Emilio Tadini FIABE – mostra a Burago di Molgora a cura di Simona Bartolena e Marilena Buratti

Emilio Tadini, Il collezionista, 1998, Acrilici su tela, cm 146x114

Emilio Tadini, Il collezionista, 1998, Acrilici su tela, cm 146×114

Emilio Tadini FIABE – mostra a Burago di Molgora, a due passi da Milano. Alla Sala Consiliare Comune di Burago di Molgora (MAPPA), per Burago in Festa 2013, si replica la rassegna I maestri del 900 ideata e organizzata da Marilena Buratti e curata da Simona Bartolena con l’expo dedicata a Emilio Tadini. Dal 6 settembre 2013 e fino al 16 settembre la mostra Fiabe – il titolo è tratto da uno dei più celebri cicli pittorici dell’artista – presenta venti opere di Tadini e, a chiudere il percorso proposto al pubblico, cinque quadri di altrettanti artisti – selezionati da Marilena Buratti – Isa Locatelli, Nicoletta Bagatti, Fabio Grassi, Enrico Lazzini e Remo Lorenzetti ispirati, in omaggio, allo stile e all’universo artistico e narrativo di Emilio Tadini. >

FiabeEmilio Tadini, di Simona Bartolena

Ed eccomi qui, ancora una volta, a scrivere un testo per quella che ormai è divenuta una piacevole tradizione: la mostra di Settembre a Burago Molgora. Come di consueto Marilena Buratti, infaticabile e appassionata ideatrice e organizzatrice di questo evento, mi ha invitato a collaborarvi ed io, ben volentieri, ho accettato. Anche quest’anno la scelta dell’artista ospite è stata condotta da Marilena all’insegna della qualità: dopo i maestri protagonisti dei precedenti appuntamenti, infatti, arriva a Burago un altro grandissimo nome del Novecento: Emilio Tadini. Scrittore, poeta, critico d’arte, drammaturgo, giornalista, artista… Tadini è stato uno dei più notevoli intellettuali italiani del secolo scorso: uno straordinario umanista che si è espresso su più fronti, senza confini, nella massima libertà ideologica, in un fertilissimo incontro di parola e immagine, pensiero e azione.

C’è un’opera di Tadini che mi ha sempre colpito (credo sia anche la prima opera dell’artista che io abbia incontrato nei miei studi): si intitola Magasins réunis e appartiene alle collezioni del Museo del Novecento di Milano. Tre manichini – un Superman, un militare con l’elmetto e una creatura dechirichiana – si offrono allo sguardo dei passanti nell’immaginaria vetrina di un grande magazzino. La società dei consumi è messa alla berlina, con ironia ma senza ferocia. Lo sguardo dell’artista indaga ma sembra non voler commentare, preferisce non dare giudizi né trarre conclusioni. Non c’è aggressività né sarcasmo, lo spettatore è libero di interpretare l’immagine come crede.

Emilio Tadini, Fiaba, 1998, Acrilici su tela, cm 146x114

Emilio Tadini, Fiaba, 1998, Acrilici su tela, cm 146×114

La grammatica della Pop Art (quella inglese soprattutto, si intenda, più di quella americana che Tadini apprezzava meno) è impiegata nella massima libertà e originalità. Egli ne coglie alcuni aspetti e li coniuga con citazioni di matrice assai diversa: dai manichini di De Chirico alla carica visionaria di Marc Chagall. Una capacità di mescolare le carte, di cogliere qua e là intuizioni da metabolizzare e trasformare in qualcosa di diverso che Tadini non smarrirà mai, sempre ostile com’è stato all’idea di appartenenza a questo o a quel gruppo, a questa o a quella corrente. Si osservino anche le opere in mostra, splendido esempio della sua produzione più recente. Ogni opera è un mondo in un cui cadere, un universo in cui farsi risucchiare. Piani sovrapposti, prospettive negate, superfici bidimensionali dai colori sgargianti accompagnano scene di meravigliosa complessità, da osservare con calma, in tutti i dettagli. Sono veri e propri racconti dalle mille chiavi interpretative.

