INSETTI Galleria Casa Dugnani – Milano Arte Expo, mostre e gallerie d’arte contemporanea

Galleria CASA DUGNANI, insetti, carroll, Irma Bianchi Comunicazione

Jessica Carroll – Galleria CASA DUGNANI, insetti

INSETTI Galleria Casa Dugnani – Lili Fischer, Giovanni Tamburelli, Jessica Carroll, Arlette Vermeiren, Diane Didier, Job Versteeg, Clemen Parrocchetti sono gli artisti di una mostra davvero sfiziosa che inaugura alla Galleria Casa Dugnani a Robecco sul Naviglio (MAPPA), Milano sabato 4 maggio alle ore 15:00. Insetti proseguirà fino al 2 giugno 2013. Ufficio Stampa Irma Bianchi Comunicazione. – André Breton, surrealista, in tempi ormai lontani, affascinato dagli insetti, collezionava farfalle in numerose teche. Ora, in questo mondo di molti cambiamenti, studio e ricerche sugli insetti sono attivi a livello mondiale. C’è ancora molto da conoscere intorno alla loro organizzata vita, alle mansioni ben distribuite e rispettate, alla loro produttività. C’è mistero in questi numerosissimi insetti, ancora da scoprire. E se nella quiete di una notte una piccola dorata falena si poserà sul vostro libro, interrompetene la lettura e guardatela… >>

Mondo strano quello degli insetti, con i loro voli vertiginosi. Leggerezza e trasparenza nelle loro ali, aggressività e audacia nelle loro reazioni di difesa – dicotomia sempre presente, studiata e ammirata, anche in tempi lontani, da molti artisti. Entomologi di fama hanno considerato certe specie di insetti “vere opere d’arte”, quando l’estetica si lascia coinvolgere da emozione e poesia. Molti infatti gli artisti che hanno interpretato gli insetti, pittori, maestri vetrai, orafi, ceramisti, scultori in bronzo, in marmo, facendo vivere con la loro fantasia e capacità libellule e farfalle, scarabei e ragni, riproducendoli nei loro colori meravigliosi, dal verde smeraldo alla delicata ametista, all’intenso e prezioso blu del lapislazzuli – gioielli della natura, perfetti.

Irma Bianchi Comunicazione, insetti, fischer

Lili Fischer – Galleria CASA DUGNANI, Insetti

Lili Fischer
Ci sorprenderà con tipule e falene colorate dalle dimensioni inimmaginabili. Saranno i suoi insetti ad accoglierci , i suoi studi e le sue ricerche su voli e collaudi (iniziati dal padre).

Giovanni Tamburelli
Ci presenterà un accumulo di insetti in ferro ed in bronzo, li farà arrampicare sui muri e sui libri, creando un ambiente a dir poco inquietante.

Jessica Carroll
Scultrice, studiosa impegnata nel complesso mondo delle api, presenterà le sue ricerche con disegni ed illustrazioni. Ci farà conoscere l’alacrità delle api e ci spiegherà i loro comportamenti; presenterà dei favi dalle dimensioni imprevedibili.

Arlette Vermeiren, Diane Didier, Job Versteeg
Ci accompagneranno in un mondo fantastico – insetti di ogni proporzione, colore e materiale – ci addentreremo nello spazio incantato dei misteriosi boschi del nord.

Clemen Parrocchetti
Pittrice, coinvolta nei momenti più difficili della nostra vita civile, affascinata dalle tarme le presenterà in maniera straordinaria dandoci anche dei consigli per ovviare ai danni delle sue incredibilmente amate tarme.

Irma Bianchi Comunicazione, insetti, versteeg

Job Versteeg – Galleria CASA DUGNANI, insetti

Lili Fischer

Lili Fischer nasce nel 1947 a Priwall (località sul Mar Baltico a nord-est di Amburgo), è un’artista e perfomer tedesca. Dal 1966 al 1973 ha frequentato l’Università per arti visuali di Amburgo e dal 2005 studia i Tipulidi (insetti molto simili a grandi zanzare, diversamente da queste però non pungono e non sono ematofagi), ingrandisce questi insetti bizzarri ampliando enormemente le loro dimensioni e li analizza in disegni ed altre opere su carta. La Fischer, che ha partecipato a Documenta 8 (una delle più importanti manifestazioni internazionali di arte contemporanea che ha luogo a Kassel, Germania) ed è docente all’Accademia delle Arti di Münster, presentò i risultati di questi studi presso il Museo d’Arte di Amburgo mettendo a punto un impianto impressionante soprattutto per la tromba delle scale museo: lo spazio venne occupato da più di dieci Tipulidi di grandi dimensioni, in carta. Durante l’inaugurazione della mostra, Lili Fischer presentò il simulatore di volo, a dimostrazione dello sviluppo dei Tipulidi e del rapporto tra le loro dimensioni, le loro ali ed i movimenti delle zampe, il tutto accompagnato dalla musica. La Fischer adottò questo approccio artistico alla ricerca sul campo nei primi anni 1970, applicando all’arte metodi di ricerca empirica comunemente utilizzati nei campi della sociologia e dell’etnologia. Attraverso un processo di osservazione meticolosa, la raccolta, l’ordinamento e la schematizzazione strutturale, rivela i tratti spesso nascosti degli oggetti in esame ed esplora la loro storia nei contesti d’origine. Il campo di applicazione delle sue ricerche spazia dai temi di tutti i giorni (come i rituali domestici) a fenomeni naturali (che riguardino piante, medicinali o insetti). Un aspetto centrale del suo lavoro è l’idea di portare alla vita o ‘animare’ gli oggetti, le creature ed il loro ambiente. Nel test di volo dei Tipulidi, la tromba delle scale del palazzo vecchio museo venne popolata da questi oggetti scintillanti, quasi danzanti. Si fa riferimento in questo caso proprio alla visione mistica della natura del Romanticismo ed alla fede nella presenza di un’anima nella stessa.

Giovanni Tamburelli

Giovanni Tamburelli è nato a Torino nel 1952 ma vive e lavora da sempre a Saluggia (Vercelli). Figlio, nipote e pronipote di fabbri, dopo gli studi grafici all’Istituto Paravia di Torino ha molto viaggiato e molto letto, affiancando costantemente alla pratica artistica l’attività di poeta. Decisiva per gli sviluppi del suo percorso artistico l’amicizia con Maurizio Corgnati.
Ha esposto in molte città italiane (Torino, Milano, Pisa, Genova, Roma…) ed estere (Parigi, Barcellona, Zurigo, Città del Messico, Lugano, Colonia…). Caratteristica della bibliografia intorno ai suoi lavori è la trasversalità che ha portato – tra gli altri – a presentare cataloghi di sue mostre scrittori come Nico Orengo, Sebastiano Vassalli, Gad Lerner e Frédérick Tristan (Prix Goncourt 1983).
Tra i critici che hanno scritto di lui si segnalano – in ambito letterario – Giorgio Calcagno, Fabrizio Dentice, Giampaolo Dossena e Lodovico Terzi, in quello artistico Gillo Dorfles e Martina Corgnati.
Ha pubblicato vari libri d’artista tra cui uno illustrato da Weiner Vaccari, uno da Victor Kastelic, uno con Gareth Fisher e uno con Aldo Mondino.
Collabora con le edizioni d’arte de Il Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy. È presente nell’Enciclopedia dell’arte moderna Zanichelli 2004. Nel 2011 è stato invitato alla 54° Biennale Internazionale d’Arte, nel Padiglione Italia, diretto da Vittorio Sgarbi, all’Arsenale di Venezia.

