FARHAN SIKI Implosion: Imperfect Signs – Milano, Primo Marella Gallery, dal 14 dicembre 2011 al 28 gennaio 2012

Farhan Siki, Poisonous Dot, 2011, vernice spray su tela, cm 135x122 - clic per ingranfire

Inaugura mercoledì 14 dicembre, ore 19 alla Primo Marella Gallery di Milano (clicca: MAPPA) la mostra Implosion: Imperfect Signs di Farhan Siki. È stato soprannominato il Banksy asiatico per la forza dei suoi messaggi e per la qualità formale delle sue opere. È questo uno dei motivi che ha spinto la Primo Marella Gallery a organizzare la prima personale europea di Farhan Siki: fino al 28 gennaio, la galleria milanese ospita infatti circa 15 grandi opere, tutte inedite, dell’artista indonesiano. Farhan Siki porta in Italia i suoi contenuti provocatori e irriverenti, mai fini a se stessi, sempre fonte di riflessione sul mondo contemporaneo. comunicato stampa

Proveniente dalla cultura street, e quindi portatore di una forte coscienza sociale combinata a umorismo, estetica audace e impegno, Farhan Siki esplora in profondità l’elemento testuale: l’artista raccoglie loghi, brand, icone e simboli della cultura di massa, sia locali che globali, per predisporli sulla tela – fino a qualche tempo fa sui muri – caricandoli di attributi iperbolici e di parodia.

È un linguaggio mutuato, nella forma e nei contenuti, dal mondo della pubblicità e della comunicazione attraverso cui l’artista presenta le ironiche – ed amare – contraddizioni della vita contemporanea.

Gli attacchi polemici di cui Farhan Siki si fa portavoce non sono però soltanto genericamente rivolti ad una società di massa non meglio identificata: è talvolta lo stesso sistema dell’arte, nelle sue derive da star system, a diventare bersaglio. Le letture beffarde che l’artista dà del lavoro di alcuni suoi colleghi dimostrano l’approccio impudente di chi non deve chiedere il permesso a nessuno per dire ciò che vuole dire.

Forti contrasti hanno infatti suscitato le opere della serie Mur(war)kami, di cui si ammirano alcuni lavori da Primo Marella: su uno sfondo composto dai loghi che Takashi Murakami ha ideato per Louis Vuitton si affollano scene di guerra, come a voler ricordare che oltre quella flatness, quella mancanza di profondità, esiste qualcos’altro che non si può ignorare.

Farhan Siki, Mur(War)Kami #2, 2011, vernice spray su tela, cm 200x230

A tale proposito Hendro Wiyanto, curatore della mostra, scrive: “Gli attacchi di Farhan colpiscono il mondo dell’arte e la cultura della celebrità dall’interno. Il nome e l’immagine di un artista oggi sono diventati essi stessi marchi. Il teschio di diamanti per Hirst, le orecchie da coniglio per Jeff Koons, il logo Vuitton per Murakami plasmano l’immagine dei rispettivi artisti assecondando vere e proprie strategie di marketing. […] Non è forse vero che l’eccentricità vende? Una buona arte è sempre un buon affare, ha detto Warhol. O viceversa, dicono gli uomini d’affari”.

Ai più famosi brand globali Farhan affianca in certi casi citazioni provenienti da un’arte più tradizionale, anch’esse in qualche modo trasformate in loghi, perché sempre riconoscibilissime. Ne è un esempio l’opera Noam, Screaming isn’t enough, una tela in cui, su uno sfondo affollato di marchi commerciali, spicca un viso urlante, esplicita citazione dell’Urlo di Munch.  A tale proposito, Farhan afferma: “Ho voluto prendere in prestito l’icona dell’Urlo e inserirla in un mondo fatto di sogni e di promesse di una vita migliore che può essere raggiunta solo attraverso l’atto di acquisto. Ma quale scegliere tra tutti i prodotti che ci vengono proposti? L’isteria cui questo processo di scelta ci porta non è però mai sufficiente: ciò che conta è acquistare, comunque, qualcosa. ”

Farhan Siki lavora principalmente con la vernice spray e utilizza la tecnica dello stencil grazie a cui è in grado di copiare con grande maestria loghi, icone e testi in modo molto simile agli originali. Per dirla con le parole di Primo Marella: “L’esito qualitativo lo pone ad un livello comparabile a quello dei più grandi artisti del momento”.

La sua attività di street artist comincia nei primi anni 2000 per le strade di Yogyakarta dove ha praticato le tecniche di guerrilla stencil. La sua vocazione street è sempre molto forte tanto da spingerlo a confidare a Primo Marella di voler fare qualche incursione anche sui muri di Milano.

Tra le sue mostre più recenti si ricordano: “Indonesian Eye, Fantasies and Realities” alla Saatchi Gallery di Londra e al Ciputra Artpreneur Center di Jakarta; “Sin City” e “Bayang, Indonesia Contemporary Islamic Art Exhibition”, alla Galeri Nasional Indonesia di Jakarta.

Farhan Siki, Body and Shop, 2011, vernice spray su tela, cm 135 x 122

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Primo Marella Gallery.

 

Scheda della mostra

Titolo                           Farhan Siki. Implosion: Imperfect Signs

A cura di                     Hendro Wiyanto           

Sede                            Primo Marella Gallery

Viale Stelvio / ang. Via Valtellina – 20159 Milano

Date                            15 dicembre 2011– 28 gennaio 2012

Inaugurazione             mercoledì 14 dicembre, ore 19

Orari                            martedì – venerdì 10-13 / 14-18.30

Sabato su appuntamento.

Catalogo                     edito da Primo Marella Gallery, con testo critico di Hendro Wiyanto

 

Informazioni al pubblico         Primo Marella Gallery

Viale Stelvio / ang. Via Valtellina – 20159 Milano

Tel. 02.87384885 – info@primomarellagallery.com

www.primomarellagallery.com

           

Ufficio stampa             NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo

                                   Via A. Sforza 9 – 20136 Milano  – 339 89 59 372

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