Confcommercio INDICATORE CONSUMI: libri, giornali e riviste come servizi ricreativi – viva l'Expo!

Confcommercio ExpoConfcommercio INDICATORE CONSUMI: libri, giornali e riviste come servizi ricreativi – viva l’Expo! Leggiamo (al >LINK) al sito istituzionale il comunicato stampa Indicatore Consumi Confcommercio: a marzo ancora negativo. Lo leggiamo e, come logico – come qualunque italiano – non possiamo che preoccuparci per le sorti ancora incerte del lungo percorso di “uscita dalla crisi” che ci toccherà. “Dato peggiore del previsto: la fiducia c’è, i consumi ancora no”.  Ahinoi! Lacrime e sangue. Ci addentriamo nella lettura e ci capita di rattristarci per troppe “permanenze di difficoltà”, come: Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa i dati destagionalizzati sottolineano il permanere di difficoltà per il segmento dei beni e servizi per la mobilità (-0,8%) e per l’abbigliamento e le calzature (-0,4%). Con dolore analizziamo i dati e cerchiamo di cogliere qualcosa che possa sollevarci il morale. Lo troviamo negli alimentari e nelle bevande: il dato destagionalizzato segnala un aumento rispetto a febbraio dello 0,5%. Bene: possiamo brindare grazie all’industria alimentare.  >

Cerchiamo, poi, qualcosa che riguardi la cultura, l’arte … o che gli assomigli. E ci viene in aiuto lo schema riassuntivo dei PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI: tra i Beni e servizi ricreativi troviamo la voce “Cartoleria, libri, giornali e riviste“. Servizi ricreativi.

Ciò che ci accingiamo a osservare non riguarda, naturalmente, la bontà o la precisione del lavoro dell’Ufficio Studi Confcommercio. La preoccupazione – mista ad angoscia – che ci suscita la categorizzazione è solo una questione di parole, forse.

Forse, in Italia dovremmo imparare a considerare i libri – per dirne una – (in qualunque forma, cartacea o elettronica) come bene primario: al pari di “Alimentari, bevande e tabacchi“.  …Alimentari e tabacchi beni primari? Tabacchi?

Chi scrive è (ancora, ahimé) fumatore, ma non si sognerebbe mai di avvicinare, in una statistica, il cibo al tabacco: ciò che ci permette di vivere a ciò che ci permette di morire prima.

E soprattutto, per insistere, vorrebbe che il Paese dell’Arte fosse rappresentato, anche statisticamente.

In qualche modo. Anche da Confcommercio.

Entro Expo 2015?

La speranza, destagionalizzata, è l’ultimo bene ricreativo che ci rimane.

 

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