Jessica Carroll

Jessica Carroll è nata a Roma nel 1961. Figlia d’arte, espone la prima volta nel 1989 al Centro Visite Parco del Lago di Vico (Viterbo). Per alcuni anni si dedica a ricerche fotografiche nei Parchi Naturali di tutto il mondo, all’acquaforte, al disegno e alla gouache come wildlife artist, esponendo in numerose gallerie d’arte, fra cui la Galleria Salamon di Milano e la Galleria dell’Incisione di Brescia.
Nel 1997 a Carrara comincia a scolpire il marmo, tuttavia il disegno conserva nel lavoro di Jessica un ruolo rilevante connotando un lavoro scultoreo opposto a quello tradizionalmente inteso: è una scultura che nasce sotto il segno della leggerezza plastica e in un certo senso riesce a togliere pesantezza e massa ad ogni tipo di materiale utilizzato, anche al bronzo e al marmo. Il mondo figurativo della scultura di Jessica Carroll fa riferimento alla natura ma non ha nulla di reale, tutto viene trasformato come se provenisse da una realtà onirica senza tempo. Attualmente vive a Torino.
Fra le ultime mostre personali ricordiamo:
– InGenio Arte Contemporanea, Comune di Torino, marzo 2012
– Galleria Maggiore, Bologna, ottobre 2011
– Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo, Torino, a cura di Francesco Poli, promossa da Regione Piemonte e Fondazione CRT, aprile 2011
– Ermanno Tedeschi Gallery, Torino, marzo 2009
– Galleria La Subbia, Pietrasanta (LU), agosto 2008
Ha partecipato inoltre a:
– Premio Internazionale Giovane Scultura, Materima, Casalbeltrame (Novara), settembre 2007
– XIII Biennale Internazionale Scultura, Carrara, luglio-settembre 2008
– Biennale Internazionale di Scultura a Racconigi, giugno 2010
Nel settembre del 2008 ha vinto il primo Premio Mastroianni per la Regione Piemonte. In seguito a questo premio una grande scultura in bronzo, monumento alle api, è stata installata in piazza Roma ad Asti nel giugno del 2010.

Arlette Vermeiren

Nasce a Bruxelles, in Belgio nel 1937. Vive e lavora tra il Belgio e l’Italia. Proveniente dalla grande tradizione di arti visuali de La Cambre di Bruxelles, presso la quale si laurea nel 1963, si specializza in serigrafia tessile ed è considerata tra i maggiori esperti mondiali di stampa su tessuto. Consigliere Tessile jacquard per industrie belghe e italiane, organizza numerose mostre e conferenze sulle arti tessili in Europa, Stati uniti e Canada. è membro di Fibre et Signe con cui collabora.
L’evoluzione della sua opera d’arte si basa sul riciclo di materiali differenti, intrecciati e cuciti in modo tale da creare trasparenze. In sostanza utilizza fili di impianti elettrici, nylon e PVC, carta da imballaggio, privilegiando quella leggera che avvolge le arance, gli amaretti di Saronno, le caramelle e i Baci, carta velina che lei fila con le dita e che, nodo dopo nodo, trasforma in reti, tende, leggiadre cascate trasparenti. Il Prix Betonac nel 1996, fu l’occasione per utilizzare questo suo modo di riciclare e per diffondere l’importanza del recupero anche nell’arte. Le opere diventano composizioni sempre più grandi dove migliaia di documenti, tagliati e annodati si rigenerano assumendo nuova forma e significato, sempre giocando con la trasparenza e la modulazione della luce. Presentate in numerose esposizioni, appartengono a musei e collezioni private in Europa, America e Canada, dal MUDAM – Musée D’Art Moderne Grand Duc Jean de Luxembourg (che acquista “M.A.T.008″ una delle sue opere maggiori) al teatro Raffaello Sanzio di Urbino, dalla Biennale del Lino in Quebec alla libreria Milano Libri, allo showroom Cerutti-Baleri (ora proprietari dell’opera “Rouge”), al teatro Parenti di Milano.
“Fils, fils, ma passion…
Fils, fils, fils qui s’entremêlent et s’entrenouent…
Fils, fils, fils, fils, c’est mon histoire
Tout vibre en moi lorsque j’entends parler textile”
. AV

– Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Tournai dal 1968 al 1999
– Commissario per l’esposizione “Lino delle Fiandre” a Pesaro, a Krefeld (D), a Tournai (BE) nel 1983.
– Selezionata al Prix Betonac (Premio Internazionale di Arte Tessile Contemporanea) nel 1996, decolla la sua vita artistica così intensa sino ad oggi.
– Direttore artistico del TAMAT – Centre de Recherche de la Tapisserie, des Arts du Textile et Arts muraux de la Communauté française de Belgique à Tournai dal 1998 ad oggi.
– Membro della Commissione per l’Integrazione di Opere d’Arte Tessili della Comunità Francese del Belgio nel 2002.
– Commissario per gli Arazzi del Palazzo Ducale di Urbino alla Triennale di Tournai nel 2008.
Tra le ultime installazioni:
– “Exposition” – personale presso il Centre Culturel Frontenac, Montreal, Canada, 2011
– “Pudeurs et colères de femmes” presso la Fondation Boghossian, Villa Empain, Bruxelles, 2011
– “Un rêve d’éternité”, presso la Fondation Boghossian, Villa Empain, Brussels,2012
– “Exposition” in collaboration con Job Versteeg presso il Grand Sablon, Bruxelles, 2012
– “Dédales Arachnéens” presso La Mediantine, Bruxelles, dal 20 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013
– “Transparences” presso Braam Art Gallery, 18 gennaio – 2 febbraio 2013
– Parteciperà alla Triennale Internazionale dell’Arazzo di Łódź (Polonia).

