//
reading...
1944, Antonio D’Orrico, ART EVENTS, Art exhibitions, Art Galleries, Arte, arte contemporanea, arte moderna e contemporanea, Carlo Cambi editore, Cristina Pariset, Fondazione Giorgio Marconi, Fondazione Marconi, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea, gallerie arte contemporanea, gallerie d'arte, Giorgio Marconi, inaugurazioni Milano, Janus, Man Ray, Man Ray 1944 Fondazione Marconi, Milano arte, Milano eventi, Milano Expo, mostra, Mostre a Milano, Robor, romanzo inedito di Man Ray 1944, Seconda guerra mondiale

MAN RAY 1944, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO: romanzo inedito di Man Ray e mostra

Man Ray, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, The Fifty Faces of Juliet_1945

Da “I cinquanta volti di Juliet”, 1945, Fotografia, vintage print, 33,3×22,6 cm, Courtesy Fondazione Marconi

Man Ray 1944 Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO (MAPPA). Alla Fondazione Marconi Antonio D’Orrico, Janus, Giorgio Marconi e Carlo Cambi presentano il romanzo inedito di Man Ray, 1944, martedì 6 novembre 2012 ore 18. In occasione della pubblicazione del libro, la Fondazione Marconi inaugura una mostra con opere di Man Ray coeve alla scrittura di 1944. Nel 1940 Man Ray abbandona Parigi per rifugiarsi a Los Angeles, dove incontra personalità importanti, ottiene riconoscimenti e diverse mostre e dove, soprattutto, conosce Juliet Browner: la sua musa, modella e, dal 1946, moglie a cui dedicherà la indimenticabile serie di fotografie The Fifty Faces of Juliet, alcune tra le quali saranno in esposizione. In mostra anche disegni dalla serie “Studies for Leda & Romeo or Juliet” , gioco di illusioni ottiche, uno dei suoi “oggetti d’affezione” Contraption (Marchingegno) (1944), diverse fotografie tra cui Chessboard (1942) che è anche l’immagine con cui si interrompe il romanzo: Robor si addentra in un luogo surreale simile ad un cafè o ad un night club, popolato da donne nude e “qua e là vi è una coppia china su una scacchiera” (Man Ray), “una mescolanza di sogni e ricordi che sembra talmente forte da arrestare la penna dell’autore” (Janus). MAE Milano Arte Expo ringrazia Giorgio Marconi per aver concesso la pubblicazione di importante valore storico e culturale, che qui segue, della prefazione del libro 1944 scritta da Janus. >>

“1944” UNA STORIA NON IMMAGINARIA di Janus

Questo romanzo non sarebbe mai stato scritto se nel 1944 il mondo non fosse stato ancora tutto immerso in una delle più spaventose guerre di tutti i tempi. Il protagonista proviene dalla realtà e va verso un mondo immaginario, poiché cerca di dimenticare quello che ha visto: una battaglia aerea, probabilmente, come aviatore, il clima di paura della guerra, il pericolo della morte, l’era atomica che avanza con i suoi cupi artigli, ma il romanzo, come il suo autore vuole precisare, è stato scritto “prima di Hiroshima”, che avrà luogo solo nel 1945. Per ora la guerra è come un incendio, è sparsa a frammenti per tutto il pianeta, è ancora un animale vivente, per alcuni è già finita, per Man Ray è già un tentativo di proiettare la sua mente nel futuro, di allontanarsi dal ricordo di questa guerra che si svolge in Europa e si svolge nel cuore nel Pacifico. Forse scrive per esorcizzarla, a scopo apotropaico, è una specie di traccia che attraversa tutta la sua memoria, è un sentimento sotterraneo, è qualche cosa di paradossale, si svolge a migliaia di chilometri dalla California, ma è come se si trovasse davanti alle coste della California, dove Man Ray vive, è lontana ed è sempre vicina.

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Man Ray 1944, before&after

MAN RAY Before & After 1943 contatto 10,5 x 7,3 cm Courtesy Fondazione Marconi

Le guerre non finiscono mai, cambiano soltanto di fisionomia, lasciano tracce visibili nelle opere d’arte, oppure diventano storia o filosofia o letteratura. Il senso di questo romanzo risiede in un capovolgimento, se Robor è una parola che può essere letta in entrambi i sensi, anche la storia ha la stessa ambivalenza, è pace ed è guerra nello stesso momento. Robor è un perfetto palindromo, ma anche la storia è un palindromo, può essere letta in senso inverso. Ai dadaisti piacciono questi giochi di parole. L’amico Marcel Duchamp utilizza lo stesso sistema linguistico per il film a cui dà il titolo di Anemic Cinéma. Man Ray fa invece uso di un anagramma quando per designare, a distanza di anni, lo stesso oggetto in una versione leggermente modificata, il suo famoso ferro da stiro, passa dal lemma Cadeau ad Audace. È un curioso esercizio stilistico quello che Man Ray applica nel suo romanzo, il tempo si sposta continuamente tra il passato ed il presente: Man Ray nel suo vagabondaggio parla con uno sconosciuto, ma questo sconosciuto è lo stesso Man Ray: uno è un artista, l’altro è un critico d’arte, in realtà è uno scrittore ed è un intellettuale, le loro professioni sono confinanti, anche l’artista nel XX secolo è un intellettuale. “Lo scrittore è un investigatore, il pittore è un osservatore”, scrive Man Ray, ma il ruolo può essere capovolto. Il protagonista dice che svolge “un lavoro di guerra”, ma non specifica di quale lavoro si tratti, ci fa comprendere soltanto che la guerra non è finita, si aggira ancora nella coscienza degli uomini. Il protagonista del romanzo vaga per una metropoli immaginaria che è già la città del futuro ed è nello stesso tempo la città del passato (la partita a scacchi, di cui parla nelle ultime righe, il richiamo alla sensualità che in Man Ray è sempre stata molto forte). Descrive in realtà una città sotto assedio. Tutto è ancora molto misterioso. Questo romanzo è un enigma che ha le sue radici nella terrificante guerra che si sta svolgendo sull’intero pianeta, la chiamano, non a torto, Guerra Mondiale. Dobbiamo quindi allargare il nostro sguardo per comprendere meglio quello che Man Ray ha scritto.

