VIETNAM quarant'anni dopo: incontro a Milano con una testimone della guerra e con l'opera di Dinh Quang Le

Expo 2015 Milano

Ly thi Thanh Thao – racconterà la Guerra del Vietnam: a Milano il 5 febbraio 2015

Guerra del VIETNAM quarant’anni dopo: incontro e testimonianza a Milano con Ly thi Thanh Thao. In occasione della presentazione della video-opera di Dinh Quang Le – l’artista vietnamita vivente più importante – From father to son. A rite of passageGiovedì 5 febbraio 2015 ore 21,00 alla casa museo Spazio Tadini di via Jommelli 24. A quarant’anni dalla fine della guerra, che evocano ancora tante emozioni in chi era vivente all’epoca dei fatti, la presenza di Ly thi Thanh Thao, residente in Italia da ventisei anni, è anche l’occasione per scoprire un Vietnam diverso, ossia una nazione con una civiltà antica e con usi e costumi da scoprire e conoscere. >

Non solo guerra, insomma, traspare dai racconti di una testimone dei fatti, che invece ci racconta come, anche nei momenti peggiori, ci sia sempre spazio per un sorriso. Un messaggio di ottimismo che proviene da una nazione la quale, dopo le note, drammatiche vicende, è ora protagonista di una crescita economica e culturale impressionante.

Nel corso degli eventi a corredo della mostra “50 Praline”, che festeggia il raggiungimento delle 50 puntate della rubrica di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte in corso fino a sabato 7 febbraio 2015 a Spazio Tadini – archivio / casa museo sede dell’archivio di Emilio Tadini – il giorno 5 febbraio Spazio Tadini e Mandelliarte organizzano una serata dedicata al Viet Nam.

L’occasione nasce dal alcuni fatti concomitanti: la nazionalità di Ly thi Thanh Thao, coniuge di Sergio Mandelli, e responsabile della edizione inglese di “Praline”, chiamata “Pralines. Deliciousness from the world of art”; la realizzazione della “Pralina” dedicata a Dinh Quang Le; la presenza in mostra di un’opera video realizzata dallo stesso artista intitolata “From father to son. A rite of passage.”

Per informazioni:
Melina Scalise:
Per visionare le “Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte”
www.youtube.com/mandelliarte

Artisti della grande mostra a Milano presso Spazio Tadini:

50 Praline

Dinh Quang Le, Emilio Isgrò, Umberto Mariani, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Matteo Basilé, Giovanni Sesia, Luca Alinari, Tino Stefanoni, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Wenten Rubuntja, Robert Gligorov, Davide Coltro, Omar Ronda, Enzo Esposito, Valentino Vago, Wainer Vaccari, Renata Boero, Mark Kostabi, Enrico Robusti, Tommaso Cascella, Jan Knap, Roberto Crippa, Giorgio Albertini, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Graziano Carotti, Antonella Mazzoni, Giovanni Cavaliere, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Beppe Bonetti, Andrea Zucchi, Florencia Martinez, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini, Lorenzo Piemonti.

 

DINH QUANG LE. IL NULLA E LA RICERCA DI SE’– testo di Sergio Mandelli per la versione italiana di Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte, puntata n° 45 –

Dinh Quang Le

Sergio Mandelli nella punta di Praline d’arte dedicata a Dinh Quang Le

Il protagonista della puntata di oggi è Dinh Quang Le, nato nel 1968 a Ha Tien in Viet Nam.

Nel 1979, in seguito alle note vicende politiche, con la famiglia si trasferisce in California, dove scopre la passione per l’arte sfogliando i libri nella biblioteca della scuola.

In particolare lo affascina la pittura rinascimentale, che gli disvela un mondo in grado di aiutarlo ad affrontare il problema della propria identità.

Infatti lui sente ancora un legame profondo con la sua terra di origine, con la vita in campagna, un legame che si è interrotto proprio nel momento più bello, quello dell’infanzia.

Scopre inoltre che l’arte si può produrre con tanti nuovi mezzi.

Sente che la pittura è troppo legata alla tradizione europea. La fotografia invece è un linguaggio nuovo, ancora tutto da esplorare.

Fin dall’inizio la ricerca lo conduce alla necessità di esprimere la propria doppia identità; sperimenta la tecnica della doppia esposizione, ma poi è proprio la sua storia personale che gli viene in aiuto.

Si ricorda di una sua zia che gli aveva insegnato l’arte di intrecciare la paglia per farne delle stuoie e lui prova ad applicarla alle foto, stampate in grande formato e poi ridotte in strisce.

