Rencontres d’Arles 2013 festival fotografico – di Paola Riccardi – Milano Arte Expo Fotografia

Rencontres d'Arles 2013 - festival fotografico di Arles

Rencontres d’Arles 2013 – festival fotografico di Arles

Rencontres d’Arles 2013, devozione e nostalgia per la fotografia della tradizione – di Paola Riccardi per Milano Arte Expo. Al festival fotografico di Arles, quest’anno Arles in black, le scelte espositive gettano amorevolmente uno sguardo retrospettivo sulla grande fotografia dei decenni passati. Negli edifici più storici e suggestivi della bella cittadina provenzale sono visitabili fino al 22 settembre 2013 numerose antologiche che offrono percorsi di grande interesse tra le immagini di fotografi consacrati ma anche mostre di riflessione concettuale e antropologica sulla fotografia e alcune piacevoli suggestioni, o sperimentazioni, di sapore quasi nostalgico. Tutte presentate in bellissime location e con un apprezzabile taglio critico e interpretativo ottimizzato da allestimenti ineccepibili, materiali video aggiuntivi, statement sintetici e chiari ma soprattutto scelte di soggetti che, dribblando tra le immagini più note di molti celebri autori, rimettono in valore capitoli anche meno visti del loro lavoro, come nel caso degli inediti bianchi e neri di Guy Bourdin o degli album familiari di Jacques Henri Lartigue. Dopo anni di predominio del colore, della fotografia digitale, dei grandi formati, la fotografia in bianco e nero è centro tematico di questa edizione, che si interroga sul posto che essa occupa oggi nella fotografia: “Realismo o finzione, poesia, astrazione o pura nostalgia?”  > 

E poi molte proiezioni, un variegato circuito off e tracce di fotografia ovunque, da piccoli preziosi spazi privati ai muri della città, come un buon festival di fotografia richiede. Del resto i Rencontres d’Arles vantano una lunghissima tradizione (dal 1969) e Francois Hebel, direttore artistico di svariate edizioni come di questa è persona di fine cutura e indubbia esperienza (1986 la prima edizione curata e poi ancora dal 2000). Un festival che produce o co-produce la totalità delle mostre che espone e che non fa commercio di fotografia con finalità di collezionismo. Un evento concepito con determinazione per capire e gustare collettivamente l’arte fotografica, fortemente sostenuto dalla municipalità e dall’intera città, nutrimento prezioso per gli addetti ai lavori quanto per gli estimatori della fotografia.

Volendo fornire qualche suggerimento per orientarsi tra le tante esposizioni proposte, davvero impossibili da citare tutte e quasi anche da visitare se non in almeno tre piene giornate (per il programma completo http://www.rencontres-arles.com/) ci tengo a segnalare, in un tentativo di ordine di gradimento, le mostre che ho trovato più interessanti.

Alfredo Jaar. The politics of images [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 06 – Èglise de Frères-Prêcheurs]

Sono riunite nell’esposizione alcune celebri installazioni dell’artista cileno Alfredo Jaar che riflettono su temi imprescindibili legati alla comunicazione: lo sfruttamento e la manipolazione delle immagini di news da parte dei media, la spettacolarizzazione della fotografia di reportage, la pretesa oggettività della fotografia fotogiornalistica, tutti temi resi evidenti da installazioni che scelgono un linguaggio di estrema sintesi visiva e di chiara concettualità. Nel percorso tematico, perfettamente architettato anche da un punto di vista spaziale, vengono evocati il Cile degli anni della dittatura, il genocidio del Rwanda e come esso è stato malamente comunicato dalla stampa americana, la cattura di Bin Laden. Sorprendente l’impatto emotivo che suscita l’opera (qui sotto a sin.), installata in una nicchia della scarna chiesa gotica, che afferma l’impossibilità di visualizzare il genocidio e le sue atrocità con tante scatole chiuse che contengono ognuna una fotografia del genocidio in Rwanda che l’autore propone allo spettatore di non guardare ma di immaginare leggendo solo la didascalia, in uno scenario che evoca un freddo campo di lapidi. Una mostra che investe lo spettatore di emozioni profonde e di riflessioni amare e che esprime una chiara posizione ideologica e schierata, pienamente condivisibile. Vederla a inizio rassegna mi ha collocato nella giusta disposizione mentale per guardare tutto il resto.

