Dopodiché stasera mi butto del collettivo artistico GENERAZIONE DISAGIO al Torino Fringe Festival 2014

Dopodiché stasera mi butto - GENERAZIONE DISAGIO

Dopodiché stasera mi butto – GENERAZIONE DISAGIO

Dopodiché stasera mi butto – GENERAZIONE DISAGIO. Torino Fringe Festival 2014: dal 3 al 11 maggio allo Spazio Ferramenta di via Bellezia 8g (vedi MAPPA) lo  spettacolo vincitore del premio Giovani Realtà del Teatro 2013 di e con Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Alessandro Bruni Ocaña, Luca Mammoli. Regista e co-autore Riccardo Pippa. Disegni: Duccio Mantellassi e Niccolò Masini. DOPODICHE’ – stasera mi butto è la prima messa in scena del nuovo collettivo Generazione Disagio. Recita la sinossi di questo spettacolo – che Milano Arte Expo consiglia, con calda curiosità – Gioca anche tu a Dopodiché: riversa i tuoi problemi su un personaggio del gioco e portalo al suicidio. I tuoi problemi moriranno con lui e la mattina dopo il tuo quotidiano cucchiaino di merda sarà più dolce. Dopodiché: l’emozione di vincere, perdendo la vita! Agrodolce, agroamaro, post-disperato, oltre-politico, Dopodiché è una sorta di  gioco dell’oca che ha come conclusione, come casella finale, l’annulamento. Il finale è, come si suol dire, interattivo:  si termina con il pubblico, che viene invitato a unirsi al gruppo, a bere un bicchiere di vino, assieme agli attori, consegnando – o “rassegnando” … –  completamente la storia nelle loro mani. >

Le tematiche di disagio generazionale, crisi e voglia di cambiamento vengono trattate con un gioco di ribaltamento paradossale, invece di risolvere i problemi o lottare per un mondo migliore il pubblico viene invitato a scaricare tutti i suoi problemi su un attore che è un giocatore-pedina e che si contenderà con gli altri la possibilità di arrivare per primo alla casella finale: quella del suicidio. Varie prove e imprevisti faranno avanzare o indietreggiare i personaggi su un tabellone, anche grazie all’aiuto del pubblico dal vivo.

torino fringe festival 2014

torino fringe festival 2014

Come è scritto nella autopresentazione di Generazione Disagio: Il minimo comune denominatore di GD è l’appartenenza a una generazione di mezzo, che non è rappresentata. GD è un nuovo collettivo, una identità allargata, una classe sociale nell’era dell’annullamento delle classi sociali. Generazione Disagio vuole creare prodotti artistici e poetici che parlino della nostra generazione, dei nostri sogni, della nostra condizione e della nostra volontà e mira a prendere la parola con diversi progetti in più spazi diversi contemporaneamente : teatri, spazi urbani, stazioni delle metro, bar, centri sociali. L’evento artistico non è il solo modo di agire del collettivo, che mira anche ad interrogarsi su questioni di politica sociale. Uomini e donne, artisti in vari campi, con il sogno di un’Italia migliore. Ecco chi è GD. E’ una voce che gratta l’orecchio di chi la sente e pone domande, problemi ma propone anche soluzioni. GD parla con la gente e porta la sua arte sui muri dei luoghi dove va. Entra nei bar, beve un bicchiere assieme al suo pubblico, racconta una storia e alla fine di uno spettacolo teatrale offre una fetta di torta o un bicchiere di vino a chi è venuto ad ascoltare una storia. GD è una mamma che ci accetta tutti per quello che siamo, e cerca di far andare bene avanti la famiglia. GD mira a togliere la barriera che divide l’arte dalla vita. È arte che parla della vita.

E’ un vero e proprio manifesto, quello che abbiamo il piacere di ricevere e pubblicare – non mancheremo allo spettacolo – di Generazione Disagio:

“Siamo una generazione precaria, mutevole e senza un’etichetta giusta.
Non siamo catalogabili.
Ci rappresentiamo perché non ci rappresentano.
Viviamo un mondo che non contempla ancora il nostro modo di vivere e la nuova società.
Viviamo il disagio di essere una generazione di mezzo, non più figli ma non ancora padri.
Siamo gli eterni giovani, non più abbastanza giovani da godere degli sconti su trasporti, musei e cinema, ma ancora troppo giovani per essere presi sul serio.
Non abbiamo più la paghetta ma non ci danno ancora lo stipendio.
Siamo una generazione i cui amici d’infanzia vivono sparsi per l’Europa e per il mondo, alla ricerca di un posto che ci accetti.
Siamo quelli che per votare dobbiamo tornare al luogo di nascita, alla residenza fiscale, da mamma e papà.
Come nel medioevo torniamo al castello per il censimento, per esprimere con una x su un foglio di carta un parere del quale non importa a nessuno.
Vogliamo andarcene via, cercare la nostra America, ma a scuola non ci hanno insegnato l’inglese, e poi siamo affezionati all’italiano.
Siamo la generazione che vive in grandi città metropolitane con affitti alle stelle e speculazione edilizia sfrenata, contemporaneamente però nelle nostre città vediamo palazzine abbandonate, solitudine e mancanza di spazi di aggregazione.
Siamo la generazione che risparmia sulla spesa per permettersi una birra il sabato sera.
Coabitiamo, conviviamo, ci spostiamo, siamo diversamente orientati sessualmente, usiamo il pc.
I valori con cui ci hanno cresciuto però sono il matrimonio, il posto fisso e la stanzialità.
Conosciamo e rispettiamo i centri sociali, i luoghi occupati e autogestiti e i circoli arci: sono gli unici che ci possiamo permettere come prezzi.
Ci dispiace che vengano bollati come luoghi di aggregazione criminale e sediziosa.
Spesso vengono chiusi e sgomberati e ci vediamo togliere l’unico luogo in cui potevamo fare sport a prezzi abbordabili, potevamo provare a parlare di politica e sognare spazi a misura d’uomo in una città dove non ci sono più piazze, panchine, e non ci sono più gabinetti pubblici e per pisciare devi per forza comprare un caffè, e allora pisci per strada.
Siamo quelli che non vedono via d’uscita, o se la vedono sono troppo lenti o pigri per imboccarla.
Così abbiamo deciso. Facciamo il salto.
Siamo qui per farla finita.
Accettare di vivere sarebbe accettare le condizioni.
Chiuderemo con questo mondo.
Non staremo alle condizioni e non ci consegneremo prigionieri.
Sull’orlo del burrone, prima di buttarci, senza più niente da perdere, abbiamo capito la libertà.
Abbiamo accettato il rischio della morte e ne abbiamo fatto il nostro punto di forza.
Quando abbiamo accettato la morte, abbiamo scelto di vivere.”

GENERAZIONE DISAGIO

TORINO FRINGE FESTIVAL 2014

Dopodiché stasera mi butto

del collettivo artistico GENERAZIONE DISAGIO

SPAZIO FERRAMENTA Via Bellezia 8g, Torino

Spettacolo vincitore del concorso GIOVANI REALTA’ DEL TEATRO 2013
Menzione speciale della giuria al premio SCINTILLE 2013 di asti teatro 35
Menzione speciale della giuria al premio nazionale INTRANSITO – teatro Akropolis 2013
di e con
Enrico Pittaluga
Graziano Sirressi
Alessandro Bruni Ocaña
Luca Mammoli
regista e co-autore
Riccardo Pippa
disegni
Duccio Mantellassi e Niccolò Masini

Date e orari:
3-4-5-6 Maggio 2014 ore 21:00
7-8-9-10-11 Maggio 2014 ore 19:30

Il programma degli spettacoli di tutto il Torino Fringe Festival 2014 è a questo LINK.

GENERAZIONE DISAGIO – CURRICULUM DI COMPAGNIA

GENERAZIONE DISAGIO è un neonato collettivo formatosi nel 2013 a partire da un’idea di
Enrico Pittaluga.
GENERAZIONE DISAGIO nasce come esigenza artistica di dare voce a tematiche di una
generazione di mezzo altrimenti non rappresentata.
Il collettivo produce monologhi, performance urbane e teatrali, video, installazioni e spettacoli
teatrali.
GENERAZIONE DISAGIO non è una compagnia teatrale fissa, ma un luogo di incontro di diversi
artisti che convergono per lavorare assieme su tematiche condivise che cambiano da progetto a
progetto.
GENERAZIONE DISAGIO è un collettivo artistico che si avvale anche della collaborazione di altri
artisti a seconda dei progetti. (Disegnatori, Artigiani, Dramaturg, Registi, Musicisti, Video-Maker).
email:
generazionedisagio@gmail.com
canale youtube: Generazione Disagio
http://www.youtube.com/channel/UCjYvLTO0FXLBC3Jvgh1WXLw
pagina facebook generazione disagio
https://www.facebook.com/generazionedisagio
Lo spettacolo DOPODICHE’ è il primo lavoro del collettivo.
Affronta le tematiche della precarietà e del suicidio in chiave cinica e ironica.
Presentato la prima volta al pubblico all’interno del bando SCINTILLE 013 di Asti teatro 35, dove
ottiene la menzione speciale della giuria, è stato poi offerto come studio in anteprima a Milano a
ZAM sempre nel luglio 2013.
DOPODICHE’ vince il premio GIOVANI REALTA’ DEL TEATRO 2013 presso la civica
accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine.
A questo progetto collaborano gli attori-autori Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Alessandro Bruni
Ocana e Luca Mammoli; il regista-autore Riccardo Pippa; i disegnatori Niccolò Masini e Duccio
Mantellassi; il video maker Antonio Morra.

