Foudres, il nuovo spettacolo del coreografo canadese Dave St Pierre in prima nazionale a Teatri Di Vita, il 12 e 13 febbraio 2013

Teatri Di Vita, Milano Arte Expo Il nuovo spettacolo del coreografo canadese Dave St Pierre, Foudres, andrà in scena martedì 12 e mercoledì 13 Febbraio al teatro Teatri di Vita di Bologna.

Prima di anticipare del suo nuovo lavoro, e di correre a vederlo, ricordiamo chi è Dave St Pierre.

Chi lo definisce enfant terrible della danza internazionale, chi lo reputa irriverente, chi osceno, chi ossessionato dal corpo, chi risolve nel semplicistico “o lo si ama o lo si odia”. Comunque lo si voglia vedere ed etichettare, Dave St Pierre è un coreografo geniale, foss’anche solo per il coraggio con il quale si assume l’onere di analizzare e raffigurare la società odierna, l’umano…troppo umano! È temerario, è coraggioso, è acuto, è onesto e per ciò stesso è spietato, desidera! Come i corpi che mette in scena.

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La pornographie des âmes, Dave St Pierre

Chi scrive lo scoprì, nell’ottobre del 2006, a MilanOltre, dove era ospite con La pornographie des âmes, una delle maggiori produzioni di teatrodanza del Québec. Sedici tra danzatori, performer, e attori davano vita e corpo a 26 quadri che, in un ritmo serrato e incanzante, svelavano tutto ciò che l’umanità è ma non vuole mostrare: squallore, sofferenza, disillusione e solitudine. 26 ritratti, dalla A alla Z, per raccontare piccole e grandi trasgressioni dello spirito …la cosa difficile non è stare nudi su un palcoscenico, ma parlare delle proprie questioni personali, non per voler ricondurre questo lavoro a un’esplicita matrice autobiografica, ma senz’altro con la chiara sensazione di non essere all’altezza delle aspettative della società“.

La pornographie des âmes mette in scena la nuda e cruda verità dell’umano, sempre celata e cassata per il rassicurante senso del pudore che organizza la quotidianeità e le relazioni. In questo spettacolo nudi integrali, sesso manifesto ed esibito, dinamiche omosessuali, simulazioni di masturbazioni e cunnilingus, ostentazione di organi genitali, copulanti al telefono, stupri … eppure nessuno scandalo, niente di osceno, niente di volgare, niente di pornografico. Impressione confermata dai prolungati e intensi minuti di applausi ed ovazioni – quasi come allo stadio – che hanno accolto danzatori e coreografo al momento dei saluti finali. Ne la La pornographie des âmes la pudicizia bandita svela come la pornografia, se proprio si è costretti ad individuarla, alberghi nelle sensazioni, nelle coscienze, nel guardare, nell’intenzione – sbandata, fragile – che si mette nell’occhio … o nello sguardo. Da subito, con il divertente alfabeto hard iniziale, con l’esilarante danza delle chiappe, si rivela una curiosa innocenza dell’amoralità di quei corpi e simulazioni senza scrupoli né veli. E questa montante orgia di battiti umani non sconvolge, e i peggiori colpi sferrati allo stomaco muovono tutti, attraverso ironia e cinismo, da inquiete domande che albergano tutte nella nostra testa, nel nostro sguardo, soprattutto laddove percepiamo “azioni consumistiche usa e getta” senza motivazioni profonde. La vera pornografia dunque non sta nell’esposizione dei corpi nudi e nelle loro azioni, anche crude e sessuali, ma nella continua prostituzione del pensiero?

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Dave-St-Pierre, La pornographie des âmes

