Umberto Fiori, Poesie 1986 – 2014, recensione di PAOLO LAGAZZI per Milano Arte Expo

Umberto Fiori Poesie 1986-2014

Umberto Fiori Poesie 1986-2014

Umberto Fiori, Poesie 1986 – 2014, Mondadori. Recensione di Paolo Lagazzi per Milano Arte Expo. – Introducendo la raccolta completa delle poesie pubblicate da Umberto Fiori a partire dal 1986 (con l’aggiunta di una serie di testi finora inediti in volume), Andrea Afribo individua una sorta di canovaccio in due tempi dominante in questi versi, da una situazione di routine entro cui la vita d’ogni giorno fluttua tra Ignavia, sordità e menzogne all’aprirsi d’uno spiraglio di senso che sposta la scena verso un’imprevista, epifanica chiarezza. Questa è, in effetti, una delle più significative curve simboliche dell’opera di Fiori, ma essa sfugge in tutti i modi a regole o formule fisse. >

Ondeggiando tra “umori buoni e cattivi”, sguardi e barriere, tempi e controtempi, “cose grandi” o “da poco”, domande e silenzi, spasmi e tregue, tenerezze e malintesi, il poeta scivola fra pareti d’opacità o si impenna tra fuggevoli visioni, si avvita tra ansie e fissazioni, si arresta per osservare e ascoltare il battito del reale e poi di nuovo si smarrisce nei labirinti della città, lotta per resistere al risucchio di uno strano sentimento di “vanitas” ma deve di continuo far fronte a nuove forme del vuoto, registra voci “folli” o vibra come se il sangue lo attraversasse a rovescio… Spesso i suoi quadri sono innervati dal pathos di un’attesa che non troverà un compimento o sono segnati dalla risacca degli incontri senza perché, mentre le parole degli uomini trascorrono nell’aria come stridi, scosse, gomitate, urti, mentre la vita vacilla, si ferma, riparte in una corsa a ostacoli senza un traguardo pensabile.

Se un premio o un castigo c’è per noi, consiste solo nel fatto di esistere, persi nel non sapere altro che questo. Eppure nel “pozzo” dell’essere cova un supremo paradosso, la fiamma della bellezza: quando, per chissà quale motivo, un riverbero di essa ci raggiunge, ci sentiamo toccati da una specie di salvezza, da una forza arcana e benigna, capace di proteggerci dall’assurdo. Questa salvezza non dura mai oltre gli attimi, eppure qualcosa della sua luce balena attraverso tutto il mondo di Fiori come un ultimo orizzonte di senso, come quell’altrove senza cui nemmeno i muri, le case, i balconi o le strade potrebbero a tratti sussurrarci parole più profonde delle nostre, parole che ci aiutano ad accettare la nostra greve natura di spettri, la poltiglia dei nostri deliri, l’”ingombro osceno” di non essere niente.

Paolo Lagazzi

Umberto Fiori Poesie 1986-2014

Mondadori, pp. 285, euro 20

MAE Milano Arte Expo, blogzine del centro culturale Spazio Tadini -mail: milanoartexpo@gmail.com – ringrazia Paolo Lagazzi per la recensione del libro Poesie 1986-2014 di Umberto Fiori edito da Mondadori e la pagina / rubrica on line POETIC ART dedicata alla poesia. Leggi anche gli altri articoli di Paolo Lagazzi per il magazine: > VEDI ARTICOLI

Paolo Lagazzi, saggista e scrittore. Si è occupato di letteratura, buddhismo, magia, musica, cinema e pittura. Collabora a riviste e case editrici italiane e straniere. Ha pubblicato libri di saggistica, fiabe e racconti. Ha curato antologie di poesia giapponese e, per i “Meridiani” Mondadori, le opere di Attilio Bertolucci, Pietro Citati e Maria Luisa Spaziani.

Consigliamo inoltre pagina Wikipedia dedicata a Paolo Lagazzi: > LINK

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