GIACOMETTI E L'ARCAICO mostra al Museo MAN di Nuoro – Milano Arte Expo

Giacometti, Annette assis

Giacometti, Annette assis

GIACOMETTI E L’ARCAICO mostra al Museo MAN di Nuoro a cura di Pietro Bellasi e Chiara Gatti. Dal 24 ottobre 2014 al 25 gennaio 2015. L’arte del presente contiene quella del passato così come quella antica annuncia, in nuce, quella futura. Ci sono artisti il cui apparato digerente – davvero onnivoro e magico – è capace di cibarsene simultaneamente. Come Giacometti: “Tutta l’arte del passato, di tutte le epoche, di tutte le civiltà, apparve davanti a me. Tutto era simultaneo, come se lo spazio avesse preso il posto del tempo”. Da questo pensiero abissale nasce l’idea della mostra al MAN Museo d’arte della Provincia di Nuoro: esporre capolavori di Alberto Giacometti – le sue sculture sottili e longilinee, scavate nella materia come reperti archeologici – avvicinandoli a una selezione preziosa di reperti reali, usciti dai migliori musei italiani d’arte antica. >

Il Museo MAN di Nuoro (vedi MAPPA) inaugurerà il prossimo autunno, la mostra Giacometti e l’arcaico. L’expo presenterà circa settanta opere e contribuirà a fa conoscere il fascino che la statuaria d’epoca antica, egizia ed etrusca, greca, sumera o africana, esercitò agli occhi di Alberto Giacometti (Borgonovo di Stampa, 10 ottobre 1901 – Coira, 11 gennaio 1966) celebre per le sue figure in cammino, le donne immote e silenziose come idoli del passato.

Museo MAN di NuoroI prestiti importanti delle opere di Giacometti, concessi dalle maggiori collezioni svizzere oltre che dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, saranno accostati per la prima volta alle opere arcaiche del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, del Museo Civico Archeologico di Bologna, del Museo Civico di Palazzo Farnese a Piacenza e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Giacometti, Buste de Diego(dit Amenophis)

Giacometti, Buste de Diego(dit Amenophis)

Il maestro e i suoi antenati animeranno un percorso sviluppato per temi e iconografie, basato su un gioco di rimandi, di sguardi incrociati fra i capolavori dell’artista e i suoi modelli arcaici sottratti al tempo e ricollocati nello spazio assoluto, della contemporaneità.
Dagli studi condotti negli anni sui punti di contatto fra l’opera di Giacometti e la statuaria d’epoca antica – dall’arte egizia a quella sumera, dai manufatti dell’età del bronzo all’arte greca fino alla scultura africana – è emersa infatti la possibilità di costruire una mappa delle iconografie del passato e delle culture più amate dall’artista, prese a modello per la sua riflessione contemporanea, tesa alla ricerca di forme espressive ancestrali, capaci di rappresentare l’uomo moderno in una visione eterna, in un recupero delle origini e della nostra storia.

Un viaggio affascinante nel tempo (e nello spazio), dimostrerà allora come la Femme qui marche, eseguita da Alberto Giacometti fra il 1932 e il 1936, riproponga gli stessi canoni di stilizzazione del corpo, la frontalità, la ieraticità, il passo breve avanzato della gamba sinistra, concetto puro di movimento, ispirato all’iconografia egizia.
Nell’ambito dell’art nègre, le Insegne Dogon o le Figure Mumuye della Nigeria con il ventre piatto e allungato, sono testimonianze di immagini dello spirito, forma visibile di un invisibile che l’uomo porta dentro di sé, e che Giacometti studiò a fondo per sue sculture dalle teste minute e il busto fortemente allungato.

Le celebri figure di origine etrusca, come gli Aruspici dai corpi “a lama” del Museo di Villa Giulia a Roma, scoperti dall’artista durante il primo viaggio in Italia fra 1920 e 1921, sembrano tornare idealmente nelle forme immote dello scultore con le quali condividono linearismo, compostezza e armonia. Allo stesso modo il dialogo con i bronzetti nuragici – che segnano un legame con il territorio sardo – può essere spiegato attraverso le parole dello storico dell’arte Giuseppe Marchiori dedicate proprio al sapore antropologico della ricerca di Giacometti e alle forme dei suoi corpi «esili come guerrieri nuragici, senza lance e scudi, oppure simili all’idolo volterrano, agli uomini della notte».

Procedendo per confronti, ecco infine certe piccole Kore di bronzo, con le loro fogge compatte, le braccia stese lungo i fianchi, ricordare la delicatezza delle opere più esili di Giacometti, quelle figure alte pochi centimetri, come l’immagine di Silvio debout; mentre taluni ritratti di Diego o di Annette seduta sono accostabili agli oranti di cultura egizia, alle statue templari o alle prefiche inginocchiate, con la classica posa delle mani aperte, poggiate sulle ginocchia piegate.

Grandi mostre eventi expo aperte fino al 2015:

Giacometti e l’arcaico

MAN, Museo d’Arte Provincia di Nuoro

Dal 24 ottobre 2014 al 25 gennaio 2015

curata da Pietro Bellasi e Chiara Gatti

Vai al Sito del museo MAN

Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel 049.663499
gestione2@studioesseci.net

Giacometti, Femme debout au chignon

Giacometti, Femme debout au chignon

 

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo per le immagini e le informazioni relative alla mostra Giacometti e l’arcaico al Museo MAN di Nuoro.

Milano Arte Expo

 

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