FRANCESCO PIGNATELLI a Galleria d'Arte Maggiore con la mostra Alchimie contemporanee

FRANCESCO PIGNATELLI Alchimie contemporanee - Courtesy Galleria d'Arte Maggiore, Bologna

Francesco Pignatelli, Annunciazione 5, 2009, Stampa Lambda su carta Fujicolor, cm. 125 x 168 – Courtesy Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Bologna (Italy)

FRANCESCO PIGNATELLI Galleria d’Arte Maggiore di Bologna: dal 5 giugno 2014 al al 31 luglio con la mostra Alchimie contemporanee conferma la sua vocazione al ribaltamento delle “abitudini visive”, alla rottura di ciò che la memoria – sempre meno individuale e sempre più collettiva e globale – immette nella vita quotidiana come paradigma estetico. Un bello senz’anima che intorpidisce i sensi e inebria la facoltà di scelta. E’ come se Francesco Pignatelli, con il suo gran lavoro sulla fotografia delle cose comuni (anche luoghi comuni dell’arte) imponesse all’immagine di rinascere mettendola a mollo in un liquido amniotico: un liquido acido, corrosivo, decolorante e, in qualche modo, magico. La magia sta nell’interruzione del rapporto tra forma e contenuto: un rapporto logorato da sovraesposizione mediatica … Viene da pensare a quello che Roland Barthes chiamava “punctum” lasciandoci intendere anche l’idea di una puntura, di una lacerazione resa possibile dalla fotografia, come se l’immagine potesse contenere un elemento visivo dirompente e unico. Certe immagini, come quelle trasfigurate da Francesco Pignatelli, rinate a nuova visione, contengono molti elementi nutritivi di ogni nuova estetica possibile. Il bello è una casa in costruzione: e quando è finita … >

Comunicato stampa: La forza del lavoro di Francesco Pignatelli sta nella capacità di rompere le abitudini visive creando nuovi spazi che costringono ad uscire da una contemplazione passiva del mondo e delle opere d’arte, giungendo ad una nuova visione estetica. E’ soprattutto attraverso il rovesciamento cromatico dell’immagine che l’artista ci fornisce nuove prospettive, come nelle serie Reversed City (dal 2002) e Reversed Reinassance (dal 2004). Ciò che l’artista ci mostra è il negativo di queste immagini che improvvisamente perdono così la loro familiarità entrando in quel gioco che è lo straniamento. La fotografia non è più quindi dispositivo di memoria ma vera e propria nuova forza creatrice. Con questa tecnica anonimi ma familiari scorci urbani vengono sospesi in una dimensione metafisica, dove cognizioni di tempo e memoria vanno a perdersi; tracce del passato spingono a cercare una nuova spontaneità in quei capolavori rinascimentali ormai circondati di preconcetti aprendosi a nuove interpretazioni; infine, nella serie Fragile, idilliache foreste accentuano il loro mitologico archetipo di incontro con l’ignoto grazie ai luminosi percorsi che si vengono a creare là dove di solito l’occhio percepisce ombre.

FRANCESCO PIGNATELLI Alchimie contemporanee -  Courtesy Galleria d'Arte Maggiore, Bologna+ Fragile

Francesco Pignatelli, + Frangile 32, 2008, Carta fotografica manipolata e racchiusa in teca di plexiglass, cm. 158 x 200 – Courtesy Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Bologna (Italy)


A partire da Fragile, l’utilizzo del mezzo artistico si fa più complesso come si scopre nelle Handle with care (dal 2007), Homeless (dal 2008), Translations (dal 2008) e Osservatorio (dal 2011). In molte di queste la carta fotografica non è più solo mero supporto dell’opera ma ne diventa parte integrante. Pignatelli infatti la aggredisce, accartocciandola ed imprimendogli una nuova plasticità e vitalità, racchiudendola poi in una struttura di plexiglass. Handle with care presenta giganteschi fiori domestici con colori accesi su sfondo nero quasi intendendo immortalarne la bellezza prima dell’inevitabile memento mori. Dai residui di questa serie nasce poi Homeless in cui i fiori, accartocciati su se stessi, si accumulano sul pavimento come corpi esanimi. Accanto a Fragile si pone invece la serie Osservatorio, contrapponendo alla terra dei boschi cieli animati e fortemente contrastati. Qui il drammatico concetto dell’aldilà esplode impetuosamente con gli spari che trafiggono l’opera generando piccoli fori che ricordando stelle. La trasformazione è fondamentale nella poetica dell’artista ed in modo diverso è presente anche nella serie Translations, nuova espolarazione del mondo digitale. Come spiega lo stesso artista: “Ho utilizzato una serie di fotografie prese da internet e poi ho usato un programma che mi ha permesso di decodificarle in un codice alfanumerico […]. Dopodiché ho cominciato a lavorare su queste fasce di numerilettere nel tentativo di meglio rappresentare ogni singolo tema di cui si compone Translations”.


Francesco Pignatelli vive e lavora a Milano. Nasce nel 1971 in quella che si può senza dubbio definire una vera e propria famiglia di artisti: il padre Ercole Pignatelli si dedica alla pittura, con uno stile prettamente figurativo, e i due fratelli, Luca e Daniele, sono focalizzati rispettivamente sulla sperimentazione dei materiali e sul linguaggio del video. Dal 1999 realizza installazioni in spazi pubblici in diverse città come Torino, Roma, Milano, Venezia, Colonia, Strasburgo, Bonn, Parigi e Toronto. Nel 2014 ha partecipato assieme ad altri quattro artisti internazionali alla mostra “A Season of Triumphs” tenutasi nel Moscow Manege in occasione dell’inaugurazione dei XXII Giochi Olimpici Invernali di Sochi.

FRANCESCO PIGNATELLI Alchimie contemporanee -   Courtesy Galleria d'Arte Maggiore, Bologna

Francesco Pignatelli, MI 757, 2004, Stampa Lambda su carta Fujicolor cm. 100 x 80 – Courtesy Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Bologna (Italy)

Mostre eventi expo a Bologna – anno 2014:

Galleria d’Arte Maggiore

FRANCESCO PIGNATELLI Alchimie contemporanee

Dal 05 Giugno 2014 al 31 Luglio 2014

Galleria d’Arte Maggiore – via D’Azeglio 15 – 40123 Bologna
t. +39 051 235843
f. +39 051 222716
info@maggioregam.com – www.maggioregam.com

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com– ringrazia Francesca Monti e l’ufficio stampa della Galleria d’Arte Maggiore di Bologna per le informazioni e le immagini relative alla mostra Alchimie contemporanee di Francesco Pignatelli.

Milano Arte Expo

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