Federico Lombardo – Emma Coccioli intervista l’artista

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Federico Lombardo: Emma Coccioli intervista l’artista per Milano Arte Expo –

Nato a Castellammare di Stabia nel 1970, si è diplomato in Scultura all’ Accademia di Belle Arti di Napoli. Oggi Federico Lombardo vive e lavora a Ciampino. Con la sua arte indaga l’ astrazione del viso e del corpo umano, in relazione all’idea di un alter ego virtuale non solo possibile in svariate forme, ma anche irrinunciabile per ognuno di noi. Come lui stesso dice, questo alter ego ha delle caratteristiche androgine ed aliene, che vengono messe in risalto attraverso le varie tecniche pittoriche utilizzate : dall’ acquarello all’ olio diluito fino alla pittura digitale. Uno degli acquarelli che ho scelto per questa intervista mi ha ricordato lo stile dell’ artista Marlene Dumas con i suoi volti e corpi – prevalentemente femminili – spettrali.

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Per la tensione all’ astrazione ma non solo, la pittura di Federico Lombardo si potrebbe definire fredda; qui, per contrasto, ho voluto scegliere dei lavori che avessero anche altre qualità : la dolcezza, l’ intensità di un’espressione “umana” o la morbidezza di un viso. Le sue opere sono state ammirate al Pac di Milano, nella Basilica Palladiana di Vicenza, al Parlamento Europeo di Strasburgo, nelle biennali di Venezia e Sharjah e alla quadriennale di Roma.

Perché la scelta di utilizzare un medium digitale?

Meditando sulle peculiarità che potessero distinguere questo strumento, mi son dovuto scontrare subito con tecniche che tradizionalmente definiscono le immagini, cioè la fotografia e la pittura. Una parte della mia ricerca si è focalizzata sulla smaterializzazione del gesto pittorico, passando attraverso l’ acquerello od oli rarefatti. La pittura digitale riduce al minimo questo scarto. C’è un desiderio di ascesi, di spiazzante ambiguità, che attraverso questa tecnica sto riuscendo a rendere tangibile. “The digital painting” (come viene denominata) mi ha da subito affascinato : mi sembrava un territorio inesplorato quando nel 2010 ho iniziato ad usare i brushes di Photoshop. Attraverso le sfumature ottenute con la sfocatura dell’ immagine, ho incominciato ad intuire la possibilità di riprendere un concetto che apparteneva ad un artista come Leonardo: l’ esaltazione del volume, quella marea sotterranea che agisce a livello impercettibile sotto la forma, attraverso appunto lo sfumato. Quindi ho avuto la possibilità di ripercorrere la teoria leonardesca senza essere citazionista. Desidero inoltre mantenere viva la tensione che si instaura attraverso l’ uso di medium diversi, accostando, sotto forma di istallazione, volti digitali, acquerelli, od oli.

 

Cos’è tua intenzione comunicare attraverso i volti di queste ragazze ?

Il volto è sempre stato una presenza costante nella mia ricerca artistica, in modo ossessivo, quasi un’ attrazione fatale. Non il ritratto in sé che mi ha sempre attratto, ma i codici formali universali che appartengono ad un viso idealizzato, quasi asessuato. Quindi la comunicazione è efficace quando l’insieme dei singoli visi lasciano intuire che in realtà essi appartengono ad una comunità non di uomini, ma di esseri indipendenti digitali, forse androidi, un po’ alieni, che affermano la loro autonomia dalle immagini. Per questo motivo risultano essere essenziali, non stravolti, mimetizzati da un’ apparente normalità, senza riferimenti specifici a costumi od epoche.

 

Quale genere di spiritualità pervade i corpi ?