Diane Didier

Diane Didier nasce nel 1953. Frequenta la scuola d’arte di Bruxelles e si diploma nel 1975 presso l’ENSAV La Cambre, Bruxelles, nella sezione “disegno tessile”. Diane Didier è un’artista rinomata, specializzata nel settore tessile, per tecniche di tessitura e per la manifattura di arazzi. La sua mostra “Sogni di una notte d’estate”, presentata presso il Museo del Costume e del Merletto, dimostra come con elementi di scarto sia possibile dare vita a creazioni strabilianti e coloratissime.

Dal 1975 seguono esposizioni personali e collettive
– Acquisizioni da parte della comunità francese nel 1987 e nel 1995
– Menzione nel 1998 al Prix Léon-Louis Sosset
– Creazioni di tappezzerie dal 1975 al 1980 Ets. Haverveld (BE)
– Creazione di tessuti stampati dl 1979 al 1981 Firme Intede (BE)
– Capo atelier presso la Fondation de la Tapisserie a Tournai dal 1990 al 1992
– Docente di tessitura presso la scuola d’arte di Braine-L’Alleud dal 1981 al 1985.
E’ stata selezionata dalla Comunità Francese nell’ambito di un concorso per l’integrazione architettonica: “realizzazione della tenda scenica per il teatro di Ath” nel 1999.
E’ stata inoltre invitata dall’università di Nagoya in Giappone nel 2000 per una esposizione, conduce un laboratorio nell’atelier di Mariko Kinoshita.

Job Versteeg

Nasce nel 1960 e dopo aver studiato giornalismo è attraverso la pittura che trova la via espressiva che meglio gli si adatta . E’ attraverso la pittura infatti che trova sollievo. L’artista cerca il contatto tra la terra ed il mare dove vive. La sua scultura è il simbolo che collega l’universo alla natura. Egli vuole mostrare la diversità tra le culture senza dimenticare le proprie radici. L’opera è una riflessione sulle varie culture etniche, in primo luogo i cosiddetti primitivi che ci suggeriscono un altro modo per capire il nostro mondo. I materiali sono raccolti sulle spiagge, come il mare ce li restituisce nel corso del tempo ridonando loro la vita. La spiaggia collega il passato e il futuro, il cielo e la terra e con la sua forza e ci guida ad un’altra visione dei suoi assemblaggi.

Il progetto espositivo della mostra consiste in un sottofondo sonore di insetti in crescendo lungo le scale attraverso le quali si accede all’installazione: sulle pareti e sulla volta una proiezione in movimento di diversi insetti le cui dimensioni variano a seconda della distanza tra il proiettore e la destinazione dell’immagine mentre, su una delle pareti saranno “sparpagliate” opere in legno e ferro a raffigurare insetti di varie forme e dimensioni.
Esposizioni, collaborazioni e produzioni:
– Consolato Olandese di Bandung, Indonesia, 1990
– Lisbona e Castanheira de Pera in compartecipazione con l’Amsterdam Balloon Company, 1992
– Museo di Arte Moderna, Contemporanea e Design di Amsterdam, 1994
– Centro di Arte Contemporanea di Bergen (Norvegia), 1996
– numerose opere vendute al Governo Olandese, 1998
– molti progetti educativi per bambini finanziati dalle scuole e dalle istituzioni locali, 2000-2008
– progetti d’arte per Stevens, Amsterdam
– “Exposition” in collaborazione con Arlette Vermeiren presso il Grand Sablon, Bruxelles, 2012

