CARAVAGGIO e la Resurrezione di Lazzaro: Museo di Roma – Palazzo Braschi, fino al 15 luglio

Caravaggio e la Resurrezione di Lazzaro, Museo di Roma - Palazzo Braschi, arte expo cultura

La Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio al Museo di Roma – Palazzo Braschi (MAPPA): dopo sette mesi di lavori di restauro attuati dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro, struttura del MIBAC) resterà a Roma  fino al 15 luglio 2012. Dopo l’esposizione a Palazzo Braschi, la Resurrezione di Lazzaro – commissionato da Giovan Battista Lazzari nel 1608 e collocato nella cappella di famiglia nel 1609 – tornerà permanentemente a Messina, accanto all’altro capolavoro di Caravaggio: l’Adorazione dei Pastori. La mostra, arricchita dal materiale esplicativo del restauro e del lavoro dell’ISCR si terrà al Museo Regionale di Messina dal 25 luglio all’11 novembre 2012. > c. stampa > Roma, giugno 2012 – La resurrezione di Lazzaro, proveniente dalla chiesa dei Padri Crociferi di Messina, uno dei più importanti dipinti eseguiti in Sicilia da Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, dopo la sua precipitosa fuga da Malta, a conclusione di un restauro durato sette mesi sarà finalmente esposto dal 16 giugno al 15 luglio 2012, in una mostra nel Museo di Roma Palazzo Braschi. >>

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, dall’Assessorato alla Cultura della Regione Siciliana e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro. Con questo evento saranno aperti per la prima volta al pubblico, dopo i lavori di restauro, il grande Salone d’Onore che ospiterà il capolavoro caravaggesco e l’attigua Cappella Valadier. L’intervento di restauro, eseguito dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro, struttura del MIBAC) in accordo con il Museo Regionale di Messina è stato realizzato grazie all’Associazione Culturale Metamorfosi che ne ha organizzato anche l’esposizione, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e che così avvia una nuova politica di sostegno attivo e di affiancamento di istituzioni culturali prestigiose, come l’ISCR e il Museo Regionale di Messina.

Caravaggio e la Resurrezione di Lazzaro, Museo di Roma - Palazzo Braschi, arte expo a Roma

Caravaggio e la Resurrezione di Lazzaro, Museo di Roma – Palazzo Braschi

Il precedente restauro dell’opera, effettuato dall’allora Istituto Centrale per il Restauro, risale al 1951. L’intervento presentato oggi si inserisce perfettamente nel progetto generale di revisione dei restauri eseguiti dall’Istituto a partire dagli anni cinquanta, con l’obiettivo di approfondire le ricerche e sciogliere le problematiche all’epoca irrisolte. Questo grazie all’evoluzione dei metodi e dei materiali da impiegare per la pulitura e al supporto di metodi analitici che nel 1951 non erano disponibili; elementi che hanno permesso di ottenere risultati e approfondimenti conoscitivi e di restituire leggibilità a quest’opera. Su questa tela, a pochi decenni dalla sua esecuzione, si erano infatti già riscontrati problemi conservativi. Un episodio – non è chiaro se reale o romanzesco – racconta che nel 1670 il primo restauratore, Andrea Suppa, accingendosi alla pulitura con semplice acqua, si trovò ad asportare del colore nero. Il restauratore, accusato dalla città di aver danneggiato il prezioso dipinto, morì di dolore.

Comunque un capolavoro, la resurrezione di Lazzaro del Caravaggio, una tela di fortissima suggestione che mostra i personaggi di questo evento miracoloso serrati in primo piano su uno sfondo scuro che lascia immaginare l’ambientazione architettonica di una chiesa. Un Cristo che, con il volto in ombra e l’indice puntato imperiosamente verso il corpo di Lazzaro – ancora rigido e gonfio – ricorda la Vocazione di San Matteo nella Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, opera ispirata a sua volta al gesto della Creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella Sistina. La tristezza delle espressioni rimanda alla Deposizione dell’ultimo Tiziano, eseguita per la propria tomba: il volto centrale rivolto verso il Cristo, con la fronte aggrottata e la bocca semiaperta, racconta il miracolo nell’espressione di stupore. Due proiezioni indietro nel tempo,una consuetudine nelle opere tardive di Caravaggio che usava riutilizzare motivi compositivi del suo repertorio figurativo precedente.