Il 1944 è un anno interminabile, la Seconda guerra mondiale, che ha avuto inizio nell’imprevidente 1939 con l’invasione della Polonia, ha improvvisamente preso una direzione differente, dalla sconfitta iniziale sta avviandosi verso la vittoria, ma la guerra non è finita, la soluzione definitiva sembra ancora lontana, molte migliaia di uomini sono ancora destinati a morire. Il 6 giugno 1944 l’enorme esercito degli Alleati, proveniente dall’Inghilterra, attraversa la Manica e sbarca in Normandia. È un’operazione grandiosa che spezza la resistenza tedesca, è una delle più sanguinose battaglie della storia. I combattimenti sono feroci, ma ormai il destino dell’umanità è segnato. La nazione che aveva aggredito, la Germania, che aveva orgogliosamente occupato la Francia, è costretta a retrocedere, e le nazioni che erano state aggredite stanno prendendo la loro rivincita. Il 25 agosto Parigi viene liberata e per Hitler e per i suoi complici sta ormai suonando la campana a morte, ma, forse, non ne sono ancora convinti, sperano in un miracolo, nelle inesistenti armi segrete che dovrebbero annientare gli invasori. Il 14 settembre l’armata americana raggiunge il confine tedesco. Nonostante l’ultima offensiva tedesca delle Ardenne, nel dicembre 1944, la situazione per la Germania rimane disperata e già nel gennaio 1945 l’esercito tedesco deve retrocedere. La fine si avvicina rapidamente, ma in quell’infuocato 1944, di cui parla Man Ray, gli uomini vivono ancora con il fiato sospeso, non sanno fino a quando dovranno ancora attendere. Il nazismo fino all’ultimo vive di rabbia, di frustrazioni, di arroganza, di delitti, non rinuncia alla sua brutalità. Sacrificherà i suoi uomini e sacrificherà Berlino ridotta in macerie, ma dovranno passare ancora molti mesi prima della resa, il mondo dovrà aspettare l’aprile del 1945 perché questo massacro abbia fine, Hitler sceglie il suicidio nel pomeriggio del 30 aprile per sottrarsi alle sue responsabilità, è la sconfitta definitiva della Germania, ma c’è un’altra guerra che si svolge parallela nei mari del Pacifico, altrettanto spietata, altrettanto feroce, davanti alle coste della California, davanti alla città di Los Angeles, dove in quel periodo vive Man Ray, nel cuore di Hollywood. Questa seconda guerra aveva avuto inizio l’8 dicembre 1941 (corrispondente al 7 dicembre degli Stati Uniti) con l’attacco giapponese alla flotta americana a Pearl Harbor. L’offensiva nipponica appare irresistibile, il 10 dicembre viene affondata la corazzata Princes di Wales e l’incrociatore da battaglia Repulse lungo le coste malesi. Altre navi cadono sotto il fuoco degli aerei giapponesi e l’impero nipponico dilaga nel Sud Est Asiatico, sembra quasi che il Giappone possa vincere, possa straripare, arrivare fino alle coste americane, tutto l’oceano è in fiamme, l’America scopre d’essere vulnerabile. Negli anni successivi si svolsero altre battaglie, ma anche per quell’area arriva il 1944, con la rivincita dell’America che infligge una dura sconfitta al Giappone con la battaglia del Mar delle Filippine del 19 e 20 giugno 1944. Il Giappone è costretto a ritirarsi sempre più indietro. Il conflitto nel Pacifico assume dimensioni spaventose a causa della vastità del mare e delle numerose isole che debbono essere conquistate ad una ad una, bisogna tener conto della resistenza accanita dei giapponesi che preferiscono farsi uccidere piuttosto che arrendersi. La guerra in quella zona non fu meno spaventosa di quella che si svolgeva in Europa ed i riflessi si fecero sentire su tutta la costa della California che per anni era stata esposta ad altre insidiose minacce che potevano provenire dai sottomarini tedeschi che facevano strage di navi mercantili e da guerra in quella stessa zona. Se in Europa la guerra finisce nell’aprile 1945, nel Pacifico la guerra ha fine soltanto con la bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945 e con la bomba atomica su Nakasaki del 9 agosto 1945, che costringono il Giappone ad arrendersi il 2 settembre 1945. Fino all’ultimo la California ha vissuto in una tragica apprensione. Non era facile sorridere in quegli anni e questo spiega anche la cupezza di questo romanzo incompiuto.

Man Ray, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Maschera1944

MAN RAY Masque 1944 Inchiostro su carta 34,5 x 27,5 cm Courtesy Fondazione Marconi

A migliaia di chilometri di distanza da entrambi i conflitti, Man Ray comincia a scrivere il suo romanzo intitolato 1944, nel lontano rifugio di Los Angeles. Perché questo titolo? Perché si tratta ancora di un anno di guerra. Di solito Man Ray è molto più fantasioso, quando deve dare un titolo ai suoi testi o alle sue opere artistiche, ma con la consueta intuizione Man Ray è consapevole che si tratta di un anno fatale, di un anno che cambierà la storia del mondo, di un anno che preannuncia la fine della strage brutale ed apre uno spiraglio verso la salvezza. Man Ray potrà, forse, finalmente ritornare in Europa. Avrebbe già potuto anticipare questo ritorno, la Francia è stata liberata, ma i mari non sono ancora sicuri, il cielo è ancora attraversato dagli aerei da guerra, le restrizioni del periodo bellico non sono ancora finite, molti combattimenti in Europa ed in Asia sono ancora in corso. Dovrà attendere fino al 1951. Allora il titolo 1944 è un segno di speranza, è un confine tra due epoche, in questo romanzo-saggio vi è già la descrizione di un mondo che offrirà maggiore sicurezza. Il destino dell’umanità è affidato alle macchine, che forse saranno più sagge degli uomini o, forse, più spietate. È già il segno dell’utopia. Possiamo solo indovinare quello che avrebbe scritto in seguito: una società confusa, una società solitaria, una società non ancora guarita. Le macchine confortevoli dispensano cibo a volontà ed offrono protezione, ma lo scrittore Man Ray è sostan6 zialmente pessimista. Vorrebbe ritornare verso un mondo più umano, ma sa che è impossibile, vorrebbe ritornare verso l’Europa, che gli ha dato la fama e l’amore, verso quella Parigi caotica e contraddittoria che lo ha amato, mentre l’America della sua giovinezza era rimasta indifferente e spesso ostile. Man Ray in quell’anno è impaziente ed è sicuramente amareggiato. A Los Angeles ha ottenuto tutto quello che desiderava, non sono mancate esposizioni importanti e riconoscimenti intellettuali, ha incontrato gli uomini più intelligenti del tempo che provengono dall’Europa, ma tutto questo non è sufficiente. Vorrebbe evadere, come ha sempre fatto; d’altronde a Los Angeles è in procinto di iniziare una lunga storia d’amore con una donna affascinante, Juliet Browner. È un’americana, è ebrea, suo padre è rumeno, è un’altra donna che ha percorso il mondo in cerca di libertà, ha una bellezza esotica, quasi orientale, “occhi a mandorla”, nota lo stesso Man Ray, potrebbe essere nata in qualsiasi altra parte del mondo. Gli amori di Man Ray hanno sempre avuto un carattere eclettico, ama donne dalla bellezza insolita, dalla bellezza fiabesca, rifiuta in amore come nell’arte la banalità, tutto quello che suscita il sospetto della rassomiglianza e dell’imitazione. Come scrittore segue lo stesso schema. Si sposeranno nell’ottobre 1946, dopo anni di convivenza, e con la stessa cerimonia Max Ernst sposa la pittrice Dorothea Tanning. Dell’avvenimento rimarrà un quadro di Max Ernst intitolato Doppio matrimonio a Beverly Hills.

1944” non è l’unico testo che scrive in quell’anno, affronta contemporaneamente altri temi che sono sempre al limite della provocazione. Il 28 febbraio dello stesso anno scrive in forma poetica un lungo testo polemico e trasgressivo intitolato Diatriba. Nel settembre redige un testo teorico dedicato agli Oggetti d’Affezione. Il 4 dicembre pubblica sulla rivista View – The Modern Magazine di New York un divertente testo intitolato Ruth, Rose and revolvers. È un periodo ricco di invenzioni letterarie, già negli anni precedenti si è dedicato alla letteratura. Non abbandonerà mai questa abitudine che continua nella stesura dei suoi diari. Nel 1947 partecipa, con un soggetto, tratto dal racconto appena citato Ruth, Rose and Revolvers e con la sua stessa interpretazione, ad un episodio del film di Hans Richter, un altro profugo dalla Germania, intitolato Dreams that Money Can Buy (I sogni che si possono comprare). I sogni sono un aspetto importante dei suoi procedimenti artistici: possono diventare un quadro famoso, come Beau temps (1939), possono confondersi con i suoi oggetti pre e post dadaisti: nelle sue opere c’è sempre l’impronta di un sogno segreto.

Completare il suo romanzo è impossibile, il tempo non è sufficiente per fare tutto quello che desidera, il mondo non ha ancora concluso la sua follia, la guerra nel 1944 è ancora in corso sia in Europa sia sul Pacifico. La pazienza non è più sufficiente per resistere alla speranza di una rapida conclusione. Si sa che la storia non può ritornare indietro, ma quello che Man Ray scrive può anche essere considerato un romanzo politico: è la descrizione di una società disperata, di una società solitaria, condannata alla solitudine, di una società che ha vissuto l’esperienza dell’oppressione e della violenza, che ha soprattutto negato la libertà ai popoli ed agli individui. È questo il problema al quale Man Ray è sempre stato molto sensibile e che affronta in questo romanzo. Si è sempre considerato un uomo libero, un uomo indipendente, un uomo insofferente alle regole, un uomo a tratti irritabile, un uomo che non vuole aderire a nessuna corrente artistica, è un dadaista quando in America ancora non esisteva il dadaismo, è un surrealista amico e complice di tutti i surrealisti, ma non vuole essere condizionato da comportamenti troppo rigidi, perfino André Breton, che lo include nel suo Manifesto del Surrealismo, lo riconosce, ammette che Man Ray, perfino nell’interno del surrealismo può essere un ribelle, ma non verrà mai espulso dal movimento, come accadrà ad altri grandi pittori surrealisti. Man Ray va molto più lontano: è un anarchico rivoluzionario, può permettersi di sfidare le convenzioni, è contro ogni autorità, ma è rispettoso di ogni autorità, purché venga lasciato in pace. La prima cosa che ha fatto, per coerenza, è stata quella di cambiare il nome, ma a differenza degli altri artisti che utilizzano uno pseudonimo nasconde il suo vero nome durante tutta la sua vita. È un “Altro”, è qualche cosa di diverso, è un irregolare, è uno straniero che crea la sua propria patria in qualsiasi altro luogo della terra, è ebreo, ma non appartiene a nessuna religione, è americano, ma diventa francese, è francese e vive come un americano.

Man Ray 1944 Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Chessboard_edited-1

MAN RAY Chessboard 1942 Fotografia 13 x 17 cm Courtesy Fondazione Marconi

Quando nel 1940, incalzato dalla guerra, lascia l’Europa, non si ferma a New York, che è la città della sua giovinezza, è la città dove vi sono i suoi ricordi e le sue amicizie, dove vivono ancora parte dei suoi familiari, a New York non sarebbe più Man Ray, ma Emmanuel Radnitzsky, chi sa se ha notato che l’ultimo suffisso del suo cognome sky significa cielo (avrebbe potuto diventare la componente di un altro pseudonimo); ed allora parte per Los Angeles, che non ha mai visto, che è una città sconosciuta, perché Man Ray vuole ancora essere uno sconosciuto, è uno sconosciuto famoso, uno sconosciuto che comincia sempre tutto da capo. Dice che va a Los Angeles perché vuole riposarsi, dopo aver attraversato paradossalmente tutta l’America da costa a costa in automobile, ma Los Angeles non è una città dove un artista possa veramente riposarsi.

Il romanzo è stato materialmente scritto nel 1944, in realtà è stato mentalmente iniziato nel 1940 quando, sotto l’incalzare dell’invasione nazista, sente che un pericolo immenso lo sovrasta: la deportazione, la persecuzione, la prigionia in un campo di sterminio, la morte. Quando l’esercito tedesco, che è una specie di macchina inumana, irrompe in Francia, Man Ray ha probabilmente un attimo di panico. Sale in macchina con l’amica Adrienne Fidelin detta Ady e si dirige verso il sud della Francia. Vaga a caso per circa un mese, sta pensando in che maniera mettersi in salvo, ma, quasi illogicamente, quando i tedeschi occupano Parigi e il governo di Pétain firma un armistizio, ritorna a Parigi: è un atto di coraggio ed è anche una sfida inconscia. La guerra in quella Francia, che è stata sempre nel suo cuore, è finita, ma non è tranquillo, ed allora freddamente decide di giocare le sue carte contro gli invasori, di cui conosce la lingua, vuole mettere in salvo le sue opere, che affida ad un amico corniciaio, deve ritirare i soldi, di cui ha bisogno, dalla banca, incrocia per le strade i tedeschi e non può certamente amarli, ma, forse, passa inosservato, è inoltre un cittadino americano, ha un passaporto americano e gli Stati Uniti in quell’anno non sono ancora in guerra. Si può facilmente indovinare che non hanno alcuna simpatia per il regime nazista e che preferiscono aiutare l’Inghilterra con incessanti rifornimenti, ma per il momento è meglio non svegliare il can che dorme e tormentare i suoi cittadini che si trovano in Francia. Ci penseranno quegli stupidi giapponesi con l’attacco a Pearl Harbor a spingere gli Stati Uniti nel conflitto mondiale. Intanto Man Ray in quei giorni frenetici ha il tempo di mettere in ordine le sue faccende e di ripartire subito dopo verso la Spagna, in treno, dove incontra altri tedeschi, di cui finge di non conoscere la lingua, appresa sicuramente in ambiente familiare. Nessuno sospetta che sia ebreo, è uno sconosciuto ed è un artista. È al di sopra della mischia. Non poteva certamente rimanere nella Parigi fascista di Pétain e nella Parigi antisemita di Brasillach, di Drieu la Rochelle e di Céline.

Ha mille ragioni e le sue ragioni verranno perfino ricordate molti anni dopo, nel 2005, in una mostra intitolata Montparnasse déporté, presso il Musée de Montparnasse a Parigi, a cura di Sylvie Buisson, conservatrice dello stesso museo. Vengono esposte le opere che sessanta artisti ebrei, e non solo ebrei, hanno eseguito a Montparnasse e nei campi di sterminio, tra il 1940 ed il 1945, e sopravvissute alla distruzione della guerra, da cui non tutti quegli artisti riuscirono a sopravvivere. Provenivano da ogni parte del mondo: dalla Germania, dalla Pomerania, dall’Austria, dalla Galizia, dall’Ungheria, dalla Cecoslovacchia, dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dalla Crimea, dalla Lituania, dalla Siberia, dalla Grecia. È un avvenimento tragico di una vastità spaventosa, anche Man Ray avrebbe potuto fare parte di quegli artisti che ebbero una sorte peggiore. La mostra è poi passata al Museo della Memoria della Shoah di Gerusalemme ed infine al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino nel 2007.

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Man Ray, Contraption

MAN RAY Contraption (Marchingegno) 1944 Tecnica mista su legno 53,5 x 20 cm Courtesy Fondazione Marconi

