Francesco Tadini: mostre Renato Cerisola, Alessandro Docci, Riccardo Luchini a SPAZIO TADINI Arte Contemporanea

SPAZIO TADINI mostre Renato Cerisola, Alessandro Docci, Riccardo Luchini

SPAZIO TADINI mostre Renato Cerisola, Alessandro Docci, Riccardo Luchini

Spazio Tadini Milano: tripla inaugurazione con mostre di Renato Cerisola, Alessandro Docci, Riccardo Luchini mercoledì 17 aprile alle ore 18.30. Il centro di cultura ed eventi d’arte Spazio Tadini – diretto da  Francesco Tadini, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi – che ha prodotto negli ultimi anni centinaia di incroci fra le arti e i pubblici più diversi inaugura tre personali dedicate a Renato Cerisola, fotografo e a Alessandro Docci e Riccardo Luchini. A Milano, in via Niccolò Jommelli 24 (MAPPA).   >

Riccardo Luchini

Spazio Tadini - Riccardo Luchini

Spazio Tadini – Riccardo Luchini

La città di Riccardo Luchini è osservata dalle zone di transito, dalle periferie agli snodi ferroviari, dalle strade di percorrenza  alle ragnatele di cavi elettrici che la “imprigionano”. Una città grigio su grigio, tono su tono, un solo tono. Un solo suono, quello del rumore: del fischio dei treni, dei freni, delle gomme sull’asfalto che rallentano agli incroci. Solo odori grigi: quello dello smog, dei gas di scarico, del ferro dei binari, del fumo, della nebbia che addensa l’aria, quel grigio delle nuvole cariche di una pioggia che cade solo su asfalto che non assorbe e non alimenta la terra, ma produce acque reflue che ammorbano. Luoghi in cui gli esseri viventi lasciano solo le loro orme di passaggio, le loro ombre: non ci sono, non si vedono, si immaginano soltanto. Eppure dovrebbero essere in molti, perché ci sono decine e decine di binari, decine e decine di collegamenti, di snodi, di strade, pronte a offrire un attraversamento, un ingresso e/o un’uscita. Chi percorre o ha percorso quelle strade? Chi entra in quelle città e vi si perde? Chi fugge da quei luoghi per abbandonarli? Le città di Luchini sono solo dei transiti che conservano il ricordo di chi è passato, di chi si è costruito un passaggio nella giungla urbana e forse ne è uscito o ne è rimasto imprigionato per sempre.

Fa freddo in quelle città. Un freddo che non appartiene alle stagioni, ma all’interiorità. Un freddo che sporca l’azzurro del cielo e lo copre fino all’orizzonte senza lasciare spazio alla luce, tanto da non permetterle di delineare i contorni delle cose. Così la figurazione di Riccardo Luchini si trasforma in astrazione, in forme geometriche: spazi.

Renato Cerisola

 

Spazio Tadini - Renato Cerisola

Spazio Tadini – Renato Cerisola

Renato Cerisola è un fotografo con la straordinaria capacità di immortalare attraverso l’obiettivo della macchina fotografica ciò che guarda con la stessa dinamicità che usa il pittore nel riportare sulla tela le immagini colte dall’occhio e tradotte attraverso il gesto. La foto è per Cerisola il punto di partenza, lo strumento da cui attingere forme e colori. Il rigore della fotografia si perde attraverso i suoi interventi in ripresa. Così la linea sfuma i suoi contorni, l’oggetto si plasma, il colore di sfuma e addensa fino quasi a prevalere sulla forma. E’ come se Cerisola non ritraesse solo l’oggetto, ma lo sguardo stesso di chi lo osserva.

Il soggetto della foto è intriso dei movimenti dell’osservatore, del suo occhio che lo scruta da destra a sinistra, dall’alto in basso; dei suoi umori che cambiano la saturazione dei colori regalando generosamente blu e rossi e gialli. Nulla è statico, tutto si muove perché il cambiamento sta nella natura delle cose. Per Cerisola l’uomo non si libera da questa dinamicità neppure quando usa una macchina fotografica per cogliere l’attimo, per catturarlo per sempre. Lì, su quella foto il tempo scorre ancora, scorre sempre perché quell’oggetto è lì per chi lo guarda, per chi ne vuole sentire il suo profumo, per chi vuole sentire il suo calore, toccare la sua forma. Le foto di Cerisola non si possono solo vedere, ma anche ascoltare, perché la luce non imprimere solo la retina, ma tutto l’universo interiore.