CURRICULUM DEGLI ATTORI:

Enrico Pittaluga nasce il 09/08/1986 a Genova; nel 2011 si diploma come attore alla Scuola d’Arte
Drammatica Paolo Grassi. Ha lavorato con Peter Stein presso Teatro La Scala di Milano come
allievo attore; Ha recitato ultimamente ne “La Rosa Bianca” per la regia di Carmelo Rifici; con
Dario Fo nella lettura scenica “la figlia del Papa”; in “The Italian Factory” di Chiara Boscaro con
regia di Riccardo Pippa (vincitore del premio Giuria Allievi a “Giovani Realtà del Teatro 2011) e
lavora attualmente col collettivo GENERAZIONE DISAGIO. Al cinema ha recitato con
Pierfrancesco Favino in “Qualunque cosa succeda” regia di Alberto Negrin; in “Altri Tempi” per la
regia di Marco Turco e ne “L’Ultimo Giorno d’Inverno” di Sergio Fabio Ferrari (miglior film 2010
al festival internazionale del cinema di La Paz, Bolivia; Best Film 2011 al Mexico International
Film Festival); collabora con LA BUONCOSTUME con cui è uno dei protagonisti della sit-com
web “Faccialibro” (vincitrice del concorso IFtv 2011), “La deriva del panda”, “Quelli della scatola”
e “Di come diventai fantasma e zombie”. In TV ha lavorato a “Lilit” e “Che Tempo che fa” su rai 3
e “Crozza nel paese delle meraviglie” su la7.
Graziano Sirressi nasce a Bari il 14/12/1986. Si diploma come attore presso la “Scuola d’Arte
Drammatica Paolo Grassi” nel 2011. Ha recitato ne “Il misantropo” per la regia di Antonio
Mingarelli; in “Franco Quinto – Commedia di una Banca” per la regia di Lorenzo Loris; “Molto
rumore per nulla” per la regia di Riccardo Mallus. Ha recitato anche con Dario Fo nella lettura
scenica “la figlia del Papa”. In tv lavora come attore in “Crozza nel paese delle meraviglie” in onda
su La7. Attualmente lavora con il collettivo GENERAZIONE DISAGIO e con la compagnia
ROTTE VOCALI su un progetto regionale di riscoperta e messa in scena delle tradizioni popolari
pugliesi.
Luca Mammoli, nasce ad Assisi (Pg) il 18/06/1984. Muove i primi passi in campo artistico con la
compagnia ATMO di Bastia Umbra, dove lavora come attore, trampoliere, performer e artista di
strada. Partecipa a vari cortometraggi tra cui “Umbra Virtus F.C.” con Filippo Timi, co-prodotto da
Sky. Parallelamente integra la sua formazione con corsi e seminari diretti da Francis Pardeilhan
(Odin Teatret), Gennadi Bogdanov (Biomeccanica di Mejerchold). Diplomato all’Accademia Paolo
Grassi di Milano nel 2011 dove, tra gli altri, lavora con Mario Gonzalez, Danio Manfredini e Maria
Consagra. Partecipa al premio nazionale delle Arti al Festival dei due mondi di Spoleto 2011 ed ha
ricevuto con il gruppo Generazione Disagio la menzione speciale ad Asti – Scintille 2013 per lo
spettacolo “Dopodichè”. Ha lavorato con Maurizio Schmidt (“Colombo”, “La Mandragola”),
Massimo Navone (“Otello”, “La regina Margò”) e Marco Plini (“Ifigenia in Aulide”,“Himmelveg”).
Alessandro Bruni Ocana nasce a Milano nel 1989 da genitori spagnoli. Vive tra l’Italia e la Spagna
fino ai 18 anni, età in cui torna a Milano per studiare alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi,
dove si diploma come attore professionista nel 2011. Dal 2010 collabora con la compagnia dell’Elfo
Puccini, dove sotto la direzione di Ferdinando Bruni, Elio de Capitani e Francesco Frongia
partecipa alle produzioni “L’ultima recita di Salomè”, “Racconto d’Inverno” “Romeo e Giulietta”
nel ruolo di Romeo e “Rosso”. Con l’associazione AGON partecipa come protagonista allo
spettacolo “Turing, a stage case history” al Piccolo Teatro Studio di Milano nel Novembre 2012.
Viene candidato ai Premi UBU 2012 come nuovo attore 30. Attualmente partecipa nell’allestimento
del nuovo “Frost Nixon” all’Elfo Puccini.

MAE Milano Arte Expoblogzine del centro culturale Spazio Tadini – mail: milanoartexpo@gmail.com – ringrazia il collettivo artistico GENERAZIONE DISAGIO per le informazioni sullo spettacolo Dopodiché stasera mi butto in scena al TORINO FRINGE FESTIVAL 2014.

Milano Arte Expo

 

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