ALIGHIERO E BOETTI Studio Giangaleazzo Visconti: alla galleria d’arte di Milano 25 opere di Boetti dal 28 novembre al 22 marzo 2013

Alighiero Boetti mostra Studio Giangaleazzo Visconti Milano, Senza Titolo (Mario Schifano) - courtesy Studio Giangaleazzo Visconti

Alighiero Boetti, Senza Titolo (Mario Schifano) – courtesy Studio Giangaleazzo Visconti

ALIGHIERO E BOETTI Studio Giangaleazzo Visconti – Gallerie d’arte di Milano: mostra personale di Alighiero Boetti allo Studio Visconti di Corso Monforte 23 (MAPPA) – dove è in corso fino al 23 novembre l’esposizione dedicata a Maurizio Pellegrin (>leggi). Alighiero e Boetti – come l’artista firmava dal 1973 i suoi lavori – inaugura mercoledì 28 novembre e prosegue fino al 22 marzo 2013. Studio Visconti è negli spazi che furono lo studio di Lucio Fontana (palazzo dei conti Cicogna Mozzoni, dal 1952 fino alla morte nel 1968). Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994) è tra i maestri italiani del secondo Novecento la cui opera ha maggiormente influenzato quella di artisti più giovani che hanno iniziato a produrre tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Il lavoro di Alighiero Boetti – con quotazioni che continuano a crescere nel mercato dell’arte e nelle aste – è stato ultimamente celebrato da un’importante retrospettiva tenuta al Reina Sofia di Madrid, alla Tate Modern di Londra e al MoMA The Museum of Modern Art di New York.

Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche.

L’esposizione presenta 25 opere realizzate negli ultimi trent’anni di attività, nel quale il tratto, il disegno e il colore sono diventati la materia essenziale della sua ricerca e che spaziano tra una pluralità di tecniche e di materiali che vanno dai disegni ai ricami, dai collage e le matite su carta, ai grandi acquerelli del Cielo, dai lavori postali a quelli con le penne biro, agli arazzi che rappresentano la sua icona più riconoscibile.

Milano Arte, Alighiero Boetti, Niente da vedere

Alighiero Boetti, Niente da vedere

Personaggio poliedrico, in grado di sviluppare una poetica singolare e ancora attuale, grazie ai temi affrontati, Boetti ha saputo cogliere la complessità del mondo contemporaneo, superando anche quelle barriere di un universo culturale che oggi sembra chiuso da confini invalicabili, come quello dell’Afghanistan, dove Boetti ha vissuto e ha commissionato molti dei suoi lavori.

L’ecletticità dell’artista è anche testimoniata dall’appellativo Alighiero e Boetti col quale era solito firmare le sue creazioni – da cui il titolo della mostra – che precorreva, di anni, il dibattito sui concetti di identità e alterità. “Alighiero – assicurava lo stesso Boetti – è la parte più infantile, più estrema, che domina le cose familiari, Alighiero è il modo in cui mi chiamano e mi nominano le persone che conosco, Boetti è più astratto, appunto, perché il cognome rientra nella categoria, mentre il nome è unico il cognome è già una categoria, una classifica. Questa è una cosa che riguarda tutti. Il nome dà certe sensazioni di familiarità, di conoscenza, di intimità. Boetti, per il solo fatto di essere un cognome, è già un’astrazione, è già un concetto”.

Alighiero Boetti, Grigio Doncaster, 1968

Alighiero Boetti, Grigio Doncaster, 1968

Il percorso espositivo comprende alcune opere storiche come la tela col disegno mimetico del 1967, o un Postale degli anni Settanta, una serie di buste affrancate e timbrate messe le une accanto alle altre, o ancora quelle realizzate in penna biro con la quale creava una complessa e fitta texture, ovvero “un sistema di trasposizione delle parole in immagini, con la segreta speranza che un giorno troverò quella che disegnerà se stessa”.

Il piatto forte della mostra è rappresentato dagli arazzi degli anni Ottanta, che Boetti faceva realizzare in Afghanistan, ricchi di colori e di frasi che sceglieva personalmente, per poi farle tessere. “Scrivere – era solito affermare – è disegnare. Le mie scritture sono tutte fatte con la sinistra, una mano che non sa scrivere, mostrano quindi anche una punta di sofferenza fisica, ma scrivere è un gran piacere. Ci sono parole che uccidono, parole che fanno un male tremendo, parole come sassi, parole leggerissime, parole reali come in numeri. Ma se vuoi veramente qualcosa mettilo per iscritto”.

Alighiero Boetti Studio Giangaleazzo Visconti - Le infinite possibilità 6620

Alighiero Boetti – Le infinite possibilità 6620

ALIGHIERO BOETTI (Torino 1940 – Roma 1994)

Alighiero Boetti, uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra, è oggi considerato di estrema attualità. I temi toccati, infatti, – i confini e il loro superamento, il caos, la complessità, la mescolanza di linguaggi e culture – sono riflessioni attuali sulle quali la società moderna si dibatte. Boetti affronta questi temi senza mai riferirsi ad un movimenti specifico.

Alighiero Boetti, Oggi il primo giorno, 1988

Alighiero Boetti, Oggi il primo giorno, 1988

Dal punto di vista artistico Boetti esordisce nella seconda metà degli anni Sessanta con una personale alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967 dove presenta opere scultoree costruite per accostamenti elementari di materiali industriali.

Autodidatta, dopo aver abbandonato gli studi di Economia, si interessa alla cultura orientale e a diverse discipline, quali la filosofia e l’alchimia. Attraverso il lavoro sui concetti di serialità e ripetitività pone in discussione il ruolo tradizionale dell’artista sviluppando il problema del doppio; con il lavoro Gemelli dal 1968, l’artista presenta un fotomontaggio che ritrae se stesso che tiene per mano un altro se stesso.

Queste riflessioni lo spingeranno, tra la fine del 1972 e il 1973, a firmarsi Alighiero e Boetti. Dal 1971 al 1980 è ossessionato dalla serialità e dall’ordine delle cose, vuole codificare tutto: fiumi, bandiere, segni.

Nel 1971 iniziano i suoi viaggi periodici in Afghanistan che inaugurano il ciclo dei ricami coloratissimi realizzati da donne afgane. Il lavoro sul tema del doppio corrisponde alla realizzazione di opere che coinvolgono la collettività e riguardano il linguaggio e la comunicabilità: tra il 1972 e il 1973 realizza il ciclo lavori a biro. Agli anni Settanta appartengono anche i ricalchi delle copertine dei periodici di informazione.

Negli anni Novanta realizza un arazzo di grandi dimensioni denominato Tutto dove appaiono in silhouette un grande numero di immagini che ne ricoprono interamente la superficie. Nel 1993 dà vita a un’opera collettiva che coinvolge le Accademie d’Arte francesi, Alternando da uno a cento e viceversa, poi tessuto da mani afgane. Allo stesso anno appartiene l’opera considerata di commiato, una statua in bronzo dell’artista nell’atto di innaffiarsi il capo.

Milano, ottobre 2012

Studio Giangaleazzo Visconti Milano, Alighiero Boetti, Zucchero e sale

Alighiero Boetti, Zucchero e sale

 

ALIGHIERO E BOETTI

Studio Giangaleazzo Visconti

Milano, Corso Monforte, 23

28 novembre 2012 – 22 marzo 2013

Orari: da lunedì a venerdì 11:00 – 19:00

Ingresso libero
Catalogo in mostra

Info
Studio Giangaleazzo Visconti, Tel. 02.795251,  info@studiovisconti.netwww.studiovisconti.net

Mostre Milano, Alighiero Boetti, Cieli ad alta quota

Alighiero Boetti, Cieli ad alta quota

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02 36 755 700
press2@clponline.it

MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Marta Paini dell’Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche per le news e le immagini della mostra ALIGHIERO E BOETTI alla galleria d’arte di Milano Studio Giangaleazzo Visconti.

milano arte expo

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