PAOLO IACCHETTI a Milano dal 15 gennaio 2015 – inaugurazione mostra a Spazio Tadini

Paolo Iacchetti

Paolo Iacchetti, Piccoli stati, 2005, olio su tela, 85×80

Inaugurazioni mostre Milano 15 gennaio 2015: PAOLO IACCHETTI a Spazio Tadini con Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte, a cura di Sergio Mandelli. Una grande mostra collettiva nella casa museo di Milano in via Jommelli 24 (vedi MAPPA) inaugura giovedì 15 gennaio dalle ore 18 a sera con una corposa selezione di opere degli artisti protagonisti delle prime 50 puntate del format web Tv (vedi LINK). Con Paolo Iacchetti, Umberto Mariani, Emilio Isgrò, Giovanni Sesia, Robert Gligorov, Omar Ronda, Valentino Vago, Roberto Crippa, Lucio Del Pezzo (vedi più avanti l’elenco completo): opere storiche e recentissime raccontate dalla videorubrica (in italiano e inglese) di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao. Affiancherà la selezione una personale di disegni di Emilio Tadini dedicati al “Paradiso Perduto” di Milton e poi pubblicati nella prestigiosa collana I Millenni delle edizioni Einaudi. >

Testo di Sergio Mandelli per la puntata 26 di Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte su Paolo Iacchetti:

Paolo Iacchetti

Paolo Iacchetti

Che cos’è la pittura?

La domanda apparentemente ha una risposta molto semplice: la pittura è l’attività di un pittore che dipinge determinati soggetti su una determinata superficie.

Per molti artisti nati nel Novecento invece la Pittura è essa stessa il soggetto dell’attività del pittore.

Non è molto chiaro vero?

Cerchiamo di spiegarci meglio seguendo la vicenda di Paolo Iacchetti, nato nel 1953 a Milano.

Anche se già durante gli anni di Università frequenta una scuola d’arte, il suo progetto di vita in verità è di tipo tecnico-scientifico, con una laurea in Chimica che lo introduce subito nel mondo del lavoro.

E’ a questo punto che arriva l’imprevisto: scopre che il lavoro da chimico non lo appaga, non gli da tutte le risposte di cui ha bisogno. Da qui la decisione di iscriversi all’Accademia di Brera per diplomarsi in pittura.

Dagli studi scientifici eredita la disciplina, intesa sia come applicazione metodica, quotidiana al lavoro, sia come selezione accurata degli obbiettivi da raggiungere.

Anche se all’inizio, più che altro, ha ben chiaro solo che cosa non vuole fare.

Innanzitutto non intende rappresentare la realtà.

Poi non intende dare un contenuto esistenziale alla sua opera, come avviene per la pittura informale; e nemmeno dedicarsi con passione tutta cerebrale alla scomposizione geometrica del quadro.

Piuttosto la sua ricerca si innesta su una corrente che ha come antecedente il rigore di Joseph Albers.

Paolo Iacchetti

Paolo Iacchetti, Distanze, 100×95, 2010

La pittura per lui si fa con il corpo, con la mano, con gesti che accordano la razionalità con il sentimento, l’emozione, l’esistenza.

E’ in questo senso che per lui il soggetto unico della sua opera è la Pittura, ossia una indagine continua sul rapporto tra colore e tela e sulla suggestione – se non addirittura la seduzione – che ne deriva.

Il suo vero obbiettivo è di dedicarsi alla costruzione di un oggetto, il quadro, che quando è finito acquisisce una vita autonoma, continua cioè a dare risposte, percezioni diverse all’osservatore.

Le prime prove lo spingono a raccontare storie di colori che si dispongono in armonia; ma per narrare una storia ci vuole tempo, quello che impiega l’occhio per scorrere da un punto all’altro della tela, mettendoli in relazione fra di loro.

Il suo obbiettivo allora si perfeziona ulteriormente: lui cerca una strada per azzerare il tempo necessario alla fruizione e comprensione del quadro.

Paolo Iacchetti non fa mistero del fatto che intende il quadro come un essere vivente, anzi proprio come una persona. E come una persona il quadro deve presentarsi tutto subito.

Assecondando questa ispirazione arriva addirittura a dipingere quadri verticali, che siano anche strutturalmente la controparte dell’osservatore.

Progressivamente, nel corso degli anni, i suoi quadri si puliscono, tendono a una semplificazione, ad una sintesi sempre maggiore.

Per contro comincia a lavorare per sovrapposizioni di colori diversi.

Alla fine il quadro viene interamente occupato, in maniera omogenea, da un’unica tessitura pittorica.

Attenzione! Per quanto questi quadri insistano su un colore dominante, non sono affatto monocromi.

Sono quadri che necessitano di una osservazione paziente, facendo abituare l’occhio alle minime, infinite variazioni di colore.

Ma questa pazienza è ampiamente ripagata con una magica sensazione di profondità, quasi una terza dimensione che ci attrae e ci assorbe all’interno del quadro.

Sergio Mandelli

Sergio Mandelli

A questo punto, come dice Paolo Iacchetti, i quadri cominciano a pulsare, a respirare, esattamente come un corpo vivente.

Se è quasi ovvio affermare che le opere d’arte vanno viste dal vivo, questo è tanto più vero per i quadri di Iacchetti, che in riproduzione perdono gran parte della loro magia.

Il lavoro che vi presento oggi è alto 85 cm per 80 cm di base.

Anche la forma non è casuale, ma è adattata alle caratteristiche del nostro sguardo che tende naturalmente ad allargare le immagini; con questo piccolo espediente Paolo Iacchetti cerca di presentarci un quadrato che nella percezione diventa più vero rispetto a quello misurabile con il metro.

Il colore dominante è rosso; il rosso, insieme al verde che è il suo complementare, è il colore che per primo colpisce la nostra percezione; non è un caso che siano usati per i semafori; ma questo rosso è diverso, gli stata aggiunta quella profondità di cui parlavo prima.

E questa profondità è conquistata con oltre venticinque passaggi di colore diverso, dalle tonalità inimmaginabili all’osservatore.

Ma tutto sommato non è importante sapere quali sono i colori adoperati dal pittore.

Quello che importa è piuttosto farci accompagnare da Iacchetti in una vera e propria avventura nel mondo nel colore, un mondo in cui lui, da vero esploratore, ha aperto la sua personalissima strada, motivo per cui non smettiamo di essergli grati.

Paolo Iacchetti, nella selezione degli artisti

per la mostra a Milano 2015 in media-partnership con Milano Arte Expo:

Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte

a cura di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao

Casa Museo Spazio Tadini

 via Jommelli 24, Milano

Dal 15 gennaio 2015 al 8 febbraio la mostra d’arte contemporanea a Milano porterà nel capoluogo sede dell’Esposizione Universale Expo 2015 opere degli artisti:

Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Matteo Basilé, Umberto Mariani, Robert Gligorov, Davide Coltro, Omar Ronda, Enzo Esposito, Valentino Vago, Wainer Vaccari, Renata Boero, Mark Kostabi, Emilio Isgrò, Enrico Robusti, Tommaso Cascella, Jan Knap, Roberto Crippa, Giovanni Sesia, Luca Alinari, Tino Stefanoni, Giorgio Albertini, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Graziano Carotti, Antonella Mazzoni, Giovanni Cavaliere, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Beppe Bonetti, Wenten Rubuntja, Andrea Zucchi, Dinh Quang Le, Florencia Martinez, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini, Lorenzo Piemonti.

La mostra sui 50 autori di PRALINE. PRELIBATEZZE DAL MONDO DELL’ARTE diventa anche occasione per celebrare Emilio Tadini in seno al progetto di Storie Milanesi (vedi LINK al portale delle case museo di Milano, progettato da Fondazione Pini). Saranno esposti i disegni originali che Emilio Tadini ha realizzato per il Paradiso Perduto di Milton, pubblicati poi nella importante collana editoriale de I Millenni di Einaudi.
Per dare una adeguata nota di gusto alla inaugurazione del 15 gennaio 2015  lo chef Monica Carubelli offrirà un assaggio delle “sue” prelibatezze agli intervenuti il giorno dell’inaugurazione.

Per informazioni, immagini e altro ancora:

Per Spazio Tadini:
Melina Scalise
ms@spaziotadini.it
cell.3664584532

Per Mandelli Arte:
Sergio Mandelli
galleria@mandelliarte.com
cell. 3358127809

All’artista Paolo Iacchetti è dedicato il video di Sergio Mandelli, puntata n° 26 del format web/TV dedicato all’arte contemporanea  Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=pnpzAI5_AbU]

Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte

MAE Milano Arte Expo 2015 –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao per la collaborazione e l’ideazione della mostra a Milano dal 15 gennaio al centro culturale e casa museo Spazio Tadini, luogo dell’Archivio Emilio Tadini diretto da Melina Scalise e Francesco Tadini, parallelamente al completamento delle prime cinquanta video rubriche di  Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte e per il testo e le fotografie relative all’artista Paolo Iacchetti

Milano Arte Expo

 

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