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Teatro alla Scala: Zhang Xian dirige l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con Čajkovskij e Prokof’ev

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Zhang Xian – foto Stephanie Berger

Teatro alla Scala – laVerdi / Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Zhang XianČajkovskij Ouverture 1812 op. 49; Prokof’ev Ivan il terribile op. 116. Domenica 9 settembre 2012, ore 20.00. Biglietti per il concerto alla Scala da 12.00 a 73.00 euro: informazioni e prenotazioni: 02.83389401 /2 /3, www.laverdi.org. > Milano Arte Expo ringrazia Massimo Colombo per il testo e le immagini > laVerdi torna al Teatro alla Scala di Milano con il tradizionale concerto che precede l’apertura ufficiale della nuova stagione. Sul podio del Piermarini il Maestro Zhang Xian – per il quarto anno consecutivo Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi -  dirigerà un programma   di forte connotazione russa: l’Ouverture 1812 di Čajkovskij, che commemora la tentata invasione francese della Russia e la conseguente, devastante ritirata dell’armata di Napoleone;  e Ivan il Terribile, oratorio di Prokof’ev con voce recitante (Stefano Annoni) e solisti (mezzosoprano, Natascha Petrinsky; basso, Alexei Tanovitzki), opera scritta come colonna sonora dell’omonimo film diretto da Sergej Eizenstejn. >>

 

Zhang Xian sarà affiancata da Maria Teresa Tramontin, maestro del Coro di voci bianche che ha diretto i bambini anche nella trasferta in Oman con Carmen lo scorso dicembre, e da Erina Gambarini, alla guida  del Coro Sinfonico de la Verdi. Non solo. In scena, insieme con i corpi musicali e vocali de laVerdi, ci sarà, nell’esecuzione del brano di apertura Ouverture 1812  che richiede l’intervento di una banda, anche la Filarmonica Paganelli 79 di Cinisello Balsamo, diretta da Donatella Azzarelli.

 

 

 

“Questo concerto d’apertura, che ripercorre e consolida una conclamata tradizione – spiega Ruben Jais, responsabile artistico de laVerdi – non solo vede la partecipazione di tutte le ‘masse artistiche’ della Fondazione di largo Mahler, ma anche l’intervento particolarmente gradito della Filarmonica Paganelli 79 di Cinisello Balsamo, una delle migliori bande del territorio, nell’allestimento di uno spettacolo incentrato sul grande repertorio russo, molto familiare quanto congeniale a laVerdi, che si esprime in questo caso in un programma di forte impatto popolare, attraverso una musica particolarmente comunicativa e immediata. Significativo e curioso ma evidentemente non casuale – conclude Jais – il fatto che i direttori dei quattro ensemble impegnati alla Scala il 9 settembre siano tutte donne”.

 

 

 

(Biglietti da 12.00 a 73.00 euro; per informazioni e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org).

 

 laVerdi, Zhang Xian, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Milano Arte Expo

 

Programma

 

Ai primi di giugno del 1880 l’editore Jurgenson chiede a Čajkovskij una nuova composizione orchestrale di carattere celebrativo che avrebbe dovuto festeggiare a scelta tre eventi: l’apertura dell’Esposizione dell’Industria e dell’Arte (la cui presidenza per la parte musicale era stata affidata a Nikolaj Rubinštein), il 25° anniversario del regno dello Zar Alessandro II e infine l’apertura della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. La risposta del compositore è piuttosto insolente: Čajkovskij sottolinea il fatto che per scrivere della musica su commissione egli necessita non solo di un programma e di un termine preciso ma anche di un centinaio di rubli (somma che per i tempi era assai elevata); e in una seconda lettera Čajkovskij rincara la dose sostenendo che il compito gli causava una estrema ripugnanza tanto che non gli è possibile scrivere alcunché di glorificatorio nei riguardi di una persona che gli stava francamente antipatica (lo zar) o di una cattedrale che non gli piaceva affatto. Rimane quindi l’opzione di una Ouverture celebrativa della Esposizione che si andava a inaugurare, Ouverture che è ancora sollecitata dallo stesso Rubinštein in una lettera del 30 settembre (“non vi prescriverò né un soggetto né la forma; chiedo solamente che il pezzo duri dai 15 ai 25 minuti, con o senza coro, ma naturalmente senza la partecipazione di solisti”).

