GEORGES ROUAULT e Baudelaire, fratelli nella notte – di Pasquale Siniscalco per Milano Arte expo

Georges Rouault

Georges Rouault, Les Fleurs du Mal, 1926-27, Portfolio di quattordici incisioni

GEORGES ROUAULT e Baudelaire, fratelli nella notte – di Pasquale Siniscalco  per la rubrica Grafica d’arte, stampe d’autore e multipli d’artista di Milano Arte Expo (> leggi anche gli altri articoli) – Se nell’arte si cerca sostanza, non si può prescindere da Georges Rouault. La densità fortissima dei contenuti emerge in maniera poderosa dalle sue opere, con risultati che non possono lasciare indifferenti, indipendentemente dal giudizio estetico. Al centro dell’opera di Georges Rouault è la condizione umana e il suo dramma esistenziale, le dure métier de vivre. I suoi personaggi vengono dalla vita quotidiana, dalla strada e da chi “sulla strada” ci vive: clown tristi, acrobati, ballerine, prostitute. >

Accanto all’uomo  la speranza religiosa della redenzione: Rouault, amico di Jacques Maritain, è forse il principale esponente dell’arte religiosa nel ventesimo secolo. La sua immagine di Cristo, tojours flagellè, è pienamente umana e pienamente contemporanea, messaggera di speranza in un mondo segnato dal dolore.

Per chi non conosca ancora la sua produzione incisoria è allora obbligatoria una visita alla mostra Georges Rouault – La notte della redenzione, appena inaugurata alla Galleria San Fedele di Milano (vedi articolo per i dettagli), dove sono esposti più di quaranta fogli della sua ampia produzione grafica, che fu modalità espressiva fondamentale in tutta la sua carriera, segnata dalla relazione tanto fruttuosa quanto spesso conflittuale con il mercante ed editore Ambroise Vollard.
Uno dei grandi progetti incisori in cui Rouault si cimentò furono le illustrazioni per I fiori del Male di Charles Baudelaire. A prima vista, i percorsi artistici e spirituali dei due sembrerebbero di difficile intersezione: nessuno più di Georges Rouault è lontano dallo stereotipo comunemente accettato dell’artista baudelairiano, figura maudit e dandy, dalla pronunciata sensualità, esteta fine a se stesso, cultore dell’arte per l’arte. Rouault invece, come scrive Andrè Malraux, scrittore e politico francese, è più artista dell’“essere” che del “bello”, ed il carattere intrinsecamente morale della sua opera è il marchio potente di tutta la sua produzione artistica.

Georges Rouault

Georges Rouault, Plus le coeur est noble, mains le col est roide, 1926, Acquatinta e Puntasecca, 58.5×42 cm

Chiaramente, Rouault conosce l’opera di Baudelaire, che è stata un punto fermo della generazione simbolista in cui egli inizia a formarsi artisticamente (ricordiamo che Rouault è l’allievo prediletto di Gustave Moreau), e con Baudelaire si sono necessariamente confrontati gli esponenti del mondo culturale francese (Huysmans, Bloy, Suarès, Maritain) di impronta spiritualista e cristiana che lui frequenta. Inoltre, dai racconti delle figlie, risulta che Rouault apprezzasse di Baudelaire la “straordinaria musicalità” delle sue liriche.
Fatalmente, l’incontro trai due artisti avviene nel terreno comune della pietà per la condizione umana, con Rouault che percepisce Baudelaire come fratello nella sofferenza, così come il poeta riconosce il suo lettore come sodale nella debolezza “hypocrite lecteur, -mon sembiant-, mon frere”.

Nella sua raccolta di memorie Souvenirs Intimes scrive così Rouault di Baudelaire:
“Io rispetto il pensiero degli altri, anche se è opposto al mio. Per questo ho esitato a lungo prima di immergermi nell’atmosfera dei Fiori del Male e, benché io passi a torto per l’ultimo dei romantici, penso di aver compreso il suo modo di sentire.
Il suo talento ha un orientamento più classico di quanto sembri: classico, parola che per tanti è solo una formula vuota, e invece è l’estremo e luminoso orizzonte dello spirito, che si libera delle mode e delle forme accidentali.

Baudelaire, lo si dimentica troppo spesso, è morto all’età in cui alcuni, oggi, iniziano a cercare un equilibrio. Un’anima superiore suscita l’odio più segreto, più ipocrita: un odio da cui certi uomini, quelli più educati e stimati, non si accorgono neanche di essere posseduti.

