Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale – di Alessandra Pinchera per Milano Arte Expo

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale - Autoritratto con vestito di velluto - Courtesy Galería Arvil, Mexiko Stadt

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale – Autoritratto con vestito di velluto – Courtesy Galería Arvil, Mexiko Stadt

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale, mostra aperta fino al 31 agosto 2014- recensione di Alessandra Pinchera per Milano Arte Expo.  “Dipingo per me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”. Così confessava Frida Kahlo (1907-1954) nel 1945, manifestando apertamente quella piena consapevolezza di sé e della sua pittura che da sempre l’aveva contraddistinta. Una scelta iconografica, quella di autorappresentarsi, tutt’altro che secondaria, chiave di “lettura sentimentale” di tutto il lavoro intriso di vita di questa straordinaria artista messicana. La mostra dal semplice titolo “Frida Kahlo”, inaugurata a Roma presso le Scuderie del Quirinale (vedi MAPPA) lo scorso 20 marzo, curata da Helga Prignitz‐Poda, non poteva che affidare la scelta delle opere alle parole dell’artista stessa. L’esposizione ruota di fatto intorno alla figura di Frida e la indaga sotto molteplici punti di vista: la giovane ragazza voluttuosa, la donna politicamente impegnata, la moglie innamorata e delusa, la mamma mancata, la malata dignitosa e combattiva, l’artista appassionata. Sono questi i tasselli su cui si regge il mito e la figura di questa singolare artista, dotata di un carisma trascinante e una pungente, fragile personalità che ne hanno fatto una delle icone dell’arte e della società del Novecento. >

La mostra indaga Frida perché Frida indaga sé stessa: essa si seziona, si martorizza, si osserva allo specchio, si guarda dentro come pochi hanno saputo fare, con una parvente, docile impassibilità che nasconde in realtà una scalpitante frenesia e una metabolizzazione del dolore fisico e sentimentale che la accompagnarono nel corso della sua intensa esistenza.
Frida Kahlo era nata nel 1907 a Coyoacàn (Città del Messico): si considerava figlia della rivoluzione messicana (1910-1917) e proprio questo spirito rivoluzionario di fatto la contraddistinse intimamente sin dalla giovinezza. Prese parte al movimento degli Estridentisti che, con il loro manifesto, contribuirono al rinnovamento della pittura messicana, indirizzandola verso un linguaggio moderno sulla scia degli artisti europei più avanguardisti tra cui Tzara, Breton, Duchamp, De Chirico, Schwitters. Questa ribelle libertà intellettuale si ripercuote in Frida che già dai primi lavori manifesta un’autonomia espressiva del tutto anticonvenzionale: splendido è l’Autoritratto con vestito di velluto del 1926, una delle opere scelte per aprire la mostra romana. La tela presenta una giovane Frida sensuale, maliziosa, dotata di una forte carica erotica: è la donna a primeggiare in questa composizione raffinatissima, memore dell’avvolgente essenzialismo di Modigliani.
Il percorso espositivo propone opere che sono lo specchio della stessa esistenza di Frida Kahlo, declinate nel suo stile unico che si veste dei colori e dei simboli della cultura messicana, dello spiritualismo precolombiano, dell’iconografia degli ex voto, in un’atmosfera trascendentale e onirica che ha di fatto legato il lavoro di Frida al Surrealismo (lo stesso Breton, teorico del Surrealismo, aveva fatto conoscere per primo l’arte della Kahlo a Parigi nel 1939).

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale - Autoritratto con collana di spine

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale – Autoritratto con collana di spine

 


La vita di Frida è scandita nel suo lavoro da artista con una cadenza quasi maniacale: la pittura era liberazione e confidenza, uno strumento espressivo immediato, un’urgenza comunicativa necessaria. La sua pittura ci parla di lei: il burrascoso e passionale rapporto matrimoniale con Diego Rivera è protagonista in numerose opere esposte alla mostra romana. Emblematiche in questo senso sono Diego nei miei pensieri (1943), Diego e Frida (1929-1944) e il toccante Autoritratto con il ritratto di Diego sul petto e Maria tra le sopracciglia (1953-54), una delle ultime dichiarazioni di dolore morale causate dai numerosi tradimenti del marito.
Il dolore accompagna Frida per tutta la vita: al dolore sentimentale si accompagna la sofferenza fisica con la quale ella fu costretta a convivere sin da giovanissima. Nel 1925, a soli 18 anni, fu vittima di un gravissimo incidente stradale che la costrinse ad anni di riposo a casa e a convivere con busti di gesso e lancinanti dolori per tutta la vita. Il rapporto ossessivo con il proprio corpo, martoriato da numerose operazioni chirurgiche subìte a seguito dell’incidente, la conduce ad una visione nuova e insolita del corpo femminile nell’arte: non più la femme fatale distorta e decantata dallo sguardo maschile, ma la donna in quanto essere indipendente, orgogliosa di mostrarsi senza trucchi e visioni romantiche. Ecco così che Frida si dedica con trasporto al ritratto di sé stessa: ella si osserva costantemente e non si stanca di mostrarsi. Frida guarda lo spettatore senza vergogna, in pose statiche che la collocano in un uno spazio e in un tempo soggettivo, altamente evocatore. Suggestivi sono le opere che si possono ammirare in mostra, come Autoritratto con collana (1933), Il cane Itzcuintli e io (1938), Autoritratto con collana di spine e colibrì (1940), Autoritratto con scimmie (1943).