 

Il seguito della corrispondenza čajkovskijana è costellato di lamenti per un compito che non riesce più a scrollarsi di dosso: ”Pensate, mia cara amica – scrive alla von Meck – che cosa si può scrivere per l’inaugurazione di una mostra se non banalità e passaggi genericamente assordanti”. E ancora alla von Meck (22 ottobre 1881) :”L’Ouverture sarà molto rumorosa e sonora”:

 

Un ripensamento sulla destinazione della stessa porta Čajkovskij a concepire il lavoro in vista della celebrazione della Cattedrale di Cristo Salvatore, scelta che si rivela opportuna dato che l’Esposizione è stata nel frattempo rimandata di un anno. L’Ouverture viene completata rapidamente il 19 novembre 1881, mentre la prima esecuzione ha luogo a Mosca il 20 agosto 1882, sotto la direzione di Ippolit Altani, in una sala appositamente costruita per la grande Esposizione. L’ispirazione per il potpurri di elementi patriottici che affollano la davvero rumorosissima ouverture giunge a Čajkovskij in base al fatto che la Cattedrale di Cristo Salvatore era stata costruita per commemorare gli eventi del 1812, ossia la vittoria delle armate zariste contro l’esercito napoleonico. È facile a questo punto immaginare come questo lavoro celebrativo, poi divenuto famoso, contenga innanzitutto i temi degli inni nazionali francesi e russi, cui si sovrappongono un canto ortodosso, una canzone popolare russa e frammenti di precedenti composizioni čajkovskijane.

 

Con tutti questi ingredienti l’autore riesce peraltro a confezionare una pagina che, a parte la rumorosità, si è meritata una serie di aspre critiche formali. In certi casi l’Ouverture è stata eseguita all’aperto, con l’impiego di cannoni a salve e addirittura fuochi d’artificio.

 

Testo di Luca Chierici (Da  Guida alla musica sinfonica – Le Guide Zecchini)

 

 

 

A differenza di Dmitrij Šostakovič, che si avvicinò al cinema molto presto (lavorando da giovane come accompagnatore al piano di film muti) e scrisse numerose colonne sonore per tutta la vita (una quarantina), Sergei Prokof’ev si dedicò di rado a questo genere, anche se nell’Unione Sovietica era ambito dai compositori perché garantiva commissioni e salari a dispetto della ridotta libertà creativa. Stalin apprezzava il cinema in funzione politica e celebrativa: la settima arte poteva raggiungere, educare e formare le grandi masse, mostrando i modelli da seguire nella costruzione del socialismo e celebrando i risultati raggiunti dal regime comunista, ma era necessario – ovviamente – un ferreo controllo sui soggetti e sul lavoro degli artisti.

 

Un felice incontro. Ejzenštejn era nato a Riga nel 1898 da famiglia benestante di origini ebraico-tedesche. Il suo secondo film, La corazzata Potëmkin del 1925 (per la cui sonorizzazione aveva già pensato a Prokof’ev che però in quel periodo si trovava all’estero), gli diede fama mondiale al punto che per un certo periodo si trasferì in America (1930), invitato a lavorare a Hollywood con un contratto importante per la realizzazione del film Una tragedia americana, basato sull’omonimo romanzo di Theodore Dreiser. L’esperienza però non andò a buon fine e dopo un viaggio in Messico, dove girò un documentario (Que Viva Mexico!) rimasto incompiuto, il regista fu richiamato in patria dallo stesso Stalin.  Al rientro Ejzenštejn fu visto con sospetto proprio a causa del suo soggiorno in Occidente e ben presto dovette affrontare anche i rigori della censura. Il film Il prato di Bežin, dedicato alla collettivizzazione della terra, fu criticato aspramente ed egli fu costretto all’autocritica. Per riabilitarsi pensò a un soggetto storico – dagli evidenti risvolti patriottici e antinazisti – ambientato nel XIII secolo e ispirato alla lotta del principe russo Aleksandr Nevskij contro i guerrieri teutonici. Per la colonna sonora si rivolse a Prokof’ev, instaurando con lui un’intesa perfetta, e ciò diede i suoi frutti: Aleksandr Nevskij, al di là degli intenti patriottici e nazionalisti (piacque anche a Stalin) è un capolavoro.

 

Dalla colonna sonora, nel 1961, il direttore Alexandr Stasevich ricavò un oratorio per voce recitante, contralto, baritono, coro misto e orchestra, utilizzando anche alcuni frammenti non usati nel film: si tratta della versione normalmente eseguita in concerto.

 

Ivan il terribile è un magnifico affresco sonoro, dove una grande orchestra ricca di svariate percussioni in gran spolvero è utilizzata con autentica maestria. Bisogna ancora notare che, accanto alle voci soliste, contralto e baritono, alle quali sono affidate alcune pagine ispirate, il coro soprattutto è protagonista, essendo trattato come vero personaggio, secondo la tradizione delle opere di Glinka e Musorgskij. Al coro – presente “in scena” dall’inizio alla fine – è richiesto un impegno particolare per coesione, tecnica e capacità di passare dall’intonazione più spettacolare ed estroversa a quella più intima e raccolta. Al coro sono anche riservate alcune pagine chiaramente ispirate alla tradizione popolare russa che, accanto alle sezioni strumentali più audaci e sperimentali, rappresentano un’oasi di lirica contemplazione all’interno di una narrazione spesso concitata e drammatica. La musica di Prokof’ev, anche se separata dalle immagini del film – cui fu strettamente legata – vive dunque per forza propria e sorprendente vitalità in virtù di un’ispirazione che non viene mai meno.

 

Testo di Flavio Menardi Noguera

 

 

 

Biografie

 

Nel 2012-2013 Zhang Xian sarà Direttore Musicale de laVerdi (Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi) per la quarta stagione consecutiva, carica recentemente confermata fino alla stagione 2014-2015. Zhang Xian è inoltre Direttore Artistico della NJO/Dutch Orchestra e dell’Ensemble Academy, con cui ha tenuto il suo primo corso estivo nell’agosto 2011.

 

Prima di tale incarico, è stata Direttore Associato della New York Philharmonic (prima titolare della Arturo Toscanini Chair) per tre anni, dopo esserne stata Direttore Assistente.

 

Sempre più richiesta come direttore ospite in Europa, tra i suoi futuri impegni ricordiamo le esibizioni con i Wiener Symphoniker, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, così come con la London Symphony, Oslo Philharmonic, Royal Stockholm Philharmonic, BBC Scottish Symphony e Gothenburg Symphony Orchestra. Inoltre tornerà a dirigere la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam nel 2013-2014.

 

Nonostante ora abiti di base proprio a Milano, mantiene rapporti continui e continuativi con il Nord America. Gli impegni della scorsa stagione negli Stati Uniti hanno incluso, tra l’altro, la National Symphony Orchestra di Washington e la Chicago Symphony Orchestra, mentre il calendario della presente e della futura stagione prevede esibizioni con le orchestre sinfoniche di New Jersey, Cincinnati, Pittsburgh, Seattle, Atlanta e Indianapolis. Significativo è il forte legame con l’orchestra della Juilliard School e di recente ha presentato la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas al Lincoln Center di New York City.

 

Come direttore d’opera, Zhang Xian ha fatto un sensazionale debutto con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007, dove ritornerà nella Stagione 2013-2014. Ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Ha debuttato con la De Nederlandse Opera nel gennaio 2012 in una rappresentazione con due opere e la regia di Robert Lepage: Renard e Le Rossignol di Stravinskij. Impegni futuri includono il suo debutto al Teatro alla Scala nella Stagione 2013-14 e recite di Turandot allo Schleswig Holstein Festival nell’estate 2012.

 

Zhang Xian ha promosso compositori cinesi, in particolare le opere di Chen Yi (tra cui Momentum). Nel maggio 2008 ha completato un grande tour della Cina con sei concerti con l’Orchestra della Juilliard School, tour durante il quale Ge Xu di Chen Yi è stato rappresentato a Shanghai, Beijing e Suzhou. Ha anche diretto Fanfare di Huang Ruo con la New York Philharmonic. Ha fatto ritorno in Cina nell’aprile 2012 per dirigere la China Philharmonic e la Guanghzhou Symphony.

 

Nata a Dandong in Cina, Zhang Xian ha debuttato professionalmente a vent’anni con Le nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito, ha insegnato direzione d’orchestra, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998.

 

La vittoria al Maazel/Vilar Conducting competition nel 2002 ha definitivamente lanciato la sua carriera internazionale.

 

 

 

Erina Gambarini, Direttore del Coro. Figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista nell’opera di Britten Il giro di vite.
Dopo alcuni anni di intensa attività solistica, ha proseguito lo studio del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con Teresa Stich Randall a Vienna, direzione interpretazione corale e musica da camera con Marcel Couraud, tecnica vocale e interpretazione con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma, Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze, Teatro Grande di Brescia. Ha inciso numerosi CD per Nuova Era, Carrara e Ricordi. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali. Nel 1996 inizia la sua collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi, che nel 1998 la chiama come sua assistente e maestro del coro in occasione della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, incarico che ricopre tuttora. Ha collaborato con molti direttori d’orchestra, tra i quali Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gianandrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King.

 

Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici.

 

 

 

Maria Teresa Tramontin è mezzosoprano del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi da oltre 10 anni, sotto la guida del Maestro Romano Gandolfi fino alla sua scomparsa. E’ stata diretta da grandi maestri quali Chailly, Ceccato, Caetani, Flor, Barshai, Jurowski, Slatkin, Fedoseyev, Morricone, Veronesi, King, Abbado, Sir Marriner, Zhang, Rilling.

 

Ha collaborato con numerose orchestre tra cui Pomeriggi Musicali, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Sinfonica di Lecco, Orchestra Toscanini e del Teatro Coccia di Novara; inoltre ha inciso cd con Placido Domingo, Andrea Bocelli, Juan Diego Florez, Lucia Aliberti. Ha intrapreso il percorso musicale dapprima studiando pianoforte, teoria e solfeggio e successivamente canto lirico e vocalità con Angelo Conti, Sonia Sigurtà e Claudia D’Antoni.  Insegna musica in qualità di esperto nelle scuole, canto e vocalità presso numerosi cori; dirige da cinque anni il Coro dei detenuti del Reparto dei tossicodipendenti “La nave” del carcere di San Vittore di Milano; inoltre si sta specializzando in Musicoterapia presso la Scuola di Artiterapie di Lecco. Dal 2008 è Maestro del Coro di Voci bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi con cui ha eseguito nella Stagione 2010/2011 concerti di grande calibro.

 

L’11 settembre 2011, presso il Teatro alla Scala, per l’apertura della Stagione Sinfonica 2011/2012 ha diretto il Coro di Voci Bianche nel War Requiem di Britten, insieme con l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretti dal Maestro Zhang Xian. A dicembre, insieme con gli ensemble de laVerdi, ha partecipato alla tournée in Oman alla guida del Coro di Voci bianche, per la Carmen di Bizet diretta dal Maestro Patrick Fournillier, in occasione dell’inaugurazione della Royal Opera House di Muscat .

 

 

 

Donatella Azzarelli nasce a  Milano, compie gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in flauto traverso e in seguito studia Direzione e Strumentazione per banda presso la Scuola Civica di Musica di Milano, ottenendo  l’attestato di Musicoterapia. Dal 1986 è Primo flauto presso la Civica Filarmonica di Balerna (Svizzera) e suona in varie formazioni cameristiche in Italia e all’estero. Nel 1996 fonda Filorchestra, ensemble di giovani musicisti per il quale è anche arrangiatrice dei brani musicali. Attualmente è direttore artistico e musicale di due formazioni della Filarmonica Paganelli  ’79: la Filorchestra e l’Orchestra Fiati, ed è vicemaestro presso la Civica Filarmonica di Balerna in Svizzera. Insegnante di flauto presso scuole di musica in Italia e Svizzera, ha partecipato all’organizzazione di molti spettacoli musicali e concerti ed è stata giurato in diversi concorsi per bande musicali.  Ha frequentato diverse Masterclass, tra le quali quella di Direzione d’orchestra con il Maestro Ennio Nicotra e quella di Direzione per orchestra di fiati con il Maestro ungherese Laszlo Marosi.

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Concerto straordinario

in collaborazione con il

Teatro alla Scala

Teatro alla Scala, domenica 9 settembre 2012, ore 20.00

 

Čajkovskij

Ouverture 1812 op. 49

 

Prokof’ev

Ivan il terribile op. 116

 

Voce recitante Stefano Annoni

Mezzosoprano Natascha Petrinsky

Basso Alexei Tanovitzki

 

 

Coro di voci bianche de laVerdi

Maestro del Coro  Maria Teresa Tramontin

 

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Maestro del Coro  Erina Gambarini

 

Filarmonica Paganelli 79 di Cinisello Balsamo

Direttore  Donatella Azzarelli

 

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Zhang Xian

 

 

 

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

 

Ufficio Stampa

 

Massimo Colombo

 

Tel.  +39 02.83389.329 – +39.393.5285464

 

massimo.colombo@laverdi.org

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MAE Milano Arte Expo -milanoartexpo@gmail.com- ringrazia Massimo Colombo per il comunicato stampa e le immagini relative al concerto.

Teatro alla Scala, laVerdi, Milano Arte Expo

 

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