Povero Baudelaire! I brillanti e clamorosi trionfatori dell’ora che passa vi invidiano ancora (il cuore umano è così misterioso)? Sanno che i loro successi sono effimeri? Muoiono, e in un’ora sono dimenticati. E non si consolano. Pensano troppo alla materia immortale in cui sarà fusa la loro statua. Voi, Baudelaire, vi conficcate sempre più a fondo nel cuore il cuneo della vostra miseria. Forse vi sarebbe bastato il sorriso affettuoso di un fratello in spirito, per risalire la corrente delle pene.”

Georges Rouault

Georges Rouault, Chinois inventa, dit-on, la poudre a canon, nous en fit don, 1926, Acquatinta e Puntasecca, 57.5×41 cm

Un fratello in spirito, un compagno nella sofferenza, è dunque questo ciò che (forse) avrebbe potuto salvare Baudelaire dal suo mal de vivre.
Non stupisce allora la scelta dei temi e dei soggetti che Rouault decide di interpretare nel suo viaggio tra i Fiori del Male: il Cristo oltraggiato sulla croce, la donna di piacere, un indecifrabile Satana, la bellezza che sfiorisce, la certezza della dissoluzione nella morte che si manifesta in una danza macabra o in un’inquietante scena di nozze. Le tavole che Rouault realizza sono, come sempre, caratterizzate da una straordinaria potenza espressiva (frutto di una tecnica incisoria elaborata e faticosa), così come le liriche di Baudelaire: l’incontro trai due è quello di due (gracili) colossi, e i loro colpi arrivano dritti allo stomaco.

Come per altre vicende che riguardando la produzione grafica di Rouault, la genesi del progetto è lunga e accidentata. Nel 1925, come base di un ampio progetto editoriale commissionato da Ambroise Vollard, l’artista realizza cinquantadue disegni, che poi vengono trasposti su lastre di rame attraverso un processo di fotoincisione. Da queste lastre, negli anni successivi Rouault rielabora quattordici soggetti, portandoli a termine nella stamperia di Jacquemin. Tre di queste lastre verranno poi ulteriormente ritoccate e stampate presso la stamperia di Potin.

Il progetto dei Fiori del Male però si interseca con quelli altrettanto ciclopici del Miserere e del Pere Ubu, sempre commissionati da Vollard, e per questo subisce continui rinvii fino ad interrompersi nel 1938 per l’improvvisa scomparsa in un incidente stradale dell’editore. Nel frattempo, Rouault aveva però inciso dodici altre acquetinte, stampandone con l’atelier Lacouriere duecentocinquanta a colori e cinquanta in nero. Le quattordici acquetinte in nero stampate nel ’26 con Jacquemin verranno invece pubblicate compiutamente solo nel 1966, su iniziativa delle figlie, per le edizioni de l’Etoile Filante di Parigi.

Quantunque di parte, è mia ferma opinione di collezionista e di mercante, che un appassionato di grafica che si rispetti dovrebbe sempre avere in collezione un foglio di Rouault. La sapienza incisoria, l’utilizzo simultaneo delle più diverse tecniche, il continuo lavorio di rielaborazione delle lastre, sono tutti elementi che posti al servizio di una formidabile espressività artistica, rendono le incisioni di Rouault degli assoluti capolavori. Compratele!

Pasquale Siniscalco

La redazione di Milano Arte Expo consiglia la visione del sito Siniscalco Arte – >LINK

Tra le mostre 2014 – 2015 consigliate da Milano Arte Expo:

Galleria San Fedele presenta

nell’ambito del progetto Robert Bresson: lo sguardo dell’accettazione

Martedì 25 novembre 2014, ore 18.30

GEORGES ROUAULT La notte della Redenzione

mostra a cura di Elena Pontiggia e Andrea Dall’Asta SJ

Fino al 17 dicembre 2014

Orari: 16.00/19.00 dal martedì al sabato (chiuso i festivi)

Fondazione Culturale san Fedele – Piazza San Fedele  4, 20121 Milano

Galleria: via Hoepli 3/b, 20121 Milano – telefono: 02.86352233

Georges Rouault

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Pasquale Siniscalco per il testo GEORGES ROUAULT e Baudelaire, fratelli nella notte e la rubrica decicata a Grafica d’arte, stampe d’autore e multipli d’artista e consiglia la visione – a questo >LINK – del sito Siniscalco Arte.

Milano Arte Expo

 

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