Rencontres d'Arles 2013 - Alfredo Jaar. The politics of images [esposizione 06 - Èglise de Frères-Prêcheurs]

Rencontres d’Arles 2013 – Alfredo Jaar. The politics of images [esposizione 06 – Èglise de Frères-Prêcheurs] – alcune delle installazioni di Jaar in mostra trattano i temi della spettacolarizzazione della fotografia di news e dello sfruttamento ad opera dei media © Alfredo Jaar

Jacques Henri Lartigue. Bibi [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 05 – Èglise des Trinitaires]

Inno alla bellezza, eleganza e sensualità della moglie Bibi, sposata nel 1919 e con lui fino al 1931, la mostra raccoglie moltissimi begli scatti familiari che mostrano la libertà di spirito, vitalità e leggerezza del loro quotidiano e una poetica visiva che non emerge dalle fotografie sportive e di automobili a cui il pubblico è più tradizionalmente abituato. In mostra anche molti pagine album originali che forniscono preziose informazioni sul gusto compositivo e impaginativo dell’autore e alcune belissime diapositive stereoscopiche. Colpisce la modernità dei tagli e dello sguardo – da non dimenticare che Lartigue era anche pittore. Una biografia per immagini capace di penetrare soprattutto il personaggio J.H. Lartigue (1894-1986). Ebbe poi altre bellissime donne ma queste fotografie testimoniano gli “anni d’oro” del loro legame. Affascinante.

Rencontres d'Arles 2013 - Jacques Henri Lartigue. Bibi [esposizione 05 - Èglise des Trinitaires]

Rencontres d’Arles 2013 – Jacques Henri Lartigue. Bibi [esposizione 05 – Èglise des Trinitaires] – un ritratto di Bibi a colori, a Chamonix nel 1920, in luna di miele nel 1919, al mare e in barca con amici tutte le immagini © J.H.Lartigue

Sergio Larrain. Retrospective [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 01 – Èglise Sainte-Anne] La mostra presenta un ampio excursus all’interno della lavoro del fotografo cileno, nato nel 1931 e scomparso lo scorso anno, che mette in evidenza il valore storico e testimoniale di un reporter sociale ante-litteram su temi come la povertà e l’infanzia deprivata. Commuove un filmato anni ’50 di un gruppo di bambini orfani e senzatetto girato “con amore”. Le immagini di Larrain, di cui resta intimenticabile il volume Valparaiso, con testi di Pablo Neruda, colpiscono per la vivezza reportagistica ma anche per l’estrema poesia; informano sulla storia sociale degli anni ’50 riempiendo lo spettatore di un senso di vaga nostalgia e di insperata bellezza. Larrain diceva: “Una buona fotografia nasce da uno stato di grazia e la grazia arriva quando ci liberiamo dalle convenzioni”. Insieme al Cile, decisamente il capitolo più emozionante, molti altri i Paesi fotografati. Xavier Barral ne ha pubblicato un’importante monografia.

Rencontres d'Arles 2013 - Sergio Larrain. Retrospective [esposizione 01 - Èglise Sainte-Anne]

Rencontres d’Arles 2013 – Sergio Larrain. Retrospective [esposizione 01 – Èglise Sainte-Anne] – tutte le immagini © Sergio Larrain /Magnum Photos/Contrasto

Fenomenale ironia e profondità nel lavoro di Gilbert Garcin [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 18 – Parc des Ateliers] come anche la particolarità del suo percorso artistico, iniziato nel 1985 in tarda età e portatore di saggezza distillata in una sintesi espressiva massima, pur se intrisa di sottili o più evidenti riferimenti alla storia e alla cultura artistica e letteraria europea, da Pirandello a Hitchcock, dalla fotografia alla pittura espressionista, lasciando lo spettatore assolutamente libero nel suo gioco di associazioni ma riconfermando immancabilmente in ogni immagine la corrispondenza evidente con un significato aforistico e metaforico denso di acuta riflessività sulla vita e sull’uomo. Garcin lavora con una tecnica di fotomontaggio ed assemblage che ripone nel bianco e nel nero tutta la forza espressiva del proprio linguaggio visivo. Un corpo di lavoro di estrema compattezza stilistica e varietà tematica, che sa compiere con il sorriso una profonda riflessione sull’immanenza della vita. Un autore che rimane assolutamente nel cuore.

