Festival Oriente Occidente: danza, teatro, ricerca, tradizione, dal 29 agosto 2013

danza-contemporanea_festivalorienteoccidente2013-milano-arte-expoGiovedì 29 agosto inaugura il festival di danza e teatro ORIENTE OCCIDENTE incontro di culture.

Si svolge a Rovereto dal 29 agosto al 8 settembre 2013. L’edizione 2011 – Sulle rotte di Ulisse Danze, culture e incroci nel Mediterraneodedicava la sua attenzione al Mediterraneo, la programmazione di quest’anno volge lo sguardo sull’Europa.

«L’Europa ha molte storie da raccontare. Sarebbe bello se le unissimo al fine di dar vita a una narrazione comune». Petros Markaris, Tempi bui, Bompiani, 2013

COMUNICATO STAMPA

Il festival Oriente Occidente, nato nel 1981 in Trentino a Rovereto, città da sempre aperta al gusto del nuovo, del moderno, della ricerca culturale e delle sue tendenze, è un contenitore e una vetrina di ricerca e di tendenza, come di scambi e incroci tra culture e tra generi e linguaggi della scena contemporanea. È riconosciuto come uno dei più importanti Festival europei di danza contemporanea e di teatrodanza. Negli anni ha ospitato compagnie e artisti tra i più importanti e significativi della scena della danza internazionale.
Lo spirito del Festival nei suoi
trentatre anni di attività è stato quello di mettere in scena le reciproche influenze esercitate nel Novecento dalla tradizione artistica orientale sulla sperimentazione occidentale e viceversa. Oriente Occidente è così un viaggio circolare tra teatro e danza, ricerca e tradizione, identità e innovazione. Il programma prevede inoltre una sezione dedicata al coinvolgimento delle realtà giovanili territoriali, con l’obiettivo di offrire occasioni creative e produttive per i giovani coreografi e danzatori trentini.

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Carte Blanche

[…] Divisa per decenni da un muro, tangibile e ideologico, tra Est e Ovest, oggi l’Europa pare trovarsi di fronte a una nuova frattura che traccia questa volta una linea di demarcazione tra Nord e Sud.
Non più check point, metri verticali di cemento né cortine di ferro si frappongono, a oltre vent’anni dal crollo dei sistemi comunisti, tra due idee di Europa.
La recente divisione tra Nord e Sud, messa a nudo dall’acuirsi della crisi economico-finanziaria, si misura in termini di robustezza economica e stato sociale, nonché status dei diritti. È una divisione che, contrapponendo decantate capacità a fragilità strutturali, innalza nuovi muri di separazione, alimenta distanze e rischia di relegare il Sud a scomoda periferia.

Ancora una volta, il progetto di unione europea deve confrontarsi con fattori di disunione. In tale contesto si può dunque cercare, e trovare, un elemento di congiunzione, affinché il processo di integrazione europea non naufraghi, insieme ai Paesi più vicini al Mediterraneo? La cultura è uno dei fondamenti necessari a una visione di Europa comune. Il dibattito sul futuro dell’Europa pone al centro proprio la cultura quale componente imprescindibile per alimentare un sentimento di appartenenza a un destino collettivo, uno sviluppo sostenibile, un progresso calcolabile anche in tassi di civiltà. La storia narra di come l’Europa e gli Europei siano pervasi dalle differenze, a partire dall’assenza di una lingua comune. Narra anche di come tali differenze abbiano contribuito, dal secondo dopoguerra a oggi, alla costruzione di una grande visione che affonda le radici nella democrazia e nella pace. La cultura è il filo che intreccia differenze restituendo empatia, che amalgama confini avvicinando cittadinanze. Attraversando l’Europa dal Nord al Mediterraneo, dall’Est all’Ovest, cerchiamo con questa edizione di Oriente Occidente di ricucire un abito comune, di riunire tasselli sparpagliati di un mosaico che ci restituisca l’immagine di un «noi». Lo facciamo attraverso la danza, in un Festival che da sempre esplora mondi lontani per sentirseli più vicini, per contrapporre agli scontri di civiltà gli incontri di culture, nella convinzione che la costruzione di un’Europa comune passi necessariamente dalla predisposizione di un dialogo fra culture.[…]”

Il Presidente Paolo Baldessari; I Direttori Artistici Lanfranco Cis e Paolo Manfrini

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Aura Dance Theater

Dodici prime nazionali, undici Paesi del vecchio continente coinvolti.

Il finlandese Tero Saarinen Company, con Hunt, reinterpreta con il linguaggio contemporaneo La sagra della primavera di Stravinskij, e con Gaspard, propone unacoreografia per cinque danzatori creata sulla composizione per piano Gaspardde la nuit di Maurice Ravel. Il coreografo e danzatore Tero Saarinen introduce al suo stile originale, che prende spunti dal balletto classico, dalla danza contemporanea, dal Butoh e dalle arti marziali, creando produzioni considerate “opere d’arte totali” di forte impatto visivo, combinate spesso con la musica dal vivo. La compagnia nazionale di danza contemporanea Carte Blanche presenta la sua nuova creazione Not Here / Not ever del coreografo tibetano Sang Jijia, in cui i danzatori offrono un audace incontro tra le culture norvegese e del Sud-Est asiatico.

Plateau effect è il titolo della coreografia di Jefta van Dinther creata per il Cullberg Ballet di Stoccolma, una performance che intende disorientare e sfidare chi vi assiste, amalgamando a tutta velocità coreografia, luci e suoni, in una ricerca rivolta ad approfondire i processi di percezione e di contaminazione dei sensi.

Dalla Lituania alla Repubblica Ceca, fino alla Russia, l’Est Europa è presente al Festival con lo spettacolo Medeas di Birute Letukaite dell’Aura Dance Theater, e con la compagnia 420PEOPLE di Václav Kuneš, che propone le due produzioni Wind-up e Small hour. La Russia è rappresentata da due spettacoli: Wings at Tea e Sepia del Provincial Dance Theatre di Yekaterinburg, e The Crone, un mix di danza, teatro, cartoon, comics e video del Kinetic Theatre di Mosca, coreografato da Alexander Pepelyaev.

È una produzione franco-tedesca Monchichi della Company Sébastien Ramirez, che ci riporta nel centro dell’Europa, ma guardando sempre alla contaminazione di generi e culture: nello spettacolo, Sébastien Ramirez e Honji Wang si confrontano con i fenomeni che riguardano l’interculturalità e le differenze, alla ricerca di un punto d’incontro.

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Tero Saarinen

Il flamenco sarà presnete al Festival grazie all’intervento della giovane danzatrice e coreografa Rocío Molina, che con Vinática accompagna il pubblico nella tradizione coreutica spagnola, vista e reinterpretata con gli strumenti e le visioni del presente.Dalla Spagna l’itinerario si espande verso il Sud Europa, facendo tappa anche in Italia: la Compagnia Indaco di Laura Boato, vincitrice della scorsa edizione del concorso coreografico Danz’è, presenta la coproduzione del festival On the market, progetto articolato in tre quadri – Incarnation, Beauty, Art – che indaga su come il «mercato» entri nelle vite delle persone, filtrando e modificando l’apparire delle cose.

La Grecia, lacerata dalla crisi, è nella fisicità forte ed esplosiva della compagnia Rootlessroot di Atene, che con lo spettacolo-manifesto Kireru invoca dal palcoscenico l’urgenza della ricerca di una nuova identità, che germogli dalle macerie di una cultura occidentale in declino.

Il Festival Oriente Occidente
è organizzato da

Associazione Incontri Internazionali
con sede a Rovereto TN
Corso Rosmini 58
T +39 0464 431660
F +39 0464 421404
http://www.orienteoccidente.it/
festival@orienteoccidente.it

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