Man Ray in quel tragico 1940 riesce a raggiungere il Portogallo e potrà finalmente imbarcarsi per l’America. Attraversa l’Oceano ed ha fortuna, poiché le acque sono già infestate da sottomarini tedeschi. Ci vorrà ancora un anno prima che avvenga l’attacco a Pearl Harbor, ma intanto va a vivere a Los Angeles, in una città che potrebbe correre i suoi pericoli. Pensa di essersi messo al sicuro, il luogo è accogliente, ma la storia diffonde i suoi incubi. La città non è poi così invulnerabile come sembra. Dopo l’attacco giapponese il panico si diffonde per tutta la costa californiana. I giapponesi hanno distrutto la flotta americana e logicamente potrebbero ora invadere l’America, se vogliono trarre le giuste conseguenze dalla loro politica bellica. Non è un’ipotesi del tutto assurda: perché mai i giapponesi avrebbero eliminato la flotta americana se non avevano l’intenzione di sbarcare in California? Sarebbe stata una tappa indispensabile per poter vincere la guerra. Perfino i generali e gli ammiragli giapponesi erano in grado di comprendere che non basta decapitare una nazione, bisogna andare fino in fondo ad un’operazione bellica così violenta. Altrimenti la loro aggressione sarebbe stata inutile, sarebbe stata un’azione gratuita, avrebbe consentito all’America di preparare una nuova flotta. L’unica speranza di vincere il conflitto sarebbe stata quella di portare la guerra sul suolo americano. Rinunciare a questo progetto, che era senza dubbio ambizioso e molto rischioso, significava mettere le basi per la loro prossima sconfitta, come poi è inevitabilmente accaduto. È lo stesso problema che si era posto Hitler: invadere l’Inghilterra sarebbe stato indispensabile per vincere la sua guerra europea. Solo questa invasione avrebbe consentito alla Germania di concludere favorevolmente il conflitto. Molti generali tedeschi lo speravano. Era lo stesso problema che Napoleone non fu in grado di risolvere e che lo condusse alla disfatta finale. Aveva gli uomini, ma non aveva le navi sufficienti per attraversare la Manica, ed è la stessa cosa di cui i tedeschi si resero conto a malincuore. Il Giappone aveva gli uomini e probabilmente aveva anche le navi, ma c’era un grande ostacolo, l’enorme distanza che separava il Giappone dall’America e la necessità di assicurare all’esercito invasore i necessari rifornimenti. Il Giappone e la Germania rinunciarono, e si condannarono alla sconfitta. È questo che Man Ray vuole dire scrivendo il suo romanzo. Di questa atmosfera di panico, che si era diffusa lunga la costa del Pacifico, si ricordò pochi anni dopo lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick, con il suo famoso romanzo, pubblicato da Putnam nel 1962, intitolato The Man in the Castle, diventato, nel 1997 nell’edizione italiana Fanucci, La svastica sul sole. Non è un semplice romanzo di fantascienza, Philip Dick immagina che gli Stati Uniti siano stati sconfitti e siano stati invasi dai giapponesi e dai tedeschi. Narra una storia immaginaria che avrebbe potuto essere vera, e per amore del paradosso nell’interno del suo romanzo esiste un secondo romanzo, clandestino che dice tutto il contrario, intitolato The Grasshopper Lies Heavy (La cavalletta non si alzerà più), dove viene narrato un fatto altrettanto paradossale, la vittoria degli Stati Uniti, ma la fantascienza ha sempre amato manipolare la storia, quella del passato e quella del futuro, soprattutto quando le cose possono essere tranquillamente scambiate tra di loro; è un’operazione mentale che la filosofia ha fatto molte volte quando ha cercato di capire e di interpretare le irregolarità del caso e le infinite varianti che reggono il corso degli eventi. La storia reale può essere modificata dalla storia immaginaria. Non capita solo agli scrittori di fantascienza, ma agli storici di professione che mettono in dubbio la realtà degli eventi. Accade con maggior ragione agli uomini che si sentono imprigionati negli ingranaggi della storia e cercano di fuggire il più lontano possibile dalla morte, come ha fatto Man Ray, quando, consapevole del pericolo che avrebbe potuto correre, è ritornato precipitosamente in America prima che la situazione peggiorasse, se era possibile peggiorarla ancora di più con i tedeschi che avevano invaso la Francia e che erano ben visibili per le strade di Parigi. Man Ray, che si è trovato a faccia a faccia con quegli energumeni, ha avuto fortuna, poiché nessuno in quel momento ha sospettato della sua condizione di ebreo, ma il pericolo era ben visibile perfino nel romanzo di Dick. Uno dei protagonisti, che riflette bene le teorie razziali del vincitore, afferma: “Se la Germania e il Giappone avessero perso la guerra… oggi gli ebrei sarebbero i padroni del mondo, attraverso Mosca e Wall Street”. Era quello che pensava Hitler nelle sue allucinazioni quotidiane. Man Ray credeva d’essersi messo in salvo a Los Angeles, ma non tutti erano di questa idea. Perfino i fumetti in quella stesa epoca condividono queste apprensioni. Nel giugno 1943, nel pieno della guerra del Pacifico, dagli Studi della Walt Disney di Hollywood esce una nuova avventura di Topolino, disegnata da un autentico artista, Floyd Gottfredson, intitolata Mickey Mouse and the Nazi Submarine (pubblicata anni dopo in italiano con il titolo Un’avventura di Topolino nella II Guerra Mondiale): i tedeschi sono riusciti ad introdurre un mini sommergibile in una città di mare che potrebbe essere benissimo Los Angeles. Il cinema a sua volta si è occupato dal problema. Nel 1970 il regista Steven Spielberg realizza un film paradossale, intitolato 1941 Allarme a Hollywood, nel quale immagina che un sommergibile giapponese nel dicembre 1941 sta per avvicinarsi alla città e potrebbe dare inizio a quell’invasione tanto temuta. La narrazione non appartiene alla fantasia, ma allo stato d’animo della popolazione che viveva lungo le coste californiane. Avrebbe potuto diventare reale. Numerosi sono stati i romanzi ed i film che in seguito hanno esaminato la storia sotto punti di vista grotteschi, ma possibili. I paradossi sono infiniti e si rincorrono l’uno con l’altro, in una lunga catena di eventi, ma gli abitanti di Los Angeles e della California nel 1941 e negli anni successivi non erano affatto tranquilli: l’Inghilterra non era stata invasa, ma era sotto continui bombardamenti. Gli Stati Uniti non erano stati invasi, ma dovevano combattere su un fronte vastissimo tra le insidiose isole del Pacifico, ed il pericolo di un’invasione, o almeno di un’aggressione dal mare o dal cielo, non era stato del tutto eliminato. Man Ray era in una fortezza, ma era andato a rifugiarsi in una città che avrebbe potuto essere aggredita. La sua angoscia si riflette nel romanzo 1944. In quegli anni probabilmente Man Ray avrebbe potuto leggere i romanzi di Raymond Chandler (1888-1959) che si svolgevano a Los Angeles, poiché, come dice lo stesso Man Ray, “lo scrittore è un investigatore”: Farewell, my Lovely (Addio, mia amata) del 1940, o High Window del 1943, o The Lady in the Lake del 1943, o addirittura il suo capolavoro The Big Sleep, che era stato pubblicato nel 1939, protagonista l’investigatore Philip Marlowe che indaga sui truci delitti che avvengono a Los Angeles, tradotto poi nel film omonimo nel 1946, quando Man Ray si trovava ancora in quella città, interpretato da Humphrey Bogart e Lauren Bacall. La misteriosa Los Angeles che Robor percorre è già una città perduta, è una città posseduta da presenze aliene; Robor è l’uomo metafisico del XX secolo, è l’uomo infinito che Man Ray ha già rappresentato in un enigmatico quadro del 1942: L’homme infini, proiettato verso una dimensione sconosciuta. Durante il 1944 un famoso scrittore di fantascienza, Alfred E. van Vogt, scrive proprio a Los Angeles (dove si è trasferito in quell’anno, proveniente dal Canada) uno dei suoi famosi romanzi intitolato The World of null-A, che fu poi pubblicato solo verso la fine del 1945 sulla rivista Astounding, molto diffusa da anni a Los Angeles. Si tratterà soltanto di una coincidenza o di una straordinaria assonanza culturale, ma la Città della Macchina, di cui parla van Vogt, è la stessa che Man Ray descrive nel suo romanzo. Anche l’opera di Man Ray appartiene al mondo del non-A (A come Aristotele).

Probabilmente Man Ray alla fine del conflitto avrebbe potuto rimanere per sempre a Los Angeles ed in California, dove il successo era ormai arrivato, ma preferì ritornare nel 1951 a Parigi, che è ormai diventata una città periferica, ma è la città del dadaismo, è la città del surrealismo, è la città dove convergono ancora i maggiori artisti dell’epoca, è la città di Picasso, di cui è stato amico. È proprio lì che decide di terminare idealmente il suo romanzo: con un ritorno alle sue vere origini artistiche, in quell’Europa dove ha le sue antiche radici familiari. 1944 conclude un’epoca terribile.

Janus

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Man Ray, Lequivoque

MAN RAY L’équivoque 1943 Tempera su cartoncino 35 x 28 cm Courtesy Fondazione Marconi

-

-

Man Ray

1944

Man Ray 1944 Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANODi: Man Ray, Janus

Pagine: 184 + compendio pagg. 40

Formato: 15×22

Prezzo: € 20,00

ISBN: 978-88-6403-132-3

Uscita: novembre 2012

Lingua: italiano, inglese    

Il testo 1944 viene pubblicato per la prima volta in inglese, nella sua riproduzione anastatica da Carlo Cambi Editore, accompagnato da una nuova traduzione in italiano (la prima versione italiana apparve nel lontano 1981 nell’interno del volume Man Ray Tutti gli scritti, curato da Janus, Feltrinelli editore).

1944  fu scritto a mano da Man Ray in un grosso quaderno rilegato, sul dorso una piccola etichetta disegnata dall’artista. Una grossa macchia di inchiostro nero compare sulla prima pagina, quasi a rappresentare l’origine da cui tutte le parole del testo scaturiscono.

Il romanzo, diviso in tre capitoli, è introdotto da una breve prefazione di Man Ray, in cui cerca di definire il carattere della parola e da un testo critico scritto appositamente da Janus, il più autorevole studioso di Man Ray e amico dell’artista. Fu proprio a lui che Man Ray affidò le sue pagine. Incompleto nella parte iniziale e in quella finale, le prime pagine della versione inglese sono state strappate misteriosamente dopo la morte dell’artista e la storia si interrompe all’improvviso senza una conclusione. Questa incompletezza è parte integrante del suo fascino.

-

Man Ray

Man Ray (Emmanuel Radnitzsky) nasce a Philadelphia nel 1890 da genitori ebrei di origine russa che erano emigrati negli Stati Uniti alcuni anni prima. Dopo gli studi secondari e i primi corsi di disegno industriale, frequenta il Ferrer Center ed entra in contatto con Alfred Stieglitz e gli ambienti dell’avanguardia newyorkese. Dopo le prime opere di ispirazione cubista avvia la sperimentazione di varie tecniche – collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo – e inizia a dedicarsi alla fotografia. Insieme a Marcel Duchamp è il principale animatore del dadaismo newyorkese e promotore di numerose iniziative, dalla fondazione della Società degli artisti indipendenti (1916) e la “Société Anonyme Inc.” (1920) alla pubblicazione della rivista “New York Dada” (1921).

Nascono in questa fase i primi “oggetti d’affezione”, tra cui il celebre Enigme d’Isidore Ducasse. Nel 1921 si trasferisce a Parigi, dove ritrova Marcel Duchamp, e nello stesso anno ha una personale alla Librairie Six. Realizza i primi Rayographs, che pubblica nel volume Champs délicieux (1922) con prefazione di Tristan Tzara. Dopo la partecipazione al Salon Dada, che si tiene nel 1922 alla Galerie Montaigne, lavora al film Retour à la raison e si lega al gruppo dei surrealisti, con i quali espone alla Galerie Pierre nel 1925 e in tutte le mostre successive. Rimane a Parigi fino al 1940, affermandosi come uno dei migliori interpreti della poetica surrealista, con dipinti, assemblaggi d’oggetti, film d’artista e sperimentazioni fotografiche, continuando ad esporre sia in Europa che in America. Dopo lo scoppio della guerra si reca negli Stati Uniti, a Los Angeles dove rimane fino al 1951. Durante il soggiorno americano si dedica soprattutto alla pittura realizzando la serie Equations shakesperiennes e Alphabet for Adults. Tornato a Parigi, continua la sperimentazione fotografica, la creazione di dipinti e oggetti d’affezione. Nel 1959 l’Istitute of Contemporary Art di Londra gli dedica una grande antologica e due anni dopo gli è conferita la medaglia d’oro per la fotografia alla Biennale di Venezia. Nel 1966 ha la prima grande retrospettiva a Los Angeles al County Museum of Art. Nel 1970 si tiene una grande retrospettiva itinerante in varie sedi d’Europa, che si inaugura al Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam. L’artista muore a Parigi il 18 novembre 1976. Juliet morì nel 1991.

 Janus 

          Janus ha curato la sua prima esposizione di Man Ray nel 1969 a Torino (Galleria Il Fauno).
Ha continuato a studiare e ad analizzare tutta la sua opera, attraverso molte esposizioni: a Ferrara nel 1972 (Palazzo dei Diamanti), a New York nel 1974 (New York Cultural Center), a Parigi nel 1974 (Galerie Iolas), alla Biennale di Venezia nel 1976, ancora a Parigi nel 1981 (Centre Pompidou), a Milano nel 1998 (Fondazione Mazzotta),  a  Lugano nel 2011 (Museo d’Arte) e con una monografia nel 1975 (Fabbri, Milano; Hachette, Paris) e soprattutto attraverso la pubblicazione di tutti i suoi scritti nel 1981 (Feltrinelli), un’opera ancora unica nel campo editoriale.
E’ stato spesso vicino a Man Ray, che ha definito, in una sua dedica, “mon témoin”.

Man Ray, Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea MILANO, Study for Leda2

MAN RAY Study for Leda & Romeo or Juliet 1940 Matita su carta 45,9 x 30,5 cm Courtesy Fondazione Marconi

 -

MAN RAY 1944

mostra di Man Ray e presentazione del romanzo inedito 1944

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Via Tadino 15 – 20124 Milano

Tel. 02 29 41 92 32 – fax 02 29 41 72 78

info@fondazionemarconi.org

www.fondazionemarconi.org

Inaugurazione: 6 novembre ore 18

Durata della mostra: 7 – 24 novembre 2012

Da martedì a sabato: ore 10-13 e 15-19

Ingresso gratuito

Ufficio stampa: Cristina Pariset – tel. 02-4812584 – fax 02 4812486

cell. 348-5109589 cristina.pariset@libero.it

-

-

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Cristina Pariset, ufficio stampa, e Giorgio Marconi di Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea di Milano per le immagini, le notizie della mostra di Man Ray e la possibilità di pubblicare l’introduzione di Janus al romanzo 1944.

milano arte expo

-

-

About these ads

Info su milanoartexpo

Per info: milanoartexpo@gmail.com

Discussione

I commenti sono chiusi.