FOTOGRAFIA - Rencontres d'Arles 2013 - Gilbert Garcin [esposizione 18 - Parc des Ateliers]

FOTOGRAFIA – Rencontres d’Arles 2013 – Gilbert Garcin [esposizione 18 – Parc des Ateliers] – Da sinistra: L’ambizione, L’ultima linea, Niente è perfetto, Comunicare © Gilbert Garcin

Guy Bourdin. Untouched [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 03 – Espace Van Gogh ] Sorprendenti gli inediti giovanili bianco e nero di Guy Bourdin che, nato nel 1928 e scomparso nel 1991, ha poi sviluppato uuno stile assolutamente unico e archetipico nella fotografia di moda,  assolutamente riconoscibile per un uso molto personale del colore, per tagli, composizioni e inquadrature particolari e per pose non convenzionali delle modelle Abituale e prestigioso collaboratore di Vogue, Bourdin ha lasciato un’impronta nel cui solco è passata gran parte della fotografia di moda degli anni ’80 e ’90. E’ interessante vedere da dove è partito nei provini d’epoca e nelle stampe presentate  nelle sale e gustare in una proiezione finale il meglio della sua Fashion photography.

FOTOGRAFIA - Rencontres d'Arles 2013 - Guy Bourdin. Untouched [esposizione 03 - Espace Van Gogh]

FOTOGRAFIA – Rencontres d’Arles 2013 – Guy Bourdin. Untouched [esposizione 03 – Espace Van Gogh] – autoritratto, 1954 inedito – le foto di moda più note scorrono nella proiezione – tutte le immagini © Guy Bourdin

Gordon Parks. An American Story [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 20 – Parc des Ateliers]  Per la prima volta in Francia il lavoro del mitico Gordon Parks, primo fotografo nero del gruppo Farm Security Administration e poi celebre reporter di Life. Dalle gang di New York degli anni ’50 alle battaglie per i diritti civili degli anni ’60 e ’70, Parks, fotografo e cineasta, infaticabile attivista, ha realizzato anche bellissime fotografie di moda e ritratti. Una retrospettiva davvero corposa che sceglie un allestimento fitto ma scarno, con tre sale di proiezione all’interno e un ambiente che per atmosfera riporta vagamente agli interni dell’America povera. In proiezione diversi tra i suoi film e spezzoni di interviste che lo raccontano in tutta la sua grandezza e umanità.

Rencontres d'Arles 2013 © Gordon Parks Magnum Contrasto - famiglie povere negli stati del sud e ritratto di Ingrid Bergman a Stromboli

Rencontres d’Arles 2013 © Gordon Parks Magnum Contrasto – famiglie povere negli stati del sud e ritratto di Ingrid Bergman a Stromboli

Piacevolissima la mostra di Pierre Jamet [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 11 – Parc des Ateliers] sugli ostelli della gioventù in Francia dopo la vittoria del Fronte popolare nel 1936, da cui emerge quella solarità e vitalità che tutti conosciamo degli anni della giovinezza e dei momenti di vacanza in gruppo con gli amici, ma che testimonia anche di un Paese e una cultura giovanile che, diversamente dall’Italia schiacciata dal fascismo e da un atavico perbenismo, godeva contrariamente di libertà, disinibizione, apertura mentale. In parete e in bacheche molti vintage originali con un effetto piacevolmente nostalgico. In viaggio con Dina Vierny (modella dello scultore Artistie Maillol) e con l’amico Sacha, emerge anche tutta la forza e l’intimità del loro legame di amicizia e affinità.

FOTOGRAFIA - Rencontres d'Arles 2013 - Pierre Jamet [esposizione 11 - Parc des Ateliers]

FOTOGRAFIA – Rencontres d’Arles 2013 – Pierre Jamet [esposizione 11 – Parc des Ateliers]

Erik Kessels. Album Beauty [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 07 Palais de L’Archevéché]. La mostra-installazione di Kessel, omaggio spassionato all’album di fotografie e alle sue trasformazioni nei decenni, diverte, intenerisce ma pone anche una serie di riflessioni. Chi non si è ritrovato negli album visti a casa dei nonni o nelle fotografie anni ’70 scattate con le prime compatte? Un senso di nostalgia rafforzato da effetti visivi a trompe l’oeil che riproducono in grande formato pagine di album o fotografie di scene familiari che tutti noi conosciamo e possediamo, una riflessione sulla destinazione delle migliaia di fotografie che ogni famiglia ha raccolto per il racconto privato della propria vita e sul fatto che, con il digitale, quegli album non esisteranno più.

La mostra culmina nell’installazione “24 hrs of photo” (a lato); un cumulo di decine di migliaia di fotografie come a suggerire che quegli oggetti d’affezione che sono per ognuno di noi le fotografie dei momenti migliori, viste nel loro insieme si svuotano di valore e di senso trasformandosi in quello che potrebbe sembrare un grande cumulo di spazzatura. Inoltre il digitale porta con sè una iperproduzione di scatti fotografici. Altra mostra interessante per mettere in campo riflessioni personali.

Rencontres d'Arles 2013 - Erik Kessels. Album Beauty [esposizione 07 Palais de L'Archevéché]

Rencontres d’Arles 2013 – Erik Kessels. Album Beauty [esposizione 07 Palais de L’Archevéché]

Jean-Jean-Louis Courtinat. Le témoignace social [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 13 – Parc des Ateliers]

Grande umanista e testimone dell’impegno sociale in fotografia, Courtinat si è sempre  occupato di sofferenza, marginalità, storie dolorose e sommerse senza mai retrocedere nella sua missione. Bambini malati di cancro negli ospedali francesi, orfani negli istituti in Romania, anziani in stadio terminale, le case di cura per gravi disagi mentali, il mondo degli homeless. In ogni sua immagine c’è un incontro umano profondo, sempre uno sguardo amorevole pienamente ricambiato. Courtinat è uno di quei fotografi che ammiro immensamente per la serietà, la costanza e l’impegno nell’aver sempre praticato il valore testimoniale della fotografia tagliando fuori ogni godimento e ogni ambizione riconducibile al mestiere di fotografo. Un vero interprete del mondo, voce e sguardo di sofferenze difficili anche solo da guardare. In mostra un piccolo capitolo su homeless francesi con interviste riportate in parete, ma in una proiezione a lato della sala espositiva un’ampia rassegna antologica dei suoi più importanti lavori a partire a partire dal 1987.

Rencontres d'Arles 2013 - Jean-Jean-Louis Courtinat. Le témoignace social [esposizione 13 - Parc des Ateliers] © J.L Courtinat

Rencontres d’Arles 2013 – Jean-Jean-Louis Courtinat. Le témoignace social [esposizione 13 – Parc des Ateliers] © J.L Courtinat

Arno Rafael Minkkinen Optic Nerve [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 13 – Parc des Ateliers]  presenta il quarantennale ed affascinante lavoro del fotografo finlandese sull’autoritratto metamorfico. Un corpo che si mescola alle forme di natura con effetti di grande stilizzazione.

Rencontres d'Arles 2013 - Arno Rafael Minkkinen Optic Nerve [esposizione 13 - Parc des Ateliers] © Arno Rafael Minkkinen

Rencontres d’Arles 2013 – Arno Rafael Minkkinen Optic Nerve [esposizione 13 – Parc des Ateliers] © Arno Rafael Minkkinen

Michel Vanden Eeckhoudt. Doux-Amer [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 12 – Parc des Ateliers] nel riconoscibilissimo stile del fotografo belga  che nella sua abituale predilezione per soggetti del mondo animale, propone una serie di dittici, gruppi di fotografie o singole immagini che contengono il senso di un ossimoro.

Rencontres d'Arles 2013 - Michel Vanden Eeckhoudt. Doux-Amer [esposizione 12 - Parc des Ateliers] © Michel Vanden Eeckhoud Vu

Rencontres d’Arles 2013 – Michel Vanden Eeckhoudt. Doux-Amer [esposizione 12 – Parc des Ateliers] © Michel Vanden Eeckhoud Vu

Martin Becka. Dubai Transmutations [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 14 – Parc des Ateliers] Il lavoro fa parte del premio Discovery Award e a mio parere emerge su tutti gli altri per la resa fotografica, il rigore della realizzazione tecnica e l’originalità dell’idea, che mostra la città di Dubai trasformata dalla modernizzazione e in tutta la sua mirabolante architettura tecnologica vista però come un uomo del passato avrebbe guardato al futuro. Il tutto rinsaldato da una tecnica di ripresa con apparecchio stenopeico e negativo su carta 40×50 cm sviluppato e stampato a contatto nel giro di poche ore per le difficili temperature del luogo, con un singolare effetto straniante che rigetta la contemporaneità in un ideale tempo passato. Oltre al bel ritratto di Dubai, un modo intelligente di riconfermare senza polemica ma con sicurezza linguistica la forza espressiva che sprigiona dalle tecniche dell’era analogica.

FOTOGRAFIA Rencontres d'Arles 2013 - Martin Becka. Dubai Transmutations [esposizione 14 - Parc des Ateliers] © Martin Becka

FOTOGRAFIA Rencontres d’Arles 2013 – Martin Becka. Dubai Transmutations [esposizione 14 – Parc des Ateliers] © Martin Becka

Craig J.Barber. Working the land [Rencontres d’Arles 2013 – esposizione 14 – Parc des Ateliers] dove immagini realizzate  con la tecnica del ferrotipo ritraggono agricoltori americani creano anch’esse come quelle di Becka un effetto nostalgico e “fuori dal tempo” dovuto alla lunga esposizione e alla tecnica antica di emulsionamento della carta da stampa. L’operazione che Becka fa sulle architetture, Barber la compie sul ritratto.

Rencontres d'Arles 2013 - Craig J.Barber. Working the land [esposizione 14 - Parc des Ateliers]  © Craig J. Barber

Rencontres d’Arles 2013 – Craig J.Barber. Working the land [esposizione 14 – Parc des Ateliers] © Craig J. Barber

Infine nel circuito Voies off dei Rencontres d’Arles 2013 che purtroppo ho praticato in modo più discontinuo poiché attratta dai grandi autori e causa l’enorme numero di esposizioni proposte, mi ha colpito il lavoro TOKIO-GA dell’italiano Gianluca Gamberini. [23 rue des Arénes]. Una ricerca visiva e spaziale sui sottili interstizi di “vuoto” tra gli edifici in Giappone. Un lavoro fotografico realizzato in banco ottico di un rigore ineccepibile, con uno sguardo “altro” che allude alla corrispondenza tra lo spazio fisico e la condizione umana. Sintesi di visioni urbane capaci di spiegare la cultura giapponese meglio di un reportage. Architetture che raccontano l’uomo. Una formazione da architetto, molti anni come aiuto regista a Roma, l’autore italiano, che risiede a Parigi da sette anni, è già apprezzato e conosciuto in Francia e ad Arles per la seconda volta (lo scorso anno con la mostra Cinecittà).

Stampe di grande qualità e allestimento dall’atmosfera luminosa e rarefatta. Chiude il 14 luglio.

Rencontres d'Arles 2013 - TOKIO-GA, Gianluca Gamberini. [23 rue des Arénes] © Gianluca Gamberini

Rencontres d’Arles 2013 – TOKIO-GA, Gianluca Gamberini. [23 rue des Arénes] © Gianluca Gamberini

Paola Riccardi

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Paola Riccardi per il testo e le immagini dedicate ai Rencontres d’Arles 2013, festival di fotografia.

PAOLA RICCARDI, Nata nel 1966, vive e lavora a Milano. Laureata in lettere moderne a indirizzo estetico, ha collaborato stabilmente dal 1997 al 2009 con l’Agenzia Grazia Neri alla produzione e distribuzione di mostre fotografiche e alle relazioni con la Stampa. Dal 2004 è curatrice di mostre e progetti editoriali per FotografiSenzaFrontiere -onlus, per la quale ha coordinato numerosi eventi espositivi e pubblicazioni e di cui è stata nominata nel 2010 vice-presidente.Scrive di critica fotografica per testate di settore e case editrici, ha partecipato a giurie di premi fotografici nazionali e svolge attività di tutoring per fotografi. Nel gennaio 2008 Paola Riccardi ha coordinato la mostra per il centenario di Gisèle Freund presso la Galleria Sozzani di Milano e partecipato con tre contributi critici al volume Gisèle Freund Ritratti d’autore, Silvana editoriale.In ambito didattico insegna dal 2006 presso il corso fotografi dell’Accademia dei Mestieri del Teatro alla Scala e tiene regolarmente seminari e workshop di fotografia in diverse città italiane. Svolge ogni anno la direzione artistica dell’asta benefica FSF Auction4Action da Sotheby’s.

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