 

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale - Diego Rivera - Ritratto di Natasha Gelman

Frida Kahlo ROMA Scuderie del Quirinale – Diego Rivera – Ritratto di Natasha Gelman

L’attenzione rivolta a sé stessa raggiunge livelli di profondo coinvolgimento nelle opere in cui Frida racconta la tragedia che più si impresse nella propria anima: l’esperienza dell’aborto, che le nega la possibilità di essere una donna completa, viene digerita attraverso il mezzo dell’arte. Sono esposti in mostra disegni che testimoniano la sofferenza morale e fisica della madre negata, come l’agghiacciante litografia Frida e l’aborto (1932), il disegno su carta dal titolo Bozzetto per l’Henry Ford Hospital (1932) e opere che riecheggiano la gravidanza e la maternità lette in chiave universale, come Mosè o nucleo solare (1945), Il cielo, la terra, io e Diego (1949). Esposto in una teca cattura l’attenzione il busto di gesso, uno dei tanti indossati e dipinti da Frida, che presenta l’immagine di un bambino in posizione fetale, quasi a esorcizzare il dolore della perdita.
Il percorso espositivo si propone di presentare Frida Kahlo in itinere, dagli esordi fino alle ultimissime e drammatiche opere realizzate lo stesso anno della morte, nel 1954 a 47 anni. Si ha la possibilità, dunque, di notare l’evoluzione dello stile della stessa artista, debitrice prima della Nuova Oggettualità e del Realismo magico e successivamente affascinata dalle esperienze dei muralisti messicani e del realismo americano degli anni Venti e Trenta.
A completamento dell’attenta panoramica del lavoro artistico di Frida è presente in mostra una squisita selezione di opere dei maggiori artisti che attorno a lei gravitarono, testimonianza delle trasformazioni della sensibilità artistica messicana e non solo. In primis Diego Rivera (con opere magnifiche tra cui il Nudo- Frida Kahlo del 1930 e Le venditrici di calle del 1943), Alfaro Siqueiros, Maria Izquierdo, Abraham Angel. Non solo artisti messicani, ma nomi dal panorama mondiale contemporaneo –tra cui Giorgio De Chirico, Otto Dix e Gino Severini- presenziano alla mostra romana come testimonianze dell’attivo e vivace scambio di esperienze tra artisti geograficamente molto lontani tra loro che tra anni Venti e Trenta si rafforzò notevolmente.
Visitando l’esposizione si può rimanere stupefatti dalla prorompenza tagliente delle opere di Frida: ella ci presenta un mondo senza fronzoli, un’arte senza idealizzazione. Tutto è realtà ed ella non teme di rappresentarla. Tuttavia, come lei stessa affermò «Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità»: ed è proprio l’interiorità di Frida che si va a conoscere in questa mostra.

Alessandra Pinchera

Frida Kahlo mostra ROMA Scuderie del Quirinale - Autoritratto come Tehuana (o Diego nei miei pensieri)

Frida Kahlo mostra ROMA Scuderie del Quirinale – Autoritratto come Tehuana (o Diego nei miei pensieri)

MOSTRE EVENTI EXPO A ROMA:

Frida Kahlo Scuderie del Quirinale

Dove e quando
“Frida Kahlo” a cura di Helga Prignitz-Poda
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio, 16 Roma

Periodo:
20 marzo- 31 agosto 2014

Orari:
Domenica- giovedì: dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì- sabato: dalle 10.00 alle 22.30
Non si effettua chiusura settimanale
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti Frida Kahlo ROMA
Intero: euro 12 Ridotto: euro 9,50

Infoline: Tel. +39.06.39967500
www.scuderiequirinale.it

Catalogo: Electa

MAE Milano Arte Expo, blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini – mail: milanoartexpo@gmail.com – ringrazia Alessandra Pinchera per la recensione della mostra a Roma Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale a cura di Helga Prignitz-Poda.

Milano Arte Expo

 

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