ELFO PUCCINI La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini

La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia di Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini

La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia di Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini

TEATRI MILANO – ELFO PUCCINI: La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia di Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini, da martedì 6 maggio al 18 maggio nella Sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini (vedi MAPPA). Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa legale per diffamazione da lui intentata al Duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading. >

Questa terribile esperienza è all’origine della Ballata del carcere di Reading, una delle sue opere più autentiche e scopertamente sincere. La ballata è un lamento poetico in due momenti: l’impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell’esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione.

Elfo Puccini - La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia di Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini

Elfo Puccini – La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia di Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini

L’idea di portare in scena questo testo di Wilde nasce dall’incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo, Urlo di Pippo Delbono, dove Orsini aveva portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili.
Nel progetto è stato poi coinvolto Elio De Capitani che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo, “il dilemma, o meglio il paradosso di Wilde”. Così nel 2005 lo spettacolo ha preso corpo, andando in scena nel mese di giugno al Festival AstiTeatro (co-prodotto allora Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal teatro Eliseo).
The ballad of Reading gaol si presta a una messinscena? “Credo proprio di si, rispondeva allora il regista, perché in un certo senso lo è: è una messinscena complessa, ritualmente complicata, dove una volta ancora l’attrazione fisica si sublima in canto e il canto sublima la sofferenza in bellezza”. E l’esito dello spettacolo – che dopo il debutto e le repliche delle tournée torna ora in scena all’Elfo Puccini per volontà della Compagnia Umberto Orsini – ne ha dato una conferma definitiva.
“Al centro di tutto, Wilde, continuava De Capitani nelle sue note di regia. La sua condizione di prigioniero e il corpo di un ragazzo, un giovane soldato, condannato alla forca per l’assassinio della sua amante, un Woyzeck inglese con la giubba rossa dei dragoni di sua maestà. Wilde lo ha solo visto nell’ora d’aria e trova una nuova vena che unisce i suoni, i colori, i pensieri e gli incubi e i corpi inappagati della galera con una certa luce di un amore trasfigurato”.
Come entrarci in questo gioco, tragico e leggero? Come reggere il metro popolare della ballata e il lirismo spietatamente wildiano?
“Giovanna Marini ha scritto cinque ballate, ha preso in parola Wilde, componendo una musica che sta tra la ballata irlandese e l’elisabettiano John Dowland, arrivando e fino a Schubert, per passare anche per i Beatles.
Umberto Orsini interpreta Wilde con una leggerissima distanza, giocando con la vertigine sapiente dell’emozione e cogliendo il frutto più piacevole e più difficile al tempo stesso: il lato artistico-estetico, la bellezza dei versi, per lasciare allo spettatore di fare i conti con il resto”.
De Capitani immagina e studia una scrittura che sia “strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa”.

DALLA RASSEGNA STAMPA:
La traduzione, curata come l’adattamento da De Capitani e Orsini, è in prosa con poche rime e restituisce un senso di ragionata semplicità. Ed è la ragione che domina l’interpretazione di Orsini: una esposizione pacata dei sentimenti che un carcerato, la voce narrante, prova spiando gli ultimi giorni di vita del giovane assassino, il suo bere l’aria del mattino, il suo rubare con lo sguardo quel pezzo d’azzurro che in carcere è chiamato cielo. Dall’annullamento di ogni enfasi, dal lucido controllo ricercato dall’ottimo Orsini, si esalta l’orrore per la crudeltà della vita in prigione, la pietà e la simpatia, in senso etimologico di sofferenza partecipata e schierata, per il mondo dei reietti. La voce di Giovanna Marini cesella in cinque ballate le suggestioni del poema, con la sua musica colta e popolare che unisce evocazioni di antichi temi irlandesi a Lieder schubertiani. L’allestimento scarno e la bravura degli interpreti esaltano la voce di Oscar Wilde che chiede rispetto per ogni essere umano, anche se assassino.
Magda Poli, Corriere della Sera

Teatro Elfo Puccini

Sala Fassbinder | 6 – 18 maggio

LA BALLATA DEL CARCERE DI READING
da Oscar Wilde
traduzione e adattamento di Elio De Capitani e Umberto Orsini
con Umberto Orsini e Giovanna Marini

musiche composte ed eseguite dal vivo da Giovanna Marini
regia Elio De Capitani
COMPAGNIA UMBERTO ORSINI

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 – Martedì/sabato ore 21.00, Domenica ore 16 – Prezzi: intero € 30.50 – ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 – Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 – www.elfo.org

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Veronica Pitea per le informazioni e le immagini fotografiche relative allo spettacolo La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, regia Elio De Capitani con Umberto Orsini e Giovanna Marini al Teatro Elfo Puccini.

Milano Arte Expo

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