Wenten Rubuntja, arte aborigena australiana – Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte – Milano Arte Expo

Wenten RubuntjaWenten Rubuntja, arte aborigena australiana – format web e tv Praline, prelibatezze dal mondo dell’arte di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao in collaborazione con Milano Arte Expo. Saranno cinquanta, entro dicembre 2014, gli artisti raccontati dalle puntate di Praline. E’ prevista, inoltre, dal 15 gennaio 2015 al 8 febbraio una grande mostra a Milano – Testo di Sergio Mandelli per la puntata n° 2 di Praline sull’artista australiano: – Oggi ho deciso di partire da lontano, da molto lontano. Ho deciso di parlarvi di Wenten Rubuntja, un pittore nato nel 1925 nel centro dell’Australia, e morto nel 2005. >
Wenten Rubuntja faceva parte di una delle oltre duecento tribù originarie dell’Australia, chiamata Arrente. Era perciò un pittore aborigeno australiano.
Nel 1971 è stato protagonista di un fatto di rilevanza non solo australiano, ma direi mondiale. E’ successo che lui insieme a un gruppo di artisti ha deciso di trasferire la pittura tradizionale aborigena, che normalmente veniva realizzata per terra, sulle cortecce degli alberi o come decorazione del corpo, ha deciso, dicevo, di trasferirla sulla tela utilizzando colori acrilici.

Wenten Rubuntja

Wenten Rubuntja, dettaglio

Perché questo fatto è così importante? Perché fino a quel momento gli occidentali non pensavano che gli aborigeni avessero una cultura propria, o perlomeno non pensavano che avessero una cultura meritevole di essere tramandata di generazione in generazione.
Tramite questa pittura invece, tramite questi segni, ci si è accorti di due cose. Prima di tutto ci si è accorti che esisteva una cultura, una cultura complessa che aveva a che fare con la pittura ma anche con il canto, con la musica, con la narrazione; una cultura che aveva a che fare con una concezione del mondo, dominata da un concetto che in inglese viene definito “Dreaming”, il tempo del sogno, un tempo mitico, originario, più o meno equivalente ai miti degli dei dell’Olimpo.

Ma poi ci si è resi anche conto che questa cultura affondava le proprie radici molto, molto in là nel tempo, addirittura si pensa fino a oltre trentamila anni fa. Non so a voi ma a me questo numero mette i brividi.
Perché ho deciso di parlarvi di Wenten Rubuntja? Proprio per dimostrare un concetto che a me è particolarmente caro. E cioè che la cultura contemporanea ha radici molto antiche.
La cultura di oggi non è in alcun modo staccata da ciò che l’ha preceduta, non esistono rivoluzioni così radicali da interrompere definitivamente il flusso delle informazioni provenienti dal passato.
Normalmente, nel sentire comune, questo è un quadro astratto, e l’astrazione viene percepita come un linguaggio moderno. In realtà stiamo parlando probabilmente del linguaggio artistico più antico della storia dell’umanità che sia riuscito ad essere tramandato fino a noi.

Come va letto un quadro di questo tipo?
Innanzitutto è una visione dall’alto, come un’immagine topografica.
Il fondo rappresenta il deserto con la sua rada vegetazione.

Poi abbiamo delle sequenze diverse di puntini, ottenuti intingendo un bastoncino nel colore. Vediamo innanzitutto delle sequenze di tre punti: sono le formiche del miele, una preziosa riserva di zuccheri.

Praline Prelibatezze dal mondo dell’arteMa noi sappiamo anche che le formiche del miele – e lo sappiamo perché ce lo dicono gli aborigeni – rappresentano l’elemento, il principio femminile.
A questo si contrappongono due linee sinuose, una a destra una a sinistra: sono due serpenti. Ma noi sappiamo che antropologicamente il serpente rappresenta il principio maschile.
Poi abbiamo dei cerchi concentrici: sono degli antri delle caverne, dei rifugi. E ancora degli assembramenti umani, delle lance, degli scudi. Insomma, grosso modo stiamo parlando di una iniziazione alla vita, all’amore, alla caccia, alla guerra, ossia alle esperienze tipiche di ogni cultura in ogni angolo del mondo.

In particolare questo quadro misura 122 centimetri di altezza per 100 centimetri di base, anche se in realtà bisogna subito aggiungere che i quadri aborigeni funzionano sempre, sia in verticale sia in orizzontale.
E’ stato realizzato nel 1996. Il titolo è Man’s journey, il viaggio di un uomo, un viaggio appunto di tipo iniziatico.
E’ un quadro pubblicato sul catalogo di una mostra che noi abbiamo dedicato all’arte aborigena.

Cos’altro rimane da dire: questo tipo di esperienza pittorica non esiste più. Infatti è venuta meno la cultura che stava alla base di dipinti come questi, una cultura che si è arenata alle soglie del XXI secolo.

Le nuove generazioni condividono altri valori, che sono poi i nostri valori. I giovani vanno a scuola, conoscono Picasso, Kandinskij, Matisse. Continuano a dipingere, ma ormai è un’altra storia: questa storia è finita.
In questi quadri noi dobbiamo sentire il profumo del tempo, un profumo che ci collega agli uomini di tanto tanto tempo fa, e allora ne percepiamo la preziosità, il valore che va ben oltre il valore di mercato.

Sergio Mandelli

Visitate il sito http://www.mandelliarte.com
Scrivete a galleria@mandelliarte.com

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=rpD4DXEtJRM]

Tra le mostre 2014 – 2015 consigliate da Milano Arte Expo: 

Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte

a cura di Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao

Dal 15 gennaio 2015 al 8 febbraio una mostra a Milano porterà nella città di Expo 2015 le opere selezionate da Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao. Artisti: Wenten Rubuntja, Roberto Crippa, Emilio Tadini, Luca Alinari, Lucio Del Pezzo, Robert Gligorov, Davide Coltro, Tino Stefanoni, Giovanni Sesia, Giorgio Albertini, Franco Mazzucchelli, Dario Brevi, Umberto Mariani, Graziano Carotti, Wainer Vaccari, Antonella Mazzoni, Lorenzo Piemonti, Jan Knap, Giovanni Cavaliere, Mark Kostabi, Matteo Basilé, Bruno Chersicla, Dario Ghibaudo, Enrico Robusti, Eric Serafini, Giuliano Della Casa, Pierluigi Pusole, Paolo Iacchetti, Luciano Minguzzi, Paco Minuesa, Barbara Nahmad, Ivano Sossella, Emilio Isgrò, Titti Garelli, Andrea Chiesi, Enzo Esposito, Renata Boero, Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Valentino Vago, Beppe Bonetti, Andrea Zucchi, Omar Ronda, Dinh Quang Le, Florencia Martinez, Tommaso Cascella, Gianfranco Notargiacomo, Gianni Asdrubali, Marco Cornini.

La mostra – prende il titolo dal format televisivo – (vedi LINKPraline. Prelibatezze dal mondo dell’arte inaugura giovedì 15 gennaio 2015 ore 18,00 alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano in via Jommelli 24 (vedi MAPPA).

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao per la collaborazione e la notizia della mostra a gennaio 2015 presso la Casa Museo Spazio Tadini di Praline Prelibatezze dal mondo dell’arte e per il testo della seconda puntata del format tv dedicata a Wenten Rubuntja. 

Milano Arte Expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *