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Arte, Bauhaus, Black Mountain College, Galleria Civica di Modena, gallerie arte contemporanea, Josef Albers, JOSEF ALBERS Galleria Civica di Modena, Marco Pierini, Milano arte, Palazzina dei Giardini, Palazzo Santa Margherita, Terra Foundation for American Art, VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA DI JOSEF ALBERS

JOSEF ALBERS: alla Galleria Civica di Modena la retrospettiva più ampia mai organizzata in Italia, 8 ottobre 2011 – 12 febbraio 2012

Josef Albers, Homage to the Square, 1957, olio su masonite oil on masonite, 60,96 x 60,96 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

JOSEF ALBERS: APERTURA PROROGATA AL 12 FEBBRAIO 2012. Alla Galleria Civica di Modena (clicca: MAPPA) la retrospettiva dedicata a Josef Albers più vasta mai organizzata in Italia. - Nessuna teoria della composizione porta di per sè a produrre musica o arte. Nessuna teoria dei colori e delle loro armonie è sufficiente a realizzare un quadro dipinto. Josef Albers sosteneva che per poter usare il colore, è necessario sapere che esso inganna di continuo. E, forse, non si può conoscere davvero la parola “inganno” se non lo si è – in qualche misura – subito. Sembra di vederlo, Josef Albers, alle prese con le sue ricerche, con i suoi colori – rapito – nel tentativo di chiudere la partita. E si scorge con chiarezza, leggendo le sue parole, la consapevolezza della magnifica utopia racchiusa, poi, nella più silenziosa delle forme: il quadrato. Nel 1928 spiega i metodi e gli obiettivi dell’insegnamento dato nel corso preliminare al Bauhaus: “L’esperienza personale è l’insegnamento più efficace. La sperimentazione consente risultati irraggiungibili con lo studio, e cominciare col gioco dà buon animo e conduce senza sforzo alla costruzione inventiva e alla scoperta, pedagogicamente altrettanto importante… Il fine è l’invenzione”. (J. ALBERS, L’insegnamento creativo, dal Sesto Congresso Internazionale di disegno, istruzione artistica e arte applicata, Praga, 1928)

Josef Albers parla della sperimentazione e del gioco. Parla dei motori primi dell’invenzione – fine ultimo dell’apprendimento. Parla della conoscenza che deriva dalla ripetizione del gioco: la sperimentazione. Del resto, ognuno di noi ha sperimentato giocando. Lo abbiamo fatto con l’udito, “inventando” relazioni tra suoni che diventeranno, poi,  lingua parlata (e musicale) e, ancora prima, con la vista, che si è “accorta” della luce.

Josef Albers, Homage to the Square, 1963, olio su masonite oil on masonite, 101,6 x 101,6 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

Nel grembo materno gli occhi di un bambino sono già sensibili alla luce: al settimo mese di gravidanza, se si fa lampeggiare una luce forte sulla pancia della mamma nel corso di un esame ecografico, il feto reagisce accostando le palpebre. Vediamo la luce, nasciamo “venendo alla luce”, ma non vediamo alcune qualità primarie delle cose che la luce illumina!

La visione dei colori parte dal secondo mese di vita, con il contrasto rosso/verde, ma è solo a partire dal decimo mese che viene conquistata la visione tridimensionale, della profondità: è allora che iniziamo a comprendere che gli oggetti non hanno una sola faccia, ma più lati, che un quadrato è diverso da un cerchio, che un cubo ha gli spigoli… In altre parole, lo spazio e i rapporti geometrici, acquistano senso, per la specie umana, molto tardi.

Josef Albers è l’artista che più ha saputo ripartire da queste “piccole conquiste” per farle diventare oggetto di una ricerca inarrestabile. Albers ha creato musica di forme e colori, nei suoi quadri. Ha alimentato il ritmo delle sue composizioni con la consapevolezza che uno stesso colore produce innumerevoli possibilità percettive. “Tutti noi siamo in grado di udire un suono isolato, al contrario, quasi mai (cioè senza particolari accorgimenti) possiamo vedere un colore solo, isolato e non in relazione con altri colori. I colori si presentano in un flusso continuo, costantemente in rapporto con quelli vicini in condizioni variabili…” (Josef Albers, Interazione del colore).

La magnifica utopia che noi chiamiamo Arte, di fissare un flusso continuo in una forma – di afferrarlo e tenerlo stretto – è tutta racchiusa nelle opere di questo grande maestro, di questo perenne studente.

