La vita di Adele FILM di Abdellatif Kechiche: recensione di Michele Ravasio

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La vita di Adele – FILM di Abdellatif Kechiche

La vita di Adele FILM di Abdellatif Kechiche, con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte: recensione di Michele Ravasio per Milano Arte Expo – È arrivato anche in Italia La vita di Adele, l’ultimo film di Abdellatif Kechiche, premiato con la Palma d’oro a Cannes. Il film ci racconta una fase importante della vita della protagonista, Adele appunto, che negli ultimi anni del liceo conosce una ragazza, Emma, di cui si innamora e che le cambierà la vita. Si tratta di un film a cui non è semplice approcciarsi e di cui non è semplice parlare, perché contiene momenti decisamente riusciti, di una delicatezza e allo stesso tempo di una forza straordinari, ma anche sequenze che invece non funzionano del tutto, o per niente, a cui è difficile trovare una giustificazione senza incappare in forzature. > 

Lo stile scelto dal regista è molto diretto e molto semplice, ed è uno stile che Kechiche conosce bene: camera a mano attaccata ai suoi personaggi, soprattutto ad Adele, a cui vengono dedicati un numero straordinario di primissimi piani (praticamente assenti i campi totali), che rendono del tutto secondario il mondo circostante, perché fuori campo o perché totalmente fuori fuoco. È la strada scelta senza mezze misure da Kechiche, quella evidentemente secondo lui più congeniale per farci entrare nella vita della protagonista, e di nessun altro (il titolo è esplicito e programmatico, del resto, siamo di fronte a un classico tranch de vie: Adele sbuca dalla porta di casa una mattina qualsiasi all’inizio del film e sparisce in fondo a una via quasi tre ore dopo, in un classico finale aperto), anche se a tratti in questo modo il regista rischia di rendere un po’ troppo evidente e ingombrante la presenza della macchina da presa: lo stile, paradossalmente, prende il sopravvento, e allo spettatore può capitare di provare la non gradevole sensazione di essere un po’ troppo “imboccato”, “costretto”.

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La vita di Adele Film – Crédit photo ©WILD BUNCH – QUAT’SOUS FILMS – FRANCE 2 CINEMA – SCOPE PICTURES – RTBF – VERTIGO

Detto questo, tale metro linguistico consente al regista di confezionare diverse sequenze meravigliose, in cui spontaneità, credibilità, tenerezza dei personaggi emergono in modo perentorio, soprattutto nella prima parte dedicata alla fase adolescenziale.
A questa scelta linguistica il regista abbina un’altrettanto chiara scelta sintattica, sistematicamente perseguita sostanzialmente per tutto il film, che risulta diviso in grandi sequenze, grandi blocchi narrativi che si susseguono l’uno dietro l’altro, mentre sono poche le sequenze secondarie, di transizione (le “note burrose” di Miles Davis). La durata della scena spesso è giustificata dal fatto che, piano piano, la realtà si disvela a noi in modo rivelatore, ma spontaneamente, con i suoi tempi, senza che il regista voglia manipolarla più di tanto, stimolando, e anticipando anche, svolte importanti nel plot. Risulta esemplare in proposito la scena della festa a casa di Emma, in cui tra uno stuzzichino e l’altro, un bicchiere e il successivo, uno sguardo, un piccolo gesto e tanti altri dettagli apparentemente insignificanti ci rendiamo lentamente conto che qualcosa già si è incrinato, che le due ragazze protagoniste sono troppo diverse, provengono da ambienti troppo distanti, e non potranno che separarsi.

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La vita di Adele al cinema / 2013 – Crédit photo ©WILD BUNCH – QUAT’SOUS FILMS – FRANCE 2 CINEMA – SCOPE PICTURES – RTBF – VERTIGO

