IL GUARDIANO di Harold Pinter: dal 9 febbraio al 4 marzo 2012, Teatro OUT OFF di Milano

Il Guardiano di Pinter regia Lorenzo Loris da sx Gigio Alberti Mario Sala FOTO Agneza Dorkin - al Teatro Out Off di Milano

Imperdibile versione de Il Guardiano (The Caretaker) di Harold Pinter. Per chi va raramente a teatro un’occasione per innamorarsene e prendere (o riprendere) il vizio! Da giovedì 9 febbraio al 4 marzo 2012 al Teatro Out Off di Milano (click: MAPPA). PREMIO DELLA CRITICA 2011 – Motivazione: Da “Terra di nessuno” fino a quest’ultimo ” Il guardiano” Lorenzo Loris, regista storico del milanese Teatro Out Off, é ormai diventato uno specialista di messinscene pinteriane. In quest’ultimo lavoro, parabola sugli inconciliabili conflitti fra due fratelli “reclusi” in una stanza, metafora di una società alla deriva, luogo di incomprensioni e rifiuti, la regia di Loris colpisce per asciuttezza di segno, per sobrietà di stile e per una inedita ambientazione lombarda che occhieggia al fondo della scena; una plumbea, nebbiosa atmosfera della periferia milanese che sembra innervare anche l’interpretazione dei tre protagonisti- gli splendidi Mario Sala, Gigio Alberti e Alessandro Tedeschi, risolvendo altresì in maniera originale la rarefatta, spettrale, inquietante trama pinteriana. Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Firenze 17 ottobre 2011 >

Scritto nel 1959 e andato in scena nel 1960, “II guardiano” segna il primo vero successo di Pinter che con questo testo riesce a toccare nel vivo la società inglese dell’epoca. La pièce si svolge, come in altri testi del Premio Nobel, in una “stanza”, ma lo spazio ingombro dei più svariati oggetti non suggerisce altro che un mondo senza più ordine e armonia. In questo ambiente inquietante e minaccioso assistiamo all’arrivo di un giovanotto, Aston, e di un barbone, Davies, che viene assunto da Aston a fare il guardiano. Quando irrompe in scena Mick, il fratello di Aston, gridando “A che gioco giochiamo!” la partita a tre avrà regole brutali, e non conoscerà limiti di campo. Quello che è veramente in gioco tra Aston, Davies e Mick è come conquistare il dominio sull’altro e con quali strumenti.

Il Guardiano di Pinter regia L.Loris da sx Alessandro Tedeschi Gigio Alberti FOTO Agneza Dorkin - Teatro Out Off di Milano

Pinter parla di qualcosa di oscuro che travalica la quotidianità, qualcosa che ci riguarda profondamente e che è strettamente legato alla natura dell’uomo. I suoi personaggi finiscono per essere degli archetipi e divengono universali perché parlano al cuore degli uomini. Questo dice Pinter riferendosi a loro: Penso che non si tratti di un’incapacità a comunicare ma, anzi, di un deliberato voler evadere la comunicazione. Parlarsi mette paura alle persone che allora preferiscono divagare: chiacchieriamo continuamente di altre cose, piuttosto che affrontare ciò che c’è alla base del nostro rapporto.

Anche quando assomiglia a un rebus la scrittura di Harold Pinter non perde mai di vista la realtà e la politica. Le sue commedie, anche quelle più misteriose (e ai primi posti sta sicuramente Il guardiano), indagano il senso politico del quotidiano, la forza del linguaggio che il più delle volte è uno strumento di coercizione.

Pinter ci sprona a dare un calcio all’ignoranza ed evitare la paura, ci esorta a costruire dei punti di riferimento e a non  accettare che qualcuno dei nostri simili venga tagliato fuori e viva nel vuoto.

Uno dei problemi centrali del nostro tempo è trovare il senso di un’appartenenza. Questa pièce è illuminante nel restituirci la necessità di costruire nelle società del nostro tempo, un senso di comunità, di condivisione fra le persone, in modo da favorire una sintesi viva di vita politica e vita privata dove la coscienza politica non è una cosa teorica o astratta ma diventa parte della vita, parte integrante del tessuto sociale.

Harold Pinter, Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008, drammaturgo e sceneggiatore cinematografico. Il suo primo lavoro per il teatro è “Il compleanno” del 1958  a cui segue il Guardiano nel

Da sx Gigio Alberti, Mario Sala Il Guardiano di H. Pinter regia Lorenzo Loris Foto Agneza Dorkin - Teatro Out Off di Milano

1960. Il suo teatro segue le linee fondative di Kafka e Beckett, con il quale ha avuto l’opportunità di stringere  un’amicizia.  Il tema di fondo è la nevrosi dell’uomo contemporaneo, l’inadeguatezza di qualsiasi comunicazione.  Nel 2005 Harold Pinter riceve il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: ” A colui che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le chiacchiere quotidiane e costringe a entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione “.

Lorenzo Loris, regista storico della compagnia, dopo essersi diplomato alla “Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato con maestri quali Carlo Cecchi e Luca Ronconi, ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento:: da Boris Vian a Tennessee Williams, a  Joe Orton  e  Lars Noren, da Thomas Bernhard a Bertolt Brecht per arrivare ai contemporanei,  tra i quali, Peter Asmussen, scrittore danese e sceneggiatore di Lars Von Trier,  Edward Bond (Premio Ubu 2005),Roberto Traverso (Premio Teatro di Roma – Per un nuovo Teatro italiano del 2000); Raffaello  Baldini, uno tra i massimi poeti italiani del ‘900, Massimo Bavastro, autore, di Naufragi di Don Chisciotte, (Premio Nazionale della Critica 2002),Rodrigo Garcia, Jean-Luc Lagarce, l’autore contemporaneo più rappresentato in Francia; Sabina Negri, autrice di “Mia figlia vuole portare il velo”. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Giovanni Testori). Questo confronto lo ha portato anche ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux,  Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) avendo sempre come obiettivo quello di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.


9 febbraio > 4 marzo al Teatro OUT OFF di Milano


IL GUARDIANO
di Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
regia Lorenzo Loris
con Gigio Alberti (Davies), Mario Sala (Aston), Alessandro Tedeschi (Mick)
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini
disegno visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola
luci Luca Siola
foto di scena Agneza Dorkin
produzione Teatro Out Off

Spettacolo in abbonamento: OutOff Card e carnet Invito a Teatro
Invito a Teatro è un’iniziativa promossa da Provincia di Milano

INFORMAZIONI
Prenotel. 02.34532140 – lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20
Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16.00; domenica dalle 15.30
Prevendita:  Vivaticket – http://www.vivaticket.it/evento.php?id_evento=765030
Biglietti:  16,00 Euro  – costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)
Abbonamenti: OutOffcard  48 euro – 4 spettacoli a scelta sui 5 di produzione; (under 25) 32 euro;  (over 60) 24 euro – Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00
Trasporti pubblici: tram 12/14  bus 78  Accesso disabili: con aiuto

Teatro OUT OFF  v. MacMahon, 16 – 20155 Milano (click: MAPPA)
Uffici, viaPrincipe Eugenio, 22   –  20155 Milano
Tel.  02.34532140   Fax.  02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it

One comment

  1. fatima

    ‎1 stanza e tre attori che impersonificano con cruda realtà le nevrosi umane.
    Le convenzioni e le aspettative sociali vengono ribaltate: la lotta per la sopravvivenza ha reso il clochard opportunista, arido e bisognoso ma al contempo stesso profondamente critico. Quest’ultimo aspetto, a mio avviso, contrassegna l’uomo d’oggi e rende l’opera estremamente contemporanea.
    L’amore sanguigno, si cela dietro ai due caratteri opposti dei fratelli, ma è sempre sotteso fino ad esplodere nell’atto finale. La malattia mentale vissuta in solitudine e la voglia inconscia di riprovarci. Le tematiche trattate insieme alla bravura eccezionale degli attori rendono “il guardiano” un’opera che ti rende la vita più piacevole.
    Fatima Tavecchio

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