Mario Schifano 1960-67 mostra alla galleria Luxembourg & Dayan di Londra in collaborazione con Giorgio Marconi

Mario Schifano 1960-67 mostra alla galleria Luxembourg & Dayan di Londra

Mario Schifano 1960-67 mostra alla galleria Luxembourg & Dayan di Londra

Mario Schifano 1960-67 – galleria Luxembourg & Dayan di Londra, dal 27 giugno al 16 agosto 2014. La mostra Mario Schifano 1960 – 67 si concentra sugli anni di più intensa produzione dell’artista e presenta con ottima sintesi la straordinaria gamma di tecniche e materiali da lui utilizzati. Le opere in expo provengono dalle collezioni che per prime le acquisirono – alcune sono passate nelle mani di galleristi come Giorgio Marconi e Ileana Sonnabend – altre sono appartenute a collezionisti illuminati della prima ora come Franchetti di Roma. L’esposizione Mario Schifano 1960-­67 è stata organizzata in collaborazione con Giorgio Marconi, gallerista di Mario Schifano negli anni Sessanta. Il catalogo che l’accompagna include un nuovo testo di Claire Gilman (Ph.D. Columbia University), attuale curatrice del Drawing Center di New York, docente di storia dell’arte e critica presso vari istituti tra cui la Columbia University, il Center for Curatorial Studies, il Bard College, il Corcoran College for Art and Design, e il MoMA. Claire Gilman è autrice di numerosi articoli per varie riviste come Art Journal, CAA
Reviews, Documents, Frieze e October. >
Il 1960 è un anno di svolta per Mario Schifano e segna l’introduzione di materiali non convenzionali nel suo lavoro, sottoponendolo così all’attenzione della critica sia nella sua città natale, Roma, dove si tiene la prima personale nel 1961 alla galleria La Tartaruga (dove debuttano anche Cy Twombly e Janis Kounellis), sia a New York dove, a distanza di pochi mesi, espone alla Sidney Janis Gallery nella mostra The New Realists insieme ad Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Tom Wesselmann.
Con i suoi Monocromi realizzati all’inizio degli anni Sessanta, Schifano rifugge ogni nozione di purezza, orientandosi verso pigmenti e supporti non tradizionali come smalto e carta da pacco, sgocciolamenti, macchie e gesti pittorici discontinui.
Nel 1962, le sue tele si impossessano di loghi e testi pubblicitari; seguite poi da insegne urbane e dettagli di paesaggi autostradali che esplorano il “fotodinamismo”; nel 1963 Schifano realizza gli Incidenti, immagini di scontri automobilistici che si affiancano ai Car Crash di Warhol degli stessi anni, differenziandosene sostanzialmente per l’attenzione rivolta più agli aspetti meccanici che a all’idea della morte.
I suoi Paesaggi anemici della metà degli anni Sessanta incorporano strati di perspex trasparenti e zigrinati montati su tela, i cui paesaggi meccanici dalle linee dinamiche evocano opere di Picabia e Brancusi.
Un anno dopo, nel 1966, inizia a sperimentare la pittura a spruzzo, mezzo che sfrutterà al massimo in Tutte Stelle del 1967, scintillanti raffigurazioni di cieli stellati e alberi di palma spesso visti attraverso calotte di plastica.
Alla velocità e quantità delle sperimentazioni di Schifano corrispondono le numerose e diverse influenze che l’artista importa nelle sue opere: dall’inclusione di elementi della cultura contemporanea che lo assimilano ad artisti americani del dopo–‐guerra quali Rauschenberg, Jasper Johns e Jim Dine, alle superfici colorate e arabescate che ricordano Matisse e quella tradizione italiana che attinge in ugual maniera al Rinascimento e al Futurismo.
Schifano pensa che il passato sia fatto di “reperti, però non da buttar via, recuperabili”, eppure l’immediatezza delle sue immagini e il trattamento delle fonti presentano una componente concettuale del tutto contemporanea.
Da questi influssi, combinati alla vorace sperimentazione emergono l’eleganza delle linee, del colore, della composizione, così come dall’isolamento del singolo dettaglio e dallo slittamento provocatorio del punto di vista risulta l’approccio costantemente creativo nei confronti dell’atto visivo.
“Ho cercato di lavorare con la memoria sopra immagini che tutti vedono o hanno visto, maturandone e facendone emergere l’essenza, la germinalità, la primarietà”, spiega Schifano, “guardare è il primo atto, poi c’è il soffermarsi.”

 

Mario Schifano

Nato nel 1934 a Homs (Libia)
Mario Schifano si trasferisce a Roma con la famiglia nell’immediato dopoguerra.
Per quanto privo di una regolare istruzione artistica, intorno agli anni Sessanta sale alla ribalta divenendo uno dei più irriverenti ed eclettici pittori italiani postmoderni.
La grande varietà di tecniche dalla pittura al collage, dalla fotografia al video, ne fanno un artista del suo tempo che incarna l’estetica pop capeggiata negli Stati Uniti da artisti come Andy Warhol, Tom Wesselmann e Roy Lichtenstein.
Dopo aver combattuto per anni contro la depressione e l’abuso di droga, l’artista muore a Roma nel 1998, lasciando dietro di sé un eclettico e interessante nucleo di opere, costante fonte di ispirazione per artisti e teorici contemporanei.
Le sue opere sono state esposte sia in Italia (Roma, Palazzo delle Esposizioni, Arte e Critica, 1980; Venezia, 40a e 41a Biennale, 1982 e 1984; Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea, 1989; Milano, Palazzo della Triennale, 1995; Verona, Palazzo Forti, 1997) sia all’estero (Parigi, Centre Pompidou, Identité italienne, 1981; San Francisco, Italo–‐American Museum, 1985; Oporto, Museo di Arte Contemporanea, 1986; Francoforte, Kunstverein, 1987; Londra, Royal Academy, 1989; Bruxelles, Palais des Beaux Arts, 1989; New York, Solomon Guggenheim, 1994; Pechino, International Exhibition Center, 1997) e fanno parte di numerose collezioni private e musei internazionali.

Luxembourg & Dayan Fondata nel 2009, la galleria Luxembourg & Dayan presenta mostre di livello museale di opere d’arte moderna e contemporanea nei suoi spazi espositivi di New York e Londra.
Dalla sua fondazione Luxembourg & Dayan ha organizzato numerose mostre acclamate dalla critica che variano dalle indagini storiche su artisti come Marcel Duchamp, Alberto Burri e Domenico Gnoli, a esposizioni tematiche come Unpainted Paintings e Grisaille.
Tra le mostre recenti tenutesi a Londra figurano: Arp is Art, Nouveau Réalisme, Rob Pruitt’s Autograph Collection, Pistoletto Politico, Jerzy “Jurry” Zieliński: Paintings 1968-­‐1977 e A Not So Still Life: Naked Portraits by Lucian Freud.
La galleria Luxembourg & Dayan London è aperta dal martedì al venerdì, dalle ore 11,00 alle 16,00, sabato dalle ore 12,00 alle 16,00.

Mario Schifano 1960-67

galleria Luxembourg & Dayan di Londra

dal 27 giugno al 16 agosto 2014

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com– ringrazia l’ufficio stampa di Fondazione Marconi / Studio Marconi per le informazioni sulla mostra Mario Schifano 1960-67 alla galleria Luxembourg & Dayan di Londra.

Milano Arte Expo

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