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DADAMAINO – L’Assoluta leggerezza dell’essere, Cortina Arte, 2008: continua il progetto 1000 MOSTRE di MAE Milano Arte Expo

Dadamaino: “Lucio Fontana ha avuto un ruolo determinante nella mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza. Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo…“. Con queste parole programmatiche, cariche delle frequentazioni intense di Emilia Maino (poi Eduarda, detta Dada e, infine, Dadamaino) della fine degli anni ’50 – a cominciare dal bar Giamaica a Milano nel “fecondissimo” quartiere milanese di Brera – introduciamo questa ulteriore pubblicazione del progetto 2012/2015: 1000 MOSTRE on line MAE Milano Arte Expo (blogzine della Casa Museo Spazio Tadini). In accordo con Stefano Cortina, segue per intero (180 pagine), qui, la monografia “Dadamaino”, del 2008, edita da Cortina Arte Edizioni in occasione della mostra “Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere” presso L’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. >>

Dadamaino 

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Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere
Associazione Culturale Renzo Cortina – Milano
17 giugno – 25 luglio 2008
A cura di Stefano Cortina
Catalogo a cura di: Stefano Cortina

Apparati e segreteria: Roberta Folatti

Ufficio stampa: Studio De Angelis
Le foto delle opere sono di Giovanni Molino
Crediti fotografici: Maria Mulas

Si ringrazia: Wilma Saporiti – Archivio Dadamaino

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DADAMAINO

L’assoluta leggerezza dell’essere
A cura di Stefano Cortina
Testi di Angela Madesani

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L’assoluta leggerezza dell’essere

Dadamaino, Al lavoro di un cromorilievo

L’assoluta leggerezza dell’essere. Note su alcuni lavori di Dadamaino

di Angela Madesani

Molto, nel corso degli ultimi cinquant’anni, è stato scritto a proposito di Dadamaino, artista intelligente e significativa della seconda parte del XX secolo. Molti sono gli studi e gli scritti autorevoli a proposito della sua ricerca e delle sue opere1[1] vedi note).
Mi piacerebbe, quindi, qui trovare e porre in evidenza un filo rosso all’interno del suo cammino: quello della leggerezza, della tensione verso il vuoto, la sparizione, l’annullamento, l’azzeramento, di cui Maino si cura sin dagli inizi nella tensione agognata di liberarsi della materia.
«Ho sempre detestato la materia e ho sempre cercato l’immateriale.

Dadamaino, Al lavoro di un cromorilievo

È come se tu facessi una rivoluzione, non una rivoluzione cruenta o guerreggiata,ma anche quella se vuoi»2[2]. Importante per la sua formazione la scoperta dell’opera di Lucio Fontana, in una vetrina del centro di Milano, che diviene immediatamente un maestro ideale. Si viene così a creare un ictus profondo con tutto quello che aveva fatto prima.

Negli stessi anni vede alla Galleria Apollinaire una mostra di monochromes di Yves Klein, anch’essi fondamentali per lo sviluppo della sua ricerca.
Alla fine dei Cinquanta fa parte, quindi, di Azimuth 3[3], insieme a Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani. Manzoni con il quale Maino ha avuto un rapporto di confronto, di dialogo, di sentire comune.
Di questi anni sono i Volumi, fori ellittici in cui rimane una piccola parte della tela, che diviene cornice per lo spazio. «Quando nel ’58 ho cominciato a ritagliare le tele sino a che rimanesse in vista il telaio, è certo che mi mettevo in contrapposizione con il tipo di arte allora praticato.
1 [1] Si rimanda a questo proposito alla bibliografia citata da Francesca Pola in
2 [2] Dadamaino in Zero Italien Azimut/Azimuth 1959/1960 in Mailand. Und heute Zero Italia Azimut/
Azimuth 1959/1960 a Milano. E oggi, Galerie der Stadt Esslingen, Villa Merkel, 1995, p.81
3 [3] Dadamaino espone nella prima mostra collettiva di Azimut tra il dicembre del 1959 al gennaio
1960.

1975, Dadamaino alla sua personale

Tela, pennello-non ho proprio niente contro questi cari strumenti, che uso ora, ma con altra coscienza-spatolate di colore orgiasticamente celebrative dell’era informale mi sembravano elementi da enucleare da capo»4[4].
La sua è un’operazione coraggiosa, forte, condotta per via di levare, in controtendenza nei confronti di coloro che a quel tempo lavoravano sulla materia.
Quindi i Volumi a moduli sfasati in cui alla carta subentra la plastica. Sono fogli molto sottili di acetato, posti uno sull’altro, che vengono forati con un’operazione precisa e metodica, a intervalli regolari, tramite una fustella.
Nel suo lavoro la leggerezza non è certo leggerezza di contenuti: è densa, pregna di significati. Il suo è un cammino pacato, fatto di tappe, di esiti, di soste, di meditazione, di lentezze per giungere all’assenza, testimone di una presenza oltre a cui si rimanda.
È affascinata dalla trasparenza, dall’utilizzo di materiali non

1974, Dadamaino al Salone Annunciata

pensati per l’arte.La sua formazione primigenia, dopo il liceo classico è di tipo scientifico: per qualche tempo studia medicina. Nel suo lavoro è una sensibilità scientifica, di sapore matematico in una tensione verso l’infinito che sarà per sempre nel suo lavoro.
Del 1962 è la Spirale rotante, che fa parte degli Oggetti ottico/dinamici.
«Procedendo nelle ricerche dovetti io stessa entrare in officina per imparare diversi mestieri. Preparati come pittori ci eravamo trovati a usare delle tecniche assolutamente sconosciute, e sovente non solo a noi, ma agli stessi tecnici. Infatti tentavamo di dare a dei materiali usi assolutamente inediti e che nessuno aveva mai sperimentato. Contemporaneamente, alla fine del 1962, dovetti avvicinarmi alle discipline matematico-scientifiche, sempre per queste ragioni.
Andando nelle officine e studiando intravidi maggiori possibilità di lavoro… Pensai quindi di fare un oggetto che col movimento reale sviluppasse il concetto del movimento infinito, non solo, ma dell’infinito movimento della luce»5[5]. Ancora una volta Dadamaino sente il bisogno di alleggerire e realizza sull’Oggetto un cortometraggio, datato 1965, che verrà presentato alla mostra Nuova Tendenza di Zagabria dello stesso anno.
4 [4] Dadamaino, dichiarazione inedita in E.Pontiggia Dadamaino, Edizione Endas Lombardia, Milano,
1990, p. 6. - 5 [5] Dadamaino, dichiarazione inedita in E.Pontiggia, op.cit., 1990, p. 33.

1964, Dadamaino nello studiolo

Si vuole eliminare l’ingombro oneroso dei materiali e giungere alla pura idea, con l’illusione che gli spettatori, in largo anticipo sui tempi, avrebbero potuto cogliere il senso profondo di un’operazione di questo tipo. Sono questi gli anni in cui Dadamaino realizza i Componibili, fatti di tessere quadrate di celluloide bianca o colorata che scorrono su fili di nylon. Oppure fatti di tessere magnetiche, mobili, collocate sul metallo.
Tra i lavori che con più forza si situano nel cammino che qui si cerca di rintracciare è l’Inconscio razionale.

«Si tratta di una sorta di scrittura della mente, della mia: fatta di linee ora dense e marcate ora impercettibili e saltellanti, senza alcuna programmazione a priori, ma sensibile alla pressione della mano che, libera, corre e traccia senza premeditazione.

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Ma è chiaro che se la mano è guidata dalla mente, in questo caso lo è dall’inconscio. Il risultato è una sorta di reticoli e di

1974, Dadamaino al Salone Annunciata di Milano con Gianni Colombo

spazi vuoti, per nulla disordinati, che hanno una loro armonia»6[6]  Del 1976 è la Lettera a Tall el Zataar che testimonia dell’impegno politico, sociale dell’artista. Si tratta di una risposta alla violenza del mondo, a una strage in cui sono morte tremila persone. Una reazione che diviene opera. «In un villaggio erano stati raccolti migliaia di palestinesi… tutti sapevano che sarebbe avvenuto un massacro…tutto il mondo lo sapeva, ne era a conoscenza…Nessuno voleva o poteva far niente…Io credevo ancora all’Uomo, al suo destino possibile, alla sua Bontà […].
Ho scritto una lettera, ho tracciato su fogli dei segni in modo ossessivo, facendo linee, tracciando questa lettera come un’invocazione sui fogli, piena di dolore, impotenza… […] Quindi la sorte si è compiuta e sono state uccise tremila persone. […] Sono andata sulla spiaggia in Calabra e con un bastone veramente per scaricare tutta la mia rabbia ho fatto tutto il giorno segni sulla sabbia. […] Il giorno dopo sono tornata sulla spiaggia ed erano rimasti dei segni, sembravano delle H, una lettera muta nella nostra lingua…per questo avevo parlato di una protesta labile perché scritta sulla sabbia e che mi dava una lettera muta…»7[7].
Anche nella zona della sua ricerca maggiormente segnata dall’ambito sociale, Maino si tiene lontana dai partiti, dai favoritismi politici, pur non facendo mistero delle sue idee comuniste. E a maggior ragione si sente lontana dall’arte per il popolo.
6 [6] Dadamaino in Temporale Rivista d’arte e di cultura, 26, 1991, Edizioni Dabbeni, Lugano.
7 [7] Dadamaino in Dadamaino l’alfabeto della mente, conversazione con L.M.Barbero, Comune di
Virgilio, 2003, p. 33.

1975, Dadamaino nello studiolo di Milano

Nessuna funzione da intellettuale organico, che non sarebbe riuscita a reggere. «Fare un’arte popolare
capita alle masse? Ma questa esiste già, per mezzo della produzione commerciale. Però, proprio per questo tipo di lavoro che riscuote tanto consenso popolare, denuncia il divario culturale e il relativo grossolano
imbroglio con cui la gente viene condita via a contentarsi dell’ennesima copia dello scugnizzo e della baita disneyana con tramonto sul lago che vale perché è fatta a mano»8[8].
Nel 1978, in conseguenza alla Lettera di qualche tempo prima, nasce I fatti della vita. Un diario illeggibile, intimo e collettivo al tempo stesso, un lavoro di matrice esistenziale in senso ampio. È un lavoro sull’esperienza.
«Ad un certo punto ho pensato di fare un’unica grande opera… dal microcosmo al macrocosmo…un microcosmo che si pone innumerevoli domande sul senso della vita, della storia, se poi ha un senso; e se

Dadamaino che balla

è un non senso tentare di trovare un senso al nonsenso. Non ci offrono responsi questi fogli. Ma un conforto sì: sappiamo che in una di quelle carte, a una riga imprecisata, uno di quei segni parla anche di noi… parla della foglia di rosa e della foglia di alloro, delle nevi dello scorso anno. Perché non ci sarebbe l’infinito se non ci fosse il finito»9[9].
Degli anni Ottanta sono le Costellazioni in cui, ancora una volta, protagonista è il segno in una sorta di dimensione empirica, come in un esperimento scientifico.
Da questo momento Dadamaino si dedica, sempre più, a opere legate alla conoscenza. Emerge in lei una necessità gnoseologica nei confronti del circostante che la pone in una posizione particolare all’interno del mondo dell’arte. Il suo è un bisogno di conoscenza che si sviluppa nel tempo, che continua oltre il suo lavoro e che va leggero verso l’assoluto.
8 [8] Dadamaino, La tendenza dell’artista a sentirsi coinvolto nella politica in Arte e società, n°3,
Milano, maggio-giugno, 1972, p.68-69.
9 [9] Dadamaino in op.cit. , Lugano, 1991.

Angela Madesani

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UNA VITA DADA

BREVE E SUCCINTA BIOGRAFIA DI DADAMAINO

di Stefano Cortina

Emilia Maino nasce a Milano in quel di ottobre, giorno 2, del 1930 da Giovanni Maino, funzionario del genio civile, e da Erina Saporiti, casalinga quieta. Rimarrà figlia unica e molto legata alla famiglia, specie al padre al quale era unita da un profondo legame d’affetto, come spesso accade tra padre e figlia, tanto che le sue ceneri saranno tumulate alla fine di una impetuosa vita d’arte, d’ amore e di ricerca nello stesso loco del genitore, accanto alla madre.

1986, Galerie Wilhelm, Stoccarda, Con Karl e Lutz Wilhelm

Inquieta e curiosa, dotata di una vivacissima intelligenza, negli anni ’50 si avvicina al mondo dell’arte con le prime sperimentazioni applicate sulla sua stessa identità . Dapprima, con vezzo tipicamente femminile, cambia la propria data di nascita limandosi cinque anni, 1935 invece che 1930 come risulta all’anagrafe, successivamente adottando come nome quell’Eduarda con cui il mondo da allora la conobbe. Eduarda detta Dada, e mai nomignolo fu più azzeccato in quanto la vita stessa di Dadamaino è stata profondamente e intrinsecamente “Dada” nel senso più stretto che Duchamp aveva impresso al movimento da lui propugnato. Il suo stesso nomignolo nasce per caso, nel 1961, in occasione di una mostra in Olanda, il tipografo locale, non avvezzo alla grafia italica, stampa Dada e Maino tutto attaccato; un paio d’anni dopo Dada lo adotterà e diverrà per sempre Dadamaino. Una storia Dada, appunto.
Vita d’artista dunque ma ricerca rigorosa, un percorso in continua evoluzione pervaso da un senso di progressione che difficilmente si riscontra nella carriera di un artista.

1989, Foto di gruppo alla mostra di Gianni Colombo

La caratteristica dell’intero corpus pittorico/creativo di Dadamaino è la pervicacia con la quale affrontava un campo di ricerca e, preludendo al successivo, non presentava mai “ritorni”o “riprese”, non cedendo alle facili richieste di un avido e ingordo mercato. Una volta sviscerata l’idea, il successivo passaggio ne era figlio naturale e dunque inevitabile. Dai Volumi della fine degli anni ’50 al Movimento delle cose della fine degli anni ’90, dopo quarant’anni, la freschezza del segno rimane intatta tanto che gli ultimi lavori si potrebbero definire i capolavori terminali di un intenso cammino , attraverso l’arte cinetica, la ricerca di una nuova scrittura, lo studio della luce e del movimento.
Alla fine degli anni ’50 frequenta gli ambienti del bar Giamaica a Milano, quartiere Brera. Conosce Piero Manzoni ed inizia ad esporre in mostre collettive. E’ allora che viene folgorata, come San Paolo sulla via di Damasco, dalla visione delle opere di Lucio Fontana ed è dal suo esempio, per sua stessa ammissione, che trova il coraggio di tagliare la tela: perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza.

1979, Foto personale nello studiolo

Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo… I meravigliosi insegnamenti futuristi, chissà perché dimenticati, erano i più vivi e veri che si potessero
raccogliere. Pensando a ciò guardai i miei lavori. Dietro i grandi buchi vedevo un muro pieno di luci e ombre
che vibravano e si muovevano. Ecco la cosa da cercare e da seguire. L’arte era stata sinora statica, tranne per pochi pionieri, bisogna farla ridiventare dinamica e con mezzi conseguenti alle più recenti esperienze tecnico-scientifiche, stabilito che si può fare dell’arte con qualsiasi mezzo>.

Nel 1959 aderisce, sin dalla fondazione, ad Azimuth, il gruppo d’avanguardia che annovera tra i suoi componenti Piero Manzoni e Enrico Castellani. Nascono contatti, amicizie e scambi internazionali con corrispondenti gruppi delle avanguardie europee come il Gruppo Zero in Germania, Motus in Francia, Nül in Olanda. All’inizio degli anni ’60 inizia ad avvicinarsi ai materiali sintetici con i quali lavora e che accompagneranno la sua ricerca sino alle ultime opere . Nascono i Volumi a moduli sfasati, fogli di plastica fustellata a mano e sovrapposti in più strati utilizzando anche più telai.

Dadamaino con Gianfranco Cajelli, suo compagno

1979, personale allo studio grossetti di Milano con Guido Ballo

<Volevo creare fori che fossero disposti in modo prospettico e traducessero il volume su tre o quattro strati di materiale plastico. Trovai un materiale semitrasparente che si utilizza normalmente per le tende da doccia e che all’epoca si avvicinava di più all’idea di trasparenza. Con una fustella perforai a mano gli strati e li collocai sul telaio. Il calore della mia mano spostava i fori, e tale spostamento era il frutto del caso.>
Sono anni estremamente vivaci, non solo per la creatività di Dada ma per la vita artistica dell’intero pianeta, nascono movimenti internazionali come “Nuova Tendenza” a cui prontamente Dadamaino aderisce.
Continua ad esplorare l’utilizzo di nuovi materiali, inconsueti per la pittura di allora , quali alluminio e plexigas. Influenzata dall’arte cinetica di Vasarely e Soto inizia a lavorare agli Oggetti ottico-dinamici, strutture costituite da lamelle d’alluminio, il tutto supportato da un nutrito corpus di disegni e studi.

1974, Dadamaino a Monza, Villa Reale

L’arte del movimento e della luce prelude alla serie de La ricerca del colore e de Le false prospettive iniziate a metà degli anni ’60. <La ricerca del colore: poiché i rapporti cromatici si fondano principalmente sull’azione comune di intuito e gusto, ritenni utile condurre un’analisi esatta dei colori per verificare gli effettivi rapporti esistenti fra loro. A tale scopo ho utilizzato i sette colori dello spettro, ricercando il valore cromatico medio di ciascuno e aggiungendovi poi del bianco, del nero e del marrone. Dieci moltiplicato per dieci. Usando come fondo il colore fondamentale, ne derivavano, dalla gradazione cromatica massima a quella minima, 40 variabili visibili in media. Si ottenevano così 100 tavole dalle dimensioni di 20×20 cm contenenti in totale 4000 tonalità. Ogni tavola è divisa in due metà e in 40 segmenti cromatici, e di volta in volta accanto ai colori di fondo si colloca la variante da analizzare per poter leggere il valore cromatico di ciascuna tonalità.>

Anni ‘90, Dadmaino con Tommaso Trini e Lea Vergine

Il successivo passo porta alla concezione dei Cromorilievi, studi sulla luce e il movimento mediante la costruzione di strutture su tavola dove tasselli di legno vengono posizionati in modo tale da creare effetti cinetici a seconda dell’angolo visuale e luminoso di chi osserva l’opera. A metà degli anni ’70 si concretizza la ricerca sul segno che caratterizzerà la sua ricerca sino alla fine. La minuziosa sequenza di segni converge alla creazione di un nuovo linguaggio che partendo dall’inconscio si sviluppa in un nuovo alfabeto di comunicazione.

Ecco la serie de L’inconscio razionale, così Dadamaino ne spiega la germinazione: <Arrivata ad un certo punto, dopo aver risolto il problema dei cromorilievi ridotti poi rilievi monocromi e monomodulari mi sono chiesta se la formulazione geometrica e/o modulare non fosse un diaframma dietro cui ovviare la paura di avere coraggio. Ho ripreso carta e colori ed ho disegnato… ho scritto, sulla carta prima e sulla tela poi. Si tratta di una sorta di scrittura della mente, della mia: fatta di linee ora dense e marcate ora impercettibili e saltellanti, senza alcuna programmazione a priori, ma sensibile alla pressione della mano che, libera, corre e traccia senza premeditazione.

1979, Dadamaino nello studio lavora ad un Alfabeto della mente

Ma è chiaro che se la mano è guidata dalla mente, in questo caso lo è dall’inconscio. Il risultato è una serie di reticoli e di spazi vuoti, per nulla disordinati, che hanno un loro ritmo, una loro profondità e una loro armonia>.

Nell’estate del 1976 i sanguinosi fatti di Tall Al Zaatar , il massacro di profughi palestinesi ad opera di squadre falangiste cristiane provenienti dal Libano ed appoggiate dall’esercito Siriano , ispirano a Dadamaino quello che diventerà il suo più ricco corpus di lavori in materia di studio sul segno . Una sera , sulla spiaggia , Dada traccia con un bastone delle linee sulla sabbia , due brevi segmenti verticali che ne contengono uno orizzontale , il gesto viene ripetuto più volte in sequenza lineare , come una sorte di scrittura .

1976, l’originale della “Lettera a Tall El Zatar”,da cui nascerà la serie “Alfabeto della mente”

Nasce così Lettera a Tall Al Zaatar , Lettera 1 di quello che sarà L’alfabeto della mente. La ricerca di un nuovo linguaggio comunicativo che si sviluppa attraverso la concezione di un nuovo alfabeto le cui lettere costituiscono , ognuna , più volte , l’opera stessa .Opera che

Dadamaino, mani e scrittura della mente

consiste nell’ossessiva ripetizione di un segno , un carattere, che copre l’intera superficie dell’opera, sia esso un piccolo foglio che una grande carta, anche superiore ai due metri . Nel 1980, invitata alla Biennale di Venezia, espone in una sala personale una serie titolata I fatti della mente. Una consacrazione della validità della ricerca segnica di Dada.

Negli anni ’80 ritorna al colore, tralasciato dalle “scritture” precedenti, attraverso le Costellazioni, lavori dove il tratto allineato negli Alfabeti si allarga disgregandosi e riunendosi in movimento sino a formare immaginarie
galassie: <Ad un certo punto ho pensato di fare un’unica grande opera… dal microcosmo al macrocosmo… un microcosmo che si pone innumerevoli domande sul senso della vita, della storia, se poi ha un senso;
e se è un nonsenso, tentare di trovare un senso al nonsenso. Non ci offrono responsi questi fogli. Ma un conforto sì: sappiamo che in una di quelle carte, a una riga imprecisata, uno di quei segni parla anche di noi… parla della foglia di rosa e della foglia di alloro, delle nevi dello scorso anno. Perché non ci sarebbe l’infinito se non ci fosse il finito>.

1990, Dadamaino svolge “il movimento delle cose”, metri 1,22 x 20

E con estrema coerenza con l’intero suo percorso dal 1987 Dada affronta quella che sarà l’ultima tappa della sua ricerca, Il movimento delle cose. Abbandona la carta e la tela usate precedentemente e sceglie come supporto il poliestere, dapprima intelaiato e successivamente libero da imbragature (la serie Sein und Zeit, 1997). Qui il segno raggiunge il culmine quale espressione dell’arte cinetica, la luce che colpisce la superficie di poliestere sapientemente segnata dall’artista esprime come non mai il movimento incessante e continuo di un flusso materico libero nello spazio. Una tridimensionalità assoluta che Dadamaino espone alla sua seconda Biennale nel 1990 con due opere di 18 metri appese nel mezzo della sala. E proprio le sue ultime opere costituiscono il testamento spirituale di questa grande artista che al termine di una vita intensa e
vivace quanto sofferta e tormentata , ci lascia il 13 aprile del 2004. Rimane un grande patrimonio, di idee, di valori,di coraggio, di una donna che ha saputo affermare il proprio “fare” a dispetto di ogni preconcetto, di ogni pregiudizio, urlando al mondo, sempre, la propria verità. Stefano Cortina

1957, DADAMAINO con Franco Rognoni alla Galleria Blu di Milano -

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1956, DADAMAINO Prima Collettiva alla Galleria Totti

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Dadamaino con Milena Milani alla Mostra Collettiva alla Sala del Comune

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1986, alla Personale di B. Aubertin presso la Galleria Wilhelm di Stoccarda

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Opere

Volumi
Volumi a moduli sfasati
Oggetto ottico-dinamici
La ricerca del colore
Cromorilievi
False prospettive
L’inconscio razionale
L’alfabeto della mente
Costellazioni
Interludi
Il movimento delle cose

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Dadamaino, Volume, 1960, Tela forata – cm 100,5 x 96,8 

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Dadamaino, Volume a moduli sfasati, 1960, Plastica fustelalta a mano – cm 40 x 30

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Dadamaino, Volume a moduli sfasati, 1960, Plastica fustellata – cm 60,6 x 40

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Dadamaino, Volume a moduli sfasati, 1960, Tela forata – cm 149,7 x 109,5

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1960, China su carta – cm 20 x 20

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1960, Acquarello su cartoncino – cm 36 x 35

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Dadamaino, Oggetto ottico dinamico, 1961-1962, Alluminio su tavola – cm 120 x 120

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1962, China su cartoncino – cm 17,8 x 15,5

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1963, Tempera su cartoncino – cm 20,9 x 20,8

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1963 – 1964, China su carta – cm 21 x 31

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1964, China su cartoncino – cm 29,6 x 48,7

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1964, China su carta – cm 25,9 x 25,9

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1964, Tempera su cartoncino – cm 49,7 x 35,1

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1965, China su cartoncino – cm 38,8 x 30,9

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, anni ‘60, Olio su cartone telato – cm 40 x 30

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, anni ‘60, China su carta – cm 51,5 x 51,7

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, anni ‘60, China su poliestere – ø cm 19,5

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Dadamaino, La ricerca del colore, 1966, Tempera su cartoncino – cm 20 x 20

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Dadamaino, La ricerca del colore, 1966, Tempera su cartoncino – cm 20 x 20 – 2

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Dadamaino, La ricerca del colore, 1966, Tempera su cartoncino – cm 20 x 20 – 3

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Dadamaino, La ricerca del colore, 1966, Tempera su cartoncino – cm 20 x 20 – 4

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Dadamaino, La ricerca del colore, 1966, Tempera su cartoncino – cm 20 x 20 – 5

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Dadamaino, Ricerca lienare e cromatica, 1966, Tempera su carta – cm 100,5 x 96,8 – 1

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Dadamaino, Ricerca lienare e cromatica, 1966, Tempera su carta – cm 100,5 x 96,8 – 2

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Dadamaino, Ricerca lienare e cromatica, 1966, Tempera su carta – cm 100,5 x 96,8 – 3

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Dadamaino, False prospettive, 1967, China su carrtoncino – cm 32 x 32

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Dadamaino, False prospettive, 1967 – 1968, Tempera su carta – cm 22 x 37

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Dadamaino, Morfologia cromatica, 1970, Tempera su cartoncino – cm 40,8 x 35,8

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Dadamaino, Cromorilievo, 1974, Tasselli di legno su tavola- cm 49,5 x 49,5 – 1

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Dadamaino, Cromorilievo, 1974, Tasselli di legno su tavola- cm 49,5 x 49,5 – 2

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Dadamaino, Cromorilievo, 1974, Tasselli di legno su tavola- cm 49,5 x 49,5 – 3

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Dadamaino, Rilievo, 1974, Multiplo su carta, tiratura 99 esemplari – cm 68 x 68

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Dadamaino, Disegno ottico dinamico, 1974, Serigrafia su carta – cm 68 x 68

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Dadamaino, Deformazione spaziale, 1975,Tempera su cartoncino – cm 34,9 x 27,3

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Dadamaino, Deformazione spaziale, 1975,Tela forata – cm 31,9 x 31,9

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Dadamaino, Analisi spazio-lineare, 1975, Tempera su cartoncino – cm 33 x 33

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Dadamaino, L’inconscio razionale, 1975, Acrilico su tela – cm 100,4 x 100,1

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Dadamaino, Linee intersecate, 1975, Tempera su carta – cm 35 x 27,4

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Dadamaino, L’inconscio razionale, 1976, Tela forata – cm 100,5 x 96,8

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1980, China su cartoncino – cm 32,9 x 24

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1979, China su carta – cm 48,5 x 34,4

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 13, 1979, China su cartoncino – cm 24 x 13,9

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1979, China su cartoncino – cm 49,6 x 34,5

-

Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 10, 1980,China su carta – cm 34,4 x 49,5

-

Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 11, 1979, China su cartoncino – cm 50 x 34,5

-

Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 1, 1980, China su cartoncino – cm 24,2 x 17,6

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 15, 1981, China su carta – cm 49,5 x 34,4

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 2, 1979, China su cartoncino – cm 23 x 17

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 2, 1979, Inchiostro su tela – cm 40 x 30

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 2, 1979, China su cartoncino – cm 47,5 x 36

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 9, 1978, China su tela sintetica – cm 40,3 x 30

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 4, 1979, China su cartoncino – cm 25 x 17

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 7, 1978-79, Inchiostro su tela – cm 20 x 20

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 7, 1979, China su cartoncino – cm 23 x 16,9

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 3, 1978, China su tavola – cm 20 x 20

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1979, China su cartoncino – cm 14,9 x 13,8

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 11, 1980, China su cartoncino – cm 50 x 35

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1979, China su cartoncino – cm 14,9 x 13,9

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 13, 1979, China su tela – cm 48 x 34

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 12, 1979, China su carta – cm 32,9 x 10,9

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 4, 1979, China su cartoncino – cm 23 x 17

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 4, 1978, China su tavola – cm 20 x 20

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 6, 1979, China su cartoncino – cm 21,9 x 13,9

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 1, 1980, China su cartoncino – cm 23,9 x 18

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 13, 1979, China su cartoncino – cm 31,9 x 24,8

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 11, 1980,China su cartoncino – cm 47,6 x 33,4

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Dadamaino, L’alfabeto della mente – lettera 11, 1980, China su carta – cm 50 x 35

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Dadamaino, Costellazioni, 1981, China su carta – cm 50 x 70

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Dadamaino, Costellazioni, 1982, Acrilico su tela – cm 200 x 150

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Dadamaino, Costellazioni, 1982, China su carta intelata – cm 87 x 200,2

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Dadamaino, Costellazioni, 1983, China su tela – cm 69,5 x 97,5

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Dadamaino, Costellazioni, 1983, China su tela – cm 28 x 28

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Dadamaino, Costellazioni, 1960, China su tela – cm 98,2 x 152

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Dadamaino, Costellazioni, 1984, China su tela – cm 98,2 x 152

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Dadamaino, Costellazioni, 1984, China su tela – cm 152 x 226,3

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Dadamaino, Costellazioni, 1985, China su cartoncino – cm 18,2 x 25,4

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Dadamaino, Costellazioni, 1986, China su cartoncino – cm 17,4 x 18,3

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Dadamaino, Costelalzioni, 1986, China su carta – cm 50 x 65

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Dadamaino, Costellazioni, anni ‘80, Serigrafia – cm 29,6 x 21,1

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Dadamaino, Interludio, 1981, China su cartoncino – cm 65 x 50

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Dadamaino, Interludio, 1981,China su cartoncino – cm 48 x 33

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Dadamaino, Interludio, 1981, China su cartoncino – cm 50 x 35

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Dadamaino, Interludio, 1981, China su cartoncino – cm 50 x 35 – 2

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Dadamaino, Interludio, 1981, China su cartoncino – cm 25,1 x 17,5

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Dadamaino, Interludio, 1981, China su cartoncino – cm 15 x 14

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Dadamaino, Costellazioni, 1987, China su cartoncino – cm 95 x 70

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Dadamaino, Interludio – Intervallo, 1987, China su cartoncino – cm 35 x 25

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Dadamaino, Intervallo, 1988, Pennarello su cartoncino – cm 73 x 101,7

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1989-90, Mordente su poliestere – cm 116 x 100

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1989-90, Mordente su poliestere – cm 116 x 100 – 2

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1989, Mordente su poliestere – cm 116 x 200

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1989, Mordente su poliestere – cm 200 x 116

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1989, Mordente su poliestere – cm 200 x 116 – 2

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Dadamaino, Il movimento delle cose (passo dopo passo), 1990, Mordente su poliestere – cm 116 x 200 – 3

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1990, Mordente su poliestere – cm 90 x 112,6

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1991, Mordente su poliestere – cm 116 x 200

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1992, Mordente su poliestere – cm 112 x 82,5

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1992, Mordente su poliestere – cm 112 x 83

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1993, China su cartoncino – cm 50 x 70

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Dadamaino, Il movimento delle cose “La malattia”, 1994, China su cartoncino – cm 101,6 x 72,8

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Dadamaino, Il movimento delle cose, 1996, China su tela – cm 150 x 110,6

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Dadamaino, Il movimento delle cose, anni ‘90, Inchiostro su cartoncino – cm 50 x 70

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Dadamaino, Il movimento delle cose, anni ‘90, China su cartoncino – cm 37 x 28

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Dadamaino, Il movimento delle cose, anni ‘90, China su cartone – cm 37 x 28

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Dadamaino, Il movimento delle cose, anni ‘90, China su cartoncino – cm 33 x 24

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DADAMAINO

Mostre personali

1958 – Milano – Galleria dei Bossi
1959 – Milano – Galleria del Prisma
1961 – Padova – Gruppo N
1962 – Stuttgart – Galerie Senatore
1970 – Milano – Diagramma
1971 – Lutry-Lauanne – White Gallery
1971 – Venezia – Galleria Paolo Barozzi
1973 – Osnago – Galleria della Cappelletta
1973 – Venezia – Galleria del Cavallino
1973 – Karlsruhe – Galerie Ubu
1973 – Brescia – Centro d’Arte Santelmo
1974 – Vigevano – Galleria il Nome
1974 – Novara – Uxa galleria d’arte contemporanea
1974 – Como – Centro Serre Ratti
1975 – Milano – Team Colore
1975 – Vigevano – Studio V
1975 – Bergamo – Galleria Method
1975 – Milano – Salone Annunciata
1976 – Milano – Arte Struktura –
1977 – Merate – Studio Casati
1977 – Omegna – Galleria Spriano
1977 – Milano – Salone Annunciata
1978 – Fara d’Adda – Arte Incontri
1978 – München – Galerie Walter Storms
1978 – Lodi – Galleria Il Gelso
1979 – Genova – Galleria la Polena
1979 – Torino – Galleria Martano
1979 – Milano – Studio Carlo Grossetti
1980 – Monza – In Oltre
1980 – Venezia – La Biennale di Venezia
1980 – Como – Centro Setteratti
1980 – Taos – Maggie Kress Gallery
1981 – Roma – Galleria E Tre
1981 – Nürnberg – Schmidtbank-Galerie
1981 – Villingen – Galerie Walter Storms

1981 – Milano – Studio r.p. D’ARS
1981 – Udine – Plurima galleria d’arte
1982 – Viggiù – Museo Butti
1982 – Milano – Circolo Culturale Bertold Brecht
1983 – Milano – Padiglione d’Arte Contemporanea
1983 – Udine – Plurima galleria d’arte – Dadamaino
e Enrico Castellani
1983 – Bergamo – Studio Dossi art contemporanea
1984 – Leonberg – Galerie Beatrix Wilhelm
1984 – Bolzano – Il Sole galleria d’arte
1985 – Milano – Studiotre Architettura – Dadamaino
e Alighiero Boetti
1985 – Milano – Studio Carlo Grossetti
1985 – Salò – Centro d’Arte Santelmo
1986 – Varese – Villa Mirabello – Dadamaino, Gottardo
Ortelli, Giancarlo Sangregorio
1987 – Stuttgart – Galerie Beatrix Wilhelm
1987 – Bologna – N2/Nuova 2000
1988 – Bologna – Studio G7 – Dadamaino e Giuseppe
Spagnulo
1989 – Milano – Studio Reggiani
1990 – Venezia – Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia
1990 – Düsseldorf – Galerie Schöller – Dadamaino e
Gianni Colombo
1991 – Lugano – Studio d’Arte Contemporanea Dabbeni
1991 – Alessandria – Il triangolo nero
1991 – Napoli – Framartstudio
1992 – Milano – Framartstudio
1993 – Mantova – Casa del Mantenga
1993 – Perugia – Centro Espositivo della Rocca Paolina
– Dadamaino, Gastini, Bertasa
1993 – Milano – Galleria Federica Inghilterri – Dadamaino
e Giovanni Anselmo
1994 – Reutlingen – Stiftung für konkrete kunst
1994 – Lugano – Studio d’Arte Contemporanea Dabbeni

1994 – Milano – A Arte Studio Invernizzi – Dadamaino,
François Morellet, Günter Uecker
1996 – Zürich – Stiftung für kostruktive und konkrete
kunst
1997 – Lugano – Studio d’Arte Contemporanea Dabbene
1997 – Milano – A Arte Studio Invernizzi
1997 – Ozzano Monferrato – Borromini Arte Contemporanea
1998 – Morterone – Palazzo Municipale
1999 – Perugia – Loggia dei Lanari
2000 – Roma Galleria d’Arte Marchetti
2000 – Bochum – Museum Bochum
2003 – Mantova – Museo Virgiliano di Pietole
2005 – Milano – Arte Studio Invernizzi
2005 – Falconara Marittima – Gate 24 Contemporary Art
2007 – Basilea – Art 38 Basel Messe e Arte Studio
Invernizzi
2008 – Torino – Galleria Carlina
2008 – Brescia – Palazzo Martinengo
2008 – Milano – Matteo Lampertico Arte Moderna
2008 – Milano – Associazione Culturale Renzo Cortina

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MOSTRE COLLETTIVE

1956 – Sesto Calende – Galleria Comunale
1957 – Milano – Palazzo Stampa
1957 – Premio per il paesaggio brianzolo
1957 – Premio Melzo
1957 – Ferrara – Mostra nazionale del piccolo formato
1957 – Ferrara
1957 – Sesto Calende – Galleria Comunale
1957 – Milano – Il Calderone
1958 – Sesto Calende – Galleria Cesare da Sesto
1958 – Francavilla a mare – Premio nazionale di pittura
Michetti
1958 – Milano – Galleria Il Prisma
1959 – Sesto Calende – Galleria Cesare da Sesto
1959/60 – Milano Galleria d’Arte
1959-60 – Milano – Galleria Azimut – Anceschi,
Boriani, Castellani, Colombo, De Vecchi,
Maino, Manzoni, Mari, Massironi, Pisani,
Zilocchi
1960 – Milano – Galleria Azimut – Biasi, Breier,
Castellani, Landi, Mack, Maino, Manzoni,
Massironi, Moldow, Motus, Pisani,
Santini
1960 – Roma – Galleria Trastevere – Biasi, Bonalumi,
Maino, Manzoni, Massironi, Santini
1960 – Salone delle esposizioni del Banco di Sicilia
1960 – Amsterdam – Galerij Orez
1960 – Milano – Galleria Azimut – Biasi, Breier,
Castellani, Landi, Mack, Maino, Manzoni,
Massironi, Mavignier, Motus, Pisani,
Santini
1961 – Milano – Galleria Montenapoleone
1961 – Rotterdam – Galerie Delta
1961 – Lissone – XII Premio Lissone
1961 – Arnhem – Galerie A
1962 – Anversa – Galerie Derenkens

1962 – Amsterdam – Stedelijk Museum
1962 – Milano – teatro del Corso – Fontana, Castellani,
Manzoni, Maino, Fasce, Della Torre,
Meloni, Mosconi, Maglione, Vago
1962 – Barcelona – Palacio de la Virreina
1962 – Albisola Mare – Galleria della Palma
1962 – Rotterdam – Galerie ‘t venster
1962 – Milano – L’indice
1962/63 – Trieste – Galleria d’Arte Contemporanea
1962 – Milano – Galleria Caldario
1963 – Frankfurt am Main – Galerie D
1963 – Berlin – Galerie Diogenes
1963 – Milano – Galleria Caldario
1963 – Amsterdam – Amstel 47
1963 – Firenze – Palazzo Strozzi
1963 – Repubblica di san Marino – IV Biennale Internazionale
d’Arte
1963 – Zagreb – Galerija Suvremene Umjetnosti
1963 – Pineta di arenano – Galleria del Sole
1964 – London – The New Vision Center
1964 – Bergamo – Studio 2B
1964 – Castelletto Ticino – 2° Premio di pittura
1964 – Milano – XIII Triennale
1964 – Avezzano – Palazzo Torlonia
1964 – Amsterdam – Galerie Orez
1964 – Paris – Musèe des Arts Decoratifs
1965 – Bern – Galerie Aktuell
1965 – Amsterdam – Galerie Bezige Bij
1965 – San Benedetto ndel Tronto – Mostra Nazionale
d’Arte Contemporanea
1965 – Civitanova Marche – Palazzo delle Esposizioni
1965 – Trieste – Palazzo Costanzi
1965 – Pineta di arenano – galleria d’arte Portichetto
1965 – Zagreb – Galerija Suvremene Umjetnosti
1965 – Torino – Il Punto
1965 – Torino – Castello del Valentino
1966 – Palermo – Galleria del Chiodo

1966 – Novara – Salone del Broletto
1966 – Milano – Villa Comunale
1966 – Como – Villa Olmo
1966 – Marsala – Premio Centrozero
1966 – Albisola Mare – Galleria dell’arco
1967 – Milano – Galleria del Naviglio
1967 – Lexington Art Gallery University of Kentuky
1967 – Bergamo – Studio 2B
1967 – Fiumalbo – Parole sui muri
1967 – Firenze – Centro Proposte
1967 – Milano – Il Cenobio di Milano
1967 – Modena – Galleria della sala di cultura del
Comune
1967 – Torino – Galleria civica d’arte moderna
1967 – Monza – Villa Reale
1967 – Modigliana –Galleria d’Arte del Comune
1968 – Fiumalbo – Parole sui muri
1968 – Belgrado – Galleria del teatro municipale
1968 – Milano – Studio Salvati & Tresoldi
1968 – Milano – Galleria Milano
1968 – Napoli – Galleria Il Centro
1968 – Hamburg – Kunsthalle
1968 – Brescia – Sincron Galleria d’arte contemporanea
1968 – Acireale – Il Premio internazionale d’arte Acireale
turistico termale
1968 – Cracovie – Palais de Beaux Arts
1968 – San Martino di Lupari – Premio Nazionale di
Pittura e Scultura ”Mario Pettenon”
1968/1969 – Zagreb – Galerie de l’art contemporain
1969 – Soncino – Famiglia Artistica Piero Manzoni
1969 – Varese –chiostro del convento di S. Antonio
1969 – Milano – Galleria Diagramma
1969 – Bochum Galerie M
1969 – Zagreb – Galerija Stundentskog
1969 – Milano – Visualità
1969 – Massafra – edificio scolastico Giovanni Pascoli

1969 – Johannesburg – New Goodman Gallery in association
with Totem
1970 – Paris – Centre National d’Art Contemporain
1970 – Termoli – Castello Svevo
1970 – Bergamo- Studio 2B
1970 – Moskow – Museo Puskin
1970 – Katingsiel – Galerie Kynski
1970 – Frankfurt am Main – Galerie Krupp
1970 – Fornaci di Cunardo
1970 – Hofheim am Taunus – Galerie 66
1971 – Genova – Galleria La Bertesca
1971 – Lausanne – Galerie Impact
1971 – Hofheim am Taunus – Galerie 66
1971 – München Villa Stuck
1971 – Gütersloh – Kunstverein
1971 – Kassel – Kunstverein
1971 – Crema – Centro Culturale S. Agostino – Omaggio
a Piero Manzoni
1972 – Milano – Museo Poldi Pezzoli
1972 – Milano – Palazzo della Permanente
1972 – Paderborn – Kreishaus
1972 – Offenbach/M – Theater
1972 – Venezia – Galleria del Cavallino
1972 – Incontro artistico ad Ardesio
1972 – Osnago – Galleria della Cappelletta
1973 – Sesto San Giovanni – Centro Studio 2
1973 – Bergamo – Studio 2B
1973 – Brescia – Lo Studio
1973/74 – Bergamo – Studio 2B
1974 – Como – Centro Serre Ratti
1974 – Carrara – Accademia di belle arti
1974 – Roma – Galleria Marcon IV
1974 – Milano – Team colore
1974 – Termoli – Castello Svevo
1974 – Erbusco-Brescia – Palazzo Comunale
1974/75 – Bern – Galerie Lydia Megert
1974/75 – Milano – Arte Struktura

1975 – Milano – Salone Annunciata
1975 – Milano – Arte Struktura – Aguero, Burri,
Dadamaino, Fontana, Soto
1975 – Torino – Il Cortilaccio
1975 – Lecco – Galleria Giuli
1975 – Milano –Salone Annunciata
1975 – Sarzana – Galleria Tre Papi
1975 – Milano – Arte Struktura
1975 – Termoli – Castello Svevo
1975 – Milano – Gastaldelli Arte Contemporanea
1975 – Graz – Galerie Albertstrasse
1975 – Milano – Galleria Buonaparte
1975 – Milano – galleria Milano
1975/76 – Gelsenkirchen-Buer – Galerie PA Szepan
1976 – Milano – Permanente
1976 – Milano – Studio Luca Palazzoni
1976 – Olten – Kunstmuseum
1976 – Bergamo – Palazzo della Ragione
1976 – Forlì – Premio Silvestro Lega
1976 – Vaciago – Premio Raffaello e Ferdinando Gialli
1976 – Milano – Artecentro
1976 – Gallarate – Premio nazionale di pittura città di
Gallarate
1977 – Rovato – Biblioteca comunale
1977 – Milano – Studio Marconi
1977 – Stuttgart – Galerie d+c Müller-Roth
1977 – Lecco – Galleria Giuli – Colombo, Dadamaino,
Pardi, Spagnolo
1977 – Torino – Galleria Civica d’Arte Moderna
1977 – Graz – Kunstlerhaus Neue Galerie
1977 – Firenze – Galleria De Amicis
1977 – München – Galerie Walter Storms
1978 – Gavirate- Chiostro di Voltorre
1978– München – Kunstaustellung Arbeitsgemeinschaft
der Alpenlander
1978 – Wrocalw – Museum Architektury
1978 – Bologna – Galleria d’Arte Moderna

1978 – Warszawa – Galeria Studio
1978 – Gelsenkirken-Buer – Städtischen Kunstsammlung
1978 – Messina –Museo Nazionale
1979 – Ravenna – Soggetta Lombardesca
1979 – Monza – Biblioteca civica
1979 – Monza – Villa Reale
1979 – Ravenna – Pinacoteca comunale
1979 – Bologna – Museo
1979 – München – Galerie Walter Storms
1980 – Bert – Galerie Lydia Megert
1980 – Sesto S. Giovanni – Rondottanta
1980 – Milano – Studio Marconi
1980 – Roma – Galleria Nazionale d’Arte Moderna
1980 – Cornate d’Adda – Scuola media statale
1980 – Saronno – Sala della Pretura
1981 – Capo d’Orlando Cinema Odeon, Sala Formino
1981 – Roma – Palazzo delle Esposizioni
1981 – Pavia – Castello Visconteo
1981 – Milano – Galleria Bonaparte
1981 – Sesto San Giovanni – Rondottanta
1981 – Como – Villa Olmo
1981 – Milano – Studiotre Architettura Adami, Dadamaino,
Nigro
1981/82 – Milano – Artecentro
1982 – Lecco – Villa Manzoni
1982 – Wroclaw – Muzeum Architektury, Muzeum Historyczne
1982 – Milano – Padiglione d’Arte Contemporanea
1982 – Sidney – Power Gallery
1982 – Brisbane – University Art Museum
1982 – Paris – Centre Pompidou
1982 – San Fruttuoso – Biblioteche De Amicis e Lercari/
Villa Imperiale
1982 – Paris – Centre Pompidou
1982 – Ferrara – Padiglione Parco Massari

1982 – München – Kunstelrwerkstätten
1982 – Roma – Studio AM 16 Arte Contemporanea
1982 – Ardesio – Centro d’Arte Contemporanea
1982 – Erice – ex convento San Carlo
1982 – Gavirate – Chiostro di Voltorre
1982 – Lodi – Il Gelso Arte Contemporanea
1982 – London – Institute of Contemporary Art
1982 – München – Kunstelrwerkstätten
1982/83 – London – Hayward Gallery
1983 – Como – Pantha Arte
1983 – Milano – Vismara Arte
1983 – Omegna – Spriano
1983 – Milano – Studiotre Architettura
1983 – Milano – Il Milione
1983 – Udine – Centro Arti Plastiche
1983 – Udine – Plurima Arte Galleria
1983 – Milano – Galleria dei Bibliofili
1983 – Udine – Plurima Arte Galleria
1983 – Varese – Villa Ponti
1983 – Como – Pantha Arte
1983 – Bergen/Moosburg – Editino Gross
1983 – Milano – Vismara Arte
1983 – Lodi – Il Gelso Arte Contemporanea
1983/84 – Milano – Palazzo Reale
1984 – Bologna – Galleria d’Arte Moderna
1984 – Tokyo – Bijutsukan
1984 – Milano – Padiglione d’Arte Contemporanea
1985 – Frankfurt – Frankfurter Kunstverein
1985 – Genova – Studio Leopardi
1985 – Lerici – Premio del Golfo
1986 – Torino – Castello di Rivoli
1986 – Treviglio – Museo civico
1986 –Monza – Villa Reale
1986 – Morterone – Palazzo municipale
1986 – Roma – Eur Palazzo dei Congressi
1897 – Alatri – palazzo ex Dante Alighieri
1987 – Rio De Janeiro – Galleria Thomas John

1987 – Frankfurt – Frankfurter Kunstverein
1987 – Salò – Toccare con gli occhi
1987 – Milano – Fac Simile Arte
1987 – Como – Salone comunale, Scuola Fogazzaro,
Galleria la Colonna
1987 – Ravenna – Loggetta Lombardesca
1987 – Bolzano – Museo d’Arte Moderna
1987 – Termoli – Galleria civica d’arte contemporanea
1987 – Stuttgat – Galerie Beatrix Wilhelm
1987 – Modena – Galleria civica
1987 – Bologna – N2/Nuova 2000
1987 – Torino – Galleria Martano
1988 – Verona – Palazzo Forti
1988 – Reutlingen – Stiftung für konkrete Kunst
1988/89 – Reutlingen – Stiftung für konstruktive und
konkrete Kunst
1988 – Milano – Rotonda della Befana
1988 – Morterone – Spazio espositivo Augusta Manzoni
1988 – Montecchio Emilia – Castello della Rocca
1988 – Varese – Musei civici di Villa Mirabello
1988 – Torre Pellice – Sede della Comunità Motana
Val Pellice
1988 – Arezzo – Museo Archeologico
1988 – Düsseldorf – Galerie Schöller
1988 – Frankfurt am Main – Stadtische Galerie
1988 – Vicenza – Basilica Palladiana
1988 – Roma – Associazione Culturale Break
1988 – Ravenna – Pinacoteca comunale
1988 – Milano – Studio Marconi
1988 – Genova – La Polena
1988 – Torino – La Nuova Bussola
1988 – Vasto – Istituto Palazzi
1988 – Bologna- Sasso Marconi – Premio internazionale
di pittura e scultura e arte elettronica
Guglielmo Marconi
1988 – Carpi – ex convento San Rocco
1988/ 89 –Imola – Chiostri di San Domenico

1988/89 – Berlin – Staaliche Museen Preussischer
Kulturbesitz
1989- Zürich – Kunsthaus
1989 – Rio De Janejro – Museo d’Arte Moderna
1989 – Parma – Galleria Piccoli
1989 – Reutlingen – Stiftung für konkrete Kunst
1990 – Ferrara – Palazzo Massari, Padiglione d’Arte
Contemporanea, Palazzo dei Diamanti, Galleria
civica d’Arte Moderna
1990 – Milano – Circolo Bertold Brecht
1990 – Ravenna – Pinacoteca comunale
1990 – Bologna – Palazzo di Re Enzo
1990 – Rende – Museo civico
1990 – Sarzanello – Fortezza
1990 – Morterone – Palazzo municipale
1990 – Ferrara – Istituto d’arte Dosso Dossi
1990 – Genova – Museo d’Art Contemporanea di Villa
Croce
1990 – Maglione Canadese – VI Macam
1990 – Bruxelles – Palais Albert Borchette
1990 – Milano – Gallery
1990 – Venezia – IV Premio Murano
1990 – Milano – Arte&Altro
1990 – Parma – Mazzocchi
1990 – Ravenna –Pinacoteca comunale
1990/91 – Reutlingen – Stiftung für konkrete Kunst
1991 – Udine – Galleria Plurima
1991 – Lugano – Studio d’arte contemporanea Dabbene
1991 – Roma – Palazzo delle Esposizioni
1991 – Toronto – Royal Canadian Academy of Arts
– Italian Cultural Instiute
1991 – Suzzara – Galleria d’Arte Contemporanea
1991 – Budapest – Mùcsarnok
1991 – Perugina – Opera
1991 – Chateau de Mouans-Sartoux – Espace de l’Art
Concret

1991 – Milano – Erha
1991 – Milano – Galleria del Milione
1991 – Monteciccardo – convento intitolato ai Serviti
di Maria
1991 – Perugina – Associazione Culturale per le Arti
Visive
1991 – Stockholm – Lijevalchs Konshall
1992 – Milano – Frea Arte
1992 – Alessandria – Studio prof Rino Tacchella
1992 – Milano – Palazzo della Permanente
1992 – Arezzo – Museo statale d‘arte medievale e moderna,
Sala del Camino del Mosca
1992 – Verona – Giornate internazionali dell’arredo
1992 – Desio – Villa Tittoni Traversi
1992 – Rocca Paolina
1993 – München – Galerie Walter Storms
1993 – Arco – Galleria Alto Garda
1993/94 – Tel Aviv – Tel Aviv Museum of Art, Helena
Rubinstein Papillon for Contemporary Art
1993/94 – Milano – Il Milione
1994 – Cusano Milanino – Care/of
1994 – Todi – Extra Moenia Arte Moderna
1994 – Bolzano – Galleria Les Chances de l’Art
1994 – Manheim – Galerie März
1994 – Milano – Sassetti Cultura
1994 – Milano – Ammiraglio Acton
1994/95 – New York – The Solomon R. Guggenheim
Museum
1995 – Wolfsburg – Kunstmuseum
1995 – Düsseldorf – Galerie Schöller
1995 – Perugia – Centro espositivo della Rocca Paolina
1995 – Milano – Galleria del Credito Valtellinese, Biblioteca
Nazionale Braidense, Spazio Vicentina,
Istituto Europeo di Design, Sala Napoleonica-
Accademia di Belle Arti di Brera
1995 –Milano – Galleria Maria Cilena
1995 –Arau – Aargauer Kunshaus

1995 – Lancenigo – Villa Domenica
1995 – Morterone, Sala espositiva Pro Loco
1995 – Buenos Aires – Museo Nacional de Bellas Artes
1995 – Milano – Fondazione Mudima
1995/96 – Esslingen am Neckar – Galerie de Stadt
Villa Merkel
1996 – Chieri – Palazzo Opesso
1996 – Reutlingen – Stiftung für konkrete Unse
1996 – München – Galerie Walter Storms
1996 – Milano – Galleria Fac/simile
1997 – Soncino – Rocca Sforzesca
1997 – Messe Frankfurt – Rhame der Art,Frankfurt
97, Halle I, Messegelande
1997 – Venezia – Palazzo Querini-Dubois
1997 – Ferrara – Palazzo dei Diamanti
1997 – Opera Paese – Disegni a mano libera
1997 – Schwaz – Museum Rabalderhaus
1997 – Francavilla al Mare – Palazzo S. Domenico
1997/98 – Taormina – Chiesa del Carmine
1997/98 – Roma – Palazzo delle Esposizioni
1998 – Milano – Studio Grossetti Arte Contemporanea
Dadamaino, Fontana, Opalka, Spagnolo
1998 – Rho – Villa Burba
1998 – Lainate – Villa Litta
1998 – Prato – Centro per l’arte contemporanea Luigi
Pecci
1998 – Nice – Musèe d’Art Moderne e d’Art Contemporain
1998/99 – Bologna – Galleria d’Arte Moderna
1998/99 – Vignate – Palazzo municipale
1999 – Milano – Castello Sforzesco
1999 – Milano – Refettorio delle Stelline Credito Valtellinese
1999 – Lecco – Torre Viscontea
1999 – Milano – Palazzo Reale
1999 – Roma – Palazzo delle Esposizioni
1999 – Wien – Galerie Nächst St. Stephan

1999/00 – Städitsche Galerie in Lebanchaus
1999/00 – Chateau de Mouans-Sartoux – Espace de
l’Art Concret
1999/00 – Piacenza – Solaria Arte
1999/00 – Stuttgart – Galerie der Stadt Stuttgart
–Consagra, Dadamaino, Fabbri, Uncini,
Veronesi
2000 – New York – P.S.I Contemporary Art Center
2000 – Bologna – Galleria 9 Colone SPE – Il Resto
del Carlino
2000 – Egna – Galleria della comunità comprensoriale
2000 – Merano – Kurhaus sala polifunzionale
2000 – Brunico – castello di Brunico
2000 – Milano – Museo della Permanente
2000/01 – Lecco – Musei civici Villa Manzoni e Rosenheim
– Stadtische Galerie Rosenheim
Fontana, Nigro, Manzoni, Castellani,
Colombo, Dadamaino, Aricò, Pinelli,
Staccioli, Asdrubali, Querci, Sonego
2001 – Bergisch Gladbach – Städtische Galerie Villa
Zanders
2001 – Palazzolo sull’Oglio, Brescia – Salone Bordogna,
Fondazione Cicogna Rampana
2001 – Berlin – DaymlerChrysler Contemporary
2001 – Venezia – Fondazione Bevilacqua La Masa
2001 – Roma – Acquario Romano
2001- Perugina – Centro Espositivo della Rocca Paolina
2001 – Milano – Galleria
2002 – Venezia – Collezione Peggy Guggenheim
2002 – Biella – Silvy Bassanese Arte Contemporanea
2002 – Andora – Centro culturale Paraxo
2002 – Lissone – Civica Galleria d’Arte Contemporanea
2002 – Genova – Studio B2
2002/03 – Mouans- Sartoux – Espace de l’art concret
2002/03 – Melzo – Palazzo Trivulzio

2003 – Milano – Palazzo della Permanente
2003 – Albisola Superiore – Museo Trucco
2003 – Padova – Palazzo della Regione
2003 – Spoleto – Pinacoteca Comunale in Palazzo Rosari
Spada
2003 – Novara – Arengo del Broletto
2003 – Modena – Galleria Civica
2003 – Seregno – Arte Silva
2003 – Alassio – Chiesa anglicana
2004 – Milano – Galleria Galica
2004 – Busto Arsizio- Fondazione Bandiera perl’Arte
2004 – Torino – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
2004 – Siena – Palazzo delle Papesse
2004 – Lucca – Palazzo Mediceo Seravezza
2004 – Milano – Centro Arte per l’Isola
2004 – Milano – Gariboldi Contemporanea
2004/05 – Milano – Gariboldi Contemporanea
2005 – Milano – Annunciata Grossetti
2005 – Milano – Palazzo Reale
2005 – San Donato Milanese – Galleria d’arte contemporanea
Cascina Roma
2007 – Milano – Associazione Culturale Renzo Cortina
– Contrasti
2007 – Milano – Associazione Culturale Renzo Cortina
– Bon a tirer et papiers

-

Stefano CortinaAssociazione Culturale Renzo Cortina, Via Mac Mahon 14/7, Milano

Tel: 0233607236    e-mail: artecortina@artecortina.it    www.cortinaarte.it 

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Rimanete aggiornati con le ripubblicazioni on line 1000 MOSTRE di MAE Milano Arte Expo:

Studio Marconi.1973LOUISE NEVELSON  – click: LINK

GUY HARLOFF, Galleria Carini, Milano, 1990 – click: LINK

Wassily Kandinsky, Galleria d’arte del Cavallino, Venezia, 1951 – click: LINK

DINO BUZZATI, 1967 – Galleria Il Portichetto – click: LINK 

Se siete interessati a collaborare al progetto 1000 MOSTRE o a proporre la ripubblicazione on line di cataloghi  utili a fornire libero materiale di studio e approfondimento – nella logica della valorizzazione  di una “storia delle mostre” che si sono svolte in Italia dal dopoguerra a oggi – (senza alcun fine di lucro e in totale accordo con gli aventi diritto su testi e immagini):

mail – milanoartexpo@gmail.com

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Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: milanoartexpo@gmail.com
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Milano in arte 1956 - 1967 mostra
Expo Milano - arancio MILANO IN ARTE 1956 - 1967 Le opere di grandi maestri della Milano artistica del dopoguerra. Inaugurazione: martedì 10 giugno 2014 dalle 18.00 alle 22.00. L’expo prosegue fino al 10 luglio....  > LEGGI
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Expo Milano - arancio  MIA FAIR MILANO 2014, la  FIERA INTERNAZIONALE D’ARTE  CONTEMPORANEA della fotografia  23-25 maggio  a SUPERSTUDIO PIÙ > > LEGGI
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Expo Milano - arancio PHOTOFESTIVAL 2014 - Milano capitale della fotografia. Dal 29 aprile al 16 giugno Photofestival si svolge in oltre cento sedi espositive: un grande circuito di mostre fotografiche gratuite. Vedi il programma,le recensioni e le segnalazioni > LEGGI
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Expo Milano - arancio ROSSOSEGNALE Milano B&B Via Antonio Sacchini 18 bed and breakfast e galleria d’arte 3001 LAB (metro: M1 e M2)  +39.02.29527453 – Zona 3, recensione di Federicapaola Capecchi – Uno dei top bed and breakfast e galleria d’arte allo stesso tempo. > LEGGI
Piero Manzoni
Expo Milano - arancio  MOSTRA PIERO MANZONI PALAZZO REALE MILANO
Piero Manzoni 1933-1963
a cura di Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo. 26 marzo – 2 giugno 2014. Orari: lunedì 14.30-19.30 da martedì a domenica 9.30-19.30 giovedì e sabato 9.30-22.30 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura. >LEGGI
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Expo Milano - arancio  Mostre a Roma - Musée d’Orsay. Capolavori. Dal 22 febbraio all’8 giugno 2014 al Complesso del Vittoriano opere tra il 1848 e il 1914 di grandi maestri francesi: Gauguin, Monet, Degas, Sisley, Pissarro, Van Gogh, Manet, Corot, Seurat e altri.  Selezione di settanta opere che partono dalla pittura accademica dei Salon fino alla rivoluzione impressionista e alle soluzioni formali Nabis e dei Simbolisti..
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Expo Milano - arancio  WOW Spazio Fumetto: museo del fumetto, dell'illustrazione e dell'immagine animata. Milano, viale Campania 12 tel. 02 49524744 – 02 49524745. L'accesso è gratuito alle numerose esposizioni al Piano Terra, alla Biblioteca, al Bookshop e alla Caffetteria. ... > VAI AL SITO >
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Le Canottiere, Milano Alzaia Naviglio Grande: shopping vestiti e accessori per mamme e bambini – di Roanna Weiss - rubrica MILANO IN QUATTRO PASSI. Bilingue: italiano / inglese). Amo questa città!...  > LEGGI
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Milano Arte Expo - Fondazione Marconi
Fondazione Marconi di Milano aderisce al progetto Documenti d’Arte del Novecento di Milano Arte Expo con una vasta mole di materiale storico che verrà messo on line. Altre gallerie e fondazioni stanno unendosi a questo cospicuo e progressivo piano di lavoro. Per  collaborare: milanoartexpo@gmail.com.
Il testo che segue è pubblicato nel fascicolo Studio Marconi Documenti n° 8 del 1982La nuova pittura tedesca >leggi

MILANO
FONDAZIONI
SPAZI ESPOSITIVI



Biblioteca di via Senato
Via Senato 14 | t. 0276215318
Info e programmi su www.bibliotecadiviasenato.it

Centre culturel français de Milan
Corso Magenta 63 | t. 02 4859191
Info e programmi su http://www.culturemilan.com

Hangar Bicocca - Spazio d’arte contemporanea
Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca) | t. 02 853531764
Info e programmi su http://www.hangarbicocca.it

Fabbrica del Vapore
Viale Procaccini 4 | t. 02 88464102
Info e programmi su http://www.fabbricadelvapore.org

Fondazione Alessandro Durini - Palazzo Durini
Via Santa Maria Valle 2 | t. 02 8053029
Info e programmi su http://www.fondazionedurini.com

Fondazione Marconi
Via Tadino 15 | t. 02 29419232
Info e programmi su
http://www.fondazionemarconi.org

Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50 | t. 02 878197
Info e programmi su
http://www.mazzotta.it

Fondazione Mudima
Via Tadino 26 | t. 02 29409633
Info e programmi su
http://www.mudima.net

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 | t. 02 89075394
Info e programmi su
fondazionearnaldopomodoro.it

Fondazione Prada
Via Fogazzaro 36 | t. 02 54670216
Info e programmi su
http://www.fondazioneprada.org

Fondazione Stelline
Corso Magenta 61 | t. 02 45462411
Info e programmi su
http://www.stelline.it

Fondazione Nicola Trussardi
t. 02 8068821
Info e programmi su
fondazionenicolatrussardi.com

Forma – Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1 | t. 02 581188067
Info e programmi su
http://www.formafoto.it

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59 | t. 02 48008015
Info e programmi su
http://www.creval.it

Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese 95 | t. 02 89420019
Info e programmi su
http://www.museodiocesano.it

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 | t. 02 796334
Info e programmi su
http://www.museopoldipezzoli.it

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia L. da Vinci
Via San Vittore 21 | t. 02 485551
Info e programmi su
http://www.museoscienza.org

Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Viale Filippo Turati 34 | tel. 02 6551455
Info e programmi su
http://www.lapermanente-milano.it

Spazio Oberdan
t. 02 77406300/6302
Viale Vittorio Veneto 2, ang. Piazza Oberdan
Info e programmi su
www.provincia.milano.it/cultura

Triennale Bovisa
Via Lambruschini 31, ang. Via Codigoro | t. 02 724341
Info e programmi su
http://www.triennalebovisa.it

Triennale di Milano
Triennale Design Museum

Viale Alemagna 6 | t. 02 724341
Info su http://www.triennale.it 
www.triennaledesignmuseum.it

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