Ciascuno è libero di leggere la propria trama, immaginare il proprio finale, affidare i ruoli a piacimento poiché l’artista suggerisce atmosfere, ritaglia immaginifici scenari, elabora personaggi in cerca d’autore che il fruitore dell’opera saprà fare suoi. Le sue figure non sono dei ritratti: proprio come i tre manichini di Magasins réunis, esse sono presenze collocate in contesti atemporali. Rappresentano categorie sociali, tipi umani – come le maschere del teatro classico – e abitano luoghi che, pur non essendo in alcun modo riconoscibili, ci sono stranamente famigliari. Con un linguaggio che pare mettere d’accordo il Bauhaus con la Metafisica, lo spirito delle Avanguardie più estreme con la logica della tradizione classica, Tadini mette in scena una disarmante commedia umana, una raffinatissima indagine sociale, in un suggestivo dialogo tra realtà e immaginazione.

Emilio Tadini, Fiaba dei tre pittori, 2000, Acrilici su tela, cm 200x150

Emilio Tadini, Fiaba dei tre pittori, 2000, Acrilici su tela, cm 200×150

Le sue opere sono pensate in serie. La sequenza sul medesimo tema pare essergli quasi necessaria, un modus operandi del quale, per sua stessa ammissione, non può fare a meno. Un processo creativo che prevede l’incontro di forme espressive diverse ma complementari – la scrittura, la pittura, la parola, la musica – per creare immagini che rappresentano l’intera umanità, che raccontano L’insieme delle cose, per citare il titolo di un suo libro molto significativo. Burago ospita dunque anche quest’anno una mostra di tutto riguardo, un omaggio a un grande artista e intellettuale italiano. Il pensiero corre inevitabilmente a una persona che avrebbe certo molto apprezzato e che, purtroppo, non ci sarà: Giorgio Stringhini. Vorrei dedicare a lui questo mio intervento.

Simona Bartolena

Emilio Tadini, Fiaba, 2000, Acrilici su tela, cm 61x50

Emilio Tadini, Fiaba, 2000, Acrilici su tela, cm 61×50

Emilio Tadini a Burago, “ fiabe “ nate da un percorso artistico prestigioso; effetto cromatico coinvolgente che cattura sensi e restituisce gioia. Cultore della libertà di pensiero e insofferente a classificazioni, l’artista nelle sue opere spazia, al di là dei limiti tra concreto e astratto. Grande conoscitore della tradizione classica arricchisce la sua tavolozza, la sua tela si riempie di migliaia di particolari narrativi in maniera disordinatamente dinamica, la realtà in cui vive ora l’uomo moderno, bombardata da simboli sempre più scombinati…quasi l’andare a teatro, un suo dipinto!

Marilena Buratti

Emilio Tadini, Il ballo dei filosofi, 1996, Tecnica mista su carta da pacco intelaiata

Emilio Tadini, Il ballo dei filosofi, 1996, Tecnica mista su carta da pacco intelaiata

Umberto Eco lo ha definito “uno scrittore che dipinge, un pittore che scrive“. Emilio Tadini ha vissuto quasi tutti gli aspetti dell’arte e della creatività. Siamo orgogliosi di ospitare le sue opere in occasione di “Burago in Festa 2013”. Il nostro prestigioso appuntamento annuale con i grandi artisti contemporanei si arricchisce ogni anno di un colore o di una forma diversa per scoprire insieme emozioni sempre nuove. Vi aspetto e vi invito a promuovere l’evento; lo sforzo e la sensibilità che queste iniziative richiedono può essere ripagato solo dal vostro entusiasmo.

Angelo Mandelli, Sindaco reggente

Emilio Tadini, Lino, 1996, Tecnica mista su carta da pacco, 32x32

Emilio Tadini, Lino, 1996, Tecnica mista su carta da pacco, 32×32

Emilio Tadini

Emilio Tadini – leggi tutti gli articoli dedicati a Tadini da Milano Arte Expo – nasce a Milano il 5 giugno 1927. Suo padre, tipografo, è appassionato di letteratura. Orfano di mamma viene allevato dalla nonna e dalla zia, insegnante di formazione montessoriana. Laureatosi in Lettere, pubblica nel 1947 il poemetto La passione di San Matteo sul “Politecnico” di Elio Vittorini, il primo di una lunga serie di scritti teorici, romanzi, raccolte di poesie, saggi, testi critici che lo rendono una delle voci più vive e originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra. Agli inizi degli anni Cinquanta conosce Antonia Perazzoli che sposa nel luglio del 1958 e dalla quale avrà due figli, Francesco e Michele. Negli stessi anni inizia anche la sua carriera di pittore. La sua prima mostra personale è del 1961 alla Galleria del Cavallino a Venezia; dal 1965 espone regolarmente allo Studio Marconi di Milano, distinguendosi subito come uno dei protagonisti della scena artistica italiana. Seguiranno numerosissime e prestigiose mostre, in Italia e all’estero. Per molti anni scrive sul “Corriere della Sera” e svolge la professione di giornalista, anche televisivo, occupandosi di cultura. Dal 1997 al 2000 presiede l’Accademia di Brera. Nel 2001 Palazzo Reale di Milano ospita un’importante retrospettiva. Nel 2007 è la volta di una grande mostra presso la Fondazione Marconi, la Fondazione Mudima e l’Accademia di Brera, in occasione della quale viene pubblicato un ampio volume dedicato al lavoro dell’artista. Tadini muore nel 2002, nella sua città.

Le opere degli artisti scelti da Marilena Buratti per l’omaggio a Emilio Tadini:

Isa Locatelli - in omaggio a Tadini - La fiaba del pescatore, 2013, Pittura e collage, cm 100x70

Isa Locatelli – in omaggio a Tadini – La fiaba del pescatore, 2013, Pittura e collage, cm 100×70

Remo Lorenzetti - in omaggio a Tadini - Sogno, 2013, tecnica mista su carta, cm 50x35

Remo Lorenzetti – in omaggio a Tadini – Sogno, 2013, tecnica mista su carta, cm 50×35

Enrico Lazzini - in omaggio a Tadini - Film, 2013, Acrilico su tavola, cm 32x53

Enrico Lazzini – in omaggio a Tadini – Film, 2013, Acrilico su tavola, cm 32×53

Fabio Grassi - in omaggio a Tadini - L'albero rosso, 2013, Acrilico su cartone, cm 31,3 x 31,5

Fabio Grassi – in omaggio a Tadini – L’albero rosso, 2013, Acrilico su cartone, cm 31,3 x 31,5

Nicoletta Bagatti - in omaggio a Tadini - Ricordo e realtà, 2013, Olio su tavola, cm 60x60

Nicoletta Bagatti – in omaggio a Tadini – Ricordo e realtà, 2013, Olio su tavola, cm 60×60

Eventi expo e inaugurazioni mostre settembre 2013 a Milano e dintorni:

per la rassegna I Maestri del 900, ideata e organizzata da Marilena Buratti:

Emilio Tadini FIABE

Burago di Molgora

Sala Consiliare Comune di Burago di Molgora

e, in omaggio a Tadini, opere di:

Isa Locatelli, Nicoletta Bagatti, Fabio Grassi, Enrico Lazzini, Remo Lorenzetti

Dal 6 settembre 2013 al 16 settembre 2013, nel contesto dell’evento pubblico annuale Burago in Festa 2013

Mostra e Catalogo – Curatela e Direzione artistica: Marilena Buratti, Fotografie delle opere: Andrea Cereda, Testi: Simona Bartolena. Progetto grafico del catalogo: Andrea Cereda, stampa: Tipografia Scotti.

mostre Milano settembre 2013

mostre Milano settembre 2013

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’ufficio stampa della mostra di Emilio Tadini, Fiabe, e in particolare Marilena Buratti ideatrice dell’evento per il Comune di Burago di Molgora, per le notizie, il testo di Simona Bartolena e le immagini fotografiche relative alle opere di Tadini e agli omaggi artistici di Isa Locatelli, Enrico Lazzini, Remo Lorenzetti, Nicoletta Bagatti, Fabio Grassi.

milano arte expo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *