Capodanno 2015 al Teatro Franco Parenti di Milano

CAPODANNO 2015 MILANOCapodanno 2015 al Teatro Franco Parenti di Milano. Come concludere bene un anno e inaugurarne uno nuovo smagliante? A Teatro, in compagnia di chi lo fa e di chi lo ama! Il Parenti, per la serata del 31 dicembre 2014 propone tre spettacoli a scelta – con buffet (facoltativo) a 25 Euro. SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA di Eduardo De Filippo; L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE L’amore secondo Truffaut, con Corrado Tedeschi, scritto e diretto da Luca Cairati e Cristiano Roccamo; PEPERONI DIFFICILI (la verità chiede di essere conosciuta) Con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi, regia Rosario Lisma. >

PREZZI E ORARI

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA 1
h.18.45-.h 20.45
INTERO 60€/RIDOTTO 49,5€

h 21.45-h.23.45
INTERO 75€/ridotto 60€ + BUFFET (facoltivo) 25€

L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE
h19.30-h. 20.50
PLATEA 65€/GALLERIA 49,5€

PEPERONI DIFFICILI h.21.30-h.23.45
h.21.30-h.23.45
INTERO 55€/RIDOTTO 44,5 + BUFFET (facoltativo) 25€

Teatro Franco Parenti Sala Grande

DOPPIA REPLICA 31 DICEMBRE > h18.45 (fine h20.45) e h21.45(fine h23.45)

LUCA DE FILIPPO

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA
di Eduardo De Filippo

capodanno 2015 offerteliberamente tratto dalla commedia “La Fortuna si diverte” di Athos Setti

con Luca De Filippo

e con Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo e (in o.a.) Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero,Paola Fulciniti regia Armando Pugliese

produzione Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Durata 2 ore (35′ + 65′ – intervallo 20′)

Con Sogno di una notte di mezza sbornia la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone un nuovo progetto sui testi di Eduardo, in un percorso che porterà successivamente all’allestimento di “Non ti pago”, che lo stesso Eduardo definisce “una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia scritto”.

Infatti Sogno di una notte di mezza sbornia scritta da Eduardo nel 1936- ne è il prologo naturale: si parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’ umanità dolente, che solo in questo modo ha la capacità di pensare a un futuro migliore per sopravvivere al proprio presente.

Al centro della messa in scena c’è dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Nello sviluppo della commedia è inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia.

E poi, soprattutto, c’è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell’esistenza e gioco della scena.
Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un’occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo
, utilizzando lo stile comico, a volte grottesco fino a pervenire alla farsa.

Teatro Franco Parenti Sala Tre

Rosario Lisma – Anna Della Rosa

PEPERONI DIFFICILI

Teatro Franco Parenti Milano(la verità chiede di essere conosciuta)

di Rosario Lisma

Con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi

Scene e costumi Eleonora Rossi

Luci Paola Tintinelli e Luigi Biondi

Musiche Gipo Gurrado

Regia Rosario Lisma

Assistente alla regia Sofia Sironi

Assistente scene e costumi Chiara Luna Mauri

Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca

Durata 2 ore

Questo racconto è ambientato nel piccolo mondo della provincia italiana dei nostri giorni.

I suoi protagonisti sono brave persone.

Ma chissà se è poi così vero…

Giovanni, giovane parroco di provincia, riceve la visita inaspettata della sorella, Maria, volontaria in Africa costretta a fuggire per le persecuzioni dei guerriglieri locali. La ragazza, così perfetta da insospettire, si stabilisce così dal fratello.

Sarà organizzata per il suo arrivo una cena di benvenuto anche con Filippo, bidello e allenatore della squadretta parrocchiale, cacciato di casa dalla moglie crudele di cui è ancora innamorato e Pietro, fratello di Filippo, bancario, colto, brillante e spastico, ma stranamente inconsapevole della propria malattia e anzi molto sicuro di sé. Alla cena Pietro, che ha evidenti disfunzioni motorie, rovescia a terra tutti i “peperoni difficili”, ricetta africana molto laboriosa, preparata da Maria. Ma la serata si svolge comunque serenamente fino a un’accesa disputa teologica tra Giovanni e Pietro a cui metterà fine un incantevole intervento di Maria sulla priorità del concetto di Verità.

Giovanni, in grave crisi di autostima e invidioso del carisma della sorella, riceve il giorno dopo la visita di Padre Gabriele e Padre Michele, confratelli maggiori dei tempi del seminario, che lo istruiscono sulle nuove ciniche tecniche per irretire i fedeli.

La sera stessa Pietro uscirà con Maria di cui si è innamorato perdutamente. Giovanni e Filippo aspettano fino a tarda notte il loro rientro per sapere com’è andata. Pietro tutto bagnato di pioggia confiderà poi a Giovanni che Maria lo ha dolcemente respinto poiché spastico. E, sorpreso, chiede all’amico: – Ma perché? Si vede?

Note di regia

Come si può ragionare di argomenti universali nella cucina di una casetta di provincia? E in una commedia poi!

L’azione si svolge in una cucina abitabile. E’ decisamente una commedia. Sei personaggi, tre porte, entrate e uscite, qualche segreto e qualche equivoco, una donna. Ispirandoci volentieri alla grande commedia umoristica del Novecento cerchiamo di portare i personaggi e la loro vita. Il realismo si avvera nelle parole, nelle relazioni e negli accadimenti. Tra il comico e il dolore. “E che c’è di strano? Non è forse questa vita che senza avvisare ti fa ridere tra le pieghe della tragedia?” – dice Pietro, l’uomo spastico che crede di apparire normale.

L’intento è quello di incarnare in una vicenda piccola e apparentemente banale i grandi dilemmi dell’animo umano, che sono sempre gli stessi. Cos’è giusto e cosa sbagliato? Cosa è la verità? E’ il diritto di dirla o il dovere di saperla? Possiamo essere realmente autentici nella nostra vita quotidiana e cosa vuol dire essere autentici? E, soprattutto, in nome di quale principio? Qual è il senso del nostro agire a questo mondo?

A domande di questo tipo ha cercato di rispondere il teologo Vito Mancuso che molto mi ha ispirato nella stesura del testo. Nel saggio ”La vita autentica” (Raffaello Cortina 2009), proietta il tema della verità verso il “fine” a cui l’uomo è chiamato. La relazione fra gli individui, l’ordine, il bene. In una parola, che ho pudore a dire, poiché troppo abusata e spesso equivoca: l’amore. Citando il grande teologo protestante D. Bonhoeffer, Mancuso indica una Verità con la v maiuscola che può anche non corrispondere alla cronaca del reale, ma che è quella che aderisce davvero al principio dell’amore tra gli uomini. Ma è così semplice come sembra? Basta una bugia “a fin di bene” per adempiere al proprio compito morale?

Il mio scopo è interrogare. La mia certezza è il dubbio. Rosario Lisma

Teatro Franco Parenti Sala AcomeA

Corrado Tedeschi

L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE
L’amore secondo Truffaut

teatro Franco ParentiCon c Scritto e diretto da Luca Cairati e Cristiano Roccamo

Durata 80 minuti

Uno straordinario Corrado Tedeschi farà rivivere con passione e ironia alcuni passaggi del capolavoro di Truffaut, “L’homme qui aimait les femmes” in cui il protagonista Bertrande Morane, un ingegnere esperto di meccanica, dedica la sua vita all’amore infinito che prova verso le donne, un modo per riscattare l’affetto che sua madre non era mai stata capace di offrigli. Tedeschi in scena, come Bertrande nel film di Truffaut, scopre che la donna ama in un modo molto più universale rispetto all’uomo e che, di conseguenza, non è difficile innamorarsi di una donna, è difficile amarla. Entrambi, dunque, non appartengono alla categoria dei Don Giovanni né a quella dei Casanova, non respirano il piacere della conquista fine a se stessa o la seduzione finalizzata al solo raggiungimento del piacere carnale, in loro si respira il desiderio di amare l’amore in ogni sua forma, con la leggerezza e l’ingenuità di un bambino. Il racconto scorre come un sogno ad occhi aperti, in cui il vero protagonista si rivela essere l’universo femminile, in tutte le sue indecifrabili sfumature. Corrado Tedeschi è accompagnato dal vivo dal maestro Alessandro Carlà al pianoforte e dalla calda voce di Giulia Mezzatesta.

 

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Francesco Malcangio dell’Ufficio Stampa per le informazioni relative agli spettacoli di Capodanno 2015 al Teatro Franco Parenti. 

Milano Arte Expo

 

 

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