Josef Albers, Homage to the Square, 1976, olio su masonite oil on masonite, 60,96 x 60,96 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

La retrospettiva dedicata a Josef Albers, curata dal direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini e che inaugurerà sabato 8 ottobre 2011 alle 18.00 nei due spazi espositivi della Galleria Civica: Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini è la più ricca mai organizzata in Italia. Vi si ricostruisce il percorso dell’artista in tutte le fasi salienti, dagli anni del Bauhaus di Weimar, di Dessau e di Berlino, a quelli del Black Mountain College, della Yale University, a quelli, infine, nei quali –  lasciato l’insegnamento –  si dedicò esclusivamente alla pittura.

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Radio Online dell’Emilia-Romagna ha dedicato ampio spazio alla grande personale dedicata al Maestro della Bauhaus Josef Albers, allestita presso la Galleria Civica di Modena – fino all’8 gennaio 2012:

http://www.radioemiliaromagna.it/cultura/mostre/josef_albers.aspx

Comunicato stampa:

JOSEF ALBERS

Galleria Civica di Modena

8 ottobre 2011- 8 gennaio 2012

La retrospettiva dedicata a Josef Albers, curata dal direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini, inaugurerà l’8 ottobre 2011 alle 18.00 nei due spazi espositivi della Galleria Civica: Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini.

La mostra, la più ampia mai organizzata in Italia, intende ricostruire il percorso dell’artista in tutte le sue fasi salienti, dagli anni del Bauhaus di Weimar, di Dessau e di Berlino, a quelli del Black Mountain College, della Yale University, a quelli, infine, nei quali –  lasciato l’insegnamento –  si dedicò esclusivamente alla pittura.

La retrospettiva, coprodotta dalla Galleria Civica di Modena con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena , è stata organizzata con la collaborazione della Josef & Anni Albers Foundation di Bethany (Connecticut) che ha prestato, con una sola eccezione, le 175 opere esposte. La Terra Foundation for American Art di Chicago ha supportato il progetto attraverso un contributo di 50.000 dollari.

Josef Albers, Set di 4 tavolini impilati, 1927 ca. frassino impiallacciato, lacca nera e vetro colorato, dimensioni varie, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

Del periodo del Bauhaus, la straordinaria scuola fondata da Walter Gropius di cui Albers è stato prima allievo e poi ininterrottamente docente fino alla chiusura, sono esposte 12 opere in vetro realizzate dal 1921 al 1932, 29 fotografie e photocollage, una piccola selezione di xilografie e di gouache e alcuni mobili.

Se i vetri denunciano già con pienezza il rigore della composizione e lo straordinario sentimento del colore che caratterizza la successiva e più celebrata pittura a olio di Albers, le fotografie – assai spesso assemblate dall’artista in forma di photocollage – rappresentano la testimonianza di un occhio attento e appassionato, capace di sottrarre i volti degli amici e dei colleghi (Klee, Kandinsky, Gropius) alla dimensione quotidiana e allo stesso tempo di rivelare straordinarie geometrie, forme e cadenze nascoste nella natura e nelle cose.

Di particolare interesse i mobili disegnati in questo periodo, che uniscono una spiccata funzionalità alla purezza di linee e a una forte inclinazione per i diversi materiali e la loro combinazione (vetro, legni, stoffe).

Josef Albers, Goldrosa, 1926 ca. vetro sabbiato opaco con vernice nera, 44,6 x 31,4 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

Alla chiusura del Bauhaus, sopraggiunta nel 1933 a seguito delle pressioni naziste, Josef Albers accetta una cattedra al Black Mountain College (North Carolina), scuola altamente innovativa e sperimentale fondata proprio in quell’anno, nella quale insegneranno anche John Cage, Merce Cunningham e lo stesso Walter Gropius (mentre tra i suoi allievi vanno almeno menzionati Robert Rauschenberg, Kenneth Noland e, negli anni di Yale, Eva Hesse).

L’approdo alla pittura a olio – sempre a spatola, cavando il colore direttamente dal tubetto – avviene proprio

Josef Albers, Angular, olio su tavola oil on board, 1935, 40,64 x 60,96 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

durante il primo periodo americano, ed è rappresentato in mostra da una decina di dipinti della seconda metà degli anni Trenta e degli anni Quaranta, nei quali è già ampiamente manifesta l’attentissima cura dell’artista per i rapporti cromatici e la loro percezione fisica, preludio alle più note serie “Varianti” (1947-1952) e “Omaggio al quadrato” (1950-1976). Alla prima è dedicato ampio spazio alla Palazzina dei Giardini, mentre il vasto ciclo della maturità occupa per intero la sala grande di Palazzo Santa Margherita: la scansione inizia con il primo “Omaggio al quadrato” dipinto da Albers nel 1950, generoso prestito di un’importante collezione privata americana, e attraverso una selezione cronologicamente disposta di opere di formato e tonalità diverse, si conclude con l’ultimo “omaggio”, compiuto a poche settimane dalla morte dell’artista, il 25 marzo 1976.

Sono infine esposte le sette copertine di dischi disegnate per la Command Records, la casa discografica fondata dal violinista e ingegnere del suono Enoch Light con l’innovativa confezione apribile (“gatefold sleeve”), la cui invenzione si deve proprio alla collaborazione fra Josef Albers e Enoch Light.

Il catalogo bilingue, edito da Silvana Editoriale, contiene – oltre a un ampio scritto del curatore della mostra Marco Pierini – l’introduzione di Nicholas Fox Weber, Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation e una selezione di alcuni testi teorici di Albers, mai precedentemente tradotti in italiano. Verrà anche ripubblicato il breve testo di Wassily Kandinsky stampato nel 1934 sul bollettino della Galleria Il Milione in occasione della mostra di xilografie di Albers e di Luigi Veronesi organizzata dalla galleria milanese.

Josef Albers, Rhomboid in Red, 1942, olio su masonite oil on masonite, 55,88 x 45,72 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

La restrospettiva su Josef Albers è stata supportata dalla Terra Foundation for American Art di Chicago. Fondata nel 1978 la Terra Foundation for American Art si dedica a favorire lo studio, la comprensione e la fruizione delle arti visive degli Stati Uniti d’America. Con le sue risorse finanziarie di oltre 250 milioni di dollari, una raccolta d’eccezione che copre l’arte americana dall’era coloniale fino al 1945, e un ampio programma di borse di studio, è tra le fondazioni leader nel campo dell’arte americana, e destina circa 12 milioni di dollari all’anno per promuovere, in tutto il mondo, mostre, progetti e ricerche sull’arte americana.

La mostra che inaugura l’8 ottobre 2011 alle 18.00 in occasione della VII Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, resterà aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2012 con il seguente orario: martedì-venerdì 10.30-13.00; 15.00-18.00; sabato domenica e festivi 10.30-19.00; lunedì chiuso.

Nella foto: photocollage di Josef Albers composto da due ritratti eseguiti da Otto Umbehr (Umbo), 1928
© 2011 The Josef & Anni Albers Foundation/ Artists Rights Society, New York/ VG Bild-Kunst, Bonn

Biografia

Josef Albers nasce il 19 Marzo 1888 nella piccola città industriale di Bottrop, situata nella regione della Ruhr. Dal 1908 lavora come insegnante nelle scuole elementari, finché nel 1913 non si trasferisce a Berlino dove studia alla Königliche Kunstschule. Nel 1916 ritorna a Bottrop per riprendere l’insegnamento e contemporaneamente studiare alla Kunstgewerbeschule nella vicina Essen, dove incontra Jan Thorn-Prikker, artista olandese specializzato nella creazione di vetro colorato che avrà una certa influenza su Albers.

Nel 1919 si iscrive alla Königliche Bayerische Akademie de Bildenden Kunst a Monaco dove studia disegno con Franz von Stuck.

Nella primavera del 1920 decide di lasciare Monaco e si iscrive al Bauhaus di Weimar, che Walter Gropius aveva fondato appena un anno prima. Durante il suo periodo iniziale frequenta il corso propedeutico tenuto da Johannes Itten e continua a realizzare opere in vetro. A partire dall’ingresso nella scuola di Gropius abbandonerà completamente la figurazione.

Completati gli studi propedeutici al Bauhaus nel 1922 Albers si dedica all’allestimento del laboratorio del vetro interno alla scuola. Nel medesimo anno conosce la futura moglie Annelise (Anni) Fleischmann, al tempo allieva dell’istituto.

L’anno successivo Albers è il primo diplomato del Bauhaus a divenirne insegnante. A seguito della chiusura a Weimar, il Bauhaus e il suo staff si trasferiscono a Dessau nel marzo del 1925; il 9 maggio Albers sposa Anni, con la quale trascorre la luna di miele a Firenze.

Negli anni di Dessau si dedicherà ancora alle opere in vetro, alla progettazione di mobili e oggetti d’uso e alla fotografia.

Nel 1930 Mies van der Rohe diviene direttore del Bauhaus mentre Albers è nominato assistente direttore.

Nel 1932 le crescenti pressioni politiche obbligano il comune di Dessau a ritirare i finanziamenti pubblici destinati al Bauhaus e viene stabilito di spostare la scuola a Berlino. Nella nuova sede si apre la prima mostra personale dedicata ai lavori in vetro realizzati dal 1920 al 1932.

Il nazismo sale al potere il 30 gennaio 1933. A seguito delle gravi vessazioni da parte delle autorità, Albers riunisce i membri rimanenti della facoltà per decidere la chiusura ufficiale del Bauhaus il 10 di agosto.

In seguito alla segnalazione di Philip Johnson e Edward M.M. Warburg del MoMA di New York Josef e Anni Albers sono invitati a insegnare alla scuola d’arte sperimentale e liberale Black Mountain College, appena fondata nei pressi di Asheville, nel North Carolina. Al momento del loro arrivo al college, il 28 novembre, Josef risponde a chi gli chiede quale sia la sua missione come insegnante: “far aprire gli occhi”.

Una mostra delle recenti incisioni di Albers è allestita alla galleria milanese Il Milione nel dicembre 1934; espone assieme a Luigi Veronesi mentre Wassily Kandinsky scrive un breve testo pubblicato nel bollettino della galleria.

Nel 1935, anno in cui realizza il suo primo dipinto astratto a olio, compie con Anni il primo dei quattordici viaggi in Messico.

Gli Albers divengono cittadini degli Stati Uniti nel 1939.

Josef Albers, Variant Adobe, On the Other Side, 1952, olio su masonite oil on masonite, 45,72 x 68,58 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

Nel 1947 passa la maggior parte di un anno sabbatico dipingendo in Messico dove inizia la serie “Variant” (o “Adobe”), ispirata dall’architettura in mattoni cotti incontrata in tutto il territorio messicano.

Nel febbraio 1949 Albers lascia il Black Mountain College e l’anno successivo accetta la nomina di direttore del Dipartimento di Design presso l’Università di Yale. Gli Albers si trasferiscono quindi a New Haven, nel Connecticut. Mentre prosegue ancora per qualche anno la serie “Variants”, elabora il ciclo degli “Omaggi al quadrato”, che non abbandonerà più.

La Galleria Sidney Janis a New York organizza la prima mostra personale del lavoro di Albers negli Stati Uniti nel 1952.

Nel 1958, a settant’anni, Albers si ritira dall’insegnamento.

Il fondamentale testo di Albers “L’interazione del colore”, viene pubblicato dalla Yale University Press; documenta il corso sui colori di Albers sviluppato al Black Mountain College e divenuto celebre durante gli anni d’insegnamento a Yale.

Il Consiglio internazionale del MoMA di New York organizza la mostra “Josef Albers: Homage to the Square” che apre a Caracas nel marzo 1964 e si sposta nei musei di tutte le Americhe fino al gennaio 1967.

Nel 1971 Albers è il primo artista vivente ad avere una retrospettiva personale al Metropolitan Museum of Art di New York. Viene costituita la Josef Albers Foundation Inc.

Il 25 Marzo 1976 Josef Albers muore a New Haven e viene sepolto a Orange, nel Connecticut.

Nel 1983 Anni presiede all’apertura del museo nella città natale di Josef Albers, a Bottrop.

Josef Albers, Variant Adobe, 4 Central Warm Colors Surrounded by 2 Blues, 1947, olio su carta assorbente montata su legno, 25,4 x 33,02 cm, Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

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Mostra Josef Albers

a cura di Marco Pierini

Sedi Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande

Periodo 8 ottobre 2011-8 gennaio 2012

Inaugurazione 8 ottobre 2011, ore 18.00

Organizzazione e Produzione

Galleria Civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Josef and Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

con il contributo di Terra Foundation for American Art di Chicago

Orari di apertura

martedì- venerdì 10.30-13.00; 15.00-18.00

sabato domenica e festivi 10.30-19.00

lunedì chiuso

Ingresso gratuito

conferenza stampa 6 ottobre 2011, ore 11.30

Ufficio Stampa  Clp, Milano, tel. +39 02 433403,  press@clponline.it  

Ufficio Stampa Galleria Civica di Modena, Cristiana Minelli

tel. +39 059 2032883, galcivmo@comune.modena.it

immagini e comunicati scaricabili nell’area giornalisti del sito della galleria

Informazioni Galleria Civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena

tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932

www.galleriacivicadimodena.it

Museo Associato AMACI

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VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA DI JOSEF ALBERS

A CURA DELLA DIREZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

28 e 29 ottobre, 18 e 19 novembre 2011

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La Galleria Civica di Modena organizza una serie di visite guidate gratuite alla mostra dedicata a Josef Albers a cura del Direttore dell’istituto e curatore della mostra Marco Pierini.

Le visite, aperte a chiunque voglia partecipare, senza prenotazione, partiranno sempre dalla Palazzina dei Giardini:

- il venerdì alle 17.30, per concludersi  a Palazzo Santa Margherita dove sarà offerto ai partecipanti un aperitivo;

- il sabato alle 11.00, per concludersi sempre a Palazzo Santa Margherita, con un piccolo rinfresco.

Gli appuntamenti sono stati fissati nelle seguenti giornate: venerdì 28 ottobre e 18 novembre, sabato 29 ottobre e 19 novembre 2011.

JOSEF ALBERS (8 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012, Palazzo Santa Margherita, Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, Modena)

La retrospettiva dedicata a Josef Albers, la più ampia mai organizzata in Italia, intende ricostruire il percorso dell’artista in tutte le sue fasi salienti, dagli anni del Bauhaus di Weimar, di Dessau e di Berlino, a quelli del Black Mountain College, della Yale University, fino a a quelli in cui –  lasciato l’insegnamento –  si dedicò esclusivamente alla pittura. Curata dal Direttore della Galleria Civica di Modena Marco Pierini, coprodotta dalla Galleria Civica di Modena con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena , la mostra è  organizzata con la collaborazione della Josef & Anni Albers Foundation di Bethany (Connecticut) che ha prestato, con una sola eccezione, le 179 opere esposte.

La Terra Foundation for American Art di Chicago ha supportato il progetto attraverso un contributo di 50.000 dollari.

Del periodo del Bauhaus sono esposte 12 opere in vetro, 29 fotografie e photocollage, una piccola selezione di xilografie e di gouache e alcuni mobili.

Del periodo americano poi sono inoltre esposti una decina di dipinti della seconda metà degli anni Trenta e degli anni Quaranta, nei quali è già ampiamente manifesta l’attentissima cura dell’artista per i rapporti cromatici e la loro percezione fisica, preludio alle più note serie “Varianti” (1947-1952) e “Omaggio al quadrato” (1950-1976). Alla prima è dedicato ampio spazio alla Palazzina dei Giardini, mentre il vasto ciclo della maturità occupa per intero la sala grande di Palazzo Santa Margherita.

Sono infine esposte le sette copertine di dischi disegnate per la Command Records, la casa discografica fondata dal violinista e ingegnere del suono Enoch Light con l’innovativa confezione apribile (“gatefold sleeve”), la cui invenzione si deve proprio alla collaborazione fra Josef Albers e Enoch Light.

La mostra, che inaugura l’8 ottobre 2011 alle 18.00 in occasione della VII Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, resterà aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2012 con il seguente orario: martedì-venerdì 10.30-13.00; 15.00-18.00; sabato domenica e festivi 10.30-19.00; lunedì chiuso.

Per chi lo richieda è inoltre previsto un servizio di visite guidate per gruppi e scolaresche, su prenotazione e a pagamento.

Per informazioni www.galleriacivicadimodena.it sezione info.

Josef & Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

Mostra Josef Albers

a cura di Marco Pierini

Sedi Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande

Periodo 8 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012

Inaugurazione 8 ottobre 2011, ore 18.00

Organizzazione e Produzione

Galleria Civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Josef and Anni Albers Foundation, Bethany (CT)

con il contributo di Terra Foundation for American Art di Chicago

Orari di apertura

martedì- venerdì 10.30 – 13.00; 15.00 – 18.00

sabato domenica e festivi 10.30 – 19.00

lunedì chiuso

Visite guidate

venerdì 28 ottobre e 18 novembre 2011, ore 17.30

sabato 29 ottobre e 19 novembre 2011, ore 11.00

Ingresso alla mostra e alle visite gratuito

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