A ARTE STUDIO INVERNIZZI Genesi del Fare: grande arte contemporanea alla galleria di Milano

Gianni Colombo, Strutturazione pulsante

Gianni Colombo, Strutturazione pulsante 1959, Polistirolo espanso, gommapiuma, legno e animazione elettromeccanica 78x140x12 cm, Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano – Foto Bruno Bani

A ARTE STUDIO INVERNIZZI Genesi del Fare – La mostra in corso presso la galleria a Milano (MAPPA), è prorogata fino al 19 febbraio 2013. Un’articolazione della mostra sarà presente anche a Flash Art Event 2013 a Palazzo del Ghiaccio, via Piranesi 14, Milano (MAPPA) – venerdì 8 sabato 9 e domenica 10 febbraio a ingresso gratuito. Dal 1994, anno di fondazione, A arte Studio Invernizzi propone artisti invariabilmente fondativi e capaci di vera innovazione linguistica – basti pensare alla mostra Dadamaino, Morellet, Uecker cui è seguì la personale di Bruno Querci e successivamente quella dell’artista inglese Alan Charlton. Gli artisti esposti con Genesi del Fare sono  Rodolfo Aricò, Francesco Candeloro, Nicola Carrino, Enrico Castellani, Alan Charlton, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi, Lesley Foxcroft, Sol LeWitt, John McCracken, François Morellet, Mario Nigro, Bruno Querci, Ulrich Rückriem, Nelio Sonego, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Grazia Varisco, Michel VerjuxGenesi del Fare – cui seguirà una personale di Carlo Ciussi dal 12 marzo al 2 maggio 2013 -ripercorre l’evoluzione di una direttrice dell’arte contemporanea che ha privilegiato la formazione di una nuova grammatica espressiva, a partire dalla ricerca della sintesi tra colore, atto pittorico, materia e forma. Ufficio Stampa: Alessandra Valsecchi. >>

Punto di partenza del percorso espositivo è l’opera “Contrasti simultanei drammatici”, opera realizzata nel 1955 da Mario Nigro, artista che dalla fine degli anni Quaranta guarda alle origini di un’esperienza non oggettiva come mezzo per interrogarsi sull’essenza dell’esistenza umana.
Al piano superiore, opere di Enrico Castellani, Gianni Colombo, Dadamaino, François Morellet e Grazia Varisco si propongono come ipotesi di attraversamento e superamento dell’immagine, come soglia che si apre alla conoscenza del tutto oltre il confine della bidimensionalità, per ritrovare forza comunicativa con ancor nuova energia.

Enrico Castellani

Enrico Castellani, Superficie argento 1971-74, Acrilico su tela estroflessa 82×124 cm, Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano – Foto Bruno Bani

Questa ricerca, che affonda le proprie radici nel clima culturale degli anni Cinquanta in Europa ed a Milano, non si esaurisce nel tempo e trova nuove chiavi di lettura e di espressione nelle opere di Rodolfo Aricò e Carlo Ciussi, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta ed esposte nella seconda sala dello stesso piano, pervase da una continua tensione progettuale che indaga forme e colori in una sintesi che tende all’universale. Allo stesso modo le sculture di Nicola Carrino, strettamente legate all’idea di costruzione e decostruzione, e di Mauro Staccioli, caratterizzate dall’essenzialità geometrica delle strutture, si esplicitano come l’esito di una riflessione sull’idea stessa di scultura, riletta in una prospettiva che guarda al divenire perdendo la propria entità autoreferenziale e divenendo un elemento specificatamente pensato per lo spazio di destinazione, per rispondere a un’esigenza di compenetrazione e individualità.

Nel terzo ambiente del piano superiore David Tremlett crea, con il tratto del pastello su carta, delicati equilibri di verticalità e orizzontalità tra forme geometriche elementari mentre Lesley Foxcroft indaga l’espressività artistica di materiali legati all’uso quotidiano, come carta, cartoncino e MDF.
Al piano inferiore della galleria, i lavori di artisti europei e americani quali Alan Charlton, Sol LeWitt, John McCracken, Ulrich Rückriem, Niele Toroni riflettono sulla possibilità di un gesto essenziale e sintetico che attraversi e percorra lo spazio espositivo. L’utilizzo di un elemento reiterativo di analisi, come le impronte di pennello di Niele Toroni, il colore grigio delle tele di Alan Charlton o il sezionare la pietra dolomitica in forme primarie di Ulrich Rückriem, diviene la cifra stilistica di una ricerca che si differenzia, per il legame che intercorre tra l’opera e la volontà di creare dei singoli artisti, dalle strutture primarie della Minimal Art americana di Sol LeWitt e John McCracken.

A ARTE STUDIO INVERNIZZI, Genesi del Fare

(da sinistra a destra)
John McCracken
Voice 1994
Poliestere, resina, lana di vetro, compensato 23,2×137,7×15,8 cm
Alan Charlton
8 Vertical Parts 1999
Acrilico su tela 202,5×202,5 cm
Niele Toroni
Impronte di pennello n. 50 a intervalli di 30 cm 2011
Tela 200×200 cm
(a terra)
Ulrich Rückriem
Ohne Titel 2008
Pietra dolomitica 35x280x280 cm
Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano
Foto Bruno Bani, Milano


In un’altra sezione dello stesso piano si trovano i risultati più recenti di questo percorso. Le opere degli artisti attivi negli anni Ottanta caratterizzate dalla riflessione sullo spazio di Bruno Querci, che trasporta sulla tela un delicato equilibrio di campiture bianche e nere, e di Nelio Sonego, che trascrive sul fondo bianco le vibrazioni energetiche attraverso le cromie accese di colori acrilici, e dagli “éclairages” di Michel Verjux, che indagano gli ambienti con le loro proiezioni, portano negli anni Novanta a una ulteriore riflessione che si esprime nel gesto della foratura compiuto da Riccardo De Marchi su superfici in plexiglass e nella considerazione dell’architettura come parte fondante dell’opera di Francesco Candeloro. Queste opere esprimono, infatti, altrettante possibilità di lettura e sviluppo di un percorso artistico continuamente “in fieri”.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere esposte, un saggio introduttivo di Daria Ghiradini, una poesia di Carlo Invernizzi e un apparato biografico.
Ufficio Stampa
Alessandra Valsecchi  Cell. 340 3405184   ale.valsecchi@gmail.com


The exhibition “Genesis of Doing”, currently in show at the gallery, will be extended until 19 February 2013.
This exhibition explores the evolution of a direction of contemporary which favoured the formation of a new expressive grammar starting out from the synthesis between colour, pictorial act, matter and form.
The work that opens the exhibition is entitled “Contrasti simultanei drammatici”, created by Mario Nigro in 1955, an artist who from the close of the 1940s looked to the origins of a non-objective experience as the means for questioning himself about the essence of human existence.
On the upper floor the works by Enrico Castellani, Gianni Colombo, Dadamaino, François Morellet and Grazia Varisco propose themselves as hypotheses of the passing through and superseding of the image, as the threshold that opens itself to the knowledge of everything beyond the ‘borderline’ of bidimensionality in order to once again find communicative force with still newer energy. This research that sank its roots in the cultural climate of the 1950s in Europe and Milan, did not exhaust its stimuli but found new keys for reading and expression in the works by Rodolfo Aricò and Carlo Ciussi, produced between the end of the 1960s and the beginning of the 1970s, exhibited in the gallery in the second room of the upper floor, imbued with a continuous tension of the project which investigates forms and colours in a synthesis that tends towards the universal. In the same way the sculptures by Nicola Carrino, closely tied to the idea of construction and deconconstruction, and Mauro Staccioli, characterised by the geometrical essentiality of the structures, are plainly stated as the result of a reflection treating the same idea of sculpture, reread within a perspective that looks to the future, losing its self-referential entity and becoming an element specifically ideated for the place where it will be put, in this way responding to a need for interpenetration and individuality.
The third room on the upper floor houses works by David Tremlett who, with the line of pastel on paper, creates delicate equilibriums of verticality and horizontality amidst elementary geometrical forms, whereas Lesley Foxcroft explores the artistic expressiveness of materials forming part of daily use such as paper, card and M.D.F. (Medium Density Fiberboard).
On the Gallery’s lower floor the works by European and American artists like Alan Charlton, Sol LeWitt, John McCracken, Ulrich Rückriem and Niele Toroni reflect upon the possibility of an essential and synthetic gesture which passes through the exhibition space. The use of a reiterative element of analysis, such as the brush marks on the part of Niele Toroni, the grey canvases of Alan Charlton or the selection of Dolomitic stone in primary forms by Ulrich Rückriem, becomes the stylistic particularity of a research work that due to the tie which exists between the work and the desire to create by the individual artist is differentiated from the primary structures of the American Minimal Art of Sol LeWitt and John McCracken.
In another section of the same floor we find the most recent results of this exhibition course. The works of the artists from the 1980s characterised by the reflection on space by Bruno Querci, who transfers a delicate equilibrium of white and black grounds onto the canvas, by Nelio Sonego who on the white background transcribes energetic vibrations by way of the lit acrylic colours, and by the “éclairages” by Michel Verjux which investigate environments with their projections. These works lead us to the 1990s and to a further reflection expressed in the ‘holing’ gesture carried out by Riccardo De Marchi on the surfaces of plexiglass, as also with the use of architecture as the fundamental part of the work by Francesco Candeloro. In fact, these works express an equal number of possibilities for the reading and development of an artistic investigation that is continuously “in fieri”.

A bilingual catalogue was published on the occasion of the exhibition with the reproductions of the works, an introductory essay by Daria Ghirardini, a poem by Carlo Invernizzi and biographical notes.

ARTISTS EXHIBITED: Rodolfo Aricò, Francesco Candeloro, Nicola Carrino, Enrico Castellani, Alan Charlton, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi, Lesley Foxcroft, Sol LeWitt, John McCracken, François Morellet, Mario Nigro, Bruno Querci, Ulrich Rückriem, Nelio Sonego, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Grazia Varisco, Michel Verjux.

Press Office
Alessandra Valsecchi  Cell. 0039 340 3405184  ale.valsecchi@gmail.com


MOSTRA: Carlo Ciussi

CATALOGO CON SAGGIO DI: Massimo Donà

INAUGURAZIONE: martedì 12 marzo 2013  ore 18.30

PERIODO ESPOSITIVO: 12 marzo – 2 maggio 2013

SEDE:
A arte Studio Invernizzi
Via D. Scarlatti 12
20124 Milano Italy
Tel. Fax 02 29402855
info@aarteinvernizzi.it
www.aarteinvernizzi.it

ORARI: da lunedì a venerdì 10-13  15-19, sabato su appuntamento

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’Ufficio Stampa Alessandra Valsecchi e la galleria A arte Studio Invernizzi per le notizie relative alla presenza alla fiera d’arte contemporanea a Milano Flash Art Event e alla mostra Genesi del Fare.

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