Utilizzando due foto dal contenuto diverso le intreccia in modo da formare una immagine che faccia emergere diverse suggestioni.

Un primo esito convincente è la serie Portraying A White God, in cui Dinh fonde immagini tratte da dipinti del rinascimento europeo con quelle dei Buddha.

Dinh Quang Le

Dinh Quang Le

Tornato in Vietnam, nel 1993, scopre con rammarico che non è rimasta alcuna documentazione fotografica della sua famiglia.

La guerra del Vietnam a questo punto non è più solo un evento storico, ma anche un dramma personale che lo porta a scontrarsi con la ricerca delle proprie radici.

Si accorge che quanto sa della guerra del Vietnam in realtà è stato mediato dalla cultura americana, in particolare attraverso i film. Il problema viene posto con molta chiarezza nella serie From Vietnam to Hollywood. Da una parte gli eventi della guerra vera, dall’altro la guerra narrata nei grandi film.

In realtà, il problema che si trova ad affrontare è enorme: cos’è la verità? In fondo ci sono stati due modi contrapposti per parlare della guerra; quella degli americani, e quella della propaganda politica. Ma la guerra di chi l’ha vissuta cosa è stata veramente?

Per prima cosa compra migliaia di fotografie provenienti da archivi privati nella speranza di trovare qualche documento riguardante la sua famiglia.

Ma nelle storie private di gente sconosciuta trova una sua nuova famiglia, in ogni foto c’è un pezzetto di se stesso.

Poi affronta il problema del ruolo dell’artista nel video commovente “Light and belief” realizzato a partire da interviste di artisti che durante la guerra hanno operato anche come soldati.

Attraverso le parole di quegli stessi artisti, si confronta con due tesi apparentemente contrastanti.

Una tesi sostiene che in tempo di guerra l‘artista deve occuparsi di raccontarne gli orrori, come ricordava il poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo nella poesia “e come potevamo noi cantare”.

L’altra emerge dal fatto che, proprio durante la guerra, la gente chiede all’artista di rappresentare la bellezza; una artista racconta di come la moglie di un soldato le avesse chiesto espressamente di dipingere l’alba sul mare.

E’ la stessa ricerca della bellezza che è all’origine della serie Textures of Memory.

Tutto parte dalla visita a Tuol Sleng, a Phnom Penh il centro di detenzione durante la spietata dittatura dei Khmer Rossi dove sono esposte centinaia di foto dei detenuti

Le, dopo aver visitato il sito di Angkor Wat si chiede com’è possibile che un popolo capace di costruire templi magnifici sia lo stesso grado di compiere uno dei peggiori massacri della storia.

Infatti Splendor and darkness, Bellezza e crudeltà si intrecciano inestricabilmente nell’uomo.

Ancora a partire dalle foto delle vittime dei khmer rossi, Dinh Q. Le realizza dei ricami su tela e invita i visitatori a toccare i profili di questi ritratti, ombre che emergono solo col passare tempo.

L’opera che vi presento oggi, Erasure, è un progetto che consiste in una installazione formata dalla chiglia di una barca e dalle foto provenienti dai suoi archivi.

La nave arenata rappresenta il naufragio di tanti migranti, condizione a cui lo stesso artista si assimila. L’installazione della barca però, proprio per la presenza delle migliaia di foto appartenenti chissà a chi, assume una dimensione universale.

Rappresenta cioè il viaggio di ogni uomo sulla terra, una grande nave in viaggio nel vuoto dell’universo, sospinto in continuazione da un vuoto interiore altrettanto vasto, il nulla di cui parlava Sartre, a cui cerca di dare una risposta, in compagnia di miliardi di altri uomini che condividono la stessa straordinaria esperienza della vita.

Sergio Mandelli

Leggi i testi delle altre puntate di Praline, di Sergio Mandelli

All’artista e alle opere di Dinh Quang Le è dedicato il video di Sergio Mandelli, puntata n° 45 del format web/TV dedicato all’arte contemporanea  Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=t8UAy1q-nQk]

MAE Milano Arte Expo 2015 –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao per la collaborazione e la realizzazione della mostra a Milano dal 15 gennaio al centro culturale e casa museo Spazio Tadini, luogo dell’Archivio Emilio Tadini diretto da Melina Scalise e Francesco Tadini, con la realizzazione delle prime cinquanta puntate di  Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte e per il testo e i fotogrammi del video relativi all’opera del grande artista vietnamita Dinh Quang Le

Milano Arte Expo

 

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