Davide Barilli, La nascita del Che. Racconti da Cuba – recensione di Paolo Lagazzi

Davide BarilliMilano Arte Expo – Davide Barilli, La nascita del Che. Racconti da Cuba – recensione di Paolo Lagazzi. Dopo aver evocato Cuba nelle colorite, lustre Carte d’Avana (2010), Davide Barilli torna a restituirci il senso funambolico, vacillante, sbilenco dell’isola nei racconti riuniti sotto il titolo d’uno di essi, La nascita del Che (Nino Aragno Editore). Come tasselli di un puzzle mai destinato a comporsi in una visione d’insieme, questi racconti giocano tra loro “di sponda”, si inseguono e sfuggono come le geometrie instabili che il vento dell’oceano disegna sul mare cubano increspandolo in una serie infinita di onde puntute, di trame spezzate. >

Cuba non è mai se stessa: “le finestre, i cortili, gli scorci, gli sguardi” della sua incredibile capitale paiono offrire qualcosa (un’aspra dolcezza, una luce umana, una sostanza sacra?) che in realtà non si concede mai, che pulsa attraverso il proprio disseminarsi fra corpi, voci, odori unici e indescrivibili di tabacco, rum rigettato, banane andate a male, gas di scarico, sapone, caffè, ragazze, fiori…

Come i foulard arabescati e un po’ laceri di un prestigiatore segnato dai solchi degli anni, ma ancora intrepido nel suo coraggio, nel bisogno di resistere al peso atroce del disincanto, le vie della Cuba esplorate da Barilli nello spazio e nel tempo producono a getto continuo personaggi improbabili, destini zingareschi, maschere stralunate, apparizioni teatrali, eventi in bilico sulla punta delle occasioni, miracoli sghembi, sfaceli lentissimi e strazianti: le reliquie del Che; Alejandro Herrera, “l’uomo dei sogni”; Reynaldo Diaz Arango detto Toscanini, “marinaio di poche parole”; l’immagine riflessa e deformata di sua madre, simile a un’”escrescenza arborea”; case sorrette da impalcature che sembrano forche; Yanelis, “la ragazza delle rocce di Alamar”, ferita da uomini duri e desiderosa solo di diventare “liquida, impalpabile”; antichi cinema sempre sul punto di crollare, trasformati in empori; il cameriere Eusebio Gomez, avviluppato dai suoi ottant’anni come da una “pioggia bianca”…

Vano sarebbe cercare di dare un nome a ciò che lega tra loro queste (e molte altre) forme della vita a Cuba: nessun vero viaggio, ci dice Barilli, può tendere a una verità circoscrivibile in idee. Imprendibile, ma a suo modo bellissima come la ragazza Yanelis, Cuba continua a ondeggiare sul filo che unisce e separa il veleno e la grazia, il sangue e l’incanto, le storie torbide e i miti corruschi di cui sono assetati certi uomini vagabondi, spiriti della soglia o dell’altrove, avventurieri di stremata leggerezza.

Paolo Lagazzi

Paolo Lagazzi

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Davide Barilli La nascita del Che. Racconti da Cuba

Davide Barilli

Davide Barilli

Nino Aragno Editore, Torino 2014, pp. 228, euro 13.

ISBN: 978-88-8419-660-6

Davide Barilli è nato a Parma nel 1959. Ha pubblicato tre romanzi, La fascia del turco (1989), Musica per lo zar (2001), Le cere di Baracoa (2009) – nella terna finalista del premio Fabriano 2010 – e raccolte di racconti, Poltrona per acqua (1998), La casa sul torrente (1998) e Piombo e argento (2003). A Cuba ha dedicato una serie di brevi testi, illustrati da pittori, uno dei quali – Carte d’Avana (2010) – è stato vincitore del premio per la narrativa di qualità al Festival della Microeditoria nel 2011. Lavora come giornalista alla Gazzetta di Parma.

MAE Milano Arte Expo, blogzine fondata dal centro culturale Casa Museo Spazio Tadini -mail: milanoartexpo@gmail.com – ringrazia Paolo Lagazzi per la recensione al libro La nascita del Che. Racconti da Cuba di Davide Barilli e per la pagina / rubrica on line POETIC ART dedicata alla poesia. Leggi anche gli articoli di Paolo Lagazzi per il magazine Milano Arte Expo: > VEDI ARTICOLI

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