo di Stato Russo, San Pietroburgo

Mostre 2015/ 2016 – MALEVIČ mostra a Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, da venerdì 2 Ottobre 2015 al 17 Gennaio 2016, curata da Eugenia Petrova e Giacinto Di Pietrantonio. Scrive Giacinto Di Pietrantonio,
Direttore della GAMeC di Bergamo: “Nella sua radicalità e originalità, Kazimir Malevič può mettere al suo arco la freccia dell’autorialità personale. Il Suprematismo – sia pratico che teorico – è l’opera di un solo artista, la sua, mentre le altre avanguardie sono il frutto del lavoro di gruppi artistici. Una caratteristica da tenere presente quando si ammirano i suoi capolavori, contraddistinti da una continua febbre sperimentale. L’intensa attività creativa di Malevič è accompagnata da una forte produzione teorica, che con il Suprematismo ha spinto l’arte alle estreme conseguenze, fino a farne una suprema filosofia dell’assoluto.”

Kazimir Malevič

Kazimir Malevič Testa di contadino, 1928 ca. Olio su tavola di compensato 71,7 x 53,8 cm Museo di Stato Russo, San Pietroburgo

La mostra restituirà un ritratto esaustivo di un artista chiave del XX secolo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici più intensi del Novecento.
L’esposizione presenterà circa 70 opere di Kazimir Malevič, accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati.
Per la prima volta in Italia, una grande sala accoglierà la riedizione de La Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevič con Michail Matjusin e Aleksej Krucenych.

Dal 2 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita una retrospettiva dedicata a Kazimir Malevič (Kiev, 1878 – Leningrado/San Pietroburgo, 1935), figura centrale e insostituibile dell’arte moderna, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici più intensi del Novecento.

Curata da Eugenia Petrova – vice direttore del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, e Giacinto Di Pietrantonio – direttore della GAMeC di Bergamo, coprodotta dalla GAMeC e da GAmm – Giunti Arte mostre musei, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, la mostra, unica nel suo genere per completezza e per l’accurata indagine storico-critica, accoglierà circa 70 opere di Malevič accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati relativi al periodo storico di riferimento.
L’iniziativa si tiene a cento anni dalla nascita del Suprematismo, la più radicale tra le avanguardie storiche del Novecento di cui Malevič è stato fondatore, leader, e maggiore interprete. Dopo la mostra alla Tate di Londra del 2014 – in cui sono state esposte alcune delle opere visibili anche in GAMeC – ad ottobre il museo bergamasco celebra quest’importante ricorrenza, in coincidenza con l’appuntamento della Fondazione Beyeler di Basilea che proporrà la ricostruzione della sala suprematista del 1915.

Malevič è internazionalmente considerato parte della triade pioneristica che ha aperto le nuove strade dell’arte del XX secolo: se Picasso ha contribuito maggiormente al rinnovamento della tradizione figurativa e Duchamp di quella concettuale, Malevič è colui che ha dato vita all’egemonia della tradizione dell’arte astratta, ancor oggi determinante.
La sua è stata, e continua a essere, una personalità chiave per il secolo scorso, grazie a una produzione complessa, che va oltre il solo lavoro astratto e la nascita del Suprematismo, corrente artistica fondamentale per lo sviluppo dell’arte del XX secolo.
Malevič, infatti, è un artista dalle molteplici sfaccettature; dopo un esordio simbolista e neoimpressionista, che riconsiderava le conquiste dell’arte affermatesi a Parigi verso la fine del XIX secolo, ha abbracciato lo sviluppo del Cubofuturismo, movimento che sintetizzava le conquiste del Cubismo francese di Braque e Picasso e del Futurismo italiano di Balla e Boccioni.

Il suo è stato un percorso iniziale comune ad altri artisti russi suoi coetanei, quali Kandinskij, con cui partecipò alle prime collettive d’avanguardia.

Il percorso espositivo si apre con il periodo simbolista di Malevič, dai dipinti raffiguranti paesaggi con filari di alberi del 1906, al famoso autoritratto con fiocco rosso del 1907, che sembra non ignorare la lezione dei Fauves. Questi lavori saranno messi in relazione con quelli, cronologicamente precedenti, del maestro simbolista IlyaRepin,e con quelli contemporanei di Natalia Gončarova, Imbiancatura della tela (1908), e di MikhailYakovlev,Holygrove (Figure femminili nel giardino. Pregando) (1904-1907).
Si continua con un’approfondita sezione relativa agli anni Dieci, all’inizio dei quali – precisamente nel 1913 – Malevič redige, insieme ad altri artisti, il Manifesto del Primo Congresso Futurista.
Per la prima volta in Italia, una grande sala accoglierà la riedizione de La Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevič con Michail Matjusin e AleksejKrucenych, nella quale sono visibili i germi del Suprematismo, con un primo accenno al Quadrato nero.
Tale opera, rappresentata una sola volta nel 1913, è stata filologicamente ricomposta sui disegni originali di Malevič – presenti in mostra – sulla musica e sui testi ritrovati negli archivi, dove erano stati sepolti durante gli anni del regime, e sulle poche immagini fotografiche esistenti.
A questo periodo appartengono i celebri dipinti, tutti esposti, quali Mucca e violino (1913), Ritratto perfetto di Ivan Kljun (1913), Composizione con La Gioconda (1914) e alcuni disegni degli stessi anni messi a confronto con le tele Malorossy (Ukrainians) (1912) di David Burliuk, Composizione con una fisarmonica (1914) di Jean Pougny, Ciclista (1913) di Natalia Gončarova e di altri ancora.
Seguono gli anni in cui, in occasione dell’Ultima Mostra Futurista 0.10 del 1915, Malevič lancia il Suprematismo, con l’intenzione di affermare il predominio della pura sensibilità dell’arte che troverà applicazione non solo in pittura, ma anche in architettura e design, soprattutto a livello di sperimentazione e modellistica.
In questa sezione si potranno ammirare capolavoricome Quadrato Rosso (1915) e i coevi Suprematismo (1915-1916) o ancora la sua opera più riconosciuta, il Quadrato nero, insieme a Cerchio nero e Croce nera (1923).
Gli anni Venti rappresentano un periodo di massima espansione teorica per Malevič, che abbandona “il pennello arruffato per la penna aguzza” e si dedica a scritti, appunti, disegni. È in questa decade che sarà concentrato il nucleo suprematista che rivela una ricerca molto più avanzata rispetto a quella che trapela dalle opere di altri colleghi, quali Ritratto di un filosofo. Costruzione cubista (1915) di Lyubov Popova o Suprematismo di Olga Rozanova. Saranno esposte, inoltre, alcune icone russe del XIV e XV secolo, che documenteranno quanto Malevič abbia tratto ispirazione da esse.
Accanto alle opere pittoriche di Malevič saranno presentati anche esempi della sua produzione legata al design e all’architettura, a testimonianza dell’idea d’arte totale d’avanguardia volta a eliminare i confini tra arte e vita. Tra questi, i plastici Architektony degli anni Venti che trasmettono l’utopia della città futura immaginata all’epoca, le pitture smaltate su porcellana e le tele-progetto per tessuti dal decoro suprematista, che Malevič realizza a partire dal 1919, gli acquerelli Tribuna per oratori e Principio schematico di una pittura murale (1920) e i bozzetti per gli abiti suprematisti (1923).
Le opere suprematiste, pur costituendo il nucleo centrale della mostra, non esauriscono l’indagine sull’evoluzione artistica di Malevič, che giunge fino al 1934, un anno prima della sua morte.
Il percorso espositivo prosegue infatti investigando altri due periodi, in cui è possibile ravvisare la progressiva stalinizzazione della Russia che sottopose a censura artisti e intellettuali e che li spinse ad abbracciare i dettami del realismo socialista. A questa costrizione Malevič, obbligato a rimanere in Russia, risponde dapprima con un’arte figurativa, accostando geometriche zone di colore volte a formare uomini e donne manichino, memori dei costumi teatrali da lui disegnati nel 1913, e in cui le teste, ovali senza volto, segno dell’annullamento dell’individuo in atto in quegli anni, ricordano in parte i manichini di de Chirico, artista che Malevič teneva in considerazione secondo i ricordi del suo allievo Konstantin Rodzdestvenskij.
Quella di Malevič è una ricerca che non si concede completamente ai dettami del regime; al contrario, il Suprematismo è ancora in molti casi evidente. Un esempio è rappresentato dall’opera Casa rossa (1932), in cui la parete che regge il tetto altro non è se non un rimando al Quadrato rosso.
La mostra accoglie, infine, un importante nucleo di opere realizzate nei suoi ultimi anni di vita, composto da una quindicina di oli in cui è possibile vedere come, pur sotto assedio della dittatura, la sua pittura continui a mostrare una potenza espressiva innovativa, particolare che appare evidente dalla relazione degli stessi soggetti trattati contemporaneamente da altri artisti, quali Gara (1932-1933) di Aleksandr Deineka, Komsomol militarizzato (1932-1933) di Alexander Samokhvalov o Fantasia (1925) di Kuzma Petrov-Vodkin.
Una forza creatrice e inventiva che appare evidente anche nell’ultima sezione, con il ritorno a un certo “realismo” di ispirazione rinascimentale i cui temi, in particolare quello della classe operaia e contadina, ma soprattutto del ritratto e autoritratto, sono stati al centro della riflessione di Malevič sin dai primi lavori.
In occasione della rassegna, i Servizi Educativi della GAMeC hanno promosso il progetto Tutti pazzi per Malevič, con il fine di costruire una rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni, enti della Città di Bergamoe provincia, riunendoli in un network d’eccellenza.
Tutti pazzi per Malevič, supportato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, vuole essere un investimento culturale di qualità sulla Città, che vede la GAMeC capofila di una nuova modalità progettuale, mirata alla valorizzazione delle risorse generate dalla mostra.
Tutti gli eventi saranno raccolti e documentati all’interno del sito internet www.tuttipazzipermalevic.it.
Catalogo GAmm Giunti.

MALEVIČ
Bergamo, GAMeC
2 ottobre 2015 – 17 gennaio 2016

Sede
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53 – 24121 Bergamo
Tel. 035 270272 – Fax 035 236962
www.gamec.it

Biglietti
Intero: € 12,00
Ridotto: € 10,00
Scuole: € 3,00
Gratuito per le Scuole dell’Infanzia

Orari
da martedì a domenica: 9:00-19:00
giovedì: 9:00 – 22:00
lunedì chiuso; aperto per le scuole (su prenotazione)

Per info sulle modalità di prenotazione (gruppi e scuole):mostramalevic@gamec.it
Internet: www.mostramalevic.it www.tuttipazzipermalevic.it

Catalogo: GAmm Giunti

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Francesco Sala, tel. 02 36 755 700
francesco.sala@clponline.it

MAE Milano Arte Expo  –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia l’Ufficio stampa Clp Relazioni Pubbliche per le informazioni e le fotografie delle opere relative alla mostra MALEVIČ  a Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. 

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