Un importante intervento di restauro che restituisce, forse definitivamente, agli studiosi e ancora di più al pubblico una lettura rigorosa e al tempo stesso appassionante di un capolavoro che nel corso dei secoli non ha mai smesso di far parlare, affascinare, coinvolgere. Dopo l’esposizione a Palazzo Braschi, la Resurrezione di Lazzaro tornerà permanentemente a Messina, accanto all’altro capolavoro di Caravaggio lì custodito, l’Adorazione dei Pastori. La mostra col materiale esplicativo del restauro e del lavoro dell’ISCR si terrà al Museo Regionale di Messina dal 25 luglio all’11 novembre 2012.

SCHEDA RESTAURO OPERA

Caravaggio e la Resurrezione di Lazzaro, Museo di Roma - Palazzo Braschi, arte mostre a Roma

Caravaggio e la Resurrezione di Lazzaro, Museo di Roma – Palazzo Braschi, poi al Museo Regionale di Messina

Il restauro della Resurrezione di Lazzaro si inserisce nel progetto in corso presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, sulla revisione degli interventi eseguiti a partire dagli anni cinquanta , per valutarne la durevolezza e l’efficacia ed individuare eventuali carenze e attivare linee di ricerca scientifica che consentano di affrontare più correttamente il problema. Va evidenziata l’importanza che la revisione sia effettuata da chi ha già eseguito il precedente intervento; le informazioni già acquisite e conservate negli archivi ISCR costituiscono infatti una base imprescindibile per ogni approfondimento.

Nei dipinti finora già “rivisitati” è emerso che la fase di intervento che presentava più problemi era quella relativa alla presentazione estetica, caratterizzata da notevoli alterazioni delle reintegrazioni pittoriche e delle vernici finali, gli interventi effettuati sul supporto invece sembravano ancora perfettamente efficienti. La Resurrezione di Lazzaro, restaurata nel 1951, presentava esattamente le caratteristiche di conservazione appena descritte. Nonostante l’opera sia stata spesso descritta come in pessime condizioni, non si poteva definire cattivo il suo stato di conservazione, l’impressione era legata al fatto che la composizione “si vedeva male” e questo era generato dalla vernice che oltre all’alterazione cromatica, aveva subito, a causa dello spessore dello strato, un accentuato fenomeno di crettatura in essiccamento producendo una fitta rete di fessurazioni che toglievano l’originaria trasparenza allo spesso strato di protettivo.

Sulla base dei saggi eseguiti per la rimozione delle vernici alterate presenti sull’opera nell’Aprile 2011, in accordo con la Direttrice del Museo, Maria Bacci e della dottoressa Caterina di Giacomo, è stato quindi elaborato un progetto esecutivo per la revisione completa dello stato di conservazione. Il dipinto è giunto a Roma nel Novembre del 2011 e il primo mese di permanenza presso i Laboratori dell’ISCR è stato riservato all’acquisizione di tutte le informazioni necessarie ad una maggiore conoscenza dell’opera, avvalendosi delle moderne metodologie d’indagine, non disponibili negli anni ‘50. Si è proceduto quindi alla schedatura conservativa ed alla documentazione grafica della tecnica di esecuzione e dello stato di conservazione, associata ad una campagna diagnostica per immagini attraverso documentazione macrofotografica e microfotografica in luce visibile ad alta definizione. Sono stati eseguiti test per individuare la metodologia più adeguata per la rimozione della vernice e dei ritocchi alterati, che hanno consigliato l’impiego di una miscela solvente supportata in un gel rigido per evitarne l’eccessiva penetrazione e ridurne l’evaporazione

Una volta terminata questa prima fase di pulitura, la superficie continuava ad essere interessata da un fenomeno di sbiancamento localizzato, dovuto a residui di materiale proteico impiegato in passato, ancora una volta, per migliorare la visibilità della superficie. E’ stato quindi utilizzato un gel acquoso ad alta viscosità a base di acido poliacrilico neutralizzato, per rigonfiare gradualmente lo strato attraverso una rimozione selettiva che ha consentito di non asportarlo completamente, ma di ridurne il più possibile l’interferenza ottica con l’originale. A pulitura ultimata è stata eseguita la verniciatura e la reintegrazione pittorica.