Indubbiamente la mia : essi sono tutto sommato una proiezione del mio io, d’ altronde sono il riflesso dell’ esperienza diretta sensoriale del mio stare al mondo. Desiderio inoltre riuscire ad instaurare una sorta di empatia con lo spettatore. Quando realizzo un volto cerco di astrarmi, di non essere fedele all’ immagine da cui nasce l’ ispirazione : solo in questo modo il mio io si frammenta in altre identità, che risultano essere con sorpresa indipendenti.

 

Daphne. Che rapporto c’è tra la tua opera d’ arte con il mito ?

Credo nei miti universali, nelle storie che essi ci tramandano nel corso dei millenni. L’ uomo in fondo mantiene inalterate, seppur in forme apparentemente diverse, le stesse esigenze, paure e desideri. Non amo rappresentare in modo didascalico i miti, non mi interessano le illustrazioni. Inoltre penso che ogni epoca tenda ad aggiungere nuovi miti in cui si riconosce più facilmente, ma questo è scontato.

 

Cosa rappresentano gli occhi ?

Domanda fondamentale. L’ occhio, la sua forma, è sempre stato per me un codice da decifrare. Sin da quando ero un ragazzino avevo una mia teoria sull’ origine del bene e del male, mettendo semplicemente in relazione la geometria delle palpebre con l’ iride, una teoria non scientifica ma puramente intuitiva. Ho sempre cercato di capire quali meccanismi si celassero dietro le espressioni emotive di un viso.

 

Quali sono le componenti più importanti in un rapporto d’ amore ?

La fiducia, la comprensione, l’ immedesimazione, la fedeltà, un’ attrazione inconscia e tantissima pazienza.

Hai intenzione prima o poi di spaziare al di là della figura umana ?

In realtà oltre ai volti costruisco ardite composizioni di più figure : gruppi che subiscono l’ influenza anche della scultura classica o medievale. L’ accostamento di più esseri, le dinamiche inconsce che si stabiliscono mi intrigano. Restando tuttavia sempre esseri umani il confine con l’ astrazione è sempre più labile. In fondo molto spesso mi prefiggo di interpretare anche la natura, i paesaggi; prima o poi ne sentirò l’esigenza.

Sito we di riferimento: http://www.federicolombardo.net/

Intervista di Emma Coccioli a Federico Lombardo per Milano Arte Expo

Leggi anche le altre interviste di Emma Coccioli per il magazine.

Principali mostre personali di Federico Lombardo:

2013 I Corpo trascendente, Mac3 museo civico di arte contemporanea Caserta

2012 Il corpo trascendente, Galleria Ninapì, Ravenna

2010 M.U.V.E Galleria Maniero, Roma

2008 L’insostenibile leggerezza dell’acqua, Zaion gallery, Biella

2007 Vedo, Giamaart studio, Vitulano, Benevento

Faces, Galleria Barbara Maheler, sede UBS, Lugano – Svizzera –

The reflecting skin, Vulcano contemporary art, Caivano, Napoli

2006 Federico Lombardo, Galleria Nuovo Spazio, Piacenza

Federico Lombardo, Galleria Bonelli Arte Contemporanea, Mantova

2005 Artcore/Fabrice Marcolini, Toronto, Canada

Lavami il viso, Franca Pezzoli arte contemporanea Clusone, Bg

Federico Lombardo, Galleria Pittura Italiana, Milano

2004 L’uomo splendido, Arte al contrario, Modena

2003 Federico Lombardo, Bonelli Arte Contemporanea, Mantova

2002 Acquerelli, Galleria De March, Legnano, Milano

2001 Federico Lombardo, Galleria Nuova Artesegno, Udine

2000 Federico Lombardo, De March Solbiati arte contemporanea, Legnano, Milano

1999 Immagini di donna, galleria Marazzani Visconti Terzi, Piacenza

1998 Nuove identità, Marazzani Visconti Terzi, Piacenza

MAE Milano Arte Expo 2015 – milanoartexpo@gmail.com – ringrazia Emma Coccioli per l’intervista all’artista Federico Lombardo e per la selezione delle immagini.

Milano Arte Expo

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