Giorgio Albertini, iperrealismo, pittura e fotografia – mostre Milano Arte Expo 2015

Giorgio Albertini

Giorgio Albertini, 2006, trittico, acrilici su tela

Giorgio Albertini – mostre Milano Arte Expo 2015. Iperrealismo, pittura e fotografia, di Sergio Mandelli. La video rubrica e format tv Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte curata da Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao presenta nel 2015, in collaborazione con Milano Arte Expo, una grande mostra collettiva a Milano dal 15 gennaio al 8 febbraio presso la Casa Museo Spazio Tadini. Opere di Giorgio Albertini saranno esposte insieme a quelle di Emilio Isgrò, Valentino Vago, Emilio Tadini, Luca Alinari, Lucio Del Pezzo, Robert Gligorov, Roberto Crippa, Tino Stefanoni, Giovanni Sesia, Umberto Mariani, Davide Coltro, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Graziano Carotti, Wainer Vaccari, Antonella Mazzoni, Lorenzo Piemonti, Jan Knap, Giovanni Cavaliere, Mark Kostabi, Matteo Basilé, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Enrico Robusti, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Enzo Esposito, Renata Boero, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Beppe Bonetti, Andrea Zucchi, Omar Ronda, Dinh Quang Le, Florencia Martinez, Tommaso Cascella, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini, Wenten Rubuntja. > Inaugurazione della mostra giovedì 15 gennaio 2015 ore 18,00 alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano in via Jommelli 24 (vedi MAPPA). Testo di Sergio Mandelli per il video della puntata n° 7 di Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte dedicata a Giorgio Albertini: Non so se avete presente cos’è una folgorazione: per me è stato l’incontro con la pittura di Giorgio Albertini. Di fronte ad una sua natura morta tecnicamente perfetta, mi è scattato qualcosa che non sapevo e non capivo e che solo dopo sono riuscito a spiegare. Vediamo un poco di capirci qualcosa.

Giorgio Albertini

Giorgio Albertini

Giorgio Albertini, pittore, nasce nel 1930 a Milano, dopo alcuni anni di ricerca nell’ambito della pittura informale, dagli anni settanta, complice una tecnica pittorica davvero prodigiosa, è normalmente inserito fra i protagonisti di un tipo di figurazione che per comodità si vuole definire “iperrealista”. Ma questo tipo di interpretazione rischia di portarci fuori strada: le motivazioni dell’iperrealismo americano, il movimento che ha dato origine a questo termine, erano completamente diverse, volevano piuttosto sottolineare la banalità e il nonsenso della vita quotidiana. Giorgio Albertini, invece, ha piuttosto intrapreso un lungo, cosciente, eroico dialogo col mezzo fotografico tramite la pittura. Secondo Albertini il problema fondamentale dell’artista del Novecento è il confronto con la fotografia. Infatti, l’idea del mondo che abbiamo oggi è sempre filtrata dalle nuove tecniche di riproduzione delle immagini. In pratica Giorgio Albertini si pone al centro di un dilemma, come si può continuare a dipingere nell’epoca della fotografia? Lui non decide, ripropone il problema tale e quale sulle sue tele. Dapprima dipinge quadri che si confrontano con la pubblicità; poi dipinge diversi cicli di volta in volta affrontano i temi classici dell’arte fotografica: le immagini dedicate ai nostri antenati, le montagne, la natura morta, i riflessi, i fiori. Ma Albertini ha un carattere inquieto e questo suo rovello interiore si è ulteriormente accentuato nel corso degli anni, portandolo alla fine ad un nuovo capitolo della sua creatività, nella giustapposizione di entrambi i termini della questione: immagine e pittura. Giorgio Albertini fa emergere cioè la parte concettuale della sua ricerca: nascono così gli ultimi dipinti che pongono direttamente il problema: il problema – per lui, non è la realtà: il problema è la pittura: di cosa è fatta la pittura?

Sergio Mandelli

Sergio Mandelli in Praline, Prelibatezze dal mondo dell’arte

Con i suoi meravigliosi dittici e trittici sembra essere arrivato ad una sorta di grado zero della pittura: la pittura è fatta di colore. E se questa frase ci sembra ovvia, dobbiamo sempre ricordarci che per tanti aspetti l’arte moderna nasce con una affermazione che Maurice Denis pronunciò alla fine dell’800. Ricordarsi che un quadro, prima di essere un cavallo da battaglia, un nudo o un aneddoto qualunque, è essenzialmente una superficie piana coperta da colori disposti in un certo ordine. Ecco in che modo Albertini trova la soluzione, lo vediamo in questo bellissimo trittico che rappresenta al centro un mazzo di calle. I pannelli laterali invece contengono i colori di cui sono composti i fiori al centro, e sono lasciati liberi di scorrere sulla tela. Attenzione: le premesse non sono poi così diverse da quelle di Arman, con i suoi tubetti di colore spremuti e bloccati: quello che fa la differenza è il punto di partenza, il rifiuto – da parte di Giorgio Albertini – della tecnica dell’objet trouvé, l’oggetto recuperato e trasformato concettualmente in opera d’arte. Per lui è fondamentale che il dipinto, inteso come manufatto, come opera artigianale, sia un vero dipinto. Ed è un atteggiamento per cui i suoi collezionisti gli saranno per sempre grati. L’opera che vi presento oggi è formata da tre tele, ognuna delle quali di formato 85 di altezza per 50 di base. E’ un’opera realizzata nel 2006, un acrilico su tela. Con questo lavoro Albertini ci dimostra due cose. Da una parte una grande abilità, una sicura padronanza del mestiere. E il mestiere, quando c’è, non è mai una cosa negativa. Dall’altra la capacità d sintetizzare in un’unica opera la condizione dell’artista del ventesimo, e perciò del ventunesimo secolo.

Sergio Mandelli

– –

Giorgio Albertini

è tra i cinquanta artisti selezionati:

Tra le mostre 2014 – 2015 in collaborazione con Milano Arte Expo:

Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte

a cura di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao

Dal 15 gennaio 2015 al 8 febbraio una mostra a Milano porterà nella città di Expo 2015 le opere selezionate da Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao. Artisti: Wenten Rubuntja, Roberto Crippa, Emilio Tadini, Luca Alinari, Lucio Del Pezzo, Robert Gligorov, Davide Coltro, Tino Stefanoni, Giovanni Sesia, Giorgio Albertini, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Umberto Mariani, Graziano Carotti, Wainer Vaccari, Antonella Mazzoni, Lorenzo Piemonti, Jan Knap, Giovanni Cavaliere, Mark Kostabi, Matteo Basilé, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Enrico Robusti, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Emilio Isgrò, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Enzo Esposito, Renata Boero, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Valentino Vago, Beppe Bonetti, Andrea Zucchi, Omar Ronda, Dinh Quang Le, Florencia Martinez, Tommaso Cascella, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini. La mostra – prende il nome dal noto format televisivo – (vedi LINKPraline. Prelibatezze dal mondo dell’arte – inaugura giovedì 15 gennaio 2015 ore 18,00 alla Casa Museo Spazio Tadini arte contemporanea di Milano in via Jommelli 24 (vedi MAPPA).

Il pittore Giorgio Albertini, protagonista del video di Sergio Mandelli, settima puntata della video rubrica Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte:


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PDhx_XddPMI]


Praline, Prelibatezze dal mondo dell’arteMAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao per la collaborazione e l’ideazione della mostra a gennaio 2015 presso la Casa Museo Spazio Tadini in occasione delle prime 50 puntate di  Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte e per il testo su Giorgio Albertini.  Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *