Operaestate Festival 2013: Marie Chouinard in prima nazionale e spettacoli di danza fino a fine agosto.

danza contemporanea festival OperaEstate2013 milano arte expoIl Festival Veneto Operaestate dal 1981 presta attenzione e spazio alla danza. In questa edizione ha presentato in prima nazionale Henri Michaux Mouvements e Gymnopédies, due creazioni di una delle coreografe internazionali maggiormente ispirate, la canadese Marie Chouinard. Ha preso spunto per questo suo nuovo lavoro dall’opera Mouvements del poeta e pittore belga Henri Michaux, e ha messo in scena danzatori sensazionali, scenografie come vere e proprie opere d’arte, costumi che dialogano con la scena come proiezioni tridimensionali della stessa.

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Marie Chouinard

Marie Chouinard è una notevole presenza sui palcoscenici mondiali da più di due decenni. La sua coreografia innovativa indaga la poetica del corpo in modo immediato e sempre sorprendente. Le sue creazioni possono spesso essere percepite come provocatorie, sono percorsi verso la libertà e la compassione, dove l’umorismo è possibile e la bellezza è onnipresente. Anche in questa prima nazionale non sono mancati tutti questi elementi della sua ricerca.

Henri Michaux Mouvements rende parole e immagini stilizzate movimento sul palco, in un costante gioco di rimandi tra l’azione dei performer e i segni grafici che prendono vita con rigore ed eleganza. Il libro di poesie e disegni dal poeta e artista belga spesso lotta con il conflitto tra la propria vita interiore e quella esteriore. Il libro idiosincratico, pubblicato a Parigi nel 1951, è composto da circa 15 pagine di poesia e 64 pagine di disegni ad inchiostro, raffiguranti figure multiformi che Marie Chouinard ha preso piacere nel leggere letteralmente, da sinistra a destra, pagina per pagina, come un coreografico punteggio.

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Henri Michaux Mouvements, Cie Marie Chouinard

Gymnopédies immergeundici danzatori nel giocoso, magico, classico e inprevedibile mondo dei duetti danzati. Un atto unico eseguito al suono di tre composizioni chiamate congiuntamente “Gymnopédies” che portano la firma del maestro del modernismo Erik Satie. Tra palle brillantinate e fiamme scintillanti questo nuovo pezzo pone lo sguardo su un paesaggio onirico, mettendo in scena scatti insoliti di quotidiane vite di coppia. Momenti perfetti per stare insieme, come accade a due persone chiamate a condividere uno spazio comune, tanto nella vita quanto nella danza. Marie Chouinard è coreografa, danzatrice, performer con sede a Montreal. Lavora dal 1978 per costruire un diverso corpus coreografico, che si è guadagnato il suo posto centrale nella danza contemporanea e la scena artistica. La Compagnie Marie Chouinard è stata fondata nel 1990 e si è esibita più volte in tutti i grandi palcoscenici del mondo, e ha partecipato a prestigiosi festival internazionali. Chouinard ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo al mondo della danza e delle arti.

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Cie Marie Chouinar, Gymnopedies

Dopo l’evento della compagnia Canadese, nelle prossime settimane si susseguono diversi spettacoli e performance di danza.

Martedì 20 agosto 2013, Francesca Foscarini, vincitrice del Premio Equilibrio, è a OperaEstate con una serata che raccoglie alcuni soli, alla Chiesa del Torresino.

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Francesca Foscarini

Giovedì 22 agosto 2013, Alma Söderberg coreografa, performer e musicista recentemente diplomata all’SNDO, il dipartimento di coreografia della Scuola d’Arte di Amsterdam presenta Travail una performance che fonde sapientemente musica, ritmo, voce e canto in relazione al movimento e alla danza. Un’esperienza coreografica che sperimenta la pratica di raccogliere frammenti di parole, immagini, spazi, colori, texture, qualunque cosa possa catturare l’attenzione durante la lettura di un giornale, ricomponendo il tutto in un originale collage fatto di suoni e movimenti. Teatro Remondini.

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TRAVAIL, Alma Aderber

Manfredi Perego propone Attraversa-Menti, un progetto di improvvisazione nel quale il performer lascia che lo spazio che lo vede ospite lo attraversi, lasciandogli suggestioni ed emozioni. Le sensazioni raccolte nei momenti precedenti la performance si rielaborano in una visione coreografica istantanea ed astratta, che sarà specifica e peculiare per ogni luogo; Palazzo Sturm. Marco D’Agostin è sul palco con Per non svegliare i draghi addormentati: due storie accomunate dal solo desiderio di galoppare veloci…Cosa ne è di un principe spogliato del proprio scettro e della propria corona e ritrovato una mattina su una spiaggia deserta? E di chi, molto lontano da lì, è rimasto a riempire una stanza vuota?

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the shape of necessity, pelma, Lia Haraki

Venerdì 23 agosto 2013, Lia Haraki, performer di Cipro, è in scena con The Shape of Necessity, un viaggio all’interno di due esistenze che vivono sulla propria pelle l’esperienza della condivisione. Come novelli Adamo ed Eva due splendidi danzatori definiscono un vocabolario di incontro/scontro tra maschile e femminile. “The shape of necessity” parla d’amore, del bisogno dell’altro per trovare il proprio equilibrio. Sharon Fridman & Arthur Bazin, con ¿Hasta Donde…? indagano le vere fondamenta della fiducia: una lotta tra due lati, le facce interne di una stessa medaglia; è una riflessione sulla manipolazione a cui ci sottoponiamo per poterci spingere… fino a che punto? Fino a che punto possiamo dare all’altro, quanto si può soffrire, fino a che punto ci si può lanciare o essere lanciati? I danzatori si spingono ai limiti della manipolazione con l’obiettivo di trovare un luogo comune, in cui si possa concedere il 100%, sostenendo l’altro e avendo fiducia in lui. Ogni movimento è carico di libertà in cui improvvisare e decidere quale direzione prendere: è l’opportunità che l’altro corpo dà. Questo è il concept della pièce: andare fino ai limiti della manipolazione fisica tra due corpi e cominciare ad abbattere muri. Il lavoro di Sharon Fridman nasce dalla connessione tra le persone, i loro corpi e le loro anime, e dalla costruzione della relazione che si sviluppa durante la collaborazione e l’incontro.

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¿Hasta Donde…?, Sharon Fridman & Arthur Bazin

Un’originale coreografa cipriota –Milena Ugren Koulas, che si è affermata sulla scena internazionale grazie ad uno stile secco e potente, presenta She Who Stays. Prima parte di una ricerca ispirata alle vergini giurate: donne che dovevano diventare uomini. Le vergini giurate sono donne che fanno voto di castità e indossano abiti maschili per vivere come uomini nella società patriarcale occidentale dei Balcani. La tradizione delle vergini giurate così com’è, si è sviluppata a partire dal “Kanun”, antico codice consuetudinario. Il Kanun non è un documento religioso, eppure ad esso molti gruppi si sono ispirati nella Chiesa Cattolica e in quella Ortodossa, come pure i Mussulmani. Secondo le leggi del Kanun le donne sono trattate come proprietà della famiglia. Laddove si invocano i principi del Kanun le donne sono private di molti diritti umani, sono considerate quasi alla stregua degli animali. Il Kanun dice: “Una donna è una sacca fatta per sopportare”. Dopo Manfredi Perego seconda incursione nelle sale di Palazzo Sturm con Marta Bevilacqua, interprete che ha collaborato con le principali compagnie di danza contemporanea italiane prima di intraprendere un rigoroso percorso autorale. La sua ricerca si concentra su come la corporeità sia stata modificata dalla cultura e su quanto la natura influisca ancora su di essa. Ad Operaestate porta Schnurrbart, lavoro che indaga il rapporto tra una danzatrice e un filosofo: sullo sfondo Friederich Nietzsche, in primo piano la sua personale ricerca coreografica.

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SCHNURRBART, Marta Bevilacqua

Sabato 24 agosto 2013, ancora Marco D’Agostin con Last day of all. Un lavoro che, mescolando danza e video, investiga il temaInvecchiare e rappresentare l’età nella Sagra della Primavera”,del Progetto Europeo Act Your Age. Elena Giannotti con Lo sguardo del cane è il terzo appuntamento con la danza al Museo Civico di Bassano. Lo Sguardo del Cane fa parte di una serie di composizioni chiamate “RIA (Rider In Arena)”. L’assolo esplora la relazione tra l’interprete e gli elementi eterei della performance, quello che si afferra della visione, la trasmissione da occhio a occhio. La coreografia circola intorno alla discontinuità fra ciò che viene fatto, ciò che viene visto e i resti della nostra esperienza. Il lavoro mette il danzatore al centro di una matassa coreografica, dove strati di struttura diventano come fantasmi. I movimenti, intricati e minimalisti, vengono eseguiti con precisione e dimenticanza.

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Elena Giannotti, credit Eamonn Omahony

Tiziana Bolfe e Matteo Maffesanti in Formes changed into new bodies indagano in che modo riconosciamo l’altro dopo che abbiamo posato su esso il nostro sguardo e aggiunto la nostra visione. UNTITLED_I will be there when you die il nuovo lavoro di Alessandro Sciarroni è una pratica performativa e coreografica sul passare del tempo che nasce da una riflessione sull’arte di manipolare con destrezza gli oggetti: la giocoleria. Il lavoro rappresenta il secondo capitolo di una ricerca sui concetti di sforzo, costanza e resistenza, intitolato “Will you still love me tomorrow?”. Dopo aver affrontato i balli della tradizione popolare tipici dell’area bavarese e tirolese con “Folk-s”, nel quale Alessandro Sciarroni ha chiesto ad un gruppo di danzatori contemporanei di studiare i complicati passi dei “battitori di scarpe” (dal nome della danza: Schuhplattler) e di performarli ossessivamente come metafora della lotta della tradizione all’interno della contemporaneità, in questo nuovo lavoro il Toss juggling (lancio di oggetti) evoca la fragilità dell’esistenza umana. Uno straordinario collettivo artistico composto da danzatori, coreografi e musicisti che dall’Austria che si è imposto sulla scena internazionale –The Loose Collective – presenta The old testament, l’ambizione di mettere in scena integralmente “Il Vecchio Testamento”, pur se osservato dal loro singolare punto di vista. Un’impresa titanica, che il gruppoaffronta come grande utopia, espressione di ambizioni umane e frustrazioni incontrollate. Un montaggio fisico e musicale, che mette insieme elementi di questo enorme corpus letterario giocando con i generi più disparati e mischiando le carte come in un grande gioco di associazioni e collegamenti dagli esiti imprevedibili. Un progetto che utilizza i metodi della performance contemporanea, applica la tecnica del cut-up a scene di massa, alterna testi campionati a cori neo-barocchi, il beat-boxing al post-punk, trasformando un grande testo sacro in qualcosa che fa venire in mente un musical cubista, pur senza esserlo.

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The Loose Collective, The Old Testament, © The Loose Collective

Domenica 25 agosto 2013 due danz’autrici fuori dagli schemi, Martina La Ragione e Valentina Buldrini, scelgono di “usarsi” per raggiungere un proprio desiderio: restituire al corpo tutto quello che non dovrebbe mostrare agli altri, una non-identità, ciò che agli occhi di chi guarda potrebbe apparire ingiusto, strano, distorto. Questo è il loro Will.

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Martina La Ragione e Valentina Buldrini, Will

Giorgia Nardin, nell’ultimo pomeriggio con la danza contemporanea a Palazzo Sturm, propone una creazione nata dal Progetto Choreoroam Europe. Un lavoro sospeso tra ambiguità e trasformazione che prende spunto dai momenti di passaggio che attraversano ogni vita. Due corpi che, rimanendo esposti ed aperti, offrono agli occhi di chi guarda l’essenza di un cambiamento interiore, che pulsa sotto pelle. All Dressed Up With Nowhere To Go vuole indagare il momento della transizione, ricercando lo stato necessario per intraprendere un percorso in costante divenire. Eleana Alexandrou, con WONDER?LAND, propone una performance satirica su Cipro come nazione, come società e come democrazia. Un lavoro sulla natura, sugli artisti e sulla natura artistica; ma anche sui neri, i gay, i disabili, i grassi, i bassi, i vecchi, su genitori e figli, insomma sulle cose della vita… e poi sulla sete di potere, sulle responsabilità sociali e politiche che sono in costante conflitto con il bisogno dei normali cittadini di riuscire a vivere decorosamente. Una riflessione agrodolce sulla situazione attuale di Cipro, nata da un’artista che, almeno per il momento e nonostante tutto, ha scelto di continuare a vivere nel suo paese.

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Operaestate Festival2013

http://www.operaestate.it/category/operaestate-festival/

http://www.operaestate.it/category/bmotion/

Biglietteria del Festival 0424 524214
Via Vendramini 35 Bassano

operaestate@comune.bassano.vi.it

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