VALENTINO VAGO: mostra a Milano – di Sergio Mandelli | Milano Arte Expo 2015

Valentino Vago, trittico

Valentino Vago, trittico

Milano Arte Expo 2015 – Valentino Vago: mostra a Milano dal 15 gennaio a cura di Sergio Mandelli. Milano Scalda i motori per un grande anno d’arte ed esposizioni. Expo 2015 porterà milioni di visitatori da tutto il mondo ed è già sensibile l’aumento di turisti stranieri nel capoluogo lombardo. Sergio Mandelli – insieme a Ly thi Thanh Thao – è autore di una rubrica video interamente dedicata all’arte contemporanea dal titolo Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte. 50 puntate già completate – e molte altre in arrivo – che parlano a tutti, in modo chiaro e con una sintesi degna della divulgazione migliore. Due gli obiettivi di Praline d’Arte: internazionalizzare la conoscenza di molti autori (ogni puntata del format è anche in versione inglese) e fornire uno strumento ai collezionisti – esperti o neofiti – per ponderare i propri investimenti in arte con una base di conoscenza che non sia rappresentata solo dalle super-mutevoli (e spesso ingannevoli) quotazioni d’asta. >

Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte porterà i primi 50 artisti delle puntate del format tv – tra i quali non poteva mancare Valentino Vago – in una grande esposizione collettiva a Milano dal 15 gennaio al 8 febbraio, presso la Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24. Inaugurazione giovedì 15 gennaio 2015 dalle ore 18. Oltre alla mostra collettiva Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte a Spazio Tadini – sempre dal 15 gennaio – saranno esposte anche le tavole originali dei disegni di Emilio Tadini per il Paradiso perduto di John Milton – poema epico in versi sciolti del 1667, titolo originale: Paradise Lost – della edizione I millenni di Einaudi.

Testo di Sergio Mandelli per la trentanovesima puntata di Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte:

Valentino Vago. La bellezza dell’invisibile

Valentino Vago

Valentino Vago

L’artista di cui vi parlo oggi è Valentino Vago, nato nel 1931 a Barlassina.

Suo padre, industriale del mobile, lo indirizza verso il disegno per l’arredamento, ma, dopo pochi mesi, si accorge che il suo è un vero talento. E’ per questo che lo iscrive al Liceo artistico di Brera, ancora semidiroccata per i danni subiti dalla guerra.

I suoi professori sono Pompeo Borra e Enzo Morelli, ma il punto di riferimento ideale è Piero della Francesca.

Al termine degli studi, e dopo una bruciante esperienza con il mondo dei mercanti d’arte, decide di dedicarsi all’insegnamento  Inoltre sente che la pittura che sta realizzando – caratterizzata da figure e paesaggi dai colori vivi – non corrisponde più alle sue esigenze espressive.

Queste opere lo disturbano e, con disappunto dei genitori, decide di darle alle fiamme.

E’ solo dopo alcuni anni, grazie all’intervento di Bepi Romagnoni, che si decide a proporre i suoi nuovi quadri al Salone Annunciata di Carlo Grossetti.

Il suo esordio, nel 1960, colpisce tutti: in una Milano in cui il linguaggio dominante era quello del realismo esistenziale, le atmosfere astratte e ovattate del giovane artista rappresentano una vera novità. Guido Ballo gli firma la presentazione, di lui parlano i maggiori critici dell’epoca, Marco Valsecchi, Giuseppe Marchiori.

Certo, i punti di riferimento non mancano, Vago è attento a quanto accade nel mondo, a Klee, e a Poliakoff in particolare.

Ma gli è anche ben chiara la necessità di evitare ogni coinvolgimento in istanze di tipo sociale o esistenziale.

mostre Milano 2015

Sergio Mandelli

La sua deve essere una pittura lontana dall’imitazione della realtà; da qui la ricerca di colori innaturali: il blu ci metterà vent’anni a ricomparire nei suoi quadri, il verde scompare del tutto.

Rifiuta ogni tipo di progettualità, sostituita dalla esigenza primaria di far emergere dal quadro una luce autonoma.

Ogni struttura interna all’opera viene progressivamente abbandonata; le masse si assottigliano, diventano linee, e le linee – sempre più corte e rade – non si incrociano, fluttuano nello spazio infinito.

Nel tempo adotta un metodo di lavoro che si affida all’emozione provata di fronte alla stesura iniziale di un certo colore. In quel momento – dice Valentino Vago – non è più lui a realizzare il quadro. Il quadro si fa da solo, o meglio accade, mentre il pittore è solo il braccio che permette all’opera di manifestarsi.

La sua tecnica, che prevede l’uso dei polpastrelli sulla tela, diventa una carezza che sprigiona mistero, bellezza.

