Orto Botanico di Brera e BE OPEN Foundation – verso Expo e Fuorisalone 2016

Orto Botanico di Brera

Orto Botanico di Brera e BE OPEN Foundation – The Garden of Wonders_vista dei padiglioni – ph Adriano Brusaferri

Fuorisalone Milano: Orto Botanico di Brera e BE OPEN Foundation – Profumo di design nel giardino segreto. Di Michela Ongaretti per Milano Arte Expo speciali Salone – Design Week 2015. Terminata la settimana del design c’è già chi si proietta verso Expo e progetta il Fuorisalone 2016. E ci sono luoghi in città che prolungano la durata delle loro esposizioni ben oltre la Design Week. Se siete stati travolti da innamoramenti folli o da temporali primaverili vi annunciamo che una delle mostre più suggestive, The Garden of Wonders. A Journey Through Scents all’Orto Botanico di Brera, durerà fino al 24 maggio. >

Houses of Wonders

Houses of Wonders Dimorestudio_BOTANICAL RAIN_installazione per Bertelli

Si tratta di una mostra sul tema del profumo voluta da Be Open e inserita nell’itinerario di Interni Energy for Creativity, di cui la fondazione è anche comproduttrice: è stato scelto quale setting ideale per l’argomento trattato questo giardino che sprigiona essenze antiche e mostra infiorescenze inaspettate, come succede nei padiglioni creati ad hoc che celebrano un passato glorioso, perduto e ritrovato nei sensi, raccontati dalle nuove idee sbocciate nella mente dei designer.

Nella splendida cornice dell’Orto Botanico di Brera, che ci appare come un giardino segreto dopo aver attraversato i cortili dell’Accademia, troviamo tre percorsi differenziati. Sulla sinistra un piccolo edificio ospita A Journey Through Scents, la parte propedeutica e più descrittiva che indaga la presenza del profumo nella storia dell’uomo, legato ad aneddoti o vicende con la possibilità di annusare quell’essenza associata; nel padiglione centrale vediamo gli esempi di packaging per un prodotto immaginario in A Vision in a Box, mentre sulla destra sono distribuite otto Houses of Wonders, padiglioni con otto installazioni visionarie di artisti e designer che giocano su concetti legati alle produzioni di altrettante maison di profumi, non più esistenti.

Fuorisalone 2016

Houses of Wonders, Tord Boontje – Waldes& Spol_ph Gionata Xerra

Intento generale della mostra è quello di fare rivivere questi marchi scomparsi intesi come eccellenze nell’ambito dell’artigianato nella logica generale della fondazione Be Open: quella di dare vitalità alle piccole aziende attraverso un circolo virtuoso di rebranding, unendo ad esso il design, quale forma di creatività a supporto della diffusione e commercializzazione globale delle produzioni legate alle tradizioni territoriali. Yelena Baturina, creatrice di Be Open richiama l’attenzione sulla grande occasione che Milano ha in questo periodo con il Fuorisalone ed Expo 2015, e approfitta dell’afflusso di pubblico internazionale per portare avanti il suo discorso sul rapporto tra impresa e creatività. “Made in ..” progetto globale di cui questa esposizione rappresenta la seconda parte, è un tour che indaga e valorizza il rapporto fruttuoso tra design contemporaneo e piccoli produttori nelle diverse aree del pianeta, in questa dinamica la ricerca sui profumi si focalizza su quelle piccole imprese inserite nel tessuto sociale e aziendale europeo , mentre la prima parte si è concentrata sull’India, che hanno trasmesso la loro esperienza insieme alle tradizioni locali per un lungo periodo.

Considerato il profumo come un prodotto globale ante litteram, frutto di antiche conoscenze e delle miscele di materie prime reperite in tutto il mondo, con il conseguente incontro tra appartenenze culturali e geografiche, esso deve la sua identità anche al packaging che fa viaggiare manufatto e immagine del marchio.

The Garden of Wonders

The Garden of Wonders_A Journey Through Scents_ph Adriano Brusaferri

I mondi che questi profumi hanno creato hanno caratterizzato epoche e realtà territoriali, erano un ideale estetico oltre che uno status symbol per chi viveva nel lontano ventesimo secolo. Il vero e proprio mercato globale ha però infranto il sogno di una produzione che restava artigianale: per questo su questi otto marchi sono state applicate delle proposte di rebranding, salvaguardando i principi estetici della loro creazione, aiutati in senso moderno da un potenziamento del rapporto tra il packaging e la conferma di una brand identity riconoscibile anche a distanza di molti anni.

Fuorisalone

Front _ FRAGRANCE PARTICLES per Guyla ph Adriano Brusaferri

Gli otto marchi individuati hanno scritto la storia e la fortuna del mercato delle essenze e da esse possono nascere spunti per nuove soluzioni, per i sistemi di riferimento territoriale economici e sociali, nel futuro, globali ma rispettose delle esigenze dei produttori di materie prime coinvolti.

Per fare questo si parte da lontano, dall’importanza che ha avuto nell’immaginario mondiale il “prodotto ” profumo. Elena Vosnaki ha supervisionato la parte storica/antropologica intitolata A Journey Through Scent, una collezione di testimonianze legate ad avvenimenti o personaggi del passato, nel quale sono coinvolte le fragranze, il loro uso reale o come topos letterario, la genesi di un ritrovato e delle sue tecniche produttive. In parallelo sono presenti gli esempi concreti da provare con il terzo senso, realizzati ora con precise descrizioni delle sue componenti a cura di Gérald Ghislain.

A Vision in a Box

A Vision in a Box _veduta d’insieme_ph Gionata Xerra

A Vision in a Box rappresenta invece tutta la potenzialità del design nel veicolare un’idea olfattiva e il concetto di manufatto che incarni la cultura di chi lo produce. Alcuni noti designer hanno quindi progettato il flacone della futuribile fragranza di grande successo: Werner Aisslinger, Analogia Project, Philippe Bestenheider, GamFratesi, LucidiPevere, Karim Mekhtigian, Mist‐o, Ludovica e Roberto Palomba, Thukral&Tagra e Victor Vasilev.

Per quanto riguarda il coordinamento dell’impianto generale e lo svolgimento architettonico delle otto Houses of Wonders il merito va a Ferruccio Laviani che ha creato un museo diffuso dove ogni parte comunica con l’altra e soprattutto con il giardino odoroso, come un percorso olfattivo che ne contiene un altro, anzi molti, passando dalla Natura all’ “Alchimia”. All’aperto gli arredi da giardino di Unopiù sono realizzati con analoga finitura dorata dei padiglioni Aralia. Questi ultimi sono come serre preziose grazie alla loro superficie esterna e al loro contenuto magico nel rimandare ad altri mondi fantasiosi.

La filosofia alla base dei singoli marchi è stata interpretata secondo la sensibilità degli otto affermati progettisti; come fossero direttori artistici reali rivendicano la possibilità di rilanciare nel mercato odierno le piccole aziende artigiane grazie alla forza del design. Tord Boontje rielabora il marchio ceco Waldes et Spol, Fernando e Humberto Campana il francese Biette, DimoreStudio si è concentrato sul brand italiano Bertelli ( per noi l’installazione più evocativa dell’atmosfera nostalgica e déco), gli svedesi Front hanno analizzato e costruito un concept intorno all’azienda francese Guyla; lo spagnolo Jaime Hayon si è operato per l’inglese Boissard, Piero Lissoni reinterpreta lo spirito della maison americana Lundborg, Jean Marie Massaud quello di Bertif e Nendo dona nuova forza al marchio russo R.Koehler & Co. Il tocco sensoriale in più è sempre di Gérald Ghislain, fondatore del marchio Histoire de Parfums, che ha ideato una fragranza associata al ricordo delle profumazioni storiche ormai perdute, e all’idea visionaria dei designer ad esse connesse.

Come ogni giardino l’Orto Botanico di Brera può rappresentare un percorso nel quale è necessario perdersi per ritrovarsi: anche qui possiamo fuggire in un sogno creativo carico di odori e ricordi, attraverso il quale esploriamo però la possibilità di un futuro reale.

Michela Ongaretti

> Leggi anche gli altri articoli di Michela Ongaretti per Milano Arte Expo magazine.

Michela Ongaretti

Michela Ongaretti

Tra i protagonisti del Fuorisalone 2015 / Design Week segnalati da Milano Arte Expo: 

The Garden of Wonders. A Journey Through Scents

BE OPEN Foundation

Orto Botanico di Brera

fino al 24 maggio 2015

MAE Milano Arte Expo 2015 –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Michela Ongaretti per il testo e la selezione delle immagini relative alla mostra The Garden of Wonders. A Journey Through Scents all’Orto Botanico di Brera e per gli articoli relativi ai Fuorisalone 2015  e al Salone del Mobile di Milano della Design Week.

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *