Lorenzo Cantatore ed Edoardo Sassi: Palma Bucarelli. Immagini di una vita, prefazione di Citto Maselli – recensione di Luca Pietro Nicoletti

La “diva” Bucarelli (la prima donna a dirigere un museo in Italia), recensione di Luca Pietro Nicoletti per Lorenzo Cantatore ed Edoardo Sassi, Palma Bucarelli. Immagini di una vita, prefazione di Citto Maselli, Roma, Palombi 2011. > Si ha l’impressione di stare dietro le quinte di un film, mentre si sfoglia il bel libro fotografico che Lorenzo Cantatore ed Edoardo Sassi hanno dedicato a Palma Bucarelli, la mitica direttrice che per trent’anni (dalla fine della Seconda Guerra agli anni Settanta) ha guidato la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Questa biografia per immagini, un genere abbastanza consueto nell’editoria recente, ha infatti più di un carattere di eccezionalità e si presta, come è tipico di questa tipologia di libri, a più livelli di lettura. Quanto al primo punto, il carattere insolito è dovuto al personaggio cui il libro è dedicato, caso raro, nella ben poco fotogenica classe degli storici dell’arte italiana, che univa al fascino intellettuale lo charme di una diva del cinema. Già questo fatto, di per sé, giustifica il caso eccezionale che può rendere avvincente un volume di immagini che non sia dedicato a un attore del cinema o a un campione dello sport, o a un rappresentante della politica internazionale, o a un uomo di lettere. Questo libro, infatti, riconferma la leggenda di Palma Bucarelli dagli occhi di ghiaccio e dallo charme che incantava tutta Roma. Non era questa, in fondo, la sede per riflettere sul ruolo di questa figura in un contesto “caldo” della vita civile, oltre che culturale, del paese, in cui i temi socio-politici si intrecciavano pericolosamente con le politiche artistico-culturali: lo sfondo del libro, e non poteva essere diversamente, non è la Guerra Fredda, ma la Roma dei salotti letterari e dei vernissage. Questo libro, infatti, racconta in qualche modo una Bucarelli privata, con il suo carattere volitivo e le sue fragilità, o le sue frivolezze femminili. È uno sforzo, quello dei due autori, di comprensione umana e psicologica di un personaggio così complesso, ma anche un omaggio affettuoso e sentimentale che preferisce, al freddo distacco della critica, la partecipazione umana alla vita di una persona che si è conosciuta e frequentata. È il caso almeno di Cantatore, già curatore di due belle edizioni di scritti di Palma Bucarelli (1944. Cronaca di sei mesi, nel 1997 Cronache indipendenti (1943-1946), nel 2010, entrambi editi da De Luca), che con lei ha avuto una frequentazione amichevole negli ultimi anni di vita della storica direttrice della GNAM.

È un libro che si può leggere e rileggere a più livelli: dalla prima all’ultima pagina, come fosse un romanzo, oppure sfogliandolo come un album di famiglia, soffermandosi di tanto in tanto sulle lunghe didascalie di commento, redatte sul controllo dei documenti d’archivio e unendo fonti disparate, dalla lettera alla pagina di diario, fino a scritture private come i giocosi “calembour” che il giornalista Paolo Monelli scriveva dietro le fotografie dell’amata Palma. Un racconto fatto per messe a fuoco successive e per quadri separati, dunque, secondo una formula mobile che consente di mescolare i piani narrativi, tenendo insieme i grandi eventi che segnano un’esistenza, gli incontri e i piccoli aneddoti quotidiani: tanti elementi frammentari, insomma, che a fatica si riuscirebbero a tenere insieme in una struttura fissa, se non a patto di farne un romanzo d’appendice.

Ma questo rischio, qui, si è scampato. L’idea dichiarata del libro, infatti, come si legge nella stessa prefazione al volume, era di dimostrare come fosse possibile ripercorrere, attraverso questa inedita documentazione, oltre ovviamente ad avvenimenti strettamente legati all’arte, anche molti dei passaggi significativi della storia italiana del XX secolo: gli anni del fascismo, la Liberazione, lo scandalo Montesi, il boom economico, il Sessantotto, restituendo oltretutto un volto a personaggi che un tempo fecero parlare di sé ma che oggi sono pressoché dimenticati. Palma Bucarelli, dunque, la cui figura balza comunque in primo piano, non è un’attrice solista a calcare la scena culturale romana: come tutte le storie, anzi come tutte le biografie ben fatte, questo libro è una storia di rapporti e di relazioni, che entra ed esce dal personaggio per allacciare i fili di altre storie tangenti o compenetranti con quella principale. Una storia, dunque, e centomila.

Luca Pietro Nicoletti

One comment

  1. Giuseppina Burin

    E’ un libro importante e utile, alla comprensione delle vicende artistiche e critiche dell’arte di questi anni, (v.) anche il libro di Vittorio Del Piano-“Alla ricdercadel tempo critico…”/Biografia per immagini su Gillo Dorfles, Edizioni Atelier MediterraneArtePura – N. 47- 49 di vVia G. Giovine. 74123-Grottaglie (Taranto).

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