Clemen Parrocchetti

Nasce a Milano nel 1923. Avrebbe potuto scrivere la sua autobiografia anche trenta, quaranta anni fa, e sarebbero già state pagine fitte di realtà e taccuini densi di annotazioni colorate. E’ entrata nel mondo con gli occhi ben aperti, lei decisa a non perdersi niente della vita. Afferrato saldamente il filo rosso della pittura, l’ha intrecciato con volti, paesaggi, case, affetti, collegando tutto ed a tutto dando un’impronta. Si sposa giovanissima e quattro figli arrivano nei primi cinque anni, la quinta molto più tardi. Chiunque si sarebbe fermato, avrebbe aspettato, per realizzare il proprio sogno in momenti più tranquilli. Lei no, si diploma a Brera, dipinge, espone e si fa subito un nome nell’ambiente artistico milanese. Dapprima vengono opere ai limiti dell’informale, con bianchi calcinosi ed opachi, grigi spenti. E’ attratta dall’essere umano, in lotta ma solo. Dal Sessantanove si lacera il diaframma che sembrava trattenerla ed una commozione nuova la invade, la fantasia si accende, è coloratissima. Ci sono incubi, tormenti interiori, ma anche una satira piena di ottimismo ed allegria.
Sulla tela esplodono colori e fantasie liberatrici, e i contrasti che l’accompagnano sempre nella vita come nella pittura. La fantasia si nutre di letture, soprattutto Borges, accetta la sfida della sperimentazione che la conduce a fare propri i materiali, umili e triti, del lavoro domestico femminile. E’ allora che prendono forza i temi che Clemen, nel corso degli anni, approfondisce, abbandona e riprende, dilata e trasforma.
Il filo di Clemen si srotola e riavvolge, lungo il corso del tempo come quello della mitica Arianna: è il filo della creatività di un’artista decisa a non strappare il legame tra il nero Minotauro e i dolci frutti della vita, ma a consegnarlo, tenace e splendente nelle mani delle giovani generazioni.
(Dalla presentazione di Maria Aletti – Il filo di Clemen – Monotipia Cremonese, 2005).

Esposizioni
– Dal 1957 ad oggi si susseguono personali principalmente in Italia ma anche ad Amburgo, Vienna, Ottawa.
– Primo premio Pirandello, Agrigento, 1977
– Partecipa alla Biennale di Venezia, 1978
– Partecipazione alla 32° mostra internazionale di pittura, Francavilla a Mare, 1978
– Partecipa all’esposizione Internazionale delle Arti Grafiche di Bilbao, 1982
– Partecipazione alla mostra “Femmes Artistes”, Grand Palais, Parigi, 1988
– Partecipazione alla mostra “Sul filo della lana”, curata da Philippe Daverio, Biella 2005.

Galleria CASA DUGNANI, insetti_didier_1

Diane Didier – Galleria CASA DUGNANI, Insetti

INSETTI

Galleria Casa Dugnani

Milano, Robecco sul Naviglio, Galleria CASA DUGNANI

5 Maggio 2013 – 2 Giugno 2013

Inaugurazione 4 Maggio 2013 ore 15:00

Galleria Casa Dugnani http://www.galleriacasadugnani.it/: Galleria Casa Dugnani apre nell’autunno 2009, a Robecco sul Naviglio (Milano) e si affaccia sul Naviglio Grande. Le mostre sono aperte al pubblico tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 19; sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19; lunedì chiuso. Spazi espositivi: quattrocentesco l’uno, con i suoi camini monumentali, cinquecentesco l’altro, ricavato da una cantina con volte a botte, per complessivi 280 mq circa. Qualora particolari esigenze espositive rendano preferibili allestimenti all’aperto, è inoltre possibile disporre di spazi nel parco. Durante l’anno sono organizzati da due a tre cicli di esposizioni, personali o collettive.

Casa-Dugnani-Mappa

Ufficio Stampa mostra:  

Irma Bianchi Comunicazione – Tel +39 02 89404694 r.a. info@irmabianchi.it

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia l’ Ufficio stampa Irma Bianchi Comunicazione per le notizie e le immagini relative alla mostra d’arte contemporanea INSETTI alla Galleria Casa Dugnani di Robecco sul Naviglio con la partecipazione degli artisti Lili Fischer, Giovanni Tamburelli, Jessica Carroll, Arlette Vermeiren, Diane Didier, Job Versteeg, Clemen Parrocchetti.

Milano Arte Expo

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