La mostra a Spazio Tadini segna l’inizio del suo percorso come fotografo d’arte, dove l’impiego della macchina fotografica esce dall’utilità documentativa per raggiungere altri scopi, più affini al soddisfacimento del bello e al piacere dell’emozione. Nel lavoro di Cerisola l’emozione è colore e movimento e parla il linguaggio delle cose che guarda attraverso l’obiettivo. Sono E-motion ovvero emozioni in movimento e con questo termine ha amato coniare il suo lavoro di ricerca, il suo sentire, trasferendo allo spettatore quel “motus animae” che fa dell’arte un piacere sempre eterno di canto alla vita.

Melina Scalise

Per l’inaugurazione sarà offerta della cioccolata artigianale di

C-Amaro di Marco Colzani

Alessandro Docci

Spazio Tadini - Alessandro Docci

Spazio Tadini – Alessandro Docci

Alessandro Docci è nato a Desio (MB) nel 1951. Dal 1990 si dedica interamente alla pittura, imponendo il suo talento innovativo e visionario capace di cogliere, nelle piccole cose di ogni giorno, impressioni ricche di inattese sfumature.

In seno alle esposizioni dedicate allo SGUARDO SULLE CITTA’ organizzate da Spazio Tadini si inserisce la personale di Alessandro Docci che ripensa al contesto urbano in chiave ludica e creativa cercando, e trovando, nell’assetto urbanistico di alcune città una visione immaginaria che restituisce all’abitare umano un riferimento con il mondo animale. La città, nonostante l’apparente lontananza dall’ambiente naturale, assume, grazie al suo intervento, sembianze che non si discostano da ciò che si conosce in natura. Docci, forte di questa intuizione si trasforma in un cacciatore e, come nelle favole, trova, nella planimetria di ciascuna città, un animale imprigionato per la sua “tavola” in ogni città. Così nella planimetria aerea di Milano scopriamo un’aquila, in quella di Roma una lupa, in quella di Cagliari un passero, in quella di Firenze una cavalletta, in quella di Campobasso un Capriolo e così via. Questa ricerca lo ha portato, nelle opere recenti a sviluppare l’universo segnico della città vista dall’alto. Nelle sue ultime tele ad olio, anch’esse in esposizione a Spazio Tadini, l’insieme dei segni si trasforma in un linguaggio che ricorda le trame dei circuiti elettrici e richiama la dimensione comunicativa della città, dei suoi luoghi e dei suoi significati, dei suoi abitanti e dei loro linguaggi. Interessante l’estrapolazione delle forme e la mescolanza di segni che ricordano il rigore delle forme infantili. L’insieme delinea il profilo di una nuova dimensione della metropoli: astratta e brulicante di simbologie.

Le mostre di Spazio Tadini dedicate alla città non potevano mettere da parte questo artista fuori dal coro che ha elevato lo sguardo dalla terra al cielo e, grazie alle occasioni offerte da Google Maps è riuscito a fare un ritratto nuovo di ogni città, ma soprattutto ha giocato con il loro aspetto estraendolo da un contesto ricco di accenti negativi (l’edificazione e l’abusivismo selvaggio etc) per ricollocarlo nel piacere della costruzione, dell’inventiva, della creatività di cui l’uomo non può privarsi perché strumento di crescita evolutiva. Docci ha riguardato le planimetrie delle città con gli occhi di un bambino volando attraverso le mappe di Google e dopo la scoperta del primo animale, si è trasformato in un cacciatore insaziabile tanto da produrre una cinquantina di tele: mimetismo urbano.

“Volevo onorare un’importante data storica come quella dei 150 anni dell’Unità di Italia scoprendo realtà nascoste all’interno di un tessuto urbano di cui raramente si va oltre l’evidenza – racconta il pittore Alessandro Docci– così è nata la mostra e credo che solo l’arte è in grado di farci osservare le cose in modo differente”.

Informazioni e prenotazioni:

Spazio Tadini

+39 02 26 82 97 49

SPAZIO TADINI

http://www.spaziotadini.it

http://www.spaziotadini.wordpress.com

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

MM Loreto, MM Piola, Bus 62, 81

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’Ufficio Stampa di Spazio Tadini, Melina Scalise, Francesco Tadini e Federicapaola Capecchi per le news e le immagini relative alle inaugurazioni delle tre mostre d’arte contemporanea a Spazio Tadini mercoledì 17 aprile 2013 alle ore 18.30, dedicate a Renato Cerisola, Alessandro Docci, Riccardo Luchini.

Milano Arte Expo MAE International Art Events

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