Biennale Giovani Monza 2013 – GIORGIO SEVESO: PITTURA MA SOPRATTUTTO ALTRO – Milano Arte Expo

Matteo Benetazzo, A 150 per l'Italia, acrilici su carta intelata, 2012

Matteo Benetazzo, A 150 per l’Italia, acrilici su carta intelata, 2012

Biennale Giovani Monza 2013 – GIORGIO SEVESO (per Milano Arte Expo): PITTURA MA SOPRATTUTTO ALTRO – Ci risiamo. Qualcuno di nuovo ce l’ha a morte con la pittura, cioè con le immagini e le forme dipinte. Era già successo negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso (lo so perché c’ero, anche se ero un ragazzetto), quando l’innamoramento per l’infinita libertà espressiva resa possibile dalle avanguardie che dall’inizio del 900 giustamente contestavano e canzonavano la tradizione stava tracimando o era già tracimata in una specie di sbornia iconoclasta, per la quale agli occhi di mercanti e mercati, di manager museali e direttori di fondazioni, ogni taglietto diveniva sublime intuizione cosmica, ogni vasetto di cacca una folgorante intuizione filosofica e soprattutto, con i loro facili e numerosissimi epigoni, nuovo territorio d’investimento, d’imprenditorialità, di profitti…

Ma fin qui la cosa potrebbe anche starci. Dalle macerie della Seconda guerra mondiale, dai crolli dei totalitarismi, dalle rivoluzioni copernicane delle scienze e delle economie qualche eccesso risultava effettivamente perfino salutare, qualche trauma si rivelava davvero benefico, geniale viatico al cambiamento, all’evoluzione, alla dialettica dinamica delle culture. Épater (o magari anche scandaliser) les bourgeois aveva ancora una funzione attiva, quasi rivoluzionaria.

Ma oggi?  

Se a un premio dedicato ai video o semplicemente alla video art, se a una manifestazione rivolta alla fotografia contemporanea, se a un festival del cortometraggio d’autore partecipassero con le loro opere un pittore o uno scultore “tradizionali”, esponendo figure o paesaggi dipinti su tela, forme tattili realizzate in creta o in bronzo, che direbbero i giudici? che penserebbe il pubblico? Probabilmente che qualcuno si è sbagliato, che c’è stato un equivoco. Nessuno semplicemente si sognerebbe di considerare quell’intrusione come un allargamento del repertorio espressivo, come un “abbattimento” dei lacci e lacciuoli rappresentati dai vincoli di genere…

E allora perché, su trenta giovani artisti invitati da cinque critici alla quinta Biennale Giovani Monza 2013 – al Serrone della Villa Reale di Monza (vedi MAPPA) – solo una decina sono quelli che si muovono in un territorio tecnico-espressivo diciamo “conforme” ai media dell’arte, mentre l’altra ventina si muove invece in ambiti d’espressione che con la pittura e la scultura proprio non c’entrano? Un terzo contro i due terzi: qualcuno dovrebbe ragionevolmente dare al pubblico una giustificazione d’ordine culturale o altro, che non sia la solita litania spocchiosa e autoreferenziale della tendenza internazionale ormai universalmente accettata, eccetera eccetera eccetera.  Il “così fan tutte” non ha mai giustificato nulla né tantomeno, tranne che in un teatro lirico, minimamente convinto chi abbia continuato a pensare con la propria testa.

Ma veniamo alle opere, e diciamo che tutti e trenta questi giovani sono assai bravi (alcuni anche bravissimi se non sempre originali) ciascuno nell’ambito che si è scelto. Sostenuta dal Rotary Club monzese e dalla Rottapharm Madaus, paese ospite quest’anno l’Austria tramite il suo Consolato generale di Milano e il Forum austriaco per la cultura, l’iniziativa ha continuato dunque a puntare i suoi riflettori sui giovani artisti, tra i quali vorrei segnalarvi qui con particolare enfasi due pittori assai “maturi” d’immagine e di poetica benché l’uno, Manovella, abbia solo 34 anni (sito: http://www.manovella.biz/) e l’altro, Matteo Benetazzo, 35 (sito: http://www.artematteobenetazzo.blogspot.it/) .

Manovella, Our time, acrilici su tela, 2013

Manovella, Our time, acrilici su tela, 2013

Manovella è di Isernia, attualmente vivente a Berlino. Nel suo modo di concepire l’immagine e l’espressione c’è qualcosa di candido ma non di ingenuo, di incantato ma non di disarmato; qualcosa che, malgrado (o forse proprio per) l’asprezza dei tempi che viviamo, tra crisi inaudite e problemi vecchi e nuovi, tra appiattimenti paurosi dell’immaginario collettivo e involgarimento di ogni clima, rimane lieve come una canzonetta d’infanzia, leggero e crepitante come un gioco sorridente di bambini.  Emozionato di tremiti autobiografici, assorto nei suoi palpiti d’anima come il piccolo principe di Saint-Exupéry, il nostro Manovella versa nelle due immagini che ha portato il flusso ansioso e suggestivo della sua commossa fantasia, preso com’è costantemente dallo spettacolo che filtra dagli enzimi del suo animo.

Matteo Benetazzo è nato nella piemontese Borgosesia ma da molto tempo è d’ambiente toscano, vivendo a Firenze ed essendo stato allievo di quell’Adriano Bimbi, straordinario scultore ma ancor più straordinario “allevatore” di talenti, che le nostre cronache d’arte nazionali hanno da sempre colpevolmente trascurato. Con disarmante semplicità Matteo Benetazzo gioca il suo immaginario tra acute presenze formali e spinose torsioni espressive, sullo schermo di una figurazione spoglia e scabra, di soda presenza. E c’è in lui come il senso forte, pieno, risoluto, di una pittura dolorosa, colma di vita e di memorie, di emozione e spessore umano, di vita e natura. C’è il sentimento di un fare figurativo denso e ruvido che ha come soggetto, in ogni brano del lavoro, gli uomini e, insieme, gli spazi della loro vita e del loro destino.

Certo vale per entrambi la consapevolezza che un paio d’opere, o addirittura una sola, non possono in nessun modo esaurire il segno particolare che contraddistingue ciascuno di loro, le potenzialità che vi sono implicite e annunciate. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, come in questi due casi, bisognerà dire che siamo davvero di fronte a due robuste “scoperte”. E che siamo di fronte, anche, a validi e conclamati motivi per ritenere che la pittura in quanto tale, malgrado i ritornanti becchini che intendono ogni volta seppellirla, sia ancora bella vivace, giovane, affascinante di spunti e di suggestioni reali, robustamente contemporanea.

Giorgio Seveso

BIENNALE GIOVANI MONZA 2013

Serrone della Villa Reale

7 giugno – 28 luglio 2013

ingresso libero

Monza, Serrone della Villa Reale (vedi MAPPA)

Informazioni web: http://www.biennalegiovanimonza.it/

Viale Brianza, 2 – Entrata Roseto

Orari
Da martedì a venerdì ore 10.00-13.00 e ore 15.00-19.00
Sabato, domenica e festivi ore 10.00-19.00
Chiuso lunedì

info@biennalegiovanimonza.it

Visita della sola Biennale Giovani Monza 2013
Tutte le domeniche h 16.30: costo 5 euro (bambini gratis fino a 12 anni)

Visita della Biennale Giovani Monza 2013 e della Villa Reale a cura di Guidarte
Su prenotazione: costo 15 euro (guidarte@libero.it o presso Promonza 039 323222)

Biennale Giovani Monza 2013

Biennale Giovani Monza 2013

I cinque curatori scientifici invitati alla quinta edizione, Biennale Giovani Monza 2013, sono: Lorenzo Canova, professore associato di Storia dell’arte contemporanea presso la Facoltà di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi del Molise; Filippo Maggia, curatore capo della Fondazione Fotografia, progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena; Stefano Roffi, esperto d’arte moderna e contemporanea della Fondazione Magnani Rocca (Parma) che si avvale della collaborazione di Teresa Meucci, storica e critica d’arte contemporanea; Laura Serani, critica militante e curatrice indipendente specializzata nella disciplina fotografica a livello internazionale; per l’Austria è presente una coppia formata da Carl Kraus e Peter Weiermair, rispettivamente storico dell’arte di Innsbruck e noto direttore di Musei (tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Bologna).

Gli artisti invitati da Lorenzo Canova: Matteo Fato, Mariana Ferratto, Manovella, Francesco Irnem, Alessandro Scarabello, Gian Maria Tosatti. Gli invitati da Carl Kraus e Peter Weiermair: Markus Bacher, Sevda Chkoutova, Bernd Oppl, Zenita Komad, Moussa Kone, Agnes Prammer. Filippo Maggia invita: Elena Aromando, Margherita Cesaretti, Elisa Franceschi, Eva Frapiccini, Nadia Pugliese, Chiaralice Rizzi. Teresa Meucci e Stefano Roffi invitano: Erica Bellan, Matteo Benetazzo, Valentina Garbagnati, Alessandra Maio, Elena Redaelli, Francesco Surdi. Laura Serani invita: Ottavia Castellina, Martina Cirese, Maurizio Cogliandro, Nicola Lo Calzo, Vittorio Mortarotti, Giulio Rimondi/Ali Beidoun.

Per l’edizione 2013 della Biennale Giovani Monza si riconferma la presenza del Premio Speciale Rottapharm | Madaus. Istituito nel 2007 dal Gruppo farmaceutico monzese, il Premio è nato per sostenere giovani talenti la cui arte si distingua per caratteristiche di innovazione e ricerca. L’opera vincitrice – selezionata da apposita giuria – verrà acquistata da Rottapharm e donata alle civiche raccolte per contribuire ad incrementarne la collezione. Conferma anche per il Premio Camera di Commercio, il cui spirito è favorire il confronto fra giovani artisti e il mondo dell’imprenditoria e dell’artigianato, e lo scambio di competenze e conoscenze.

Giorgio Seveso, critico d’arte e giornalista

Siti Web:  http://www.giorgioseveso.it e la rivista  http://www.ricontemporaneo.org

Dalla presentazione di riContemporaneo.orgQueste pagine online esistono per sviluppare una critica al concetto attuale di arte contemporanea. Perché nella nostra cultura, il senso comune ormai prevalente non considera arte contemporanea tutto ciò che viene realizzato oggi, bensì solo un particolare gruppo di linguaggi, di modalità e di tendenze, quelle, e non altre. E in questa visione (ormai quasi universalmente accettata) l’arte è definita contemporanea solo in base alla forma, a un gergo condiviso, alla esplicita appartenenza a scelte di gusto, di scuola o di linea, da cui pregiudizialmente si esclude ogni tendenza non omologata o rassegnata alla moda culturale prevalente. E allora: riprendiamoci il contemporaeo…

Giorgio Seveso - ricontemporaneo.org

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Giorgio Seveso per la collaborazione e per il testo Biennale Giovani Monza 2013, Pittura ma soprattutto altro.

Milano Arte Expo

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