In accordo con gli obiettivi del progetto di revisione e con l’esigenza di prolungare il più possibile l’intervallo di tempo necessario ad un nuovo intervento conservativo sono stati attentamente selezionati i materiali di intervento utilizzati, privilegiando i prodotti con le migliori prestazioni di durabilità e stabilità all’invecchiamento. L’attuale intervento oltre ad aver recuperato la leggibilità dell’opera, grazie all’incremento e al progresso delle ricerche scientifiche, ha contribuito ad arricchire le conoscenze sui materiali e sulle tecniche esecutive dell’artista e ad identificare le cause di degrado delle sue opere. Anna Maria Marcone, Restauratrice, direttore del laboratorio di restauro ISCR

CARAVAGGIO

Resurrezione di Lazzaro

Museo di Roma – Palazzo Braschi

http://www.museodiroma.it/

Apertura al pubblico 16 giugno – 15 luglio 2012

Orari Da martedi a domenica 10.00 – 20.00 – chiuso lunedi

Biglietteria

10.00 – 19.00

Biglietto unico integrato museo + mostra

€ 11 intero /€ 9 ridotto (non residenti)

Enti proponenti Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico

Sovraintendenza ai Beni Culturali

Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana

ISCR / MIBAC

Organizzazione Associazione Culturale Metamorfosi – Zètema Progetto Cultura

Servizi Museali Zètema Progetto Cultura

Catalogo Palombi Editore

Con la collaborazione di Sponsor del Sistema Musei Civici

Acea

Banche

Acqua Claudia

Finmeccanica

Lotto

Vodafone

con il contributo tecnico di

Atac

La Repubblica

LT Multimedia

Sponsor della mostra

(Sponsor tecnici : Montenovi – Insurance Placament Agency

Con il contributo di Camera di Commercio Roma )

Info 060608

Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura

Patrizia Bracci p.bracci@zetema.it www.zetema.it

Associazione Culturale Metamorfosi +39 06 83600145 info@associazionemetamorfosi.com

www.associazionemetamorfosi.com

L’Associazione Culturale MetaMorfosi nasce e inizia la propria
attività nel giugno del 2009.
Sebbene la sua genesi sia recente, grazie all’incontro di personalità
esperte di arte, di comunicazione e di relazioni pubbliche, si è già
affacciata con successo nel settore dell’organizzazione di mostre ed
eventi culturali. In soli due anni, infatti, MetaMorfosi ha già
inaugurato dodici importanti mostre di opere di Michelangelo
Buonarroti e Leonardo da Vinci in musei prestigiosi come i Musei
Capitolini di Roma, il Castello Sforzesco di Milano, il Museo
Archeologico Nazionale di Napoli, nonché una esposizione su Cesare
Beccaria presso la Camera dei Deputati.
L’obiettivo dell’Associazione è quello di incrementare la
valorizzazione del patrimonio culturale italiano, offrendo nuovi
progetti di mostra che possano essere allestiti su tutto il territorio
nazionale e all’estero.
MetaMorfosi cura ogni aspetto dell’organizzazione degli eventi
espositivi e della loro promozione esterna, favorisce l’incontro tra
istituzioni culturali, supporta gli enti locali.
Per un paese così ricco di “giacimenti culturali” come l’Italia, i beni
artistici, architettonici, librari e archivistici sono uno straordinario
volano di sviluppo economico e sociale, di promozione del territorio e
del turismo. La loro fruizione al pubblico più ampio è un
indispensabile momento di trasmissione dell’eredità culturale, con
particolare attenzione alle giovani generazioni.
MetaMorfosi ha stretto con la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze
e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano due partnership per
la valorizzazione delle rispettive collezioni artistiche.


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