ARLES 2014 Rencontres de la Photographie e Archivio Fotografico Italiano

Patricia Dinu

Patricia Dinu

ARLES 2014 Rencontres de la Photographie dal 7 al 13 luglio 2014 e Archivio Fotografico Italiano con un libro di fotografia: Piergiorgio Branzi, Mario Lasalandra, Virgilio Carnisio, Davide Niglia, Claudio Camisasca, Patricia Dinu, Andrea Bertani, Claudio Argentiero. Il festival di fotografia di Arles viene creato nel 1969 dai fotografi e grandi cultori dell’immagine, Clergue, Lemagny, Rouquette, Dieuzaide, Tournier, Boubat, Brihat, Gautrand. Arles diventa, ogni estate, la capitale mondiale della fotografia con un numero elevatissimo di esposizioni, conferenze, serate presso il teatro antico ed incontri sparsi in città. >

Si rinnova – per l’edizione 2014 del fondamentale appuntamento francese – la partecipazione dell’Archivio Fotografico Italiano, con un’esposizione nella settimana di apertura. L’AFI avrà uno spazio riservato, concesso dall’Amministrazione comunale di Arles in collaborazione con il settore cultura, che ha partecipato al Festival Fotografico Europeo 2013 organizzato dall’Archivio in Italia, con lusinghieri consensi.
Per celebrare i dieci anni di costante presenza, viene inoltre ideato e realizzato un libro della collana Afi – Punto Marte Editore, dal titolo: VISION – La fotografia interprete del tempo, con immagini di noti autori e fotografi emergenti: Piergiorgio Branzi, Mario Lasalandra, Virgilio Carnisio, Davide Niglia, Claudio Camisasca, Patricia Dinu, Andrea Bertani, Claudio Argentiero.

 

Piergiorgio Branzi

Piergiorgio Branzi

Una opportunità appassionante per far conoscere una realtà come la nostra in un contesto internazionale, che ci permette di attivare collaborazioni con fotografi, galleristi, collezionisti, artisti e curatori di altissimo livello, di molti Paesi europei, visionando anche lavori da esibire in Italia.
Tornando al libro e alla mostra, la scelta degli autori è stata fatta tenendo conto delle esperienze individuali, pensando a una pubblicazione capace di emozionare e di catturare l’interesse di un’ampia fascia di pubblico, tenendo fede alla qualità e all’originalità delle ricerche.
Così, scorrendo le pagine, troviamo le immagini di Claudio Argentiero, che dall’ombra fa emergere soggetti e oggetti, attraversati da un magico cromatismo che conduce in una dimensione atemporale che sembra sospesa di fronte al nostro sguardo meravigliato, per scoprire nel seguito gli scatti di Andrea Bertani, di sogni e di luce… che ci conducono in un viaggio intimo, in cui i colori pastello enfatizzano il concetto spazio-tempo, rivelando vedute solitarie in cui l’uomo è presente attraverso i segni, per venire all’opera di Piergiorgio Branzi, che nei primi anni ’60, come corrispondente della RAI, si trova a seguire le vicende russe da Mosca per la televisione, iniziando anche a fotografare la vita quotidiana del popolo moscovita.

Nella lunga convivenza con questa umanità la sensazione è piuttosto quella di incontrare una bonaria vecchia “babuscka”, e risentire, nell’abbraccio, l’odore di cose familiari, fuori dagli stereotipi “eroici” della propaganda, puntando la Leica per cercare di capire di quale farina fossero impastati coloro con i quali avrebbe così a lungo convissuto.

Claudio Argentiero, Milano ombre 2013

Claudio Argentiero, Milano ombre 2013

Incontriamo, nello sfogliare appassionato, l’Anima delle Rocce di Claudio Camisasca, che ci riporta in una dimensione atemporale, in cui la natura riporta alla quiete. Una intimità silente che l’autore ritrova nelle rocce e nelle forme, vivificate da luci radenti e colori materici, svelando attraverso i dettagli e la bellezza delle pietre arcaiche, forme primordiali che conservano una sorta di ascetismo.
Avanzando, ritroviamo nelle immagini di reportage di Virgilio Carnisio, quel sano e puro racconto di viaggio, che estromette qualunque rimaneggiamento tanto di moda oggi.
L’altra Port Luis, diventa elemento capace di rinvigorire il vagare , trasformando l’esperienza della scoperta in arricchimento di vita, nel rapporto con altri popoli e usanze.
Lo sguardo riservato di Carnisio documenta la vita della gente, mostrando dove risiede.
L’incontro si fa segno e vissuto, tra i sentieri di rigogliosa natura e strade cittadine. La scoperta di un archivio ricchissimo ed unico, quello dell’autore, ben lontano da cliché preconfezionati e in dialogo costante con l’altro che incontra, spesso, attraverso il mirino.
Nel progetto Il deserto delle anime, troviamo l’essenza della fotografia di Patricia Dinu.
Si cimenta con il paesaggio americano, trovando un codice interpretativo personale che attraverso le luci e le ombre, fa emergere forme inaspettate, al limite della realtà percepita.
Come non si può rimanere incantati a riflettere su quello che ci si para innanzi quando ci fermiamo in contemplazione ad osservare quei luoghi intrisi di una bellezza e di una sostanza selvaggia, in grado di farci sentire piccoli al cospetto della Natura.


E’ dalla natura che Patricia ha saputo estrapolare, con sapienza e con poesia, il sinuoso andare delle rocce, solide e sinuose che la luce modella accompagnandoci dentro l’anima del paesaggio.
L’evocazione, il racconto, la mitopoiesi, stanno alla base del lungo lavoro di ricerca di Mario Lasalandra, autore originale e creativo, inizia, fin dagli anni ’60, fotografando in ambientazioni desolate personaggi clowneschi, sui quali l’influenza dei primi film di Fellini (La strada, Le notti di Cabiria) appare molto evidente. In breve, le scene si fanno sempre più complesse, e Lasalandra comincia a costruire fantastiche storie che, seppur prive di una rigorosa coerenza drammaturgica, sono piene di evocazioni e di riferimenti alle figure della mitografia del moderno. Nascono così le sue serie più celebri, Giudizio,1967, Spaventapasseri,1968, Filodrammatici,1968, Storia di un dramma, 1970, popolate da suggestive schiere di angeli, vergini, profeti, maschere, attori, fantasmi. Figure barcollanti, che manifestano, attraverso il loro equilibrio precario, l’instabilità di un’epoca.

Mario Lasalandra

Mario Lasalandra

E’ dedicata allo sconfinato mondo dell’abbandono la serie di Davide Niglia, che con rigore riprende a colori una ex colonia sopra Varese, celata da una vegetazione che non consente a tutti di penetrare le proprie stanze.
L’apparecchio fotografico fa da tramite per conoscere il mondo e la fotografia diventa linguaggio per porre domande sulla realtà. Al Campo dei Fiori sopra Varese, percorrendo la strada sterrata denominata via Belvedere si raggiunge un edificio Liberty, l’ex colonia Siro Magnaghi. Edificata nei primi anni del novecento dalla “Società dei Grandi Alberghi Varesini”, fu costruita per diventare pensione destinata ai numerosi villeggianti milanesi. In seguito all’acquisto dell’ingegnere Siro Magnaghi divenne colonia montana. Sembra che la memoria di questi luoghi sia affidata a pochissimi.


Oggi la natura se ne sta riappropriando, così succede se nessuno reclama i luoghi. Con il passare delle stagioni è lei che ricopre, lima, scolpisce e ridisegna se stessa sull’opera dell’uomo.
In conclusione, non un libro casuale, ma intriso di inventiva che fa riaffiorare nuove prospettive, che pur rifacendosi alla realtà si manifestano in modo nuovo e disgiunto dal tentativo di rappresentare il reale nella sua pienezza.
Vi è certamente una somiglianza, ma la natura del luogo o della situazione è stata ricreata attraverso lo sguardo e lo stile personale, ogni qualvolta la fantasia creatrice si esprime con libertà.
Una emancipazione di linguaggi che emana fragilità, che domina gli impulsi, che oltrepassa la sconfinata percezione dell’immaginazione, accumulando consapevolezze che rimosse da una condizione di incubazione forzata, determinano l’ emergere dell’opera, lasciando all’armonia della combinazione visuale la facoltà di incontro tra soggetto e oggetto, favorendo la contemplazione.
Prendiamoci una sana boccata d’ossigeno, in terra francese.

Andrea Bertani

Andrea Bertani

Festival di fotografia di Arles:

2014 Les Rencontres d’Arles

dal 7 al 13 luglio

Informazioni: Luogo: Salle d’Exposition– 4, rue Plan de la Cour – Arles (FR)
Periodo espositivo: 7-13 luglio 2014
Presentazione del libro: Giovedi 10 luglio 2014 ore 18 – VERNISSAGE ITALIENNE
Segreteria organizzativa: Afi / e-mail: afi.foto.it@gmail.com Sito web: www.archiviofotografico.org Contatti: Claudio Argentiero T.347 5902640 / e-mail: claudio.argentiero@alice.it

MAE Milano Arte Expo –mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’ufficio stampa di AFI Archivio Fotografico Italiano per le informazioni e le immagini fotografiche relative alla presenza al festival Rencontres de la Photographie di Arles 2014 e al libro VISION – La fotografia interprete del tempo.

Milano Arte Expo

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