Palazzo Reale Sala delle Cariatidi: AMOS GITAI, mostra – installazione – Milano Arte Expo

Palazzo Reale MilanoPalazzo Reale Milano Sala delle Cariatidi, AMOS GITAI Strade/Ways: da martedì 2 dicembre al 1 febbraio 2015 la mostra-installazione inedita del regista israeliano Amos Gitai (Haifa, 11 ottobre 1950) realizzata per la Sala delle Cariatidi. L’evento, promosso dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, GAmm Giunti e Centro Studi Moshe Tabibnia, raccoglie fotografie di Gitai in grande formato, sequenze dai film, dispositivi sonori e visivi ed è centrata sui legami che uniscono culture, storie e persone nelle terre del medio e del lontano Oriente. >

“Milano città mondo e capitale internazionale della cultura: questo il ruolo della città che da oggi è orgogliosa di ospitare in una delle sue sedi espositive piu prestigiose, la Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, la significativa testimonianza del lavoro di un artista che ha contribuito a formare la sensibilità contemporanea su temi fondamentali della società globale, intrecciando Oriente e Occidente, passato e presente, tradizione e nuovi linguaggi”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Palazzo Reale MilanoSequenze di film, fotografie, documenti, tappeti antichi e dispositivi visivi e sonori compongono l’opera che trae ispirazione da tre differenti percorsi. Il primo, è il film Lullaby to my father, dedicato alla vita di suo padre, l’architetto del Bauhaus Munio Weinraub che, costretto a fuggire dai nazisti, si trasferirà in Palestina e svolgerà un ruolo decisivo nella nascita dell’architettura israeliana; il secondo, è la conversazione tra Gitai e il grande fotografo milanese Gabriele Basilico, sulla fotografia, l’architettura, gli scenari del film Free Zone dedicato ad un luogo/non luogo che raggiunsero insieme; il terzo, che occupa l’intera sala delle Cariatidi, ricostruisce il processo che porta alla nascita di Carpet, il nuovo film del regista, le cui riprese non sono ancora iniziate.

Il percorso espositivo prende avvio dal film Lullaby to my father che Amos Gitai dedicò a suo padre, il famoso architetto, Munio Gitai Weinraub. Giunto a 18 anni al Bauhaus di Dessau, la straordinaria scuola diretta da Gropius, partecipa alla vita di quel luogo di studio e ricerca, dove incontra e lavora anche con Kandinsky e Mies van der Rohe, come testimoniano le corrispondenze venute alla luce durante la lavorazione del film. Nel giugno del 1933, dopo avere partecipato alla breve stagione del Bauhaus a Berlino, Munio viene condannato come “traditore del popolo tedesco” e costretto a emigrare in Svizzera per poi trasferirsi ad Haifa dove condusse la sua attività professionale, senza mai dimenticare gli insegnamenti e il rigore della scuola che lo aveva formato. Gabriele Basilico fissa in fotografia le molte costruzioni realizzate in Israele e al suo ricordo di uomo e di architetto si rivolge la poesia del figlio che dà il titolo al film.

Free Zone è un road-movie che parla dell’incontro di tre donne, un’americana (Natalie Portman), un’israeliana (Hanna Lazslo) e una palestinese (Hiam Abbas), in quella zona franca, a est della Giordania, dove regna la pace senza alcuna barriera tra stati. Sono esposte alcune immagini tratte dal film, oltre a degli estratti della lunga conversazione tra Amos Gitai e Gabriele Basilico, avvenuta durante il viaggio che i due avevano intrapreso proprio in quei luoghi, che abbraccia temi quali l’architettura, la fotografia e il cinema. La sezione di Free Zone introduce alla maestosa sala delle Cariatidi dove Gitai ha allestito un affascinante percorso di grandi fotografie, rarissimi tappeti, proiezioni e suoni intorno al tema del suo prossimo film, Carpet, la cui sceneggiatura inedita è pubblicata nel catalogo della mostra.

La pellicola racconterà la storia a ritroso di un tappeto, dalla casa d’asta dove è stato battuto fino al luogo della sua produzione, attraverso immagini di luoghi, paesaggi, popoli e persone raccolte lungo tutto il viaggio. In questa ambientazione, coinvolgente ed emozionante, alcuni straordinari tappeti, scelti da Moshe Tabibnia nella sua collezione, segneranno i passaggi dei luoghi, delle culture, delle storie e dei popoli che vivono e viaggiano tra il Mediterraneo e l’Oriente.

“Carpet – afferma Gitai – propone un viaggio in diversi territori e rappresenta al contempo un oggetto concreto, ossia un bellissimo tappeto, frutto di tradizioni e abilità artigianali secolari, ma anche una metafora delle relazioni che nel corso dei secoli sono state intessute tra i popoli orientali nonché tra Oriente e Occidente”.

Al progetto di illuminazione della mostra ha contribuito Jean Kalman, impegnato in questi giorni a curare le luci del Fidelio, opera che aprirà la stagione scaligera. Le suggestioni suggeritegli dalla sala delle Cariatidi, le cui decorazioni sono state in parte distrutte durante la seconda guerra mondiale, hanno portato Gitai a utilizzare il soffitto come un ideale schermo da proiezione. Lo stesso regista afferma che “con le sue statue andate in parte perdute e i suoi specchi antichi, questa sala davvero magnifica emana un fascino particolare. Ed è proprio qui che ho deciso di installare le proiezioni. Non ho voluto degli schermi al plasma: per me era importante che gli estratti venissero proiettati non su degli schermi ma direttamente sul soffitto, di modo che gli spettatori possano prendere coscienza di questa sala e della sua storia. Lo schermo è costituito dall’edificio stesso. Il contesto è importante: ciò vale sia per i film che per le mostre. E con contesto intendo sia le condizioni materiali che lo sfondo socio-politico”.

Accompagna la mostra un libro catalogo in tre separati volumi pubblicato – ciascuno dedicato ad una tappa della mostra – da GAmm Giunti in coedizione con Moshe Tabibnia Milano. Ulteriori informazioni su www.mostragitai.it – www.comune.milano.it/palazzoreale

Tra le mostre 2014 – 2015 consigliate da Milano Arte Expo:

AMOS GITAI Strade/Ways

Palazzo Reale Milano Sala delle Cariatidi

da martedì 2 dicembre 2014 al 1 febbraio 2015

Filmografia Amos Gitai

Anni ’70
Ahare, 1974
Charisma, 1976
Political Myths, 1977
Shikun, 1977
Architectura, 1978
Wadi Rushima, 1978, primo film della Trilogia di Wadi
Bikur Carter B’Israel, 1979
Cultural Celebrities, 1979
M’Ora’ot Wadi Salib, 1979

Anni ’80
Bayit, 1980
In Search of Identity, 1980
American Mythologies, 1981
Wadi, 1981, secondo film della Trilogia di Wadi
Ananas, 1984
Bangkok Bahrain, 1984
Regan: Image for Sale, 1984
Homan Sadeh (Giornale di campagna), 1984
Esther, 1986
Brand New Day, 1987
Berlin-Yerushalaim, 1989

Anni ’90
Wadi 1981-1991, 1991, terzo film della Trilogia di Wadi
Golem – Lo spirito dell’esilio, 1992
Gibellina, Metamorphosis of a Melody, 1992
Golem – Lo spirito dell’esilio, 1993
Te’atron Hahaim (Teatro per la vita) 1994
The Neo-Fascist Trilogy: I. In the Valley of the Wupper (Nella vallata della Wupper), 1994
The Neo-Fascist Trilogy: II. In the Name of the Duce, 1994
The Neo-Fascist Trilogy: III. Queen Mary, 1994
Nascita di un Golem, (1995)
L’inventario (Devarim) (1995)
Zirat Ha’Rezach, (1996)
Milim, (1996)
War and Peace in Vesoul, (1997)
Giorno per giorno (Yom Yom) (1998)
A House in Jerusalem (1998)
Tapuz (1998)
Zion, Auto-Emancipation (1998)
Kadosh (1999)

Dal 2000
Kippur (2000)
Eden (2001)
11 settembre 2001 (2002)
Verso oriente (Kedma) (2002)
Alila (2003)
Bem-Vindo a São Paulo (2004)
Terra promessa (Promised Land) (2004)
Free Zone (2005)
Chacun son cinéma (2007) – Episodio Le dibbouk de Haifa
Disimpegno (Disengagement) (2007)
Plus tard (2008)
Carmel (2009)
La guerre des fils de la lumière contre les fils des ténèbres (2009)
Ana Arabia (2013)
Tsili (2014)

MAE Milano Arte Expo – milanoartexpo@gmail.com – ringrazia l’ufficio stampa del Comune di Milano per le informazioni sulla mostra di AMOS GITAI Strade/Ways a Palazzo Reale Milano, Sala delle Cariatidi.

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