Lumen di CARLO VALSECCHI: in mostra alla Galleria Carla Sozzani dal 7 settembre al 13 novembre 2011

Carlo Valsecchi è in mostra alla Galleria Carla Sozzani (clic qui: MAPPA) dal 7 settembre al 13 novembre 2011, con Lumen, a cura di Nathalie Herschdorfer William A. Ewing. …Una fotografia può rivelare qualcosa che a occhio nudo non si vede. La banalità di questa proposizione trae in inganno. Viene da pensare alla possibilità che lo strumento fotografico superi, per capacità, l’occhio umano. Che l’ampiezza, quindi, del contenitore “foto” sia superiore e contenga più cose. E, per giunta, che la sua permanenza costituisca garanzia di veridicità, sinonimo di oggettività. Ricordiamo il film di Antonioni e si rafforza questa certezza. Torniamo a Blow-up, con la memoria, e usciamo da questo ricordo con la incrollabile fede nella forza di imparzialità e svelamento che può possedere una foto. Nel film, sembra che l’ingrandimento fotografico riveli un cadavere e, il protagonista, continua le indagini  giungendo sempre più vicino alla “verità” (senza mai arrivarci).

Una foto potrebbe dirci, quindi, cose che non sapevamo con l’occhio. O, meglio, l’occhio che vede una foto può imparare qualcosa su se stesso. Socraticamente, l’occhio – che sa di nulla sapere – accetta di imparare dalla foto. Di apprendere la consistenza (o la rilevanza, anche penale,  dei fatti che rappresenta) delle cose tramite l’immagine aumentata dalla foto.  STOP.

Ricompare il ricordo (fatto di foto-grammi) di Blow-up e, con esso, il racconto originale parzialmente tradito da Antonioni (con la complicità di Tonino Guerra e, per i dialoghi inglesi, nessun di meno di Edward Bond!): La bava del diavolo di Cortàzar, che si trova raccolto insieme ad altri piccoli capolavori nel libro Las armas secretas del 1959 (Le armi segrete, Einaudi). E’ Antonioni stesso a esporre: ” L’idea di Blow-Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar. Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova, nella quale il meccanismo assumeva un peso e un significato diversi.” (Michelangelo Antonioni, Blow-up, Einaudi, Torino, 1968).

Quali sono questi significati diversi?  Nel film, la foto produce un enigma. Nel racconto di Cortàzar, un fotografo – che “invade” una scena tra un adolescente e una donna –  sviluppa la lastra e – magia! – si ritrova inquadrato nella sua stessa fotografia. Magico. Non enigmatico.

Crediamo che non sia una differenza da poco. E sentiamo, dopo aver guardato e riguardato (qualche decina di volte) queste foto di Carlo Valsecchi, che tali immagini sfuggano alla prigionia della memoria. Conosciamo un paesaggio che non ricorda. Ricordiamo il paesaggio industriale (e la sua notevole storia e storiografia fotografica, sino ad oggi) ma non riusciamo a collocarle, tali immagini di Valsecchi, in quel “contenitore”. Carlo Valsecchi, con una capacità grande di invenzione, riesce a precipitare la visione in uno spazio senza dimensioni (trovatele voi, le proporzioni e le misure certe!). O, forse, sarebbe meglio dire che Valsecchi, prende immagini come un poeta prende parole: cercandone l’energia interna e riuscendo a riposizionarle, nel discorso, rigenerate. Il paesaggio è una pagina da scrivere. E su questa pagina compaiono parole che non pensavamo. Che non esistevano. E dicono, a noi sembra, che l’occhio contiene più cose della fotografia. La quale, quando va fino in fondo, deve accontentarsi di qualche piccola magia. Come nel racconto di Cortàzar.

Jean Luc Neverborn

segue COMUNICATO STAMPA:

CARLO VALSECCHI
Lumen
Dalle monumentali architetture industriali ai singolari impianti che si trovano
negli interni; dai panorami notturni delle città scintillanti come vulcani attivi ai
luminosi laboratori high – tech; dalle ordinate cassette di frutta e verdura dei
mercati alle coltivazioni irregolari dell’Argentina, Carlo Valsecchi riesce con
molta naturalezza ad avvicinarsi e allontanarsi dal soggetto fotografato
alternando così minuziose riproduzioni a poetiche astrazioni.
Le sue fotografie, di grande formato e prive di ogni presenza umana, in un
primo momento destabilizzano la percezione dell’osservatore, ma
successivamente lo incoraggiano ad un maggior coinvolgimento emotivo con
l’immagine osservata.
Anche se gran parte del suo lavoro si inserisce nella lunga tradizione del
paesaggio industriale sviluppata dalla scuola tedesca, (Bernd e Hilla Becher,
Andreas Gursky), Carlo Valsecchi è riuscito a trovare un proprio registro
espressivo. La precisione delle inquadrature, la luce naturale, il grande
formato, e il particolare utilizzo del colore, tendente alla monocromia,
caratterizzano la sua opera.
Valsecchi non cerca un approccio documentaristico nel suo lavoro, ma tende
ad un’analisi della realtà, ri-immaginata con la propria sensibilità e capacità di
scoprire visioni nuove, grazie allo studio delle correnti artistiche del
Novecento.


Carlo Valsecchi vive e lavora a Milano.

MOSTRE PERSONALI
2011 Galleria Carla Sozzani, Milano;
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), Trento;
2009 Musée de l’Elysée, Losanna;
2006 Triennale di Milano, Milano;
2005 Fondazione Rosselli, Torino;
2003 GAMeC, Bergamo;
Guido Costa Projects, Torino;
Galerie 213, Parigi;
2001 Studio Casoli, Milano;
Galerie 213, Parigi;
2000 Foundation Peggy Guggenheim, Venezia;
1999 Istituto di Cultura Italiano, New York.

MOSTRE COLLETTIVE
2002 ‘Il fantasma della liberta’, la sparizione dell’immagine nella fotografia italiana’, a cura
di Marco Meneguzzo, Spazio Erasmus, Milano;
‘Le Bati, Le Vivant’, Chapelle du Rham, Lussemburgo;
‘Numero Zero’, Guido Costa Projects, Torino;
1998 ’37 cornici per 37 fotografi’, a cura di Marco Romanelli, Association Jacqueline
Vodoz et Bruno Danese, Milano;
1996 Triennale di Milano, Milano;
1992 Biennale di Architettura, a cura di Paolo Portoghesi, Venezia.

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CARLO VALSECCHI
Lumen
A cura di Nathalie Herschdorfer e William A. Ewing
Inaugurazione mercoledì 7 settembre 2011
dalle ore 17.00 alle ore 21.00
In mostra dall’8 settembre al 13 novembre 2011
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30

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Mostra del Musée de l’Elysée, Losanna

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Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – Milano
Tel. 02.653531 – Fax 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org
www.galleriacarlasozzani.org

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