A ben vedere questo procedimento ha alcune caratteristiche della mistica, in particolare quella descritta da Santa Teresa d’Avila.

Secondo la sua autobiografia, l’uomo che cerca di entrare in contatto con Dio si affida ardentemente alla preghiera, intesa come strumento di raccoglimento interiore; ad un certo punto però si accorge che, privandolo della ragione e della volontà, è Dio stesso a trascinarlo verso di Sé. E’ ciò che Teresa chiama “orazione di unione”.

Ugualmente Valentino Vago si mette al servizio di un progetto che lui non conosce, che è aldilà delle sue capacità di immaginazione.

Valentino Vago

Valentino Vago – Chiesa di Nostra Signora del Rosario

Lo stesso metodo viene adottato nella decorazione di ambienti, che si rivela a lui particolarmente congeniale. A questo proposito è utile citare le “Tre stanze in scala tonale” realizzate a Palazzo Reale nell’ambito di una mostra a cura di Renato Barilli.

Questa attività trova la sua espressione migliore nella decorazione di alcune chiese, a cominciare dalla Parrocchiale di San Giulio a Barlassina, fino a quella che lo rende celebre in tutto il mondo, la Chiesa di Nostra Signora del Rosario realizzata in Qatar.

La sua caratteristica è di riempire tutto lo spazio disponibile con un colore soffuso, che ricorda gli spazi celesti.

In questi spazi vengono poi collocate le sagome di immagini sacre provenienti dai capolavori della storia dell’arte: Piero della Francesca, Beato Angelico.

Anche questo procedimento ha un rimando di tipo mistico. Nel terzo canto del Paradiso infatti, dovendo descrivere l’apparire gioioso delle anime, Dante le paragona a dei riflessi sull’acqua.

Quali (…) per acque nitide e tranquille/Non sì profonde che i fondi sien persi
Tornan d’i nostri visi le postille/Debili sì, che perla in bianca fronte/Non vien men forte a le nostre pupille;
tali vid’io più facce a parlar pronte

Inoltre le immagini, nella tradizione cristiana, sono dei tramiti che ci mettono in collegamento con una realtà altra, trascendente.

E perché Vago sente di dover riprendere le immagini della storia dell’arte? Perché ormai anch’esse sono entrate in una dimensione senza tempo, patrimonio di tutta l’umanità.

La bellissima opera che vi presento appartiene alla recente produzione di Valentino Vago, un trittico in cui la linea di un ipotetico orizzonte sfuma in un deciso colore caldo. Come per la maggior parte dei dipinti dell’ultimo periodo anche in questo il pittore rinuncia ad ogni segno aggiunto al libero espandersi del colore, rivelando uno stato d’animo sereno, in pace con se stesso.

Insomma, pur prendendo le mosse dalle espressioni dell’astrazione internazionale, Vago si distacca dalle problematiche di tipo esistenziale che la caratterizzavano; in Vago tutto è incanto, gioia, pura espressione di gratitudine, ringraziamento al divino per la possibilità che gli è stata riservata di essere strumento di bellezza.

Sergio Mandelli

Valentino Vago è tra i cinquanta artisti selezionati

per la mostra a Milano 2015 in media-partnership con Milano Arte Expo:

Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte

a cura di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao

Casa Museo Spazio Tadini – via Jommelli 24

Dal 15 gennaio 2015 al 8 febbraio la grande mostra d’arte contemporanea a Milano porterà nel capoluogo lombardo, sede dell’Esposizione Universale Expo 2015 opere degli artisti:

Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Matteo Basilé, Umberto Mariani, Omar Ronda, Valentino Vago, Wainer Vaccari, Renata Boero, Mark Kostabi, Emilio Isgrò, Enrico Robusti, Tommaso Cascella, Jan Knap, Roberto Crippa, Giovanni Sesia, Luca Alinari, Robert Gligorov, Davide Coltro, Tino Stefanoni, Giorgio Albertini, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Graziano Carotti, Antonella Mazzoni, Giovanni Cavaliere, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Enzo Esposito, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Beppe Bonetti, Wenten Rubuntja, Andrea Zucchi, Dinh Quang Le, Florencia Martinez, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini, Lorenzo Piemonti.

All’artista Valentino Vago è dedicato il seguente video di Sergio Mandelli, puntata n° 39 del format web/TV dedicvato all’arte contemporanea  Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=WaUfT7G947A]

 

Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte

MAE Milano Arte Expo 2015 –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao per la collaborazione e l’ideazione della mostra a Milano dal 15 gennaio al centro culturale Spazio Tadini, sede dell’Archivio Emilio Tadini e casa museo diretta da Melina Scalise e Francesco Tadini, in occasione della realizzazione delle prime 50 puntate video di  Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte e per il testo e le immagini relative a Valentino Vago. 

Milano Arte Expo

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