Dopo La pornographie des âmes Dave St Pierre ha portato in tutto il mondo Un Peu De Tendresse, Bordel De Merde! Ancora la sessualità come chiave di lettura del contemporaneo? In parte. Forse. Anche se rispetto al precedente lavoro qui emerge, prepotente, un senso del dolore, anche dell’uomo e delle sue relazioni, soprattutto amorose. Rispetto a La pornographie des âmes per chi scrive non è stato egualmente entusiasmante, e ciononostante gli riconosce il forte valore di un fil rouge di un’amara tenerezza nell’osservazione dei comportamenti, che diventa struggente, forse fino a fare male. In prima persona. Il pubblico in sala viene scimmiottato e ridicolizzato, insultato da una speaker/dominatrix che presenta lo show, la platea è invasa da danzatori, attori e performer che si arrampicano sulle poltrone appoggiando (la prossimità è tale) peni e ani in faccia agli spettatori; orgasmi, rapporti sessuali con torte e parrucche, bocche piene di sperma – sia pur finto -, sputi … troppo banale e senza nessuna ambiguità. Ed è questo troppo, da parte di un coreografo acuto, che fa venire il dubbio che dietro si celi altro. Eccolo: la visione della coppia, della relazione tra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna, e forse della vita, è una serie di immagini drammatiche, per quanto mascherate di irriverenza e ironia. Protagonista è il disperato desiderio di tenerezza, amore e affetto, che risulta drammatico e doloroso nella sua ostinazione, nel suo inane attaccamento a ciò che, comunque, prima o poi, perderemo e finirà, nella fame di riconoscimento affettivo di cui si nutre e che, nella maggior parte dei casi, ci annulla. E così corpo, sesso, nudità, peni, questo calderone di orifizi e pelle, non è un problema. Ti abitui, ti fa ridere anche. Perché ciò che fa male, ancora una volta, è ciò che sta dentro, sotto pelle. La violenza emotiva del disperato bisogno di essere amati e riconosciuti. Che sembra scivolare via, alla fine, leggera, come i danzatori scivolano in una piscina di acqua e abbracci…ma è forse proprio quell’abbraccio finale a far temere che … passerà, solo per ricominciare.

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Dave St Pierre, Un Peu De Tendresse, Bordel De Merde!

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Dave St Pierre, Un Peu De Tendresse, Bordel De Merde!

Ora debutta Foudres, letteralmente, fulmini, che vedrà in scena tutti i 25 danzatori della compagnia. Lacrime, carni, sudore e molto altro… Ecco la materia di cui è fatto il nuovo spettacolo di Dave St Pierre, che vede in scena la sua compagnia al gran completo. Una coppia. Solo quella? “La cosa peggiore di questo incontro inevitabile tra due esseri è di vivere la violenza di un colpo di fulmine e di cadere fatalmente e perdutamente innamorati… Ed essere consumati dal desiderio fino al punto di voler morire.”

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Dave St Pierre, Foudres, Photographe Wolgang Kirchner

Foudres promette di essere un formidabile viaggio nelle relazioni e nei corpi con gusto per la provocazione, ma anche con la capacità di emozionare. Un grande affresco della società contemporanea, dei suoi tabù e dei suoi desideri. Forzando i 25 danzatori all’estremo della loro presenza scenica. Eh sì! il materiale umano: i danzatori.Questo genere di creazioni sono sempre frutto di un lavoro di scambio continuo, ed essi stessi sono creatori insieme a chi li guida. Splendidi corpi parlanti nelle mani del coreografo, che, quasi sempre, si prestano e si offrono con una naturalezza che, spesso, è proprio quella a sconvolgere.

Federicapaola Capecchi, coreografa

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Dave St Pierre, Foudres, Photographe Wolgang Kirchner

[…] Perché i nostri corpi carbonizzati dal fulmine continuano a proiettarsi violentemente verso il niente, verso il vuoto, verso la disperazione? Perché i nostri occhi fuori dalle orbite si svuotano del loro senso e si riempiono d’un povero amore effimero che ci ucciderà a fuoco lento? Perché le nostre bocche si aprono beatamente per ricevere tutti questi fluidi, questi virus, questi microbi che ci rendono malati, perché la mia testa non capisce più niente quando questo essere passa di fronte a me, questo essere aggressivo e a volte tenero, questo essere che mi dà la voglia di vomitare le budella, di sopportare il peggiore dei mal, di gettarmi senza pensare neanche un momento alle conseguenze, questo essere che trasgredisce le mie voglie, i miei desideri?

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Dave St Pierre, Foudres, Photographe Wolgang Kirchner

Le mie viscere non domandano che di appartenergli, il mio ventre vuole aprirsi per lasciargli il posto, io voglio offrirgli la densità di uno choc sordo. Come fare a resistere a tali tremori? A sopravvivere a queste multiple denotazioni che il mio corpo mi fa subire? Perché il corpo che io abito mi dà la nausea, mi spinge a distruggermi senza che possa rendermene conto? Sto male, sono emozionato, sono perduto, sono nella sua pelle, nel suo corpo, nel suo sesso, nel suo desiderio, nel suo pudore, nella sua vita. Non riesco a uscirne. […]”

Creato sulle musiche di Stéphane Boucher e Tomas Furey, Foudres è stato realizzato in collaborazione con Karina Champoux, Marie-Ève Carrière, Marie-Ève Quilicot, Joannie Douville, Sarah Lefebvre, Nadine Gerspacher, Natacha Filiatrault, Susan Paulson, Aude Rioland, Francis La Haye, Anne Thériault, Alanna Kraaijeveld, Éric Robidoux, Simon Fournier, Christian Garmatter, Frédéric Tavernini, Luc Bouchard-Boissonneault, Alexis Lefebvre, Marc-André Goulet, Milan Panet-Gigon, Michael Watts, Renaud Lacelle-Bourdon, Julien Lemire, Vincent Morelle e Philippe Boutin.

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Dave St Pierre, Foudres, Photographe Wolgang Kirchner

Foudres di Dave St Pierre

coach rehearsal Marie-Ève Carrière
drammaturgia Geneviève Bélanger
compositori Stéphane Boucher, Tomas Furey
direttore amministrativo Suzanne Benoit
suono Benoit Bisaillon
direttore tecnico Jérémy Morelle
light designer Ludovic D. Schneider
testi Éric Robidoux, Alexis Lefebvre

coproduttori Access to Dance 2011- Munich, La Biennale de Lyon, Fast Terni, Julidans/Stadsschouwburg Amsterdam, Le Maillon-Théâtre de Strasbourg, Maison de la culture Frontenac, Szene Salzburg, Tanzhaus nrw, Tanzquartier Wien, Théâtre Lachapelle

TEATRI DI VITA

Teatri di Vita è il teatro comunale di Bologna espressamente dedicato allo sviluppo dei rapporti artistici internazionali: ospita spettacoli di teatro e danza contemporanea provenienti da tutto il mondo. Dal 1993 (anno in cui è stato fondato da Andrea Adriatico) rappresenta nella Regione Emilia-Romagna e nella città di Bologna un luogo di promozione teatrale originale e significativo, punto di riferimento per la domanda, sempre più diffusa, di danza e teatro contemporaneo internazionale e di nuovi modelli di scambio culturale e incontro. Teatri di Vita propone un programma di attività spettacolari e didattiche ricche e curiose, qualificate e innovative, piene di stimoli e opportunità di conoscenza di altre culture. L’impegno artistico di Teatri di Vita, premiato per ben tre volte dalla Commissione Europea per l’originalità e il valore innovativo delle proposte, ha ricevuto nel 1999 anche il riconoscimento di una giuria di critici nazionali, che ha assegnato il prestigioso premio Bartolucci alla cooperativa che gestisce il teatro per la libertà intellettuale delle scelte artistiche e la capacità di costruire un originale e coraggioso percorso teatrale con un lavoro organizzativo e imprenditoriale di presenza costante e stimolante nella città di Bologna. La programmazione da alcuni anni si articola anche attraverso sezioni dedicate alla musica e al cinema e produce col suo marchio spettacoli di teatro e danza, sostiene progetti cinematografici innovativi e gestisce un settore dedicato alla comunicazione e ai nuovi media. L’attività di Teatri di Vita è sostenuta in convenzione dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna. Teatri di Vita è membro dell’Associazione Scenario.

martedì 12 e mercoledì 13 febbraio 2013

Teatri di Vita

via Emilia Ponente 485

40132 Bologna – Italia

servizio informazioni: +39.051.566330

uffici: +39.051.6199900

urp@teatridivita.it

http://www.teatridivita.it

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2 Risposte

  1. febbraio 4, 2013

    […] Leggi qui l’articolo. […]

  2. febbraio 6, 2013

    […] Nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 febbraio 2013 sarà possibile vedere la nuova produzione del coreografo canadese Dave St Pierre, Foudres. […]

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