Altre volte, invece, Kechiche sembra farsi prendere un po’ la mano, soprattutto, ovviamente, nelle diverse sequenze molto esplicite che ci mostrano Adele ed Emma a letto mentre consumano il loro amore, sequenze decisamente troppo insistite, poiché la loro durata – e ancor di più la loro frequenza – non offre nulla in più allo spettatore e al film (se non un bel po’ di pubblicità, questa sì), e alla fine, quindi, arrivano anche a indebolire l’opera. Oltretutto, lo sforzo notevole di Abdellatif Kechiche (e delle sue attrici, bellissime e bravissime, sopratutto Adèle Exarchopoulos su cui si regge tutto il film), che evidentemente sulle riprese di queste scene ha investito molto, rischia comunque di risultare uno sforzo frustrato: come diceva Bazin più di cinquant’anni fa, “come la morte, l’amore si vive e non si rappresenta”.
Un’ultima riflessione la merita il modo in cui Abdellatif Kechiche ha descritto il milieu da cui provengono Adele ed Emma, mondi troppo distanti dicevamo prima: i genitori di Adele sono persone semplici, a cui è necessario nascondere questa relazione omosessuale, per loro Emma è solo un’amica della figlia, persone che pensano che l’arte sia una cosa bella ma che per vivere bisogna lavorare e che amano gli spaghetti alla bolognese, cenano muti davanti alla televisione, ecc.; mentre i genitori di Emma sono due radical chic che brindano all’amore di Adele ed Emma, amano l’arte e il buon vino e mangiano ostriche… Le idee di fondo in parte possono anche essere condivisibili, ma queste caratterizzazioni tagliate con l’accetta sono un po’ troppo brutali, una caduta di stile che Kechiche avrebbe certamente dovuto evitare.
Alla fine della proiezione de La vita di Adele si lascia il cinema con una certa amarezza dentro, sentimento che ci viene trasmesso certamente dalla disperata Adele, quasi sempre in lacrime, delle scene finali, quando si rende conto di avere perso per sempre la persona che nel bene e nel male le ha fatto scoprire cos’è la vita. Ma quest’amarezza è anche figlia della sensazione che Kechiche avrebbe potuto confezionare un film molto migliore.

Michele Ravasio

La vita di Adele

Un film di Abdel Kechiche

Con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte

Titolo originale La Vie d’Adèle.

Genere – Drammatico, durata 179 min. – Francia2013. – Lucky Red – uscita al cinema da giovedì 24 ottobre 2013

Il film La vita di Adele è in programmazione attualmente anche nei seguenti cinema di Milano e dintorni:

Eliseo Multisala
Via Torino, 64, Milano
‎15:00‎ ‎18:20‎ ‎21:40‎
Apollo spazioCinema
Gall. De Cristoforis, 3, Milano
‎12:40‎ ‎15:10‎ ‎17:10‎ ‎20:30‎
Anteo spazioCinema
Via Milazzo, 9, Milano
‎15:00‎ ‎17:10‎ ‎20:30‎
Plinius multisala
Viale Abruzzi, 28/30, Milano
‎15:00‎ ‎18:15‎ ‎21:30‎
Gloria Multisala
Corso Vercelli, 18, Milano
‎14:50‎ ‎18:10‎ ‎21:30‎
The Space Cinema Rozzano
Via Curiel, Rozzano
‎22:00‎
Skyline Multiplex
Via Milanese c/o Centro Sarca, Sesto San Giovanni
‎21:15‎
UCI Cinemas Bicocca
Viale Sarca, 336, Milano
‎14:00‎ ‎18:00‎ ‎21:45‎

Arcobaleno Filmcenter
Viale Tunisia, 11, Milano
‎15:00‎ ‎18:15‎ ‎21:30‎
The Space Cinema Vimercate
Via Torri Bianche, 16, Vimercate
‎18:15‎
Arcadia Bellinzago Lombardo
Str. Padana Superiore, 154 – loc. Villa Fornaci – C.C. La Corte Lombarda, Bellinzago Lombardo
‎17:10‎ ‎20:50‎
Area Metropolis 2.0
Via Oslavia, 8, Paderno Dugnano
‎14:30‎ ‎17:45‎ ‎21:00‎
The Space Cinema Cerro Maggiore
Autostrada A8 uscita Legnano – Via Turati, 62, Cerro Maggiore
‎21:20‎
Multisala Capitol SpazioCinema
Via Alessandro Pennati, 10, Monza
‎17:20‎ ‎20:40‎
Multisala Porta Nova
Via Indipendenza, Crema
‎17:00‎
Moderno Multisala
Corso Adda, 97, Lodi
‎17:00‎ ‎21:00‎

MAE Milano Arte Expo -mail:milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Michele Ravasio per la recensione al film La vita di Adele di Abdellatif Kechiche.

Milano Arte Expo

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