Maria Rita Macchiavelli: bricolage, fai da te, design per la casa – di Emma Coccioli

Donnarita

Donnarita – Foto di Francesca Contini Orsetti

Maria Rita Macchiavelli: bricolage, fai da te, design per la casa – intervista di Emma Coccioli per Milano Arte Expo.

Maria Rita Macchiavelli è giornalista professionista, art designer e autrice nel campo editoriale specializzato in decor e fai-da-te. Ha aperto lo studio di design Macchia con sede a Milano, dove collabora con Celeste Vimercati, Raffaella Castagna, Francesca Contini Orsetti e Silvia Moro. Il sito web donnarita.it creative in fuga è un magazine on-line dove trovare tante idee per creare e reinventare cose in maniera unica e personale; si occupa di oggetti di arredamento e decorazione, cucina e cake design, mondo dei bambini, restyling e riciclo.

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Tra le professioniste del campo Rita ammira moltissimo la francese Catherine De Chabaneix e la “guru” americana Martha Stewart.

Donnarita - Inverno in Cassetta - Foto Francesca Contini Orsetti

Donnarita – Inverno in Cassetta – Foto Francesca Contini Orsetti

Ti sei formata in primis come pittrice all’ Accademia di Belle Arti di Firenze. Sarebbe bello mostrare qui uno dei tuoi lavori più prettamente pittorici. Cosa ne dici? Al tempo quale corrente artistica seguivi?

Sono passati un bel po’ di anni da allora. Ho avuto un percorso formativo molto tradizionale, pittura e incisione soprattutto. Purtroppo dei miei primi lavori non ho un archivio fotografico e molte cose sono ancora nella mia vecchia casa in Toscana. Ho conservato forse qualche acquarello che risale ai primi anni ’80 quando lavoravo per una casa editrice fiorentina come illustratrice. Nel tempo poi ho cercato di liberarmi dai rigori della tecnica e sono passata alla pittura astratta. Ho fatto pittura per qualche tempo ma poi ho iniziato con la scenografia e le arti applicate. Meno concettuali, più pratiche, meno artistiche e anche meno “dolorose”. Nella mia esperienza la realizzazione artistica si è sempre accompagnata a una sorta di grande pena. Ha prevalso il mio animo più superficiale e giocoso e anche il femminismo che mi ha avvicinato a tutte quelle donne che avevano voglia di esprimere la propria manualità o piccola creatività anche all’interno delle pareti domestiche. Sono stata la prima in Italia a diffondere le tecniche artistiche destinate al craft.

 

Donnarita

Donnarita – Bracciali realizzati con il centro delle bottiglie di plastica e Borse realizzate con scatole di sigari – Foto Francesca Contini Orsetti

Quali sono i designers e gli autori a cui ti ispiri per il tuo lavoro inerente al bricolage, al fai-da-te e al design per la casa? Nella cucina di casa tua c’è un’intera parete con orologi … fermi. Non mi è parso che l’orologio tornasse spesso nel tuo lavoro, ma, nonostante questo, mi ha colpito in particolare. Molto surreale, alla Dalì … Tra l’altro, se non ricordo male, Dalì incitava a non comprare quadri, ma a farseli da sé. Ecco, questo mi sembra il caso di casa tua, dedicata a mostrare la tua produzione.

Uno tra i designer che preferisco è l’italiano Denis Santachiara. È un artista e un costruttore, è riuscito a coniugare la praticità al sogno. Poi sono sempre curiosa dell’evoluzione dei designer della scuola di Eindhoven. Adoro Marcel Wanders e le sue invenzioni mi hanno sempre incoraggiato. Poi ci sono altri personaggi che non sono designers ma diciamo guru del DIY che sono uno stimolo forte per me, come l’ inaffondabile (ormai icona gay) Martha Stewart o il nuovo idolo del fai-da-te in versione hipster Paul Lowe (detto Sweet Paul). Tornando ai miei orologi, e alla bella citazione di Dalì … La parete con gli orologi fermi è solo un’ autocitazione ironica. Io non porto orologi al polso e sono costantemente in ritardo. Ero reduce da un paio di traslochi e avevo una scatola con gli orologi a parete di varie stanze. Ho solo pensato di metterli tutti insieme e naturalmente di non metterli in funzione.

Donnarita

Donnarita – cuscini natalizi – Foto di Donnarita

So che sei anche molto appassionata di cinema. Quali sono gli artisti e i registi contemporanei che stimi di più e per quale motivo? E set designers?

Il cinema è la forma d’arte che offre stimoli più immediati e diretti. Sicuramente per me la prima fonte d’ispirazione. Ho molti miti che oltretutto si rinnovano continuamente. Tra i registi mi piacciono i visionari come Peter Greenaway, Terrence Malick, David Lynch, Emir Kusturika, Federico Fellini o Takeshi Kitano. Invece la set designer che ammiro di più e che trovo geniale è Anna Pinnock. Tanto per intendersi quella di “Grand Hotel Budapest” di Wes Anderson.

Fai molto uso degli ori e degli argenti. In questo senso c’è qualche autore a cui fai riferimento?

Non un artista in particolare (intendo i grandi che hanno usato molto l’oro come Klimt o i trecenteschi come Duccio da Buoninsegna). La passione per “i metalli” arriva dalle arti minori. L’ artigianato artistico da sempre usa pigmenti, foglia oro e argento che mette in risalto le forme, la luce, le ombre. È questo che mi affascina. Una cornice o un mobile rococò (che forse non metterei mai in casa) mi fanno “partire la fantasia”.

Donna Rita Foto di Francesca Contini Orsetti - Tappi

Donna Rita Foto di Francesca Contini Orsetti – Tappi

Quali sono gli oggetti per la casa che è più divertente rivisitare in modo personale?

Le sedie. Adoro trasformarle. Tutte, legno, plastica e soprattutto quelle orribili imbottite. Ho messo a punto un procedimento a base di gesso, colla e garza che mi permette di rinnovarle senza ricorrere al tappezziere. Le sedie hanno dimensioni giuste per poterci lavorare anche in spazi limitati. Una sedia particolare è un oggetto “facile” e riesce a rendere unico un ambiente della casa.

Mi sono piaciuti molto i tuoi lavori di cake design come la torta con l’uccellino in cima. Per quale occasione sono nati?

A pasticciare con i dolci ho iniziato moltissimi anni fa, in tempi veramente non sospetti di mode. Alla metà degli anni ‘80 a Firenze aprì la prima pasticceria americana. Collaboravo con le ragazze che la gestivano disegnando i modelli delle torte. Poi negli anni ’90 ho curato per Rizzoli una sezione di un’ opera a fascicoli sui dolci dove inventavo le torte più assurde. Il decoro si faceva con la pasta di mandorle perché la pasta di zucchero ancora non era diffusa e i colori difficilissimi da trovare. Adesso con il boom del cake design si trova di tutto ed è molto stimolante. Una sola cosa non amo: i dolci solo belli. I miei devono essere anche buoni, sono golosissima.

In futuro, se dovessi tornare alla pittura, di cosa ti occuperesti e quali tecniche utilizzeresti?

È qualcosa cui penso spesso. Utilizzerei decisamente i colori ad olio. Penso per un fatto puramente sensoriale legato soprattutto all’odore alla consistenza e anche ai lungi tempi di asciugatura. Il colore a olio ti costringe a meditare.

http://www.donnarita.it/

Intervista di Emma Coccioli a Maria Rita Macchiavelli

Maria Rita Macchiavelli

Maria Rita Macchiavelli – Il cammino del mare, 1987-88 – Olio su tela

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Emma Coccioli per l’intervista a Maria Rita Macchiavelli e per la selezione delle immagini.

Milano Arte Expo

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