invia una mail a Milano Arte Expo
MIA 2013 fotografia Milano
Roberto Mutti - MIA 2013 Milano Fotografia. Nessuno ci avrebbe scommesso una lira in quella sera del lontano 13 aprile del 1967 fra i componenti della piccola folla che inaugurava in via Brera a Milano il Diaframma, la prima galleria europea interamente dedicata alla fotografia..  > LEGGI
POESIA TANKA
TANKA – di Paolo Lagazzi – Makiko Kasuga, “Mizugame” e la poesia giapponese “tanka”. Rispetto alla fortuna, nell’Occidente moderno, dello haiku – il tanka ha giocato un ruolo cruciale nella civiltà nipponica, tanto da essere a lungo inteso come la modalità per antonomasia dell’espressione lirica; per questo, un tempo, era designato come waka, cioè come “poesia giapponese”... >> LEGGI.
The Milk Bar Milano
Roanna Weiss - Sei in centro con il tuo bambino affamato che è ancora dell’età che porta il pannolino. Dove vai? Non c’è un sola panca e i bar sono costosissimi per dover prendere qualcosa che non vuoi neanche bere ...  > LEGGI
Casa d'Arte San Lorenzo in Tv
Casa d'Arte San Lorenzo in Tv: Roberto Milani registra l'ultima puntata della  trasmissione  - la quindicesima - prima della pausa estiva. Da lunedì 29 aprile anche in versione web al >LINK.
Alla scoperta di giovani artisti e alla valorizzazione dell'opera dei Grandi Maestri del '900 Casa d'Arte San Lorenzo è riferimento per oltre 5000 collezionisti.
Sede: via Gramsci, 119/a - 56024 San Miniato (Pisa) Italy - Tel. +39 0571 43595 mail: galleria@arte-sanlorenzo.it
MIA Fair 2013 Milan Image Art Fair fotografia
 MIA Milan Image Art Fair 2013 Superstudio Più. Inaugurazione MIA Fair 2013: venerdì 10 maggio. Milan Image Art Fair, la più rilevante fiera di fotografia in Italia, proseguirà sabato 11 maggio e domenica 12 maggio al Superstudio Più di via Tortona 27 a Milano con 180 espositori, tra gallerie d’arte, fotografi indipendenti ed editoria specializzata in fotografia  - >LEGGI INFO.
Osteria del Gnocco Fritto Milano
Milano Smart City – Roanna Weiss: Più Baby Pit Stop & seggioloni nei ristoranti per una Milano a misura di mamme e bambini piccoli / Osteria del Gnocco Fritto ... > LEGGI.
Expo 2015 Milano
 Expo 2015 Milano parte anche da EXPO DAYS SABATO 11 MAGGIO CONCERTO GRATUITO IN PIAZZA DEL DUOMO CON “RADIO ITALIA LIVE”. Eros Ramazzotti, Zucchero, Antonello Venditti, i Negramaro, Raf, Cesare  Cremonini,  Alessandra  Amoroso,  gli Stadio, Fabri Fibra, Nek, Marco Mengoni. Il concerto è a ingresso libero - >LEGGI INFO.
CREATIVE ANTICHE CREDENZE, mobili d'epoca
Antiche Credenze: Oggetti Unici ed Esclusivi. Impronta ai nostri spazi con uno stile personale, valutando scelte fuori dagli standard. Un mobile antico - o solo vecchio - ripristinato o personalizzato con interventi decorativi, rientra in queste scelte con una soluzione che è a portata di mano e di portafoglio! Guarda dove siamo. Tel. 0243129275 - cell. 3401773602 - >LEGGI e GUARDA.
Milano design - 100FA Vintage
Milano design - Vintage: 100Fa propone arredi industriali, mobili da mestiere, da palestra, oggetti particolari.
L’origine: Francia ed Inghilterra, rigorosamente vintage.Vendita e noleggio. mail: info@100fa.it . MAPPA - Via Molino Delle Armi 48, Milano - Tel/Fax: +390258101184 - INFO E FOTO.
Jean Clair - intervistato da Giancarlo Ricci Milano Arte Expo
 Jean Clair, MEDUSA: Giancarlo Ricci intervista Jean Clair per Milano Arte Expo. A partire dal suo libro Medusa (Abscondita Edizioni, Milano 2013) abbiamo posto alcune domande al suo autore, Jean Clair, rinomato critico e storico dell’arte, saggista, ex direttore del Museo Picasso di Parigi. >>LEGGI
Spam Magazine
 YOUNG POWER DAY. VOLETE SCOPRIRE QUAL È IL FUTURO DELLA CARTA? È GIÀ SCRITTO, SU SPAM MAGAZINE. IL NUOVO FREE MAGAZINE CHE DÀ ALLA CELLULOSA LA POTENZA DEL DIGITALE - >LEGGI INFO.
Renzo Ferrari - mostra a Spazio Tadini di Milano
Renzo Ferrari Opere 1990-2010 - SKIRA Il volume edito da SKIRA - in offerta web VEDI LINK - considera l’ultima e importante fase del lavori di Renzo Ferrari - uno dei maggiori pittori svizzeri viventi – dal 1990 fino quasi a oggi. Renzo Ferrari sarà a Milano con una mostra personale allo Spazio Tadini a partire dal 11 maggio 2013. Negli ultimi vent’anni Ferrari ha attraversato un’eccezionale stagione creativa – culminata nella spettacolare serie di opere eseguite attorno al 2005-2008 – che continua tuttora.
Stanley Kubrick fotografo, Palazzo Ducale Genova mostra
STANLEY KUBRICK Fotografo PALAZZO DUCALE DI GENOVA dal 1 maggio al 25 agosto 2013. 160 fotografie di STANLEY KUBRICK. La mostra da un aspetto meno noto nella carriera del grande regista statunitense quando, nel 1945, a soli 17 anni venne assunto come fotoreporter dalla rivista americana Look. L’esposizione, ideata da GAmm Giunti, curata da Michel Draguet, presentata lo scorso anno in prima mondiale al Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles, è coprodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e da Giunti Arte Mostre Musei, in collaborazione con il Museum of the City of New York - che custodisce un patrimonio ancora in parte sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick.
MUSEO PECCI MILANO, PER COMBINAZIONE ALTRE PROPOSTE DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO
MUSEO PECCI MILANO (MAPPA) - PER COMBINAZIONE ALTRE PROPOSTE DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO - Opere di MARCELO CIDADE, FRANCO IONDA, JANNIS KOUNELLIS, PHILIP LORCA DI CORCIA, JACOPO MILIANI, VIK MUNIZ. Progetto speciale: MARIA MULAS, 50 ritratti fotografici di artisti e critici. Video Room RAINER GANAHL, Bicycling Damascus (2004)
INAUGURAZIONE martedì 5 marzo 2013, ore 18. Apertura fino a sabato 6 aprile 2013 >informazioni
Andrea Aste, film L'Alchimista
Bergamo Film Meeting in collaborazione con Exfabbricadellebambole, ANANCHE &ANANCHE, presenta FOTOGRAMMI AD ASCIUGARE: mostra dei disegni originali del film presentato in anteprima internazionale L'Alchimista di Andrea Aste. Un alchimista, chiuso nel suo laboratorio, cerca di scoprire i segreti dell'universo. Vuole arrivare alla risposta ultima e definitiva al mistero dell'esistenza. Per raggiungere il suo scopo inventa un nuovo gioco con il quale sfidare la Natura, imbrogliandola: i tarocchi... Bergamo, Sala alla Porta di S. Agostino dall'8 al 30 marzo 2013. >LEGGI e TRAILER DEL FILM
Galleria Blu Milano
Gallerie arte contemporanea Milano: Galleria Blu IL SENSO E LE FORME Da Chadwick a Bonalumi. Inaugura lunedì 11 marzo 2013, ore 21 la mostra alla Galleria Blu con opere degli artisti Vincenzo Agnetti, Hans Arp, Agostino Bonalumi, Lynn Chadwick, Claudio Costa, Alik Cavaliere, Vincenzo Ferrari,  Lucio Fontana, Emilio Isgrò, Piero Manzoni, Jason Martin, Sandro Martini, Bruno Munari,  Arnaldo Pomodoro, Alessandro Verdi. >LEGGI
Teatro Milano
Ritter, Dene, Voss è in scena al Teatro della Cooperativa fino al 3 marzo 2013 - recensione di Federicapaola Capecchi - La drammaturgia di Thomas Bernhard dipana una tragicommedia ricca, suggestiva e infinita di sottotesti, colma di molteplici risonanze per chi lo recita, per chi ne fa la regia, per chi lo ascolta, induttiva e aperta nel lasciar scegliere quando e come soffermarsi sul lato tragico, tragicomico, surreale, grottesco, disperato... >LEGGI
Marinetti chez Marinetti
GALLERIA RUSSO Roma, Marinetti chez Marinetti. Maurizio Calvesi è curatore di una mostra che presenta oltre 40 opere provenienti dalla collezione privata di Filippo Tommaso Marinetti: Luigi Russolo, Tullio Crali, Fortunato Depero, Ardengo Soffici, Rougena Zátková, Antonio Marasco, Gino Galli, Renato Di Bosso, Mino delle Site ... Marinetti chez Marinetti inaugura alla Galleria Russo (MAPPA) venerdì 15 febbraio 2013 e prosegue fino al 15 marzo. > LEGGI
Van Gogh
Giancarlo Ricci per Milano Arte Expo – ....  La cosa straordinaria in questo libro è che evidenzia una constatazione su cui pochi si sono soffermati: in più di duemila opere del grande artista, il nome Vincent Van Gogh non è mai scritto. > Continua a leggere
GIULIO PAOLINI GIACOMO GUIDI - ARTE CONTEMPORANEA
GIULIO PAOLINI Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Palazzo Sforza Cesarini -  Corso Vittorio Emanuele II, 282/284 ROMA (MAPPA) Inaugurazione 15 febbraio 2013 ore 19. Per la personale da Giacomo Guidi, Giulio Paolini ha realizzato due nuovi lavori, introdotti da undici collages. Il titolo della mostra, Sulla soglia, come pure le opere su carta si richiamano al secondo capitolo del libro pubblicato di recente dall’artista, che funge da guida per i suoi attuali progetti espositivi (G. Paolini, L’autore che credeva di esistere, Johan & Levi, Milano 2012). >LEGGI
fabbrica del vapore viafarini
Fabbrica del Vapore Milano lunedì 18 febbraio 2013, 18.30 | There must be order – nine artists from Central Europe. Viafarini DOCVA con la mostra collettiva There must be order: Matej Gavula, Anetta Mona Chisa & Lucia Tkáčová, Lucia Nimcová, Zbyněk Baladrán, Ľubomír Ďurček, Anna Witt, Eva Jiřička, Kamen Stojanov. > LEGGI
Milano Poesia
POESIA Milano con Emily Dickinson - Appuntamento con Area P – Milano incontra la poesia, domenica 17 febbraio, alle ore 10.30, nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Enzo De Negri guiderà il pubblico alla riscoperta del mondo poetico di Emily Dickinson. Ingresso gratuito.  > LEGGI
GUSTAVO BONORA
Da venerdì 8 Febbraio all' 8 Maggio, l'artista Gustavo Bonora sarà ospitato nella rassegna d'arte "In corso d'opera" ideata da Gaby Ramsperger, presso il foyer del Cinema Gloria Multisala di MILANO (MAPPA). Gustavo Bonora nasce nel '30 a Bologna, arriva nella vivace Milano nel '56 e non la lascerà più. E' un uomo di ricerca  per cui il pensiero e' un modo di vivere. Non sarà  mai solo pittore, ma un studioso che dal teatro alla musica, dalla psicanalisi all' arte figurativa, sostenterà la propria inquietudine come un rabdomante d'emozioni, del sapere come filo conduttore in tutte le discipline, e nel continuo mettersi in dubbio come solo chi ha il dono e il rispetto del discutibile e della suggestione... > vedi il VIDEO
Milano Arte Expo - Fondazione Marconi
Fondazione Marconi di Milano aderisce al progetto Documenti d’Arte del Novecento di Milano Arte Expo con una vasta mole di materiale storico che verrà messo on line. Altre gallerie e fondazioni stanno unendosi a questo cospicuo e progressivo piano di lavoro. Per  collaborare: milanoartexpo@gmail.com.
Il testo che segue è pubblicato nel fascicolo Studio Marconi Documenti n° 8 del 1982La nuova pittura tedesca >leggi
Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim, Arca di Vercelli
Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim – Oltre l’Informale, verso la Pop Art: grande mostra allo spazio Arca di Vercelli – Chiesa di San Marco (MAPPA), dal 9 febbraio al 12 maggio 2013. Oltre 50 capolavori dell’arte europea e americana degli anni Sessanta del Novecento, dei protagonisti indiscussi di questa straordinaria stagione, come Robert Rauschenberg, Jean Dubuffet, Cy Twombly, Frank Stella e Andy Warhol, padre della Pop Art, presente in mostra con la celebre serie Fiori (Flowers) del 1964. 13 lavori provengono dalla Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, recentemente acquisita dalla Collezione Peggy Guggenheim, e saranno presentati qui per la prima volta al di fuori del museo veneziano. >leggi
Flash Art Event Milano
Flash Art Event Milano 8-10 febbraio 201355 mostre d’arte contemporanea, proposte dalle più importanti gallerie d’arte italiane - selezione curatoriale di Flash Art - unite  a Palazzo del Ghiaccio di Milano (MAPPA), per un intero week end da dedicare all’arte (giovedì 7, a partire dalle ore 19 fino alle 22, una preview per galleristi, collezionisti, stampa e accreditati)  GALLERIE: Annarumma, Area\B, Artforkids, Artra, Beo Project, Boccanera, Giovanni Bonelli, Ca’di Fra’, Cannaviello, Cart, Contini, Continua, Culture Hotel, Curti/Gambuzzi, Massimo De Carlo, Edicola Notte, Paolo Erbetta, FaMa,Santo Ficara, Frittelli, In Arco, Interno 18, Invernizzi, Jerome Zodo, Studio Maffei, Manzoni, Studio Marconi ’65, Primo Marella, Melesi, Massimo Minini, Pio Monti, Museo Laboratorio, Opere Scelte, Oredaria, Otto Zoo, PACK, Giuseppe Pero, Poggiali e Forconi, Claudio Poleschi, PrimoPiano, RAM, Rizziero, Rizzutoarte, RUFA, Lia Rumma, Sperone, Christian Stein, Ermanno Tedeschi, The Promenade Gallery, Luca Tommasi, Villa Contemporanea, Visualcontainer, Workshop, z2o | Sara Zanin
alfa castaldi galleria sozzani milano
ALFA CASTALDI Galleria Carla Sozzani - Corso Como 10, Milano (MAPPA). Dal 17 febbraio al 30 marzo 2013 mostra retrospettiva di fotografia dedicata ad Alfa Castaldi, uno dei più poliedrici fotografi italiani. Inaugurazione sabato 16 febbraio 2013, dalle ore 15.00 alle ore 20.00. >leggi
Gio Marconi Dasha Shishkin mostra Milano
La galleria Giò Marconi di Milano inaugura giovedì 7 febbraio 2013 "Sammy", seconda mostra personale dell'artista russa Dasha Shishkin. Shishkin nasce a Mosca nel 1977 e completa i suoi studi alla Columbian University; dal 1993 vive e lavora a New York. La sua carriera inizia con la grande rassegna The Compulsive Line: Etching 1900 to Now presentata al MOMA nel 2006, nella quale i suoi lavori si affiancano a quelli di Marcel Dzama, Jake e Dinos Chapman, David Hockney, David Shrigley etc. La mostra prosegue > al 23 marzo 2013. www.giomarconi.com
Riccardo Costantini Contemporary Torino, Ray Smith
La galleria Riccardo Costantini Contemporary di Torino (MAPPA) apre la attività espositiva con la mostra di Ray Smith It’s time to change. Dal 22 febbraio al 13 aprile 2013, è proposta al pubblico la produzione recente dell’artista americano che torna in Italia dopo aver collaborato con importanti gallerie come Larry Gagosian, Bruno Bishofberger, Sperone Westwater e Akira Ikeda. Dopo la personale di Ray Smith, una collettiva di fotografia che vedrà esposti lavori di Mario Daniele, Giampiero Fanuli, Maurizio Galimberti, Piero Mollica, Patrick Van Roy; poi le personali di Ubay Murillo -giovane artista originario delle Canarie di base a Berlino- Vanni Cuoghi e del fotografo Edoardo Romagnoli.
Officine Creative Ansaldo OCA Milano
OFFICINE CREATIVE ANSALDO Milano.  PROGRAMMA MOSTRE DAL 1 FEBBRAIO 2013 dal 1° al al 12 Febbraio 2013 - Venature: Mostra di quadri di 54 artisti contemporanei a cura  di Accademia delle Belle Arti di Brera
Dal 23 al 25 Febbraio Agorà Palco Primo Piano: White – la settimana della moda femminile all’OCA con stilisti emergenti e gli artigiani del settore.
Dall’8 Marzo al 24 Aprile Primo Piano: QUALCUNO ERA... GIORGIO GABER – una mostra itinerante e un lungometraggio. Cura: Fondazione Gaber facebook.com/officinecreativeansaldo
Exfabbricadellebambole Mostre Milano
Nicola Maggi e Viviana Duimio a EXFABBRICADELLEBAMBOLE, Milano: mercato dell’arte e prospettive del collezionismo in Italia. Un incontro dedicato soprattutto ai professionisti delle gallerie d’arte contemporanea, a curatori, organizzatori di fiere e eventi d’arte sabato 9 febbraio 2013 alle ore 18.30. – Finissage della mostra e Asta dedicata alle fotografie di Maria Mulas giovedì 14 febbraio.
LEGGI >

PICASSO Palazzo Reale Milano
Picasso Milano Palazzo Reale
PICASSO a Milano: mostra a Palazzo Reale dal 20 settembre 2012 al 6 gennaio 2013. MAE Milano Arte Expo, per la mostra dedicata a Pablo Picasso – con i capolavori del Museo Nazionale Picasso di Parigi apre una rubrica curata dallo psicanalista Giancarlo Ricci  LEGGI >
Enrico COVERI STORY Da Prato al Made in Italy
Prato, Enrico Coveri – Moda: COVERI STORY Da Prato al Made in Italy. Uno dei protagonisti indiscutibili della storia della moda, dell’Italian Fashion e lifestyle, con la mostra a cura di Martina Corgnati, Luigi Salvioli e Ugo Volli   LEGGI >
Danza Contemporanea Milano Coreografia d'Arte
DANZA CONTEMPORANEA  MILANO - Festival Coreografia D’Arte.
Dal 2009 vi hanno partecipato coreografi italiani ed esteri per realizzare spettacoli dal vivo su ispirazione di opere di artisti come Lucio Fontana, Emilio Tadini ma anche tanti giovani. Per l’edizione 2012, la III°, sono presenti coreografi italiani, venezuelani, austriaci insieme a 10 artisti di cui uno spagnolo e una cilena...   LEGGI >
AGLIANICO DEL VOLTURE

SOTHEBY'S ASTA OPERE D'ARTE
Sotheby’s asta di arte contemporanea per il restauro del Castello dei Pico della Mirandola
Milano, asta d’arte benefica: da Sotheby’s asta di arte contemporanea per il restauro del Castello dei Pico della Mirandola, martedì 2 ottobre 2012 alle ore 18.00. Saranno posti all’incanto circa 30 lotti che importanti artisti contemporanei, italiani e stranieri, doneranno a sostegno di questa causa. a  LEGGI >

MARCELLO JORI Giacimento di passioni Padova Galleria Cavour
MARCELLO JORI Giacimento di passioni Padova Galleria Cavour
Dal 29 settembre al 28 ottobre 2012
Artista colto, multiforme e brillante, Marcello Jori torna a Padova dopo quasi trent'anni con un'esposizione che rappresenta una parte importante del suo articolato percorso artistico.
LEGGI >

Renoir - La vie en peinture
Renoir Pavia Scuderie del Castello Visconteo
Dal 15 settembre al 16 dicembre 2012 le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno una grande mostra dedicata ad uno dei massimi artisti dell’Impressionismo: Pierre-Auguste Renoir, a cura di Philippe Cros. Il pubblico avrà la possibilità di ammirare anche opere di Renoir esposte per la prima volta in Italia, provenienti da prestigiosi musei d'arte internazionali tra i quali la National Gallery of Art di Washington, il Columbus Museum of Art (Ohio), il Centre Pompidou di Parigi e il Palais des Beaux Arts di Lille.  LEGGI >

Vermeer Il secolo d’oro dell’arte olandese
Vermeer Il secolo d’oro dell’arte olandese
27 settembre 2012 – 20 gennaio 2013 Per la prima volta a Roma una rassegna su Johannes Vermeer, massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo. La mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale - LINK sito della mostra - include, una selezione di opere di Johannes Vermeer - rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia - e circa cinquanta opere di artisti olandesi suoi contemporanei.  Acquista i biglietti on-line
mostra DEGAS - A un passo da Degas, Torino
DEGAS - CAPOLAVORI DAL MUSEE D'ORSAY: 18 ottobre  2012 - 27 gennaio 2013 - TORINO - Antologica dedicata a Edgar Degas, nata dall'accordo tra Skira, il Comune di Torino (MAPPA) e il Musée d'Orsay. Inaugurerà giovedì 18 ottobre nella Palazzina della Società Promotrice delle belle Arti e sarà la più importante mostra italiana dedicata all'impressionista francese negli ultimi decenni.   SITO >
Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, Milano cultura
Marino Marini, Giocoliere, 1953, bronzo, h cm 45, Studio Guastalla per Museo Tattile Statale Omero Ancona, Milano arte e cultura
Studio Guastalla di Milano contribuisce
all'ampliamento della collezione del
Museo Tattile Statale Omero (Ancona).
Potrete vedere e toccare il Giocoliere di Marino Marini e altre opere da giovedì 15 giugno 2012, ore 17 presso le sale del Museo Omero alla Mole Vanvitelliana >>>

Peau d’Arts Paris – Manon Morin

Manon Morin
Peau d'Arts Paris, a cura di Manon Morin - Mur d'arts contemporains pour artistes, intervenants de l'art et toutes personnes qui aiment les arts. facebook.com/millemots
galerie talmart paris
Vernissage de JIZO, DIVINITE JAPONAISE de Jean-Marc Forax - 1er juin au 7 juillet 2012 - Une série de dessins aquarelles de Jizo, personnage japonais qu'on trouve sur les routes, divinité qui accompagne gaiment les enfants injustement punis.  Avec une vidéo de Shunsuke François Nanjo, et sonorisation de Hogo. Galerie TALMART - 22, rue du Cloître Saint-Merri, 75004 Paris - http://www.galerietalmart.com/

TEATRO

Teatro Franco Parenti, Milano arte spettacoli e cultura
Teatro Franco Parenti, PUGAČËV, Milano arte spettacoli e cultura

20|22 giugno ore 21.15
PUGAČËV - di Sergej Esenin
Il poema drammatico del grande poeta russo Sergej Esenin attraversa la vicenda della “rivolta degli orfani”, che infiammò la Russia del Sud tra il 1773 e 1775, e la rilegge attraverso il prisma della Rivoluzione di Ottobre.
TEATRO PARENTI >>>
Teatro Franco Parenti, NE HO MANGIATA TROPPA, di Umberto Simonetta e Luca Sandri, Milano arte spettacoli e cultura
3 | 8 luglio NE HO MANGIATA TROPPA -  Omaggio a Umberto Simonetta. Scritto e diretto da Umberto Simonetta e Luca Sandri. Canzoni originali di Giorgio Gaber. Con Luca Sandri
TEATRO PARENTI >>>
Teatro Franco Parenti, AMLETO, Filippo Timi, Milano arte spettacoli e cultura

10 | 14 luglio - AMLETO²  - di Filippo Timi. regia di Filippo Timi e Stefania De Santis - Nuova edizione di Amleto: una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente, “hellzapoppin” ad alta gradazione di divertimento.
TEATRO PARENTI >>>
Tieffe Teatro Menotti, Milano arte e cultura, stagione 2012 2013
Tieffe Teatro Menotti, La manomissione delle parole, Gianrico Carofiglio, Milano arte e cultura
LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE di e con Gianrico Carofiglio regia Teresa Ludovico.
Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo, nel senso di alterarle, violarle) e poi le rimontiamo (nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati). Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie. Gianrico Carofiglio - Ragionevoli Dubbi Teatro Menotti >>>
Teatro Menotti, Il ventaglio, Carlo Goldoni, regia Alberto Oliva, Milano arte e cultura
IL VENTAGLIO di Carlo Goldoni, regia Alberto Oliva. "Si respira l’aria della fine di un’epoca, la decadenza scrosta i muri e mina le fondamenta del paese. In questo si può leggere un legame con la nostra contemporaneità" Teatro Menotti >>>

MILANO
FONDAZIONI
SPAZI ESPOSITIVI



Biblioteca di via Senato
Via Senato 14 | t. 0276215318
Info e programmi su www.bibliotecadiviasenato.it

Centre culturel français de Milan
Corso Magenta 63 | t. 02 4859191
Info e programmi su http://www.culturemilan.com

Hangar Bicocca - Spazio d’arte contemporanea
Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca) | t. 02 853531764
Info e programmi su http://www.hangarbicocca.it

Fabbrica del Vapore
Viale Procaccini 4 | t. 02 88464102
Info e programmi su http://www.fabbricadelvapore.org

Fondazione Alessandro Durini - Palazzo Durini
Via Santa Maria Valle 2 | t. 02 8053029
Info e programmi su http://www.fondazionedurini.com

Fondazione Marconi
Via Tadino 15 | t. 02 29419232
Info e programmi su
http://www.fondazionemarconi.org

Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50 | t. 02 878197
Info e programmi su
http://www.mazzotta.it

Fondazione Mudima
Via Tadino 26 | t. 02 29409633
Info e programmi su
http://www.mudima.net

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 | t. 02 89075394
Info e programmi su
fondazionearnaldopomodoro.it

Fondazione Prada
Via Fogazzaro 36 | t. 02 54670216
Info e programmi su
http://www.fondazioneprada.org

Fondazione Stelline
Corso Magenta 61 | t. 02 45462411
Info e programmi su
http://www.stelline.it

Fondazione Nicola Trussardi
t. 02 8068821
Info e programmi su
fondazionenicolatrussardi.com

Forma – Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1 | t. 02 581188067
Info e programmi su
http://www.formafoto.it

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59 | t. 02 48008015
Info e programmi su
http://www.creval.it

Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese 95 | t. 02 89420019
Info e programmi su
http://www.museodiocesano.it

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 | t. 02 796334
Info e programmi su
http://www.museopoldipezzoli.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia L. da Vinci
Via San Vittore 21 | t. 02 485551
Info e programmi su
http://www.museoscienza.org

Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Viale Filippo Turati 34 | tel. 02 6551455
Info e programmi su
http://www.lapermanente-milano.it

Spazio Oberdan
t. 02 77406300/6302
Viale Vittorio Veneto 2, ang. Piazza Oberdan
Info e programmi su
www.provincia.milano.it/cultura

Triennale Bovisa
Via Lambruschini 31, ang. Via Codigoro | t. 02 724341
Info e programmi su
http://www.triennalebovisa.it

Triennale di Milano
Triennale Design Museum

Viale Alemagna 6 | t. 02 724341
Info su http://www.triennale.it 
www.triennaledesignmuseum.it

PressOffice specializzati in arte

PressOffice: Cristina Pariset T.+39 024812584 F +39 024812486 Cell.+39 3485109589 Email Pariset

CLP Relazioni pubbliche
Tel. +39 02433403 – fax +39 024813841
press@clponline.it

SPAINI & PARTNERS
via dell'Ordine di Santo Stefano 229
56128 Marina di Pisa (PI)
tel 050/310920 -36042
www.spaini.it cell 3473839137

Patrizia Cavalletti Comunicazione
Via Nazzareno Cristofani n.3
06135 Perugia, Ponte San Giovanni (PG)
Tel. + 39 075 5990443 Mob. +39 348 3386855
Skype: monteverdi333
info@patriziacavalletticomunicazione.it
www.patriziacavalletticomunicazione.it

Articoli recenti

Clicca per iscriverti a questo notiziario e ricevere news per e-mail.

Unisciti agli altri 792 follower

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 792 follower

%d bloggers like this: